Armored Core VI: Fires of Rubicon – FromSoftware torna al comando dei mech
È passato molto tempo dall’ultimo capitolo di Armored Core. Visto il successo di Elden Ring e, in generale, della formula Souls-Like, praticamente, inventata dal team giapponese, nessuna avrebbe potuto immaginare che FromSoftware sarebbe tornata a lavorare sulla serie. Detto questo, eccoci qui. Armored Core VI: Fires of Rubicon non solo “esiste”, ma anche un ottimo titolo. In effetti, è tutto ciò che i videogiocatori cercavano da un titolo Armored Core, traslato al 2023. Il livello di personalizzazione è tornato, le missioni sono rapide ma ricche, e gli spettacolari pezzi di gioco sono più grandi che mai. Come ogni gioco di FromSoftware, Armored Core VI: Fires of Rubicon non è sempre facile nella sua difficoltà, ma è comunque qualcosa di incredibile, profondo e appagante.
Ora vi spieghiamo perchè…
Lo chiamavano Fires of Ibis
Gli eventi di Armored Core VI prendono piede in seguito a un tremendo disastro su un pianeta chiamato Rubicon. Ad un certo punto, l’umanità scoprì il Coral: una preziosa fonte di energia conduttiva che permetteva anche il trasferimento di flussi di dati. Con essa, l’umanità intraprese un’età dell’oro tecnologica, finché il Coral, accumulato in gran parte, esplose in una catastrofica esplosione che bruciò la superficie di Rubicon e si estese persino in tutto il suo sistema stellare, incendiando altri corpi planetari.
Si pensava che tutto il Coral si fosse esaurito in quello che divenne noto come le Fires of Ibis. Questo, fino a quando le corporazioni non hanno rilevato tracce di Coral, riapparse su Rubicon 50 anni dopo. E con questa scoperta, è iniziata una sorta di corsa all’oro, con le corporazioni che precipitate per cercare di ottenere qualsiasi Corallo potessero reclamare. Questo apre la strada anche per te, un mercenario umano potenziato conosciuto solo come 621, e il coordinatore, Handler Walter, impegnati a scendere sul pianeta e cercare di trarre profitto dal caos.
Come molti dei suoi predecessori, Armored Core VI: Fires of Rubicon si svolge a missioni, e in ogni sortita, i giocatori si troveranno di fronte a vaste distese di terre ghiacciate, terreni montagnosi e tecnologia contorta sparsa ovunque: dalla diga trasformata in fortezza difensiva, alla gigantesca fonderia sul fianco della montagna, alla fabbrica, i campi di battaglia di questo capitolo sono incredibili e particolareggiati, anche per il breve tempo necessario a portare a termine i task.
Anche i mech sono fantastici, e potremo personalizzarli a fondo. Tra strumenti per la verniciatura, creatori di emblemi, posizionamento di decalcomanie e altro ancora, abbiamo anche potuto creare una verniciatura personalizzata per il nostro mech, spendendo ore a creare un emblema personalizzato (non immaginate la soddisfazione di “sfoggiare” un equipaggiamento con la nostra firma). In poche parole, se non ti piace l’aspetto del tuo mech, il gioco ti fornisce quasi tutti gli strumenti di cui hai bisogno per cambiarlo, che tu voglia seguire un percorso coinvolto o semplicemente scegliere una delle impostazioni predefinite già presenti nel gioco.
La gestione dei mech
Se non bastasse poter personalizzare esteticamente il tuo mech, Armored Core VI è anche pieno zeppo di pezzi e armamenti per renderlo funzionalmente nostro. All’inizio avremo a disposizione solo poche opzioni per poter equipaggiare i nostri mech, ma man mano che completeremo le missioni, sbloccheremo parti direttamente oltre ad aver accesso al Negozio.
Le armi sono estremamente divertenti e variegate: tra danni cinetici (proiettili normali), energia, esplosivi e stili d’impatto, troveremo una vasta gamma di equipaggiamenti adatti a quasi ogni stile di gioco.
