GRID è un titolo di corse notevole, uno di quelli in grado di, con le dovute riserve, imporsi sul mercato come “unicum”, come protagonista e antagonista di un settore che vede, in linea di massima, ciclicamente contendersi il trono differenti titoli, dai più simulativi a quelli più arcade. Una ciclicità che, solitamente, dura del tempo, almeno finché un altro contender non fuoriesce dall’ombra per insidiare il trono di qualcun altro. Perciò, quando venne annunciato il reboot della serie, molti fan delle corse d’auto, entrarono in fibrillazione, specialmente perché, come pochi, GRID era in grado di accontentare tutti, sia gli amanti degli arcade, solitamente legati a questioni più emozionali che tecniche, sia gli amanti delle simulazioni, innamorati del settaggio minimale. Ma, in questo reboot, c’è di più: Fernando Alonso, il campione di Formula 1, “ci ha messo la faccia” partecipando come consulente alla realizzazione del titolo, a questo punto ancora più appetitoso. Pur non “sbordando” completamente in nessuno dei due settori, GRID propose una sorta di mediazione intelligente e riuscita dei due mondi: riuscirà il reboot a mantenere intatto il suo spirito originale?

Un po’ di storia…

Race Driver: GRID (conosciuto anche come GRID) è un titolo di corse sviluppato dalla Codemasters, uscito in Europa nel 2008 per PlayStation 3, Xbox 360, Microsoft Windows e Nintendo DS. GRID è il settimo titolo della serie TOCA Touring Car, giocabile con la prima e seconda generazione di PlayStation. All’epoca della sua uscita, GRID ha ricevuto recensioni “favorevoli” su tutte le piattaforme, secondo i voti aggregati sul sito Metacritic (su cui ha una votazione che supera generalmente l’otto). Ad esempio, la nota rivista Edge lo ha posto al quarantunesimo posto nella sua lista “The 100 Best Games To Play Today” (“I Migliori 100 Giochi da Giocare Oggi”).

Asfalto bollente

GRID è un gioco di corse che si pone su di una sorta di linea di confine tra la simulazione, con annesse possibilità di interazione tecnica, e un titolo arcade più vicino a saghe come Need For Speed, Forza Horizon, ecc. Sin dalle prime battute, GRID si è rivelato una autentica sorpresa, specialmente per chi la serie non la rimembra: se da un punto di vista concettuale le modalità disponibili non sono granché innovative, GRID si differenzia innanzitutto per i contenuti, i quali lo rendono una sorta di “antologia” delle corse automobilistiche, grazie ad una infinità di circuiti, auto di tutti i tipi e competizioni differenti disponibili nella modalità di punta del titolo, ovvero la modalità carriera. Modalità che, nella sua accezione single player, rappresenta il cuore della produzione ludica: il fulcro della competizione è la GRID World Series, grande contenitore di competizioni, gare ed eventi, i quali alternano le possibilità di utilizzo di diversi mezzi. Vincendo e partecipando alle gare, otterremo esperienza ed il nostro pilota salirà di livello, sbloccando anche nuove possibilità, come quella di assumere compagni di scuderia più forti in grado di supportare la nostra “causa”.

A grandi linee, la competizione si divide in sei macro-categorie, ognuna a sua volta divisa in una serie differente di campionati e/o eventi. Se volessimo suddividere le gare disputabili, GRID offre solo due tipologie di gare: tradizionali e a tempo. In questo senso, nonostante i contenuti quantitativamente ci siano, GRID ritorna sul mercato “stridendo” con le attuali produzioni racing, in linea di massima votate a creare un (minimo) filone narrativo o un po’ di sfondo “raccontato” alle nostre manovre sull’asfalto. Ciò non è una vera e propria mancanza, ma sarebbe stato sicuramente un tocco di classe della serie, soprattutto ora che si riaffaccia su di un mercato sostanzialmente cambiato rispetto ad una decade fa. A questo si aggiunga che, oltre alla succitata “campagna”, GRID offre in più solamente una modalità sfida singola in cui, scegliendo liberamente tra le varie opzioni possibili (tutte però da sbloccare giocando la carriera), potremo giustamente affrontare in totale arbitrio.

Naturalmente, GRID si presenta anche con un comparto online piuttosto sviluppato e divertente, che amplierà notevolmente il divertimento esperibile. Anche in questo caso, come nel resto delle possibilità a livello di gameplay, GRID si è rivelato un po’ troppo old style: al momento, il comparto multiplayer offre la possibilità di partite casuali in lobby “random” o create ad hoc dai giocatori, in modo privato. Codemasters ha di già specificato che il titolo sarà lungamente supportato, con l’introduzione di vere e proprie stagioni effettive di gioco: in futuro, le modalità potrebbero aumentare ma, al momento, una certa limitatezza resta.

