Non molti di voi ricorderanno uno tra i titoli più “caciaroni” del lontano 2005 videoludico: Mercenaries: Playground of Destruction – in italiano, Mercenari Pagati per distruggere – sviluppato dai compianti Pandemic Studios e prodotto dalla Lucas Arts. Rilasciato su Playstation 2 e Xbox, il titolo dei Pandemic offriva una libertà pressoché totale in un ambientazione bellica a mondo aperto. Distruttibilità delle strutture, vasto arsenale da combattimento e, soprattutto, tanto divertimento, in compagnia di una squadra di mercenari armata per la distruzione. La serie si fermò, purtroppo, a quota due capitoli, con un terzo cancellato dopo qualche anno in sviluppo – ma perchè abbiamo riesumato la serie Mercenaries? In realtà il gioco di cui andremo a parlarvi oggi, Just Cause 4, non è assolutamente legato ai titoli precedentemente citati ma, a nostro parere, è quello che piu vi si avvicina in termini di gameplay e divertimento. Rico Rodriguez, il rovescia-dittature per eccellenza, è finalmente tornato per mettere fine all’ennesimo regime dittaturiale.

Armati della versione PC, abbiamo potuto provare a fondo Just Cause 4 e, come sempre, siamo pronti a fornirvi il nostro response finalo. Siete pronti? Al via la recensione!

Solis: terra di tornado e colpi di carro

Come da tradizione della serie, targata dai ragazzi di Avalanche Studios, gli eventi di Just Cause 4 sono ambientati in uno stato immaginario del Sud America – Solis. Solis è uno stato che, oltre ad essere colpito da violenti tempeste e tornado, si trova in uno situazione politica a dir poco scomoda, sull’orlo di una vera e propria guerra civile. L’esercito della Mano Nera, un gruppo di sanguinari mercenari, guidato dalla pericolosissima Gabriela Morales, intenzionata più che mai a tenere il controllo su Solis. Rico Rodriguez, storico protagonista della saga, dopo gli eventi del terzo capitolo – e il suo conseguente allontanamento dall’Agenzia – si mette alla ricerca del padre, scoprendo che egli altro non era che un collaboratore della Mano Nera. Sempre più intenzionato a scoprire informazione sul padre, Rico si ritroverà così su Solis, costretto – come sempre – a doversi destreggiare in uno stato in pieno conflitto.
Da buon rovescia-regimi, il buon Rico non tarderà ad allearsi con la “resistenza locale”, capeggiata dalla decisa Mira, la guerrigliera a capo dell’esercito di dissidenti.

Solis è un paese in piena guerra: l’habitat ideale per Rico!

Just Cause 4, in termini puramente narrativi, cerca di osare un po’ di più, provando (non sempre riuscendoci) ad ampliare il background narrativo di Rico, personaggio che, a nostro parere, si è sempre contraddistinto per la sua piattezza. Ne consegue che il titolo, per quasi tutta la durata dell’avventura, fallisce miseramente su questo fronte, a causa di cut-scene non sempre riuscite e ad una caratterizzazione dei personaggi davvero minimale. Che il titolo degli Avalanche non abbia mai puntato su un comparto narrativo di spessore è oramai risaputo ma, da buoni speranzosi, ci saremmo aspettati qualcosina di più sotto quest’aspetto…

Codename Caos

Se c’è un aspetto in cui Just Cause 4 non ha perso lo smalto, come i suoi predecessori, è di fatto la spettacolarizzazione dell’azione di gioco, attraverso una lunga serie di meccaniche di gameplay divertenti e immediate. Passando dal rampino – ormai marchio di fabbrica della serie targata Avalanche – fino ad arrivare a l’accoppiata tuta alare/paracadute, i gadget per spostarsi come piu ci aggrada tra ogni punto della mappa non mancano affatto. Il rampino ci permetterà di scalare verticalmente la mappa in pochi secondi, agganciandolo a qualsiasi superficie. Inoltre, vista la grandezza della mappa (in linea con quelle viste nei passati capitoli anche se, come in passato, non particolarmente ispirata), nulla ci vieta di utilizzarlo per percorrere le strade e le campagne. Combinandolo con la tuta alare – o il paracadute – ci porta a scenari di gameplay ancor più dinamici in termini puramente esplorativi, in cui il rampino è utilizzato per ottenere la giusta spinta verticale per permetterci di planare tra le foreste e gli edifici dell’area.

Macchina o elicottero? La scelta in termini di veicoli utilizzabili è piuttosto variegata.

In Just Cause 4 a Rico non mancherà di certo una certo una notevole varietà in termini di armamentario: armi d’assalto, fucili a pompa, fucili di precisioni, lanciagranate, lanciarazzi ed infine una lunga serie di veicoli da guerra, che spaziano dai carri armati ai pick-up con mitragliatrici. Se siete amanti del cielo, troverete una vasta gamma di elicotteri d’assalto, utili a penetrare le difese nemiche in tutta tranquillità.

