Il libro-game è sicuramente il precursore dei giochi di ruolo odierni, una particolare tipologia di prodotto che soprattutto i videogiocatori di vecchia data hanno potuto sperimentare in tutte le sue potenzialità narrative. Negli ultimi anni, questo genere è stato ampiamente rivalutato e ha saputo coinvolgere molti nuovi “curiosi”, poi divenuti fan. Ciò è avvenuto perché le avventure testuali sembrano aver conservato il loro tipico fascino vintage, anche grazie al gradimento dei giocatori per le storie “choice based”, capaci di mutare profondamente (e dinamicamente) in base alle decisioni del “lettore”. Un ottimo esempio, in questo caso, è proprio The Ballad Singer: un’avventura testuale molto attesa ed ambiziosa, oltreché made in Italy. Sviluppata da Curtel Games, è basata sull’universo narrativo della Saga dei Kalesin, dello scrittore Alberto De Stefano.

Leon si imbatte nell’Idra!

Il dominio di Hesperia

La trama del gioco ruota intorno alla guerra per il controllo di Hesperia. I due principali contendenti sono il mago Leon e la Resistenza. Leon è un mago potentissimo: l’unico capace di controllare tutti e quattro gli elementi. Il suo obiettivo principale è quello di riappropriarsi di ciò che gli spetta per diritto di nascita, ma maschera anche un’insaziabile ambizione da conquistatore. Per contrastare l’avanzata dell’esercito del mago, è nata una congregazione di guerrieri che si battono per la libertà: la Resistenza. Capitanata da Raimond, vecchio maestro di Leon, conta al suo interno molte nuove razze create attraverso la sperimentazione magica. L’unica speranza per la Resistenza è trovare Daragast, detto il Serpente, ultimo dei Kalesin. Così Ancoran, una silfide, si fa avanti dando inizio alla ricerca. Intanto, Leon e il suo alleato Ancalimo tramano per attuare la definitiva conquista di Hesperia. Da questa condizione di partenza il giocatore potrà determinare (direttamente e indirettamente) lo svolgimento della vicenda. Il tutto, attraverso le decisioni dei quattro protagonisti: Ancoran, Leon, Ancalimo e Daragast.

Ancalimo cavalca il suo Graystrom.

Il potere del libero arbitrio

Come accennato in precedenza, The Ballad Singer è un gioco di ruolo con un’interfaccia da libro-game. La narrazione avviene attraverso la lettura testuale, una voce narrante e delle illustrazioni che ritraggono il passo trattato. Per proseguire nell’avventura sarà necessario decidere tra un dato numero di scelte. Ognuna di queste può portare alla morte del personaggio o allo sviluppo della vicenda.
Le decisioni sono di due tipi: standard e determinanti. Le scelte standard sono le più comuni: hanno un impatto immediato, e portano alla morte del personaggio o ad un’evoluzione lineare della trama. Le scelte determinanti invece mutano profondamente l’avventura, intrecciandola e spostandone il focus attraverso grandi cambiamenti anche nelle singole vicende degli altri tre personaggi giocabili.

Ancoran
Ancoran ammansisce il lupo-fenice, nella caverna ghiacciata.

La morte non è la fine

Ma che succede in caso di morte del personaggio giocato? In questo caso si avranno due possibilità: continuare l’avventura dalla prospettiva di un altro dei protagonisti, oppure modificare la scelta spendendo un punto destino. Questi ci permettono di tornare alla scelta che ha condotto il giocatore ad un epilogo fatale. Sono quindi molto utili per esplorare tutte le possibili diramazioni della storia senza dover ricominciare dall’inizio . La loro quantità dipende dalla difficoltà e dalla modalità di gioco.
Se invece si volesse continuare l’avventura con un altro personaggio, si otterrebbe un epilogo differente: il gioco difatti offre la possibilità di giocare due personaggi (in successione) per run. Perciò, al termine della storia di un primo eroe, potremo in determinati casi proseguire selezionando uno tra i personaggi rimanenti. Ovviamente, il nuovo protagonista si troverà in un mondo influenzato dalle scelte del protagonista precedente.

