Nel lontano 1995, ai tempi della prima PlayStation, Psygnosis pubblicò lo storico Destruction Derby, iconico titolo corsistico basato sul vero sport chiamato demolition derby. Più che sul semplice “arrivare primi”, l’obbiettivo del gioco consisteva nel sopravvivere agli avversari ponendo il giocatore dinanzi ad una sfida contro altre autovetture che dovevano distruggersi fra loro per ottenere quanti più punti possibili. Grazie al suo concept semplice ed accattivante, il gioco riscosse un grande successo di pubblico. Nonostante qualche sequel e diversi tentativi di imitazione, nessun altro prodotto videoludico riuscì mai ad emulare a pieno lo stile ed il carattere del gioco uscito ormai più di vent’anni fa modernizzando, allo stesso tempo, la formula alla base dell’esperienza. Nessuno, prima di Wreckfest.

Meglio tardi che mai

Lo sviluppo di Wreckfest è stato estremamente travagliato e difficile. I lavori iniziarono nel 2012 con il titolo provvisorio Next Car Game. Visto il disinteresse di qualsivoglia publisher a supportare il progetto, Bugbear Entertainment, team al lavoro sul titolo, avviò una campagna Kickstarter nel 2013 volta a finanziare lo sviluppo del gioco. Il piano era di lanciare il gioco nel 2014 ma la campagna si rivelò un totale fallimento e ciò portò il team di sviluppo a rilasciare il gioco in versione anticipata su Steam, per cercare di affascinare l’utenza dimostrando il grado di distruttività e l’efficienza dell’ottimo motore fisico alla base del titolo. Dopo quasi cinque anni di sviluppo a stretto contatto con i giocatori, il gioco debuttò ufficialmente su PC lo scorso anno. La lunga fase di gestazione ha portato i ragazzi di Bugbear a migliorare ed arricchire esponenzialmente il gioco, costruendo sull’affascinante base di partenza una mole di contenuti di tutto rispetto che oggi si schianta con estrema convinzione sulle nostre console.

Wreckfest propone infatti oggi una corposa e variegata modalità carriera, una solida componente multiplayer, ventisette tracciati con due o più configurazioni ognuno ed una trentina di diversi veicoli.

Giocare, distruggere, crescere

Proprio la rosa di veicoli a disposizione potrebbe sorprendervi. Ce n’è per tutti i gusti (dalle muscle car alle microvetture, dalle compatte agli… scuolabus) ed ogni vettura gode di un funzionale sistema di personalizzazione. E’ possibile infatti sbloccare nuove componentistiche utili a migliorare caratteristiche come velocità, resistenza agli urti e maneggevolezza. Bugbear non ha lasciato nulla al caso ed ha posto il sistema di potenziamento su una solida base che potremmo definire quasi strategica. Gli upgrade di cui ci serviamo per potenziare il nostro bolide hanno una reale influenza sul veicolo. Così facendo, renderemo l’auto più veloce modificando il motore, il sistema di raffreddamento o l’impianto di alimentazione ma dovremo comunque trovare un equilibrio tra velocità e forza, perché è praticamente impossibile terminare una gara evitando in toto gli incidenti.  Di conseguenza, rendere più resistente la carrozzeria grazie all’innesto di un imponente paraurti o di funzionali barre per finestrini finirà per rendere più pesante, e di conseguenza più lenta, la vettura. Più che nei rettilinei, tale pesantezza si avvertirà in fase di curva,  sta a voi dunque scegliere il veicolo ed i potenziamenti adatti in base alla sfida che state per affrontare, sperimentando a dovere per trovare la combinazione perfetta.

Non bisogna comunque dimenticare che anche l’occhio vuole la sua parte: a tal proposito, potrete sbizzarrirvi personalizzando esteticamente il vostro bolide cambiando verniciatura ed adesivi o montando bizzarri accessori e tanto altro. In questo modo, giocando in multiplayer sarà alquanto improbabile trovare avversari col vostro stesso identico stile.

