Fateforge: Le Cronache di Kaan – Un cooperativo per tutti?
Fateforge: Le Cronache di Kaan è un gioco da tavolo cooperativo di avventura, edito in Italia da Cranio Creations, in cui si esplorano dungeon, si affrontano orde di nemici, si raccolgono bottini e si fanno crescere i propri eroi. La campagna è strutturata in tre capitoli, ognuno composto da una forte componente narrativa intervallata da numerosi scontri. A guidare l’intera esperienza c’è un’app, che accompagna i giocatori lungo l’avventura e tiene traccia dei progressi in modo semplice e comodo.
Il contenuto della confezione
Una volta aperta la pesante confezione di Fateforge: Le Cronache di Kaan, ci siamo subito resi conto di quanto sia curata la gestione dei materiali. L’inserto e il sistema di stoccaggio sono davvero eccellenti, al punto che il gioco ci fornisce persino indicazioni precise su come riporre tutto nel modo migliore. Un piccolo miracolo organizzativo, che altri editori farebbero bene a prendere come esempio.
Anche le miniature fanno la loro figura: sono belle, dettagliate e hanno un’ottima presenza sul tavolo. Ma il vero gioiello, secondo noi, è la mappa della città: ricchissima di particolari, molto atmosferica e perfetta per farci entrare subito nel mondo di gioco.

L’app, come sempre, è un elemento divisivo, ma in questo caso possiamo dirlo senza esitazione: per noi è una scelta azzeccata. Rende molto più semplice la preparazione della partita e, grazie al salvataggio dei progressi, evita di dover consultare continuamente libretti e materiali diversi. Certo, non è tutto perfetto e qualche piccolo errore è emerso, come la presenza di un avversario leggermente fuori mappa, ma nulla di grave. Un dettaglio da segnalare, più che un vero difetto.
Una storia che sa coinvolgere
La prima cosa che cerchiamo in un dungeon crawler è sempre la stessa: una storia capace di trascinarci dentro il mondo di gioco. Per noi, conta moltissimo l’atmosfera, ma soprattutto il peso delle scelte, che devono avere un impatto reale sul destino dei protagonisti.
Possiamo dirlo subito: con Fateforge ci siamo rimasto dentro fino in fondo. Abbiamo portato a termine l’intera campagna in circa tre settimane e mezzo, e nonostante questo nella recensione cercheremo di non inserire spoiler, così da lasciare a tutti il piacere di scoprire da soli cosa vi aspetta.

In Fateforge: Le Cronache di Kaan vestiamo i panni dei campioni scelti di Ündsenoin, la Foresta Primigenia, inviati nella città di Easafir, capitale dell’Impero di Kartaçöl. Qui ci imbattiamo in una folla di personaggi interessanti e veniamo trascinati in situazioni tutt’altro che semplici, in cui una buona parlantina può contare quanto una freccia piazzata nel momento giusto. L’avventura, guidata dall’app, prende forma attraverso le nostre scelte e attraverso l’esito delle Sessioni Narrative e di Combattimento, che possono aprire strade diverse e rendere ogni partita un’esperienza unica.
Il gioco si articola in tre tipologie di sessione: Narrative, di Combattimento e di Riposo.
Durante le Sessioni Narrative proseguiamo la storia, esplorando Easafir e i suoi dintorni, interagendo con personaggi e fazioni che terranno conto di ciò che abbiamo detto e fatto, e affrontando sfide che metteranno alla prova le nostre capacità lungo il cammino.
Le Sessioni di Combattimento rappresentano invece i momenti più tesi e concitati dell’avventura. Qui la narrazione si fa più serrata e, nella maggior parte dei casi, dobbiamo completare obiettivi specifici in pochi round, mentre siamo circondati da nemici di vario tipo. Gli scontri si risolvono tramite l’uso dei dadi, ognuno associato a un’azione diversa, che può essere potenziata o modificata dalle abilità del personaggio. La cooperazione è fondamentale: ogni eroe deve sfruttare al meglio il proprio ruolo per permettere al gruppo di esprimere tutto il suo potenziale. E non basta infliggere danni: bisogna anche cercare di limitare le ferite, perché dopo ogni combattimento si recupera solo una parte della salute. Per questo diventa importante procurarsi cibo e pozioni curative, così da potersi riprendere completamente ogni due o tre scontri.