Tra i possibili “alter ego”, troviamo Ancoran, Leon, Daragast ed Ancalimo. Ognuno di essi, oltre ad un background unico, è caratterizzato da cinque fattori: il grado di sfida (che simboleggia la difficoltà dell’avventura), l’abilità in combattimento (che indica le capacità combattive del personaggio), i potenziali avversari, la fama nel mondo di Hesperia e l’allineamento iniziale (la sottile linea tra bene e male). Come immaginabile, il gioco ha un elevatissimo numero di finali. Alcuni possono essere incentrati sull’evoluzione di uno specifico personaggio, altri ottenibili solo attraverso particolari intrecci delle vicende. In questo modo la trama non risulta mai scontata, nonostante lo scontro tra Leon e la Resistenza rimanga comunque il “nodo” centrale. Le decisioni del giocatore costituiscono l’ago della bilancia della storia: ogni personaggio può completamente mutare il suo destino o rimanere fedele al suo passato. I tradimenti, le redenzioni e la riscoperta della propria identità sono solo alcune tra le tematiche che ogni personaggio si troverà ad affrontare. Sarà anche possibile decidere di proseguire per sentieri neutrali, o esterni alla vicenda principale: nessuno dei quattro personaggi sarà quindi limitato da un indissolubile fato già delineato.

Il titolo offre inoltre la possibilità di selezionare quattro difficoltà: Cittadino di Hesperia, Soldato di Hesperia, Eroe di Hesperia e Leggenda di Hesperia. Queste influenzano i punti destino, il numero di salvataggi manuali disponibili e la quantità di scelte da attuare prima di poter salvare la partita. Una volta ultimata almeno una campagna sarà possibile anche selezionare la modalità. Se con quella “standard” il destino iniziale sarà influenzato dalla difficoltà, con quella “esploratore” sarà semplicemente infinito. Avremo quindi la facoltà di esplorare liberamente tutte le possibili scelte.

Non si può però sorvolare sullo stato attuale dell’early access. Nonostante il gioco permetta di godere tranquillamente di un’avventura completa ed entusiasmante, ci sono delle piccole pecche. In primis, non sempre il choice system funziona a dovere: questo può addirittura precludere determinati sviluppi, o peggio, potenziali ending. Secondo, i dettagli non risultano ottimamente curati. Solo giocando tutte le possibili combinazioni, infatti, ci si rende conto del riutilizzo dei paragrafi per epiloghi differenti. Questo arreca un piccolo ma significativo “danno” (evitabile) alla dimensione narrativa e all’immersione del giocatore.

Daragast mentre impugna il suo stocco.

Concludendo…

In conclusione, The Ballad Singer è un ottimo ed avvincente libro-game. Nonostante il genere non sia sicuramente una novità, questo titolo riesce ugualmente a risultare innovativo grazie a un elevatissimo numero di finali, a scelte mai banali o scontate, oltreché a quattro affascinanti personaggi totalmente differenti. Il risultato è una storia dalla grandissima longevità e rigiocabilità, che non arriverà mai ad annoiare il giocatore. In più, il mondo di Hesperia è forte di un’atmosfera davvero coinvolgente, che si va ad unire a una lore interessante e in grado di offrire il meglio di sé solo dopo le prime sessioni di gioco.

CI PIACE
  • Trama articolata e imprevedibile.
  • Personaggi ottimamente caratterizzati.
  • Ampio sistema di scelte.
  • Gioco completamente doppiato ed illustrato.
NON CI PIACE
  • Determinate scelte e sviluppi non disponibili.
  • Cura per i dettagli non ancora ottimale.
Conclusioni

In conclusione, The Ballad Singer è un ottimo ed avvincente libro-game. Nonostante il genere non sia sicuramente una novità, questo titolo riesce ugualmente a risultare innovativo grazie a un elevatissimo numero di finali, a scelte mai banali o scontate, oltreché a quattro affascinanti personaggi totalmente differenti. Il risultato è una storia dalla grandissima longevità e rigiocabilità, che non arriverà mai ad annoiare il giocatore. In più, il mondo di Hesperia è forte di un’atmosfera davvero coinvolgente, che si va ad unire a una lore interessante e in grado di offrire il meglio di sé solo dopo le prime sessioni di gioco.

VOTO
PROVVISORIO
7.5Cyberludus.com
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Azelio Magotti
Nato a Reggio Calabria nel 1997, si appassiona fin dall’età di sei anni ai videogiochi. Nonostante le sue prime esperienze videoludiche fossero principalmente al computer, dopo qualche anno riesce nell’impresa di farsi regalare una Xbox: Halo e Fable saranno i due titoli preferiti, come del resto le loro rispettive serie. A dodici anni scoprirà la sua passione per la Nintendo e da questa nascerà un grandissimo amore per i suoi titoli più famosi e gli immancabili JRPG. Al momento studia Giornalismo, con la speranza di poter scrivere dei suoi amati videogame anche in futuro.

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