Che Sony stia puntando pesantemente sulla realtà virtuale è sotto gli occhi di tutti. In questo 2018, il colosso nipponico ha in serbo diverse esclusive per il Playstation VR, così dopo il recente horror The Inpatient ecco arrivare sul mercato Moss, titolo realizzato dai ragazzi di Polyarc. Il gioco si presenta come un ottimo mix di avventura, rompicapo e azione in cui dovremo aiutare l’adorabile protagonista, Quill (una topolina dalle sembianze antropomorfe) a portare a termine la sua ardua missione.

Un viaggio inaspettato

Il ritrovamento di un antico manufatto, il ripresentarsi di un’antica maledizione, la sparizione del nostro amato zio: saranno questi i fattori che porteranno Quill, la nostra adorabile eroina, a cominciare il suo avventuroso viaggio. La storia ci viene narrata da una voce femminile che, a mo’ di audiolibro, oltre a raccontare gli avvenimenti si occuperà anche di impersonare i vari personaggi che faranno la loro comparsa nel corso del fiabesco itinerario di Quill. La narrazione risulta molto piacevole grazie a una storia semplice ma ben scritta, una protagonista carismatica e un’ambientazione particolarmente curata. Il giocatore impersonerà un’entità divina, chiamata Lettore. Questo essere mistico, le cui sembianze non possono non ricordare il famoso Kaonashi de ‘La Città Incantata’ capolavoro d’animazione dello Studio Ghibli, si occuperà di aiutare Quill a superare gli ostacoli che le si pareranno dinanzi.

Moss è un adventure puzzle game con elementi platform ed action, fondamentalmente ci ritroveremo ad aiutare Quill a superare aree di difficoltà crescente in cui dovremo risolvere rompicapo, sconfiggere nemici o entrambe le cose, in alcuni casi. Coi nostri poteri avremo modo di interagire con alcuni elementi dell’ambiente circostante in modo da aprire passaggi segreti o scovare leve nascoste. In certe situazioni ci troveremo a dover prendere il controllo dei nemici per servirci di loro a nostro piacimento facendoli posizionare per esempio su determinati interruttori altrimenti irraggiungibili dalla piccola Quill. L’ultimo, non per importanza, dei poteri a nostra disposizione ci permetterà di curare la nostra eroina nei momenti in cui rimarrà ferita. I puzzle non risulteranno mai frustranti, con la giusta pazienza anche il giocatore meno esperto potrà venire a capo dei numerosi enigmi. Le fasi di combattimento si gestiscono semplicemente con due tasti, uno per l’attacco e uno per la schivata. A tal proposito avremmo preferito un sistema di combattimento un tantino più completo, aggiungere per esempio un attacco pesante o la possibilità di pararsi avrebbe giovato alle fasi d’azione. Anche gli scontri presentano una difficoltà mai eccessivamente punitiva.

Polyarc è riuscita a confezionare un’avventura solida che intrattiene il giocatore grazie ad un contesto narrativo ben riuscito e ad un gameplay semplice ma funzionale che convergerà in una spettacolare boss battle finale. Ci hanno lasciato rammaricati le appena 4 ore necessarie al completamento dell’avventura, forse gli sviluppatori avrebbero potuto articolare il tutto in maniera da proporre una paio di ore di gioco in più piuttosto che lasciarci con un finale aperto. Inoltre, a parte l’eventuale ricerca dei collezionabili, la rigiocabilità è praticamente nulla.

Nella botte piccola c’è vino buono

Graficamente, Moss si presenta come uno dei titoli per Playstation VR più gradevoli. Il granitico Unreal Engine riesce a  mostrare i muscoli anche nella realtà virtuale e il comparto tecnico risulta ben curato andando ad esaltare l’ottimo lavoro fatto dagli sviluppatori a livello artistico. Il colpo d’occhio è delizioso, ogni livello è una goduria da guardare e il grado di immersione raggiunge apici non indifferenti. Nota di merito per le splendide animazioni di Quill che rendono ancora più carismatica la protagonista, che tra ripide scalate e scenette comiche potremmo tranquillamente definire come la Nathan Drake del sottobosco. Forse l’eccessivo effetto blur presente potrebbe dar fastidio ai palati più fini ma, d’altronde, quando si tratta di realtà virtuale è quasi inevitabile dover scendere a compromessi.

Da elogiare anche le musiche, che ci faranno sentire all’interno di una fiaba. Va segnalata, invece, l’assenza di una localizzazione in italiano che potrebbe scoraggiare chi non mastica adeguatamente l’inglese, anche se c’è da dire che la narrazione è piuttosto basilare e grazie alle immagini e ai sottotitoli (in inglese ovviamente) anche chi ha un livello scolastico della lingua d’oltre manica può comprendere la storia.

Concludendo…

Non si può rimanere immuni al fascino di Moss, Polyarc è riuscita a confezionare un’avventura dal ritmo incalzante che propone un vincente miscuglio di diversi generi e che soprattutto riesce a trasmette l’amore e la cura con cui gli sviluppatori hanno creato questo piccolo gioiello.

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Fabrizio Giardina
Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.