Il mondo dei city-builder è sicuramente affascinante e colmo di alternative che, pur offrendo alcuni irrinunciabili “dogmi” meccanici, riescono solitamente a metter del proprio per rendere la propria offerta ludica originale e personale. Ed è proprio questo il casto di Islanders, manageriale in cui saremo chiamati a sviluppare un insediamento su dei colorati isolotti, che si fregia del termine “minimalista” per raccontare la propria storia.

La prima caratteristica fondante del gioco, è la sua immediatezza e intuitività: all’inizio, ci sarà “consegnato” dal gioco un ambiente specifico, solitamente un’isola oppure un gruppo di isolotti più piccoli. Sin dalle primissime battute, grazie ad una serie di menù piuttosto semplici da navigare, inizieremo a erigere edifici di vario tipo, il cui intelligente collocamento, il quale sarà definitivo, andrà ad aumentare il nostro punteggio complessivo. A inizio stage, saremo chiamati a optare fra due gruppi distinti di edifici, ad esempio connessi all’agricoltura o alla raccolta del legname. Ogni edificio avrà a disposizione una intuitiva descrizione, in cui saranno indicate le interazioni con altri edifici al fine di aumentare (o, in taluni casi, diminuire) il punteggio connesso ad una specifica costruzione.

Sostanzialmente, il gioco ci porrà come obiettivo il raggiungimento di uno punteggio specifico, il quale ci consentirà di passare allo stage costruttivo successivo e, una volta superati gli stage, alla prossima isola. Dovremo ben calcolare le interazioni dei vari oggetti, al fine di ottenere un bonus alla valutazione complessiva globale e di non sprecare lo spazio a disposizione, il quale sarà per definizione limitato. Nel caso in cui non riuscissimo a raggiungere l’obiettivo pre-impostato, il gioco si tradurrebbe in un secco game over, senza possibilità di appello se non ricominciare da capo.

Islanders

In sostanza, Islanders finisce qui: nonostante un’estetica “easy” e meccaniche che ricordano vagamente quelle di titoli più spiccatamente mobile, il titolo nasconderà un’inattesa difficoltà di base e una vena “roguelike”, che ci farà perdere tutto se non dovessimo riuscire a sfruttare per bene il territorio a nostra disposizione e raggiungere il punteggio necessario. Nonostante una certa difficoltà, che cozza in modo singolare con la generale calma che traspira il design artistico complessivo, Islanders non risulterà mai eccessivamente impegnativo o, nonostante la generazione dell’isola sia totalmente procedurale, ingiusto nei confronti del player. Sebbene il genere d’appartenenza sia per certi versi di nicchia, Islanders potrebbe risultare paradossalmente più gradito ad una utenza casuale, attratta da un’estetica rilassante e un gameplay concettualmente semplice.

E i veterani del settore? Potrebbero, in linea di massima, non gradire le meccaniche semplici e l’assenza totale di un comparto più spiccatamente manageriale e dedito ad una pianificazione in-deep e elaborata. Contestualmente, il gameplay piuttosto ripetitivo, non particolarmente profondo numericamente e senza chissà quante possibilità costruttive e gestionali (non esisteranno cittadini sulle nostre isole!), potrebbe “peggiorare” l’ipotetica gradevolezza del gioco. Anche la stessa possibilità potenzialmente limitata di far evolvere a oltranza un singolo insediamento, in Islanders prevista ma al contempo estremamente marginale soprattutto se confrontata con altri titoli dello stesso settore, potrebbe allontanare dal titolo i giocatori più esperti.

Islanders

Da un punto di vista tecnico, Islanders offrirà un comparto semplice ma funzionale, al cui sostanziale dettaglio “basico” farà da contraltare un frame rate solidissimo e una generale buona qualità realizzativa. Avremo a disposizione una serie di opzioni base per tarare grafica e dettaglio generale, ma che si riveleranno sufficienti per trovare la giusta combinazione tra qualità e performance. In generale, il feeling artistico complessivo del gioco sarà votato alla calma e al relax e, nonostante la ferrea difficoltà delle meccaniche, nessuna scelta ci sarà imposta per questioni legate alla “fretta”. L’estrema pacatezza potrà esser notata nei colori tenui ma anche nelle musiche molto soft e d’atmosfera, che ricordano per certi versi le sognanti track strumentali di Minecraft.

Islanders

Concludendo…

Islanders è un passpartout per il complicato e profondo mondo dei city builder: la sua estetica accattivante e rilassata, unita a meccaniche di gioco “severe” ma al contempo semplici da metabolizzare, potrebbero fornire sufficiente motivazione affinchè un utente casual si avvicini al genere. Detto ciò, un utente esperto potrebbe non trovare sufficiente motivazione per avvicinarsi al gioco, data la sua generale semplicità, anche al prezzo contenutissimo a cui è offerto.

CI PIACE
  • Esteticamente pregevole
  • Tecnicamente valido
  • Gameplay semplice e intuitivo…
NON CI PIACE
  • …anche se limitato e ripetitivo
  • Pianificazione degli insediamenti molto semplificata
  • Poche strutture e possibilità costruttive
Conclusioni

Islanders è un passpartout per il complicato e profondo mondo dei city builder: la sua estetica accattivante e rilassata, unita a meccaniche di gioco “severe” ma al contempo semplici da metabolizzare, potrebbero fornire sufficiente motivazione affinchè un utente casual si avvicini al genere. Detto ciò, un utente esperto potrebbe non trovare sufficiente motivazione per avvicinarsi al gioco, data la sua generale semplicità, anche al prezzo contenutissimo a cui è offerto.

7.3Cyberludus.com

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