Infine, le Sessioni di Riposo permettono di curarsi, acquistare nuovo equipaggiamento e apprendere abilità visitando i luoghi di Easafir e delle aree circostanti. Ogni sessione offre un certo numero di azioni da spendere liberamente, e con il procedere della storia, in base ai personaggi incontrati e ai luoghi esplorati, si sbloccano nuove missioni secondarie e ulteriori punti di riposo. È così che il personaggio cresce, si specializza e prende forma in modi sempre diversi.
Quello che ci ha colpito di più è quanto sia stato facile lasciarsi trasportare dal mondo di gioco. Ogni volta volevamo sapere cosa sarebbe successo dopo, tanto che siamo quasi arrivati a “correre” la campagna, cosa piuttosto insolita per noi, visto che i giochi di ruolo e di avventura tendono normalmente a portarci via mesi.
Abbiamo apprezzato tantissimo anche l’esplorazione della città e dei suoi dintorni, con quel gusto quasi da MicroMacro che rende la mappa ricca di dettagli e piccoli indizi. La trama è piena di svolte, e le nostre decisioni influenzano davvero chi può diventare un alleato e chi, invece, un nemico. Anche il finale ci ha sorpresi, anche se in parte ci aspettavanmo che la storia lasciasse spazio a un seguito.
Progressione dei personaggi
Lo ammettiamo senza problemi: ci piace costruire personaggi perfettamente ottimizzati. Sarà forse il nostro retaggio da amanti dei giochi FromSoftware, ma ci diverte davvero trovare la build più efficiente possibile, quella in cui ogni scelta combacia alla perfezione. Per fortuna, Fateforge ci ha dato esattamente quello che cercavamo e, soprattutto, ci ha permesso di sviluppare gli eroi in direzioni diverse, rendendo ogni personaggio davvero unico.

Durante le nostre partite abbiamo sperimentato sia il Mercenario che il Guardiano della Foresta. Il Mercenario lo abbiamo impostato come un personaggio orientato a infliggere danni, quello che nel gergo dei videogiochi viene spesso definito DPS: in pratica, un eroe pensato per fare il maggior numero possibile di danni in poco tempo. Allo stesso tempo, grazie alla sua struttura, poteva anche resistere a qualche colpo quando la situazione lo richiedeva. Il Guardiano della Foresta, invece, è stato il nostro cecchino: una vera macchina da frecce, capace di colpire da lontano e abbattere più nemici in rapida successione. Ci siamo divertiti tantissimo con questa coppia, anche se forse non si tratta di una sinergia perfetta; quello che conta è che insieme funzionavano benissimo nel ripulire stanza dopo stanza.
Anche l’equipaggiamento trovato o acquistato durante la campagna contribuisce a differenziare i personaggi e a cambiare il modo in cui li si gioca. In generale, il sistema di personalizzazione è davvero riuscito: è una gioia per chi, come noi, ama spremere al massimo il potenziale di ogni eroe.
Abbiamo provato anche gli altri personaggi nelle battaglie singole: il Nobile è uno spadaccino molto versatile, con due diverse posture di combattimento che gli permettono di muoversi rapidamente o difendere gli alleati; il Furfante colpisce di sorpresa nascondendosi sul campo; lo Sciamano è invece la classica classe di supporto capace di aiutare il gruppo nei momenti più delicati.
Questo sistema di crescita ci ha lasciato la voglia di rigiocare, proprio per testare meglio il potenziale di tutto il roster.
Nei giochi di questo tipo non sopportiamo quando gli obiettivi si riducono sempre al solito “elimina tutto quello che si muove”. Fortunatamente, Fateforge evita questo problema alla grande. Le missioni sono varie, ben introdotte dalla narrazione e spesso sorprendenti. Non ci sono però solo missioni ben strutturate: anche il bestiario è interessante. Incontreremo mercenari, arcieri, scheletri, bestie e altri tipi di avversari, tutti con comportamenti, statistiche e abilità differenti, capaci di renderci la vita molto difficile.
Il gioco propone anche nemici élite e boss, ma qui il nostro entusiasmo si è un po’ raffreddato. Non sappiamo se la causa sia l’aver sviluppato il Guardiano della Foresta in modo troppo efficace, ma finiva per eliminare quasi tutto con un colpo solo. Anche il combattimento finale ci ha lasciato leggermente delusi: lo abbiamo chiuso in appena due turni.