Tutti questi aspetti convergono verso un sistema di progressione ottimamente scandito, basato sull’ottenimento di crediti ed esperienza dopo ogni gara ed una modalità carriera, composta da cinque ricchi campionati, che consente di accedere a nuovi eventi soltanto dopo aver raggiunto un determinato numero di punti. Per velocizzare il processo di crescita, farete bene a completare gli obbiettivi facoltativi utili ad accumulare più esperienza, come fare sbandare un tot di avversari o demolire determinati obbiettivi. Crediti ed esperienza saranno utili ad acquistare veicoli e strumenti di personalizzazione.

Nonostante sia possibile creare eventi rapidi personalizzati, è assente una componente multiplayer locale. Possiamo solo immaginare le soddisfazioni che avrebbe potuto regalarci un gioco del genere durante una serata a casa con gli amici, purtroppo questo scenario al momento rimane soltanto un sogno.

In Wreckfest ogni gara è una vera e propria battaglia. Non basta essere i più veloci per tagliare il traguardo, bisogna armarsi di cattiveria e furbizia per non lasciarci le penne e non finire demoliti. La coriacea ed aggressiva IA rende ogni sfida spettacolare. I vostri avversari cercano costantemente lo scontro, spesso anche in maniera alquanto sagace cercando di farvi incastrare contro qualche ostacolo per rallentarvi. In ogni caso, il giocatore non è protagonista solitario di ciò che accade a schermo e sarà estremamente frequente assistere ad incidenti catastrofici che si sviluppano sullo sfondo, in modo totalmente plausibile e spontaneo. Capiterà dunque di assistere a scene mozzafiato, con rottami vaganti e scontri improvvisi che vi costringeranno a munirvi di notevole prontezza di riflessi per non finire schiantati in qualsivoglia ostacolo. Nonostante tutto ciò, non pensate che le gare in Wreckfest siano soltanto distruzione e caos, tutt’altro. La devastazione è uno splendido contorno per gare cariche di pathos e plasmate attorno ad un sistema di guida solido e ben amalgamato. I veicoli che utilizzerete conferiscono un appagante senso di pesantezza che smorza sensibilmente la vena arcade del titolo ed inoltre, per prevalere contro i vostri temibili avversari, saper affrontare al meglio le curve sarà una importante freccia nella vostra faretra. Oltre che imparare a padroneggiare le derapate, il nostro consiglio è quello di servirsi del cambio manuale in modo da gestire autonomamente la “ferocia” del bolide. Inoltre, non fate l’errore di pensare che basterà schiantarvi senza logica contro un avversario per mandarlo fuori strada poiché anche la vostra vettura è soggetta a danni ed esibirsi in stupidi frontali non ha totalmente senso. Meglio puntare su un atteggiamento più subdolo, provando ad esempio a far sbandare l’auto che vi precede speronandola sul posteriore.

Discorso diverso per quanto riguarda i demolition derby, eventi in cui la demolizione è al centro della scena, che vi metteranno in arene con l’unico scopo di abbattere i vostri avversari e rimanere gli ultimi sopravvissuti in pieno stile battle royale. In queste sfide un approccio conservativo, girando intorno agli avversari che si malmenano a vicenda, può risultare vantaggioso ma sappiate che rimanere un tot di secondi senza urti porterà ad una squalifica immediata. Per la serie: furbi sì, codardi no!

In ogni caso, è da ammirare l’impianto messo a punto dai ragazzi di Bugbear che vince e convince. Che si tratti di gare o derby, la struttura di gioco funziona egregiamente anche grazie alla convincente realizzazione dei tracciati, che più che come scenografie risultano veri e propri comprimari di uno splendido spettacolo. I circuiti sono ricchi di barriere, pneumatici, staccionate pronte ad andare a pezzi dopo ogni impatto portando a schermo un valido modello di interazione ambientale. Occhio però agli ostacoli più duri come muretti e simili presenti nei tracciati, lì è meglio non schiantarsi. Alcuni tracciati godono di un design semplicemente fuori di testa, presentando superfici miste o persino diverse sezioni in cui vi ritroverete a guidare contromano aumentando considerevolmente il rischio di schiantarsi contro gli avversari. In certe situazioni, avrete come l’impressione di ritrovarvi in veri e propri campi di battaglia, tra soldati morenti (vetture distrutte) che vagano senza meta e arti spappolati (rottami di varia natura) sparpagliati a destra e a manca. A dir poco suggestivo.

Comunque, se pensavate di aver visto il caos in modalità carriera, aspettate di provare il multiplayer. Il comparto online mette contro fino a sedici utenti in lobby predefinite. Competere contro altri giocatori eleva al massimo lo spirito di Wreckfest, le gare online sono adrenaliniche, violente e perfettamente godibili grazie ad un matchmaking veloce ed ad una quasi totale assenza di latenza. Dimenticatevi del bon ton, siate sleali, indegni e catapultatevi in un’orgia di rottami in cui sarà il più caparbio ad uscire vincitore.

Tutta questa violenza ad alte velocità gode di una resa visiva dei danni ai veicoli che risulta fortemente riuscita. Vedere bolidi all’apparenza indistruttibili accartocciarsi dopo un sonoro impatto è una soddisfazione non da poco e tale goduria può essere coadiuvata dalla possibilità di fare in modo che i danni incidano sulle prestazioni tramite un’apposita opzione. Sta a voi scegliere se puntare su un sistema vagamente simulativo e credibile o se godervi un’impostazione totalmente arcade basata esclusivamente sul divertimento.

Tecnicamente parlando

Potremmo continuare a parlare per ore di quanto sia soddisfacente il gameplay, la fisica ed i controlli ma è doveroso dedicare spazio anche al comparto tecnico del gioco. Wreckfest non sfoggerà certamente un livello di dettaglio grafico degno dei migliori esponenti del genere ma c’è da dire che il titolo offre comunque un colpo d’occhio gradevole. Nonostante il delirio che avviene a schermo, l’esperienza di gioco risulta abbastanza stabile e fluida. Volendo essere pignoli, possiamo citare qualche raro bug che ci ha visti bloccare davanti piccoli rottami costringendoci a riavviare la partita. Abbiamo potuto provare il titolo su PlayStation 4 Pro ed il risultato è stato assolutamente soddisfacente, nonostante l’assenza di settaggi dedicati a 4K, HDR, performances e motion blur. Ben più variegata la scelta per quanto riguarda difficoltà e gameplay, due fattori altamente scalabili e personalizzabili grazie a diverse impostazioni personalizzate.

Da segnalare l’assenza di gare in notturna o condizioni di pioggia. Quest’ultima evitata, con molta probabilità, perché sarebbe stata veramente impossibile da gestire senza sacrificare pesantemente la fluidità. Chissà però che delirio avremmo vissuto in tracciati bagnati da pesanti acquazzoni… Sarà per la prossima generazione, si spera.

Senza infamia e senza lode il sonoro, caratterizzato da una colonna sonora aggressiva che ben si adegua all’atmosfera battagliera del titolo, pur non presentando nessun brano realmente memorabile. Discretamente credibile il rombo dei motori.

Concludendo…

Wreckfest è un racing game arcade di pregevole fattura. Divertente e dannatamente fuori di testa, il titolo di Bugbear vi farà vivere situazioni di gioco incredibili, tra incidenti spettacolari ed assurde corse tra tosaerba e trattori. L’esperienza di gioco, immediata ed altamente scalabile, presenta un buon livello di profondità ed una mole di contenuti più che soddisfacente, tra la corposa modalità carriera, il piacevole comparto multiplayer e l’abbondanza di veicoli e tracciati. Il tutto è scandito da un sistema di guida estremamente solido ed appagante e da un apprezzabile sistema di progressione. A rombare prepotentemente, facendola da padrone, è assolutamente il sistema che gestisce fisica e danni, capace di regalare non poche soddisfazioni a schermo. C’è qualche leggera magagna qua e là, come l’assenza di un comparto multiplayer locale, tuttavia Wreckfest è il miglior esponente esistente di una tipologia di giochi di guida che faticava ad imporsi da diversi anni ormai. C’è voluto tanto tempo, ma ne è valsa la pena.

 

CI PIACE
  • Sistema di guida solido ed appagante
  • Tanti contenuti
  • Distruzione a palate
  • Fisica convincente
NON CI PIACE
  • Manca il multiplayer in locale
  • Niente pioggia e gare notturne
Conclusioni

Wreckfest è un racing game eccezionalmente divertente. Che siate fan dei giochi di corse o meno, questo gioco vi sorprenderà.

8.7Cyberludus.com

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Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

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