Se sul fronte varietà mezzi/armi, Just Cause 4 riesce in qualche modo a far centro, non possiamo dire lo stesso sul vero cuore del titolo: le missioni. La struttura delle missioni è, per tutta la durata dell’avventura, decisamente poco ispirata: la maggior parte degli obiettivi che ci verranno proposti saranno il dover scortare NPC da un punto A ad un punto B, difendere specifici obiettivi in un tempo prefissato, distruggere elementi dello scenario in Mano alla Mano Nera e liberare ostaggi. Oltre alla scarsa varietà degli obiettivi di gioco, l’intelligenza artificiale dei nemici (oltre a quella dei compagni) non riesce di certo a migliorare il quadro generale: nemici e compagni che corrono in direzioni insensate, scarsa propensione a cercare coperture – ah già, dimenticavo che in Just Cause 4 non è stato ancora implementato un sistema di copertura – o ad aggirarci in maniera più ragionata sono solo alcuni degli aspetti poco riusciti dell’ultimo titolo Avalanche.

I cambiamenti climatici sono la feature più importante di questo quarto capitolo.

Proprio come il precedente capitolo, anche in Just Cause 4 gli sviluppatori hanno optato per la – discutibilissima – decisione di togliere del tutto la mini mappa dall’interfaccia di gioco. Ne consegue un sistema di tracciamento degli obiettivi direttamente su schermo che risulta davvero poco immediato e di scarso impatto grafico. La gestione di dispiegamento delle truppe all’interno di Solis è gestito attraverso la mappa di gioco nel menu apposito, dove ci verranno inoltre segnalate missioni storia e attività secondarie (poco ispirate in termini di varietà), oltre che i diversi menu di potenziamento dove potremo modificare le funzionalità del rampino – una tra le poche riuscite novità di questo quarto capitolo.

Quella che doveva essere, a tutti gli effetti, la più importante feature di questo capitolo – il sistema climatico – risulta essere la più grande occasione sprecata. Se è vero che l’aggiunta di tempeste di sabbia e tornado riescono nell’intento di rendere più scenografici gli spostamenti sulla mappa di gioco, non abbiamo apprezzato la scarsa implementazione all’interno dei meccanismi di gioco, in particolare all’interno delle missioni principali.

La marcia del gambero

Per tutta la durata dell’avventura siamo rimasti colpiti – in modo negativo – dal comparto audiovisivo di Just Cause 4. A tratti, il titolo Avalanche, sembrano esserci dei clamorosi passi indietro sul fronte puramente estetico, in particolare per quanto riguarda il sistema di illuminazione e il design dell’acqua – qui davvero agghiacciante come resa finale. Abbiamo provato Just Cause 4 in versione PC con una configurazione di fascia alta:

Scheda video: GeForce GTX 1080 Ti
Driver video: 417.22
Processore: Intel Core i7-8700k
RAM: 16 GB DDR4

Abbiamo ottenuto un buon riscontro in termini di fluidità con risoluzione FullHD (sempre sopra i 100 fps per la maggior parte del tempo) constatando che il titolo Avalanche non riesce quasi mai a colpire: i dettagli di Solis, oltre alla modellazione poligonale dei vari personaggi – Rico compreso – sembrano rimasti indietro di una generazione. Solo discreta l’effettistica delle esplosioni, in parte migliorate rispetto alle passate edizioni, che risultano molto più realistiche ed efficaci.

La resa grafica delle esplosioni è forse l’unico aspetto tecnico “salvabile” dell’ultima fatica di Avalanche.

Ancora altalenante il comparto sonoro: seppur il doppiaggio in lingua italiana sia in parte migliorato rispetto ai risultati terribili delle passate iterazioni, non siamo ancora pienamente soddisfatti della resa finale. Buone le musiche, così come la soundtrack proposta.

Concludendo…

Just Cause 4 ci ha delusi, parecchio. Il titolo Avalanche non riesce nell’intento di innovare un brand che, a nostro parere, meriterebbe una vera e propria svecchiata, data anche la agguerritissima concorrenza in termini di titoli sandbox. Se è vero che i titoli dal potenziali adrenalinico scarseggiano è anche necessario soffermarsi sui diversi problemi tecnici che affliggono l’ultima avventura di Rico Rodriguez, che sembra aver fatto alcuni clamorosi passi indietro sotto molti aspetti.

Provaci ancora Rico…

CI PIACE
  • Contenutisticamente valido
  • Gameplay vario e sempre adrenalinico
NON CI PIACE
  • Tecnicamente parecchio arretrato
  • Diversi bug e glitch grafici
  • Le missioni tendono ad assomigliarsi una all’altra
  • Narrativamente debole
  • Zero passi avanti e alcuni – clamorosi – passi indietro
Conclusioni

Just Cause 4 è un titolo che, nella sua incarnazione PC, delude parecchio. Il titolo non solo non propone nulla di nuovo, in termini di gameplay, rispetto alle passate iterazioni della serie, ma riesce – in qualche modo – a fare alcuni passi indietro, specialmente sul fronte puramente tecnico. I ragazzi di Avalanche dovranno lavorare molto più duramente per risollevare questa saga che, a conti fatti, rappresenta una tra le poche alternative veramente “adrenaliniche” tra i titoli open world sul mercato.

5.8Cyberludus.com

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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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