Dopo il debutto nel paese del Sol Levante avvenuto alla fine dello scorso anno, Dragon Quest Builders 2 è giunto in territorio occidentale nel corso di questo mese.

Il primo Builders, ai tempi della sua uscita avvenuta nel 2016, venne definito da molti come una sorta di Minecraft ambientato nel mondo di Dragon Quest ed, effettivamente, questa definizione calzava discretamente bene al gioco di Square Enix. La sostanziale differenza tra i due titoli derivava dal fatto che Dragon Quest Builders non abbandonava il giocatore in un vuoto mondo procedurale, bensì proponeva tutorial, obbiettivi e persino una trama. Il tutto convergeva in favore di un’esperienza di gioco più semplice ed ordinata rispetto al classico Minecraft.

Dragon Quest Builders 2 prende di peso la formula del primo capitolo, arricchendola esponenzialmente e limandone le asperità. Il risultato è un gioco più gradevole, meglio amalgamato e dannatamente assuefacente, nel senso buono del termine.

La presenza di Malroth a volte sarà… invadente.

L’arte del costruire

In un mondo dove regnava il caos, il Gran Sacerdote Hargon era portatore di disgrazie e terrore mentre Malroth, il Signore della Distruzione, aveva il compito di annientare l’umanità. Fortunatamente, un eroe riuscì a sconfiggerli riportando la pace sul regno. Dopo diverso tempo, il nostro personaggio si risveglia a bordo di una nave pirata in viaggio sul mare, scoprendo di essere ostaggio di un gruppo di fedeli seguaci di Hargon determinati a proseguire l’opera di distruzione cominciata dal loro messia. Il protagonista, personalizzabile nel sesso e nei colori della pelle, dei capelli e degli occhi, incarna lo stereotipo del protagonista di Dragon Quest, l’eroe senza nome, che verrà immediatamente riconosciuto da tutti come il salvatore.

In seguito ad un naufragio, quest’ultimo si ritrova sulla spiaggia desolata dell’Isola del Risveglio. Muovendo i primi passi in questa fase iniziale che funge da vero e proprio tutorial, il giocatore incontrerà Malroth, disorientato a tal punto da non ricordare più nulla sul suo burrascoso passato. Da questo momento, i due cominceranno un lungo viaggio insieme…

Il primo Builders era suddiviso in quattro distinti capitoli, ognuno di essi focalizzato sulla ricostruzione di una determinata città. La forzata segmentazione dell’avventura resettava di volta in volta l’inventario ed i progressi del giocatore, smorzando pesantemente la voglia di impiegare tempo ed impegno nella realizzazione di fantasiose città personalizzate. Fortunatamente, nel secondo capitolo le cose sono cambiate ed adesso il gioco propone un hub vastissimo e liberamente personalizzabile, l’Isola del Risveglio per l’appunto. Niente più limiti alla fantasia ed alla libertà creativa dunque, visto che Dragon Quest Builders 2 permette agli utenti di utilizzare i materiali reperiti nel mondo di gioco per dare libero sfogo a proprio estro inventivo e plasmare a piacimento la base dei sogni.

L’hub centrale è circondato da diverse isole ed isolette caratterizzate dalla presenza di materie prime esclusive ma anche di missioni principali utili al proseguimento della narrazione. Anche in queste isole avremo modo ricostruire piccole città sfruttando, di volta in volta, le nuove conoscenze acquisite ed i nuovi materiali scoperti in modo da ricordare agli abitanti del posto l’antica arte della costruzione. Si inizia con poco, realizzando piccoli orti e semplici camere da letto ma dopo diverse ore di gioco si arriverà alla creazione di progetti mastodontici, come sontuose taverne o elegantissimi dormitori. Il sistema di crafting è la colonna portante dell’avventura, persino le fasi esplorative sono state ridimensionate risultando meno importanti rispetto al passato. Anche la trama ricopre un ruolo di discreta importanza, narrando una storia dimenticabile ma simpatica e caratterizzata da NPC e dialoghi frivoli e divertenti, anche se spesso eccessivamente prolissi.

Nonostante il titolo venga spesso etichettato come un gioco di ruolo sandbox, è giusto chiarire che la componente ruolistica in Dragon Quest Builders 2 è fondamentalmente assente, se escludiamo la basilare personalizzazione del protagonista di cui abbiamo già parlato.

In Builders 2 gli NPC ci aiuteranno nella realizzazione dei progetti più complessi

Una comunità affiatata

Sia nelle isole più piccole che in quella del Risveglio è presente un indicatore di “gratitudine” che si riempirà ogni qual volta gli abitanti del luogo sprizzeranno letteralmente felicità, sotto forma di cuori dalle varie colorazioni, grazie al nostro operato. Raccogliendo i cuoricini incrementeremo i punti che, dopo una certa soglia, potranno essere utilizzati per suonare la Campana della Costruzione e far salire di livello il villaggio in modo da imparare ricette e progetti sempre più sfaccettati ed accogliere un numero maggiore di popolani che diventeranno gradualmente sempre più indipendenti ed esperti. Sì, perché a differenza del capitolo precedente, i residenti di ogni accampamento si rendono realmente utili per la comunità. Essi, infatti, aiutano a costruire grandi progetti, estrarre risorse, coltivare colture e tanto altro. Tutto il lavoro non è più quindi sulle spalle del costruttore.

