Uno dei punti di forza delle esperienze in realtà virtuale è rappresentato dalla possibilità di creare dei legami verosimili con i personaggi che ci gravitano intorno durante le nostre sessioni di gioco. Non è una sensazione semplice da spiegare ma chi ha giocato piccole perle come Moss o Astro Bot Rescue Mission sa benissimo a cosa ci riferiamo. I due titoli sopracitati sono l’esempio lampante: interagire con compagni di viaggio come Quill o Astro è un’esperienza che esula dal semplice giocare e ci permette di vivere una sorta di sintonia virtuale che accresce esponenzialmente il coinvolgimento e l’immedesimazione.

Falcon Age, sviluppato dall’esordiente team di Outerloop Games, si va a collocare in questa categoria di videogiochi, solo che stavolta a farci compagnia non saranno graziosi roditori o buffi robottini, bensì un giocoso ma letale falco, ma andiamo con ordine…

Falcon Age
Il rapporto col nostro pennuto è l’elemento cardine di Falcon Age…

Colonialismo robotico

Ara è una giovane ragazza tenuta prigioniera da degli invasori robotici che hanno colonizzato il pianeta con lo scopo di privarlo di materie prime e risorse essenziali. Durante la sua prigionia, Ara instaura un rapporto con un cucciolo di “falco” con cui dopo una serie di vicissitudini riuscirà ad evadere. Una volta fuggita, la giovane si ricongiunge con sua zia ed insieme guideranno la resistenza con l’obbiettivo di scacciare i robot dal pianeta.

Sarà proprio grazie all’antica arte della falconeria che la protagonista legherà indissolubilmente col suo compagno pennuto, che rappresenterà un vero e proprio tassello essenziale per l’eliminazione della minaccia robotica. L’obbiettivo di Outerloop Games è evidente sin dalle prime battute: farci affezionare al volatile. Bene, possiamo dire che il bersaglio è stato centrato, anche si poteva fare qualcosa di più sotto questo punto di vista.

Proprio a livello narrativo, il nostro compagno di viaggio non gode del giusto peso andando a ricoprire un ruolo marginale nella storia. All’inizio del gioco ci viene detto che sarà necessario un arduo lavoro per costruire un rapporto col nostro falco e guadagnarci il diritto di dargli un nome. Bene, sfortunatamente tutta la fase di crescita ed addestramento dell’uccello non esiste ed il gioco semplicemente ci catapulterà qualche mese più avanti, facendoci saltare quella che sarebbe potuta essere un’ottima occasione per legare col nostro amico. Da quel momento, l’inseparabile compagno passerà in secondo piano quantomeno a livello narrativo.

Si tratta senza dubbio di un’occasione mancata, anche perché la storia di Falcon Age, nella sua semplicità, risulta discretamente interessante e coinvolgente. Sfiora persino, con estrema delicatezza, tematiche quali il colonialismo ed il prosciugamento selvaggio delle risorse del pianeta ed inoltre presenta alcuni interessanti colpi di scena. E’ un peccato dunque che, probabilmente a causa della risicata durata dell’avventura, non ci sia stata data l’opportunità di vivere dei momenti narrativi interamente dedicati al nostro legame col falco.

Discorso ben diverso per quanto riguarda il gameplay, focalizzato proprio sul rapporto col nostro amico piumato. L’intervento del falco risulta essenziale nei momenti in cui saremo chiamati ad affrontare i nemici. I combattimenti offrono un buon mix tra azione e strategia e la coordinazione col nostro compagno è fondamentale. Ara può colpire i nemici con una sorta di manganello elettrico che all’occorrenza può essere utilizzato come frusta/rampino mentre il falco ci aiuterà “disturbando i nemici”, facendo in modo di esporre i loro punti deboli. Prima di mandarlo all’attacco, dovremo spesso badare a ripulire l’area da torrette nemiche che possono ferire il nostro amico che, quando avrà cielo libero, potrà svolazzare senza impedimenti rappresentando una vera e propria minaccia per chi ci si parerà contro. Potrete inoltre “abbellire” il falco con vari elementi estetici come cappelli e sciarpe, oltre che dotarlo di strumenti utili ai fini del gameplay quali sonar ed armature.

Il lavoro di squadra è obbligatorio, attraverso un sistema che potremmo definire “punta e clicca” coordineremo le offensive del pennuto mentre gli attacchi di Ara si limitano all’ausilio di due tasti. Il combat system è molto semplicistico ma non ha certamente pretese di offrire chissà quale profondità, c’è da dire che nella sua limitatezza funziona e diverte. Insomma, liberare le varie raffinerie presenti nell’area sarà un’azione tanto metodica quanto stimolante.