In termini di difficoltà, comunque, il bilanciamento oscilla un po’. Alcune missioni sono risultate troppo semplici, altre ci hanno costretto a pianificare ogni mossa con attenzione.
Un combattimento rapido e dinamico
Venendo al sistema di combattimento, posso dire senza esitazione che è rapido, dinamico e ricco di belle combinazioni.
Ogni personaggio ha il proprio pool di dadi, che viene lanciato durante la fase di pianificazione. Spade e frecce servono a infliggere danni, gli stivali a muoversi, mentre i simboli di concentrazione permettono di attivare altre azioni. I risultati ottenuti non si limitano però alle azioni base: possono anche alimentare le abilità speciali, e ogni eroe dispone di sei poteri che ne modificano in modo significativo il modo di giocare.
La parte più interessante, però, è la possibilità di trasformare i risultati dei dadi in catene di combo davvero soddisfacenti. Anche per questo una buona build diventa fondamentale, come dicevamo prima. Abbiamo apprezzato molto anche il fatto che persino i fallimenti possano essere sfruttati per ottenere certi effetti. In più, esistono diversi modi per rilanciare i dadi, quindi in Fateforge quasi nulla viene davvero sprecato.
Dopo la fase dei dadi, siamo noi giocatori a decidere l’ordine di attivazione di eroi e nemici. Sapere già in anticipo cosa faranno gli avversari nel loro turno ci costringe a posizionarci con attenzione, per evitare danni inutili e sfruttare al meglio il nostro turno.

Un elemento particolarmente riuscito è poi la fase di reazione dei nemici, gestita dall’app, che aggiunge un ulteriore livello di tensione. È lì che scopriamo quali due nemici si attiveranno, spesso con attacchi modificati. Quando riusciamo a evitare tutto alla perfezione, la soddisfazione è enorme; quando invece subiamo il colpo, si sente eccome, perché in Fateforge non si torna automaticamente al massimo della salute dopo ogni scontro. Per recuperarci dobbiamo riposare, ma anche questo ha un costo in oro, che quindi va raccolto con attenzione durante le missioni.
Come se la storia, la varietà delle missioni e il combattimento dinamico non bastassero, c’è anche la pressione del tempo. Il fatto che la maggior parte degli scontri debba essere risolta entro quattro round ci mette costantemente sotto tensione e ci spinge a muoverci con decisione. È un elemento che rende benissimo il ritmo del gioco. Se non riusciamo a chiudere in tempo, possiamo concederci un round extra, ma al prezzo di una corruzione che penalizza il personaggio. Una meccanica severa, ma giusta, perché in Fateforge ogni scelta ha davvero un costo.
Su molte mappe troviamo anche forzieri e ricompense sparse in giro. Sulla carta sembrano un invito irresistibile, ma spesso non si trovano affatto lungo la strada più efficiente verso l’obiettivo. Eppure, proprio per questo, è stato molto soddisfacente riuscire a capire quando valeva la pena deviare senza perdere troppo tempo.
Fateforge non è un gioco lunghissimo: per completarlo ci abbiamo messo poco meno di quaranta ore. E per un dungeon crawler è un enorme punto a favore. Il merito principale sta nel ritmo iniziale molto rapido e nell’ottima organizzazione dei componenti, che rende il setup degli scontri molto meno macchinoso del solito. Resta solo la seccatura di dover cercare ancora alcune tessere terreno, cosa che personalmente continuiamo a non gradire troppo.
Concludendo…
Fateforge: Le Cronache di Kaan ha soddisfatto praticamente tutti i miei criteri per un dungeon crawler. La storia cattura, le nostre scelte influenzano il mondo e la narrazione, gli scontri sono dinamici e la pressione del tempo aumenta ancora di più l’atmosfera. Il sistema di dadi è semplice ma elegantissimo, perché le varie abilità permettono di trasformare i risultati in combo sempre diverse. A questo si aggiungono una produzione eccellente e un sistema di storage che accelera davvero la preparazione.
Fateforge: Le Cronache di Kaan
BUONO- Storia coinvolgente
- Paradiso per chi ama ottimizzare i personaggi
- Missioni e nemici vari e ben differenziati
- Combattimenti dinamici con pressione del tempo
- Inserto e mappa città straordinari
- I boss potrebbero essere più impegnativi
- Bilanciamento da rivedere
- La dipendenza dall’app potrebbe non piacere a tutti
Fateforge: Le Cronache di Kaan è stato per noi una sorpresa davvero riuscita: un dungeon crawler capace di unire narrazione, tensione e progressione con una solidità rara. Non sarà perfetto, soprattutto quando si parla di boss fight, ma riesce a lasciare il segno grazie alla sua atmosfera, alla varietà delle missioni e a una produzione che valorizza al massimo l’esperienza al tavolo. Un’avventura che, senza troppi dubbi, ci ha convinti dall’inizio alla fine.




