Dopo un’attesa quasi spasmodica, Elden Ring è finalmente giunto sul mercato videoludico, scuotendo, in una maniera del tutto imprevedibile, una community di giocatori mai così ampia per un titolo targato From Software, annichilendo senza troppe domande una concorrenza agguerrita, nel mese di febbraio.
La nuova IP di Hidetaka Miyazaki sembra racchiudere a sé tutto ciò che di buono è stato fatto in questa decade dalla casa giapponese, sfornando un titolo che, in soldoni, è la “greatest hits di From Software”, plasmata per rendere l’esperienza di gioco godibile per i nuovi arrivati nel sottogenere dei souls like ma anche estremamente accogliente per tutti quelli cresciuti a “pane e bestemmie”, abituati al livello di difficoltà poco permissivo dei titoli della sopra citata casa di sviluppo.

Prodotto da Bandai Namco, Elden Ring è la prima vera incarnazione open world del genere souls like per From Software e ci siamo, letteralmente, persi nell’incredibile design della mappa esplorabile, affascinati ma allo stesso tempo spaventati dalla mole contenutistica e di possibilità dettate da questa mastodontica ambientazione, caratterizzata dal solito meraviglioso design a cui ci hanno abituati Miyazaki & co.

Grazie ad un codice review, relativo alla versione PC, fornitoci dal publisher, abbiamo messo piede nell’Interregno di Elden Ring, uscendo ammaccati ma anche totalmente appagati da una tra le esperienze di gioco più incredibili degli ultimi anni.

Ecco cosa ne pensiamo dell’ultima fatica targata From Software

Benvenuto nell’Interregno, Senzaluce

A destare un notevole chiacchiericcio sul nuovo mondo di gioco creato da Hidetaka Miyazaki è stata, appunto, la collaborazione con George R. R. Martin, lo scrittore statunitense di romanzi fantasy, noto soprattutto per il ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco (trasposti su schermo nella celebre serie televisiva Game of Thrones). Il gioco, tuttavia, sembra non aver beneficiato, in termini di trasparenza narrativa, della chiacchierata collaborazione con Martin, proponendo uno stile “oculato” che molto si avvicina a quello delle loro già citate serie più importanti, come Dark Souls o Bloodborne.

Gli eventi di Elden Ring prendono luogo nell’Interregno, a seguito di un evento che ha scosso le fondamenta del mondo stesso: la distruzione dell’Anello Ancestrale. Lo spargimento dei frammenti del sopra citato anello, dal nome di Rune Maggiori, ha portato i figli semidivini della Regina Marika l’Eterna, a possederne uno ciascuno, esaltandone i poteri sì ma anche corrompendone l’anima. Nei panni di un “Tarnished”, un Senzaluce – abitante esiliato dall’Interregno dopo la perdita della benevolenza dell’Anello Ancestrale, torneremo a calcare le lande da cui in tempo eravamo stati allontanati, con l’obiettivo di viaggiare nel regno piegato dalla corruzione, raccogliere tutti i frammenti spezzati dell’Anello e ascendere al ruolo di Lord Ancestrale.

Con questo incipit, racchiuso in poche righe di testo, i ragazzi di From Software in collaborazione con George R. R. Martin hanno così creato questo impressionante mondo di gioco da cui, oltre agli eventi principali, si dipaneranno una lunga serie di sotto trame, atte a incentivare l’esplorazione e la scoperta di ogni piccolo segreto nascosto nella vasta mappa di gioco. Impossibile quantificare con precisione quante ore saranno necessarie a raggiungere i titoli di coda: il gioco si presenta con una mole contenutistica spropositata, oltre alla presenza di una quest line principale che, per il suo solo completamento, vi porterà via un minimo di cinquanta ore di gioco, senza contare appunto la presenza smodata di segreti, side stories e location secondarie da esplorare che, a nostro parere, non devono essere evitate per comprendere appieno la complessa lore alla base dell’universo narrativo di Elden Ring.

Un “Soulborne” open world che strizza un occhio a Breath of the Wild

Elden Ring, lato meccaniche di gameplay, attinge a piene mani dalle precedenti opere di From Software, proponendo quello che è, a conti fatti, un riuscitissimo mix tra quanto di buono visto con le serie di Dark Souls, Bloodborne e, perchè no, anche un pizzico di Sekiro.

Il gioco, per la prima volta, si propone con un’ambientazione interamente open world, abbandonando così le open map interconnesse che avevano fatto la fortuna delle precedenti iterazioni From Software. Il giocatore, tutorial “brutale” escluso, sarà quindi gettato nelle vaste lande dell’Interregno, interamente esplorabili, pregne fino al midollo di segreti da scoprire.

Il complesso – ma allo stesso tempo eccellente – level design operato dal team di From Software ha da la sua l’incredibile pregio di incentivare l’esplorazione: in Elden Ring esplorare ogni anfratto del mondo di gioco porta sempre a qualcosa, che sia un dungeon segreto con tanto di boss fight opzionale, forzieri nascosti, NPC con cui dialogare o portali in grado di farci scoprire recondite location della mappa. Esplorare il mondo di Elden Ring non è mai stato così gratificante: il giocatore è costantemente incentivato a esplorare, anche grazie all’introduzione di Torrente – la cavalcatura – che rende, di fatto, i viaggi all’interno dell’Interregno ancora più rapidi e diretti, senza contare i diversi luoghi di grazia (i “falò” di Elden Ring) posti strategicamente sulla mappa e in grado di rendere l’esperienza di gioco meno frustrante del previsto – sono presenti anche dei “checkpoint”, chiamate Statue di Marika, che pur non essendo punti di viaggio veloce, permettono di rinascere dopo la morte ed evitare lunghi percorsi prima delle numerose boss fight.

In Elden Ring entreremo presto a contatto con il nostro nemico numero uno, la morte, che – come da tradizione From Software – comporterà la perdita temporanea di tutti i punti esperienza da lì fino accumulati. Le Rune, questo il nome dell’esperienza/valuta in Elden Ring, potranno tuttavia essere recuperate presso il luogo della nostra morte prematura – attenzione però a non ri-morire nel frattempo, visto che andremo incontro alla perdita definitiva dell’esperienza precedentemente perduta.
Come dicevamo, le Rune non rappresentano solo il principale “strumento” per salire di livello verso i diversi punti di grazia (il levelling up, in soldoni, funziona in maniera del tutto identica a quella degli altri titoli From Software, dandoci la possibilità di spendere esperienza nelle varie caratteristiche del personaggio), ma saranno anche la principale valuta dell’Interregno, spendibile presso i diversi mercanti e maestri presenti nel mondo di gioco, senza contare i fabbri che ci consentiranno di potenziare l’armamentario a nostra disposizione.

Una classe per domarle tutte

In Elden Ring è opportuno tenere presente un aspetto fondamentale: la classe scelta in partenza non è assolutamente determinante, ma solo una base su cui costruire il nostro personaggio. Elden Ring mette a disposizione ben dieci classi iniziali, a cui ovviamente potremo indirizzarci se desideriamo affrontare le prime fasi dell’avventura con uno stile di gameplay piuttosto che con un altro. Come dicevamo, niente è determinante, quindi potremo iniziare scegliendo una classe magica come l’Astrologo e, successivamente, iniziare a potenziare le nostre abilità con le armi a due mani e corazze pesanti. Avere un’idea chiara fin da subito ci consentirà di direzionare la nostra build verso una stabilità consolidata già dalle prime ore di gioco, ma Elden Ring – nelle fasi avanzate dell’avventura – andrà incontro alle esigenze dei giocatori, dando l’opportunità di resettare le caratteristiche e ri-applicarle come meglio vogliamo (questa operazione, comunque, non può essere ripetuta all’infinito, quindi attenzione a quello che si sceglie di fare).

Pad alla mano, Elden Ring si presenta con il combat system più variegato che mai abbiamo avuto modo di sperimentare in un titolo From Software. Oltre alla combinazione di attacchi leggeri, pesanti, schivate e rotolate, il nostro eroe avrà anche l’opportunità di “saltare” in qualsiasi momento, offrendo una vasta gamma di attacchi in più che consentono, appunto, di attaccare i nemici in salto, aumentando la possibilità di sbilanciarli (specialmente i boss più cazzuti) ed effettuare attacchi critici. Una delle peculiarità di Elden Ring, vista in parte con Dark Souls III, è quella relativa alle abilità delle armi, che possono essere infuse – presso i fabbri – all’interno delle armi, dandoci la possibilità di sfruttare bonus o caratteristiche aggiuntive in battaglia. Oltre a questo, avremo a disposizione una vasta gamma di incantesimi, che potranno essere imparati dai diversi trainer NPC sparsi nell’Interregno e che se sfruttati a dovere ci daranno non pochi vantaggi, offensivi e non, durante gli scontri più complessi. Estrapolato dal recente Sekiro, anche in Elden Ring sono state integrate delle semplici meccaniche stealth che, al di fuori delle boss fight, ci permetteranno di colpire di sorpresa i nemici alle spalle, effettuando danni critici.

Le boss fight, come sempre, rappresentano il fiore all’occhiello delle produzioni From Software. Oltre agli innumerevoli boss principali, il gioco ha comunque dalla sua una vasta gamma di mini-boss totalmente opzionali, che potranno essere scovati in dungeon o location semi/nascoste che, se battuti, ci daranno accesso a ricompense di livello (alcune, addirittura, ci potranno venire sensibilmente in aiuto nelle boss fight principali). Come sempre il livello di difficoltà poco permissivo a cui ci hanno abituati i ragazzi giapponesi di From Software, metterà alla dura prova le nostre abilità con il pad, costringendoci a ripetere decine e decine di volti gli scontri, per comprendere appieno i pattern offensivi dei nemici e familiarizzare alla perfezione con tutte le meccaniche di gameplay che Elden Ring ci propone.

