Forbidden Solitaire ricostruisce l’atmosfera dei vecchi giochi su CD-ROM e utilizza il solitario horror per riflettere sulla preservazione videoludica, sulla memoria collettiva e su tutto ciò che rischiamo di perdere insieme ai supporti del passato.

Forbidden Solitaire

Scheda Gioco

Forbidden Solitaire

Genere
Carte, Horror, Strategia
Sviluppatore
Grey Alien Games, Night Signal Entertainment
Publisher
Night Signal Entertainment, Grey Alien Games
Uscita

30 Aprile 2026

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Forbidden Solitaire: dietro questo insolito horror basato sul solitario si nasconde qualcosa di molto più profondo di una semplice operazione nostalgica. Pubblicato il 30 aprile 2026 da Grey Alien Games e Night Signal Entertainment, il gioco ricostruisce l’esperienza di un CD-ROM maledetto del 1995 e la utilizza per riflettere sulla memoria e sulla preservazione videoludica.

La premessa è tanto semplice quanto affascinante. Il giocatore entra in possesso di un vecchio disco ritirato dal mercato dopo le accuse di contenere riferimenti satanici e lo riporta in vita carta dopo carta, affrontando creature e risalendo una torre avvolta dal mistero.

È un gioco nuovo, certo. Eppure riesce a parlare degli anni Novanta con una precisione quasi dolorosa, restituendo non soltanto l’aspetto dei vecchi titoli per PC, ma anche tutto ciò che li circondava.

Forbidden Solitaire : guarda il trailer

Il trailer di lancio presenta il gioco come se fosse una pubblicità televisiva recuperata direttamente dal 1995, tra immagini disturbanti, grafica volutamente datata e promesse che sarebbe probabilmente più saggio non approfondire.

Un CD-ROM maledetto proveniente dal 1995

La storia di Forbidden Solitaire parte nel 2019, quando un uomo trova in un negozio dell’usato un vecchio CD-ROM risalente al 1995.

Il titolo gli sembra vagamente familiare. Ricorda alcune pubblicità e una controversia scoppiata all’epoca, ma non aveva mai avuto l’occasione di provarlo. Una volta installato, il gioco rivela però una natura molto meno innocua di quanto il solitario lasciasse immaginare.

Dietro le carte si nascondono creature, maledizioni, filmati disturbanti e una torre da scalare attraverso battaglie costruite sulle regole del classico passatempo.

La struttura combina il solitario con combattimenti strategici, carte speciali, potenziamenti e ostacoli capaci di modificare continuamente le partite. Il vero elemento distintivo, tuttavia, è l’involucro narrativo che trasforma ogni mano in un nuovo frammento del mistero.

Quando comprare un videogioco era già parte dell’avventura

Come racconta Eurogamer, la ricostruzione dell’estetica degli anni Novanta non si limita a imitare una grafica a bassa risoluzione.

Forbidden Solitaire anni Novanta riporta alla memoria un intero ecosistema fatto di riviste specializzate, fotografie minuscole, pubblicità misteriose e viaggi verso negozi nei quali una scatola illustrata poteva accendere la fantasia molto prima dell’avvio del gioco.

Non esistevano video in 4K capaci di mostrare ogni animazione, analisi tecniche pubblicate prima del lancio o decine di ore di gameplay disponibili con una semplice ricerca. Spesso si sceglieva un titolo osservando qualche immagine, leggendo una recensione e cercando di immaginare tutto il resto.

Il viaggio verso il negozio, il ritorno a casa, l’apertura della confezione, il manuale e l’installazione erano già parte dell’esperienza. A volte funzionava. Altre volte ci si ritrovava con qualcosa di completamente diverso da ciò che avevamo immaginato. Ma anche quella delusione diventava una storia da raccontare.

Riviste, codici segreti e leggende nelle aule scolastiche

Attorno ai videogiochi degli anni Ottanta e Novanta viveva una rete sociale che oggi rischia di essere dimenticata insieme ai supporti fisici.

Le riviste non offrivano soltanto recensioni. Contenevano soluzioni, trucchi, codici segreti, lettere dei lettori e immagini osservate fino a consumare le pagine. I fogli antipirateria e i manuali custodivano informazioni indispensabili, mentre le voci su livelli nascosti e finali segreti si diffondevano nelle scuole senza alcuna possibilità di verifica immediata.

Non tutto era vero, naturalmente. Anzi, buona parte di quelle storie probabilmente non lo era affatto. Ma proprio l’incertezza alimentava conversazioni, amicizie e leggende metropolitane.

Forbidden Solitaire ricostruisce quella sensazione attraverso un gioco che sembra provenire da una linea temporale alternativa. Un CD-ROM mai esistito, ma abbastanza credibile da farci dubitare di averlo forse intravisto davvero su qualche vecchia rivista.

La preservazione videoludica non è soltanto nostalgia

Il punto più importante riguarda però la conservazione dei videogiochi.

I titoli realizzati decenni fa sono legati a dischi deteriorabili, sistemi operativi ormai abbandonati, componenti difficili da reperire e hardware destinato inevitabilmente a smettere di funzionare.

Quando un gioco diventa incompatibile con i sistemi moderni e non viene documentato, archiviato o reso nuovamente disponibile, rischia di scomparire insieme al contesto culturale nel quale era nato.

Non perdiamo soltanto un programma. Perdiamo il modo in cui veniva venduto, raccontato, scoperto e condiviso. Perdiamo le riviste che lo accompagnavano, le discussioni che generava e persino il linguaggio utilizzato per descriverlo.

È un tema che abbiamo affrontato anche nel nostro speciale Byte perduti – Perché i videogiochi della nostra infanzia stanno scomparendo e non è solo nostalgia, dedicato proprio alla fragilità della memoria videoludica e alla necessità di proteggerla.

Forbidden Solitaire trasforma il digitale in memoria collettiva

Il paradosso è che sia proprio un titolo pubblicato nel 2026 a ricordarci quanto sia urgente preservare i videogiochi del passato.

Forbidden Solitaire anni Novanta non utilizza quell’estetica soltanto perché oggi il retrogaming è affascinante o commercialmente riconoscibile. La adopera per ricostruire un modo preciso di vivere il medium, quando ogni nuova uscita sembrava circondata da un piccolo rituale collettivo.

I videogiochi sono intrattenimento, naturalmente, ma sono anche registrazioni di un momento storico. Raccontano le tecnologie disponibili, le ambizioni degli sviluppatori, le paure di una società e il modo in cui intere generazioni costruivano relazioni attraverso mondi digitali.

Proteggerli significa consentire a chi verrà dopo di accedere non soltanto al prodotto finito, ma anche alle condizioni culturali che lo avevano reso possibile.

Forbidden Solitaire ci invita a entrare in una torre maledetta giocando a carte. Nel frattempo, quasi senza che ce ne accorgiamo, ci ricorda che anche un vecchio CD-ROM impolverato può contenere una parte della nostra memoria collettiva. E che perderlo significherebbe cancellare molto più di un semplice videogioco.

 

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