Vuoi una build con doppia mitragliatrice e lanciamissili? Puoi farla! Vuoi equipaggiare il tuo tank con tutti gli esplosivi più potenti possibili? Se hai i soldi, è possibile.
Le parti del corpo rimangono al centro del processo di costruzione, in cui scegli gambe, un torso, braccia e una testa che ti forniscono una miscela di punti armatura del mech, velocità, manovrabilità, facilità di mira, peso, capacità di trasporto delle armi e altro ancora. Potremo costruire mech leggeri per tattiche “hit-and-run” con armi da mischia, pesante con cingoli da carro armato o zampe di ragno per resistere agli attacchi e utilizzare artiglieria pesante senza esitazione, o in una qualsiasi altra configurazione intermedia.
Il vero limite in Armored Core VI: Fires of Rubicon è il contesto delle missioni e ciò con cui dovrai combattere. Il titolo diventa difficile quando il nostro mech non è equipaggiato a dovere per la missione che andremo ad affrontare. Se ci troveremo di fronte a un boss con attacchi ad area di enorme entità, un tank lento potrebbe non essere la scelta più adatta. Allo stesso modo, un mech leggero non significa molto se disporremo della potenza di fuoco necessaria per completare un obiettivo. Fortunatamente, Armored Core VI offre molte modalità per testare i nostri mech e assicurarci così che la build funzioni: ci sono arene sia PVE che PVP da esplorare, che ci consentiranno di sfidare una lista di avversari controllati dall’IA o nemici umani per vedere come si comporta nostro mech. Potremo persino salvare le build che ci piacciono e caricarle alla bisogna.
FromSoftware, dopo l’esperienza maturata con i Souls in questi anni, non è stata affatto clemente con questo gioco. I boss sono i momenti del gioco dove, a nostre spese, scopriremo veramente il valore del nostro mech. È anche qui che la difficoltà del gioco passa spesso da gestibile a “assurda”. Se il boss alla fine della missione continua a distruggere il tuo mech, non puoi semplicemente andare a giocare un’altra missione per far avanzare la storia. Devi sconfiggere quel boss, e se non ci riesci, significa tornare indietro e rigiocare le missioni precedenti per guadagnare abbastanza crediti per acquistare più pezzi.
Pad alla mano, Armored Core VI riesce a dare il meglio di se: il movimento omnidirezionale del mech da noi costruito, metterà a dura prova le nostre abilità ma se familiarizzato a dovere, sarà in grado di regalare al giocatore diverse soddisfazioni. Muoversi per la mappa, attaccare i nemici con missili o attacchi in mischia, renderanno gli scontri vari ed estremamente cinematografici, e vedere in azione il mech sapientemente personalizzato dai giocatori, sbarellare con successo boss e nemici, vi darà un senso di soddisfazione senza eguali.
Concludendo…
Armored Core VI: Fires of Rubicon è un gioco che se la cava tra alti e bassi. Da una parte troviamo un ottimo sistema di combattimento, che mette in mostra tutta la maturità dei FromSoftware e la loro esperienza con i titoli d’azione, dall’altro non abbiamo apprezzato particolarmente la curva di difficoltà un po’ eccessiva, che ci ha costretti spesso a rivedere in maniera “traumatica” le nostre build, costringendoci a rigiocare diverse missioni per poterci permettere di comprare pezzi diversi per il nostro mech costruito in maniera “errata”. Detto questo, i fan di Armored Core hanno davanti il titolo definitivo, che ameranno alla follia in quest’ultima iterazione.
Armored Core VI: Fires of Rubicon
BUONO- Probabilmente l’Armored Core definitivo per i fan della serie
- Personalizzazione del mech profonda e appagante
- Sistema di combattimento ottimo
- Le missioni non brillano per varietà
- Difficoltà a volte eccessiva
Armored Core VI: Fires of Rubicon è il gioco definitivo per i fan della serie che, nonostante i picchi eccessivi di difficoltà, riesce a divertire dall’inizio alla fine, grazie ad un combat system pregno di tutta la maturità di FromSoftware.