Affrontate le diverse problematiche ai server dei primi giorni di lancio, il gioco offre una solida componente online cooperativa, non particolarmente immediata nella fruizione ma comunque funzionale, che ci consentirà di essere evocati – o di evocare – altri giocatori alleati in specifiche location della mappa – esiste un sistema di filtri tramite password che vi consentirà di giocare con i vostri amici in maniera più semplice e diretta (ricordiamo comunque che, allo stato attuale, il gioco non offre alcuna funzionalità di cross play). La componente PvP consente inoltre di “invadere” le partite degli altri giocatori come spiriti vendicativi, dando vita a scontri dall’elevato tasso di spettacolarità che ci daranno accesso a un buon numero di ricompense, se portati a termine con successo.

Un supporto PC un po’ claudicante

Artisticamente parlando, Elden Ring è semplicemente meraviglioso. Il world building operato dai ragazzi di From Software rappresenta, senza dubbio, un’eccellenza nell’ambito degli open world, al pari di altri capolavori del genere, come il già citato The Legend of Zelda: Breath of the Wild che, paragoni azzardati a parte, ha diversi punti in comune con il titolo in analisi. La struttura dei livelli, il design delle stesse, unita ad una spaventosa varietà in termini di morfologia del territorio, rendono l’Interregno di Elden Ring una tra le migliori ambientazioni mai create per un titolo From Software.

Alle beltà artistiche, purtroppo, non corrisponde un’altrettanta qualità in termini di ottimizzazione. Nella versione PC da noi provata, abbiamo notato una vasta gamma di magagne tecniche – specialmente successivamente al post lancio – che hanno messo un po’ in luce tutte le carenze del team giapponese nell’affrontare porting su piattaforme diverse da Playstation e Xbox. Saltuari fenomeni di stuttering a parte – che abbiamo maggiormente percepito nella nostra configurazione secondaria “armata” di RTX 3060 – uno degli aspetti che ci hanno maggiormente frenato sul fronte tecnico, è sicuramente quello relativo alla mancanza del supporto all’ultrawide, costringendoci a godere dell’avventura con le fastidiosissime “bande nere” poste ai lati dello schermo. Altro aspetto che provocherà, sicuramente, del malcontento per i giocatori PC più navigati è quello relativo al frame rate “bloccato” a 60 fps: c’è comunque da dire che diverse mod hanno operato su questo limite e i risultati non sono stati così positivi, visto che il gioco è chiaramente pensato per non viaggiare su frame al secondo superiori al limite imposto da From Software.

Ottimo il comparto sonoro, che si affida alla solita buona scelta musicale, unito ad una discreta effettistica sonora. Il gioco, doppiato in lingua inglese, offre una buona traduzione testuale in italiano.

Concludendo…

Elden Ring problemi tecnici su PC a parte, che si spera vengono risolti con futuri aggiornamenti, resta una tra le esperienze più incredibili mai confezionate dal team giapponese di From Software. La nuova mastodontica opera ideata da Hidetaka Miyazaki, in collaborazione con George R.R. Martin, ha dell’incredibile, a partire da un open world che incentiva tantissimo il giocatore ad esplorare ogni singolo anfratto dell’ampia mappa di gioco, e da un gameplay ancor più perfezionato dalle già ottime recenti uscite di From Software.

Un gioco da acquistare, se siete fan dei titoli From Software, ma che rappresenta anche un buon inizio per sperimentare per la prima volta questo sottogenere ideato dalla casa giapponese. Odiate la difficoltà? Statene fuori, ma rischierete di perdervi una tra le migliori esperienze di gioco dell’anno.

Configurazione di prova:
Monitor: AOC CU34G2X/BK
Scheda video: GeForce RTX 3080 Ti
Processore: Intel Core i7-11700K
RAM: 32 GB DDR4

CI PIACE
  • Open world dal level design sopraffino che incentiva tantissimo l’esplorazione
  • Gameplay che racchiude le migliori opere di From Software, difficile da familiarizzare ma anche parecchio gratificante
  • Contenutisticamente esagerato
  • Si scopre sempre qualcosa di nuovo
NON CI PIACE
  • Ancora svariati fenomeni di stuttering
  • Manca il supporto all’ultrawide
  • Non si sente la “mano” di George R.R. Martin
Conclusioni

Elden Ring è l’evoluzione del genere “Soulborne” in un contesto open world. Gameplay sopraffino, mappa di gioco che incentiva tantissimo l’esplorazione, con tanti segreti da portare alla luce e NPC con cui dialogare. Un vero e proprio sogno per gli amanti dei titoli From Software, che troveranno in Elden Ring la miglior opera del team giapponese.

9.2Cyberludus.com

Articolo precedenteSimbolotto di oggi martedì 8 marzo 2022
Prossimo articoloEstrazioni Lotto di oggi giovedì 10 marzo 2022
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

E tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione!