Hades – Un viaggio infernale su PS4
Per coloro che ancora non avessero sentito parlare di Hades (vergogna!), sappiate che è un titolo creato da un piccolo team di appassionati, i Supergiant Games con sede a San Jose in California, che ha rappresentato la punta di diamante della scorsa stagione videoludica. Una piccola perla indie che ha saputo emozionare le masse, fino ad ottenere l’ambita corona del Game Of The Year 2020 (con i nostri Cyberludus Awards è inoltre riuscito a guadagnare la coccarda di miglior produzione indie). Negli ultimi due anni Hades è approdoto su quasi tutte le piattaforme esistenti, ma ancora una mancava all’appello: l’ammiraglia di Sony. Eccolo quindi colmare questa lacuna, perfezionato, ottimizzato, pronto per portare l’inferno sulle tv di tutti i possessori di PS4 e PS5, letteralmente!
Fatta questa doverosa premessa, se ancora non conoscete questo incredibile titolo, non temete: ne parleremo ampiamente nella nostra recensione…
In questo anno bislacco, purtroppo costellato da pletore di reboot, remake e pochissime nuove uscite, non stupisce questo ennesimo rilascio non originale; se non altro per tutti i possessori di PS4/PS5 sarà possibile mettere le mani su questo ottimo action game dai toni mitologici. La storia narra le gesta di Zagreus il figlio di Ade che, come tutti sanno, è il re degli Inferi. Il ragazzo non è contento della sua dimora, sebbene per lui, in quanto figlio di Ade, sia comunque lussuosa ed agiata. Il suo desiderio è quello di raggiungere la superficie e lasciarsi alle spalle il mondo sotterraneo, anche contro la volontà del temibile padre. Il nostro protagonista gode di una perfetta forma fisica, abilità eccezionali, armi incredibili ed uno strano interesse ad aiutarlo da parte di tutti gli altri Dei e varie figure mitologiche – tra questi figurano Poseidone, Atena, Afrodite, Ares e persino lo stesso Zeus. Il protagonista nel corso della sua avventura potrà anche interagire con diversi personaggi del palazzo di Ade, come il cane a tre teste Cerbero o la strega Nyx, grazie ai quali potrà costruire trame secondarie e potrà anche intervenire direttamente per aiutare alcuni tra i più sfortunati abitanti del regno della morte. Questo livello di interazione è anche uno degli elementi che distingue leggermente Hades da altri roguelike, suppur eccelsi, come Dead Cells.
Gameplay al fulmicotone…
Insomma è chiaro che la storia non possiede una narrativa troppo spinta, ma se non altro fornisce un ottimo contesto che giustifica le meccaniche rogue-like di cui Hades è un fiero rappresentante. A dire il vero il genere in questione calza un po’ stretto ad un titolo come questo – le relazioni tra tutti i personaggi rendono gli obiettivi di Hades fondamentalmente diversi da quelli di altri roguelike, molti dei quali danno priorità alla difficoltà ed alla abilità nel combattimento sopra ogni altra cosa. Le fondamente sono quelle, è vero, ma in questo caso ogni successiva run produce una qualche forma di progresso davvero tangibile, sia in termini di dialogo dei personaggi che di raccolta oggetti. Questi possono essere utilizzati per aumentare permanentemente le stat del giocatore, rendendolo progressivamente in grado di resistere a qualsiasi sfida gli si pari davanti. Questo si traduce in più energia, più “vite” (sotto forma di un’abilità che resuscita il giocatore quando esaurisce l’energia), più danno, etc.
Un roguelike che si prende cura del giocatore!
Ogni successiva run in Hades è quasi completamente casuale, come vuole la tradizione. Il susseguirsi di stanze trabocca di potenziamenti casuali e doni dai vari dei, che conferiscono a Zagreus potenti abilità aggiuntive, ma ovviamente durano solo fino alla sua (inesorabile) morte. Gli “zii” di Zagreus però non possono aiutarlo direttamente, poiché il loro potere è limitato nel regno di Ade, ma possono concedergli alcuni doni che gli attribuiscono abilità ed effetti speciali. Per fare solo una manciata di esempi: Bacco può aggiungere un effetto che ubriaca i nemici dopo ogni attacco, Athena può aggiungere uno scudo attorno alla abilità di scatto e consentire di respingere i proiettili dei nemici contro di loro. Artemide può aumentare le chance di colpo critico, mentre Zeus aggiunge vari effetti di elettrocuzione alle abilità, come era facile prevedere.
Quando si ripulisce una stanza si passa alla successiva: a volte è possibile scegliere tra più uscite e, grazie ad alcune icone esplicative, si è in grado di prevedere con anticipo quale tipo di bonus si andrà ad acquisire nella stanza seguente. Questo meccanismo è perfetto per portare alla creazione di “build” molto efficaci contro boss, altre efficaci contro le masse, ma in generale comunque è difficile percepire di aver ottenuto poco durante una singola run – segno che il bilanciamento è davvero ben realizzato.
Questa meccanica appena descritta apre la strada verso una vera e propria personalizzazione dello stile di gioco: in Hades ogni giocatore affronterà il gameplay con un proprio stile, più o meno dettato da gusti o preferenze personali. Il risultato è un titolo davvero versatile, divertente, che può regalare senza troppi problemi più di 80 ore di gioco!
Comparto Tecnico.
Hades non è mai stato un titolo avido di risorse in nessuna sua incarnazione ed era già scontato che una PS4 standard sarebbe stata più che efficace nel rendergli la giustizia che merita. La grafica in se è piacevole, niente che faccia gridare al miracolo, ma utilizza uno stile molto peculiare a metà tra il cell shading ed un fumetto che prende vita – la grafica isometrica ci riporta ad altri titoli dei Supergiant come ad esempio Bastion. Non abbiamo mai assistito ad alcun rallentamento od incertezza, ma, se proprio vogliamo trovarvi un difetto, forse è nei caricamenti, che talvolta si fanno sentire. Siamo comunque sempre nell’ordine di una manciata di secondi, mai di più. Il comparto sonoro è di ottimo livello: effetti sonori vari, scelti con cura, un parlato (niente italiano) più che decente; chiude il cerchio una colonna sonora raggiante ed ispiratissima che incalza a dovere l’azione senza mai stancare. Tutto il testo ovviamente è stato tradotto egregiamente in italiano, senza sbavature.
Concludendo…
Hades è un titolo che ha covato due anni in Early Access e che ha raggiunto una tenace maturità lentamente, progredendo nel migliore dei modi. I ragazzi di Supergiant hanno costruito un’esperienza di gioco unica che all’apparenza può sembrare difficile, ma che in realtà accompagna il giocatore e lo asseconda, aiutandolo quando serve. Tutti possono arrivare alla fine, con la giusta perseveranza, non si tratta di un gioco punitivo. La quantità di contenuto è ottima offrendo tantissime varianti di poteri, armi, abilità da scoprire, dialoghi – a volte si dimentica quasi che si sta giocando un roguelike!
In una parola: compratelo.
Hades
OTTIMO- Un gameplay sopraffino, tra i migliori degli ultimi anni.
- Tantissimo contenuto, difficilmente stanca.
- Mai punitivo, accompagna il giocatore anche grazie a tanti livelli di difficoltà liberamente selezionabili.
- Colonna sonora ispiratissima.
- Ripetitivo – si tratta pur sempre di un roguelike!
- Niente funzioni multiplayer o coop di alcun tipo.
Hades su PS4 è un porting assolutamente perfetto, un titolo che calza a pennello sull’ammiraglia di Sony e rappresenta un assoluto must per gli amanti degli hack’n’slash, ma più in generale degli action game. Se l’avete già giocato su altre piattaforme forse ha poco senso riprenderlo, ma se non è così è il momento giusto. Nota positiva: la versione PS4 consente un libero upgrade alla versione PS5, con grafica in 4k a 60fps e pieno supporto per il Dual Sense.