Anche e soprattutto nelle battaglie, i vostri alleati ricopriranno un ruolo di rilievo. Quando gruppi di minacciosi mostri attaccheranno il vostro villaggio, buona parte degli abitanti correranno in vostro aiuto. Ciò rende più fluide e meno pesanti le poco riuscite fasi di combattimento, ancora relegate alla semplice e compulsiva pressione di un unico tasto d’attacco. L’intervento degli abitanti del villaggio e la costante presenza di Malroth nelle fasi di esplorazione sembrano una precisa scelta di game design utile a rendere il più leggere possibili le fasi di battaglia che, ancora di più in questo capitolo, rappresentano un mero elemento di contorno.

Dragon Quest Builders 2 – Costruito intorno a te

A differenza del combat system, la costruzione in Dragon Quest Builders 2 è stata resa esponenzialmente più gratificante. Sono presenti oltre cento diversi progetti, tante diverse varietà di blocchi utilizzabili e l’hub centrale in cui si torna dopo aver completato ogni isola vi concede tutto lo spazio che desiderate per dedicarvi al building estremo.

Tra la spropositata mole di incarichi da portare a termine, il sistema di costruzione più libero e meno vincolato rispetto al passato e la moltitudine di progetti e materie prima da scoprire, sarà veramente difficile per voi terminare le vostre sessioni di gioco in Builders 2. Il gioco vi porterà via decine e decine di ore senza che ve ne rendiate conto. C’è sempre qualcosa da fare, che si tratti della costruzione di una nuova imponente struttura o di un lungo viaggio alla ricerca di un oggetto speciale, il gioco saprà tenervi impegnati sottraendo prezioso tempo alla vostra già carente vita sociale. Il secondo capitolo, come il suo predecessore, punta su un’esperienza di gioco graduale che svela le proprie carte pian piano. Dragon Quest Builders 2 propone tante interessanti meccaniche di gioco, solo che ci vorranno alcune ore prima di poterle scoprire. Questo aspetto risulterà problematico soprattutto per i giocatori che hanno già divorato il primo, visto che potrebbero trovare le prime fasi di gioco eccessivamente familiari.

Tante piccole migliorie

Grazie a tante piccole migliorie, Builders 2 supera agevolmente il suo predecessore. L’esplorazione è stata resa più semplice e gradevole grazie all’aggiunta della corsa e del paracadute che rende divertente planare da alte montagne. L’introduzione dei viaggi rapidi è una manna dal cielo così come gli strumenti che adesso non si usurano più dopo un uso intenso. Migliorata anche la gestione dell’inventario, resa molto più intuitiva e comoda.

In Dragon Quest Builders 2 è presente una modalità cooperativa. Sfortunatamente, essa risulta molto limitata e pare essere nata più come un semplice orpello superficiale che come una reale feature utile ad aggiungere qualcosa di veramente significativo all’esperienza di gioco. È un peccato, perché questo componente aveva veramente tanto potenziale.

La mano di Toriyama

Dragon Quest Builders 2 è un mondo vivace, colorato, pregno di pastelli e di colori sgargianti, anche nelle aree di gioco (teoricamente) più cupe. Oltre al ciclo giorno-notte, adesso possiamo godere anche di una sorta di meteo dinamico che porterà a frequenti acquazzoni utili soprattutto per irrigare i campi. La telecamera è migliorata e la prima persona rende più gestibile il districarsi in spazi stretti come tunnel e grotte. Anche la mappa del mondo è stata resa in maniera più funzionale, donandoci la consueta vista dall’alto senza però rimanere forzatamente ancorata al nostro personaggio.

A livello stilistico, il tratto artistico che porta la firma di Akira Toriyama si avverte palpabilmente. Il mood proposto è quello tipico del noto autore giapponese, con i classici colori sgargianti e lo stile di disegno che sono propri delle sue opere. Il colpo d’occhio piacevole, anche per quanto riguarda i mostri proposti, facenti parte di un bestiario decisamente vasto e variegato. Stile estetico piacevole dunque, nonostante il comparto grafico in sé non faccia gridare al miracolo. Fortunatamente, il gioco si presenta ad una risoluzione di 1080p ed un framerate di 60 FPS molto stabile per tutta la durata dell’avventura nella versione da noi provata, quella per PS4 Pro.

L’accompagnamento sonoro vanta una soundtrack legata agli ambienti visitati, caratterizzata dalle sonorità tipiche ed immediatamente riconoscibili della serie. Il gioco è totalmente privo di doppiaggio ma interamente localizzato in italiano.

 

Concludendo…

Dragon Quest Builders 2 propone tutta una serie di migliorie, più o meno incisive, rispetto all’originale. Il sistema di crafting è stato intensificato donando maggiore libertà al giocatore e anche l’esplorazione è stata resa più gradevole, anche se in questo capitolo è meno presente rispetto al passato. Purtroppo, il sistema di combattimento continua a deficitare pesantemente anche se, grazie alla costante presenza di alleati nelle fasi di battaglia, queste parti di gioco sono diventate prettamente marginali non rappresentando minimamente il focus centrale dell’esperienza di gioco. Builders 2 è un sequel eccellente, divertente da giocare e che vi farà perdere anche troppo facilmente la cognizione del tempo quando avrete il controller in mano.

CI PIACE
  • Tantissimi piccoli miglioramenti rispetto al primo
  • Costruire crea dipendenza
  • Incredibilmente longevo
  • Più libertà ed improvvisazione, meno binari
NON CI PIACE
  • Battle system monotono
  • Co-op deludente
  • Storia poco incisiva
Conclusioni

Dragon Quest Builders 2 è il gioco dell’estate 2019. Leggero ma dannatamente coinvolgente, impiegherete una quantità smodata di ore in questa adorabile avventura, costruendo senza freni e perdendo, letteralmente, la cognizione del tempo.

8.8Cyberludus.com

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Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

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