I miei bolidi

Ma parliamo del parco auto: vasto ma non vastissimo, anche se sono in programma svariati contenuti aggiuntivi che, siamo certi, amplieranno le “belve” utilizzabili. In linea di massima, potremo accedere ad una settantina di modelli delle case d’auto principali (spiccano però alcune mancanze di peso, come Lamborghini), tutti riprodotti piuttosto bene ed è, a questo proposito, da sottolineare l’ottimo lavoro complessivo di fedeltà visiva dei modelli proposti profuso dagli sviluppatori. In linea di massima, nonostante una differenziazione estetica, data la natura “intermedia” del titolo, il modello di guida delle stesse non sarà esattamente realistico: ogni auto, con le dovute minuzie, restituisce un feeling piuttosto simile, specialmente fra le auto appartenenti ad una macro-categoria specifica, ma tutte tendono ad una sorta di “scivolamento controllato” sull’asfalto, scelta sicuramente voluta per donare al gioco quella frenesia caratteristica delle produzioni arcade. Data la non simulatività, GRID si lascia guidare sostanzialmente bene sia con un pad che con uno sterzo, offrendo un certo livello di scalabilità complessivo, in grado di accogliere neofiti e saziare una buona fetta dei veterani delle corse. Gli amanti delle simulazioni pure, al contempo, non troveranno probabilmente possibilità sufficienti per saziare la loro fame infinita di “difficoltà”, basterà loro probabilmente il modo “anti-fisico” in cui il gioco ci metterà per gestire sovrasterzo e sottosterzo, i quali avranno in gioco un effetto non propriamente realistico.

A impreziosire però una fisica che, per scelta, non sarà realistica al centimetro, ci pensa l’ottimo lavoro svolto da Codemasters a livello di programmazione dell’intelligenza artificiale, aggressiva e strategica al punto giusto, ma anche grazie all’introduzione delle rivalità: quando il nostro stile di guida diverrà “dannoso” per uno dei piloti in gara, si attiverà una sorta di “feud” che renderà il nostro momentaneo antagonista piuttosto aggressivo nei nostri confronti. Un sistema interessante anche se deve esser ancora tarato al 100%, poiché spesso si attiveranno faide in modo totalmente involontario. Se si pensa che su GRID i veicoli possono esser danneggiati e ridotti in brandelli, grazie ad un sistema di collisioni generalmente ottimo e saziante a livello visivo, la questione rivalità potrebbe presto rivelarsi un’arma a doppio taglio. Piacevole aggiunta, non solo estetica, sono gli effetti meteo che avranno un effetto concreto nel nostro gareggiare.

Tecnica… mente

In una stretta visuale concentrata sull’apparato tecnico, GRID offre un ottimo contorno estetico e di programmazione, seppur non privo di difetti. Ad un livello grafico generale più che buono, che offre modelli d’auto ben riprodotti e ambientazioni (specialmente quelle cittadine) minuziosamente dettagliate, GRID offre scorci di sicuro impatto dedicati a tutti i piloti, soprattutto sui circuiti in notturna. In generale, l’esperienza migliore su console risulta percettibile sulle versioni potenziate delle principali piattaforme, ovvero PS4 Pro e Xbox One X (console di prova), non solo da un punto di vista meramente grafico – naturalmente superiore sulle top di gamma – ma soprattutto per quanto concerne la fludità complessiva, bloccata a 30 fotogrammi sulle versioni base e “sbloccata” a 60, piuttosto solidi e raramente in affanno, sulle console “2.0”. Discorso diverso per il comparto audio, che potremmo descrivere come “bene ma non benissimo”: in generale, la qualità complessiva del rumoreggiare delle nostre belve risulta buona e soddisfacente, ma i puristi del settore si accorgeranno presto di una certa staticità emozionale dei vari “ruggiti”, tutti poco diversificati fra loro.

Concludendo…

GRID è un ottimo gioco di auto, non perfetto ma dai tanti contenuti e sicuramente divertente. Per certi versi, proprio perché propone un concept ludico legato al passato, potrebbe non offrire sufficienti motivazioni ai piloti più giovani ma, in linea generale, anche i “puristi” non saranno particolarmente affascinati dal titolo. GRID è divertente e frenetico ma, probabilmente, non adatto a tutti i palati.

CI PIACE
  • Buona mediazione fra arcade e simulazione
  • Ottimo pacchetto contenuti
  • Frenetico e votato alla “sportellata”
NON CI PIACE
  • Poca varietà a livello di modalità
  • Sistema di rivalità a doppio taglio
  • Alcune scelte “old style”
Conclusioni

GRID è un’esperienza consigliata, divertente e longeva: il suo spirito “old style” permane immutato o quasi nella sua nuova iterazione, la qual cosa potrebbe “spaventare” i giocatori più recenti. Tante piste, un buon parco auto e una guidabilità borderline: ingredienti per una “minestra” piuttosto saporita.

8Cyberludus.com

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