Outerloop ha cercato di rendere più ricco e variegato l’incedere catapultando il giocatore in un piccolo mondo aperto e proponendo semplici missioni secondarie. Sono presenti anche delle meccaniche di crafting che a dire il vero risultano abbastanza superflue e servono più che altro a preparare snack utili a donare buff momentanei al nostro compagno. Anche la semplice esplorazione risente di alcune scelte di game design poco lungimiranti, come la ricomparsa di mine in un campo minato che avevamo precedentemente bonificato.

La struttura ludica di Falcon Age è indubbiamente corposa, purtroppo il titolo non brilla in nessuna delle attività proposte. Nonostante ciò, l’esperienza di gioco riesce a mantenersi in volo, coinvolgendo a dovere il giocatore durante le circa cinque ore necessarie al completamento dell’avventura.

 

Falcon Age
Nostra zia avrà un ruolo fondamentale nella storia…

Birdwatching

Outerloop ha riposto molta cura nella realizzazione del nostro compagno di viaggio che in realtà non è un vero e proprio falco. Le sue sembianze ricordano più quelle di un’aquila e presenta dei ciuffetti simili a quelli dei gufi. Di contro, il suo stile di volo e i suoi comportamenti sono basati sui falchi, quindi potremmo definirlo come una sorta di ibrido.
Contraddistinto da pose ed animazioni tanto buffe quanto adorabili, il caro pennuto ci strapperà più di qualche risata facendoci per un attimo dimenticare quanto riesca ad essere letale e decisivo in battaglia.

Il sistema di controllo viene incontro nel convogliare un forte grado d’immersione al giocatore. Tramite azioni semplici ma estremamente catartiche utilizzerete i PlayStation Move per, ad esempio, avvicinare i sensori alla bocca in modo da simulare un fischio utile a richiamare l’uccello e potrete estendere il braccio per ordinargli di spiccare il volo attraverso un sistema talmente naturale e funzionale che vi farà quasi rimpiangere l’impossibilità di non poter accarezzare realmente l’adorabile bestiolina che fluttua e si appollaia obbediente e coccolosa sulla vostra mano, pronta per essere agghindata con nuovi equipaggiamenti o soltanto per godersi un po’ di meritate attenzioni.

Il titolo è comunque fruibile anche tramite il Dualshock, e permette una notevole personalizzazione per quanto riguarda il sistema di movimento. Non stiamo comunque parlando di un videogioco “only VR”, avrete dunque la possibilità di giocare a Falcon Age alla maniera standard, come un classico action adventure in prima persona.

A livello grafico possiamo ritenere soddisfacente il dettaglio del falco ed in generale dei modelli poligonali dei vari personaggi, abbastanza curati e “puliti”. Il mondo di gioco, invece, ci è parso eccessivamente scialbo, è vero che ci troviamo in un pianeta desertico ma si poteva fare molto di più per donargli un’estetica più accattivante. Segnaliamo la presenza di alcuni bug che, in un paio di casi, hanno reso difficoltoso avanzare nelle missioni.

Per quanto riguarda il sonoro, musiche apprezzabilissime ci accompagneranno durante le nostre scorribande mentre è da segnalare la totale assenza di una localizzazione in italiano, anche per quanto riguarda i sottotitoli.

Falcon Age
Potremo agghindare il nostro falco con vari orpelli puramente estetici o dotati di caratteristiche utili ai fini del gameplay.

Concludendo…

Falcon Age ha diverse carenze, sia di gameplay sia di natura tecnica. Tuttavia, riesce a far trasparire una cura ed un amore nella realizzazione di alcune componenti che ci permettono di soprassedere con tranquillità alle varie mancanze. La possibilità di affezionarci ad un nuovo compagno d’avventure è un’esperienza che i possessori di PlayStation VR dovrebbero prendere in considerazione. Purtroppo il titolo non sfrutta a pieno le sue potenzialità ma, come in una sorta di analogia con il rapporto tra Ara ed il suo compagno piumato, anche voi vi affezionerete a Falcon Age lasciandovi trasportare in un’avventura giocosa e ricca di sentimento.

CI PIACE
  • Combattere ed esplorare insieme al vostro falco è un’esperienza coinvolgente
  • Breve ma intenso
  • Tanta libertà di scelta per quanto riguarda la fruizione del gioco
NON CI PIACE
  • Alcuni problemi tecnici, tra i quali fastidiosi bug
  • Alcune meccaniche di gioco poco riuscite
Conclusioni

Falcon Age è un action adventure semplice e coinvolgente che però non riesce ad eccellere in nessuna delle attività che propone al giocatore.

7.2Cyberludus.com
Articolo precedenteMy Time At Portia – Recensione della versione Playstation 4
Prossimo articoloSecondo un rumor, Xbox Anaconda sarà più potente di Playstation 5
Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

E tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione!