Dopo aver speso ottime parole sull’ultima simulazione calcistica targata KonamiPro Evolution Soccer 2019 – anche Electronic Arts, come ogni anno, si prepara a dire la sua con l’ultima edizione, tirata a lucido, di FIFA. FIFA 19, già disponibile per PC e console (Nintendo Switch compresa) da qualche giorno, si presenta come l’edizione più completa del titolo mai giunta fino ad ora sui nostri schermi. Fresco di nuove licenze, tra cui spicca quella UEFA (comprensiva di competizioni Champions League ed Europa League) – da sempre appartenuta al rivale di sempre (PES), e del ritorno della Serie A TIM, abbiamo ripreso volentieri il pad in mano (rigorosamente Xbox One nella versione PC del titolo, da noi recensita in questa occasione) per poter provare le novità introdotte dai ragazzi do EA Sports. Ultimate Team, Carriere e il capitolo conclusivo de “Il Viaggio”, saranno riuscite a soddisfare i nostri esigenti palati?

Scopriamolo insieme nella nostra recensione di FIFA 19

The end of the journey…

In FIFA 19 ritorna, per l’ultima volta, la modalità Il Viaggio, iniziata due anni fa. Vivremo il capitolo conclusivo delle avventure di Alex Hunter, continuando la sua carriera caratterizzata da alti e bassi. Riusciremo a coronare il suo sogno di giocare nel Real Madrid, aiutando i tifosi a non rimpiangere l’assenza di CR7? Per l’occasione, i ragazzi di EA Sports, hanno ben pensato di introdurre altri due personaggi giocabili: Danny Williams, vecchia conoscenza della serie – nonché compagno di squadra di Alex in Championship – e Kim Hunter, la sorellastra di Alex, che potremo accompagnare alla conquista del Mondiale femminile.

Appena lanciata la modalità, verremo catapultati negli anni ‘70 nei panni di Jim Hunter che, ai tempi, vestiva la maglia dei Gunners. Completato il match – ed obiettivi annessi – verremo ri-catapultati ai giorni nostri dove vestiremo i panni di Alex e Kim. Da questo momento in poi, gli eventi de Il Viaggio seguiranno il classico “modus operandi” delle passate edizioni, con eventi, obiettivi e ricompense, garantendoci sempre le numerose possibilità di scelta durante i dialoghi, oltre che di personalizzazione estetica – già introdotte lo scorso anno.

Sebbene la modalità non abbia subito sostanziali cambiamenti rispetto alle passate edizioni, dato che le partite che giocheremo saranno sempre caratterizzate da obiettivi principali e secondari da soddisfare, abbiamo apprezzato la volontà dei ragazzi di EA Sports nell’inserire nel contesto i due nuovi personaggi, in grado di donare maggior varietà allo svolgimento della modalità.

Credo nel cuore delle carte

Molte novità anche per quella che, a tutti gli effetti, è diventata la modalità online di punta della serie FIFA: Ultimate Team. La più gradita aggiunta di quest’anno è senza dubbio rappresentata dalle Division Rivals, modalità sostitutiva delle stagioni online della passate edizioni. Avvitata la Division Rivals, per la prima volta, giocheremo una serie di incontri di piazzamento, al termine dei quali ci verrà assegnato uno score in base alle nostre prestazioni: lo score determinerà, di fatto, la nostra divisione. Ovviamente, come nelle passate edizioni, il risultato di ogni partita giocata nella nostra attuale divisione influirà sul nostro score che, se aumentato, ci consentirà di qualificarci in una divisione superiore. Una volta completata la settimana, il nostro punteggio settimanale ci garantirà – oltre alla possibilità di scalare la classifica – anche una vasta gamma di premi, che variano da giocatori in prestito a bustine di vario tipo.

Non mancheranno, come sempre, le solite modalità a giocatore singolo – utili a ruotare la rosa e guadagnare crediti extra – e le ormai collaudate Sfide creazioni Rosa, che ci consentiranno di sfruttare appieno le carte bronzo/argento inutilizzate nel nostro mazzo.

Inutile negarlo, dal giorno di lancio di FIFA 19, Ultimate Team continua ad essere l’attrattiva principale della serie targata EA Sports. Grazie alle Leggende, ad un supporto costante in termini di carte speciali (con i vari Team of the Week settimanali), Ultimate Team risulta essere la modalità online più divertente nella quale, sicuramente, spenderete gran parte delle vostre giornate, grazie anche all’abilità del team nel renderla ogni anno sempre più “fresca” in termini di modalità e possibilità.

La solita vecchia storia…

Per quanto concerne la modalità carriera di FIFA 19, sempre “mediaticamente” trascurata da EA ma molto amata dai giocatori, prosegue la situazione di stasi alla quale abbiamo imparato ad abituarci negli anni.

Il risultato? Una modalità immutabile che mostra tutta la sua stanchezza e le sue storiche debolezze. Ecco allora che emergono le limitatissime possibilità di gestione del club, la pressoché nulla interazione con la proprietà, i valori di mercato spesso irrealistici e, dulcis in fundo, una serie infinita di acquisti senza alcun senso da parte di tutti i club del mondo. E la lista potrebbe proseguire.

Il realismo non è di casa anche per quel che riguarda la gestione dei talenti. La funzione di allenamento presente in gioco ormai da alcuni anni persevera infatti nella sua totale assenza di credibilità, conferendoci la possibilità di “costruire” dei campioni in miniatura in un batter d’occhio. Un esempio? Il buon Kobayashi, difensore centrale di diciassette anni scoperto da uno dei nostri meravigliosi scout. Ebbene, come è possibile che un giocatore possa migliorare le proprie statistiche di 16 punti in un anno? Come possono dei calciatori di diciannove anni arrivare a 88 su 100 in poco più di due stagioni, quando al momento dell’acquisto i loro valori erano compresi tra 65 e 69? Mistero. Forse in FIFA i campioni nascono tutti i giorni: è solo una mera questione di allenamento.

Che altro dire? Potremmo parlare delle immancabili conferenze stampa, noiose oltreché monotone e dalla dubbia utilità, oppure della possibilità di trasferirsi in (quasi) ogni club del mondo dopo una sola stagione di successo. O perché no, potremmo spendere qualche parola anche per il magnifico simulatore delle partite, invariato da dieci anni eppure sempre capace di stupirci. Ecco allora che col vostro Frosinone, in casa, potreste anche battere la Juventus 2-0. Attenzione, però: non provate a sfidare la SPAL se andate a giocare a Ferrara, perché vincere potrebbe essere un’impresa!

Active Touch e altre novità

I ragazzi di EA Sports, per questa edizione di FIFA, hanno cercato di andare a limare – oltre che perfezionare – gli elementi di gameplay relativi al controllo di palla. Il nuovo sistema Active Touch, infatti, garantisce una maggior naturalezza nel ricevere, attaccare e muoversi con il pallone tra i piedi, garantendo un controllo palla sempre piuttosto fluido. Sfruttando le potenzialità offerte dall’Active Touch, potremo “sbizzarrirci” maggiormente sul campo, grazie a una maggior quantità di giocate, stop e finte con cui rendere più fluido ogni tocco di palla. A questo pro, un nuovo sistema di animazioni garantisce un certo realismo alle sessioni di FIFA 19: i giocatori potranno ora usare molte parti del corpo per alzare la palla, cambiare direzione, saltare i difensori e creare spazi nella retroguardia avversaria. Anche il nuovo sistema di tiri – che ricordiamo essere totalmente opzionale – ha subito diverse modifiche, dando modo al giocatore di tirare con più precisione con la doppia pressione del tasto.

Un nuovo sistema di tattiche personalizzate – denominato Dynamic Tactics – ci consentirà di dare una nostra impronta di gioco alla squadra, anche attraverso l’introduzione di un diagramma grafico che mostra i vari movimenti dei giocatori per ogni singolo sistema di gioco: il comportamento della nostra squadra cambierà radicalmente, sia che decidiate di adottare un pressing alto, sia una difesa bassa.

Se da un lato le novità al gameplay riescono in qualche modo a donare realismo e fluidità alla giocabilità di FIFA 19, non possiamo rimanere impassibili di fronte ad alcune imperfezioni che rischiano, in qualche modo, di compromettere il gameplay generale. Rispetto a Pro Evolution Soccer, ad esempio, la velocità di gioco è superiore, proponendo uno stile di gioco maggiormente “arcade” rispetto al rivale di casa Konami. Discorso a parte l’intelligenza artificiale dei compagni, a volte deficitaria, che molto spesso va ad influire sulla fase difensiva, a tratti di difficile gestione.

Licenze nuove…volti vecchi

Sul fronte tecnico, FIFA 19 poggia ancora le basi sul collaudato Frostbite Engine, pur non distaccandosi molto – qualitativamente parlando – dall’edizione precedente. I volti dei giocatori dei grandi club sono estremamente dettagliati, sia nelle movenze fisiche che facciali anche se, ancora una volta, abbiamo notato diverse mancanze di volti nel nostro campionato. Juventus a parte, molti giocatori di club del nostro paese vantano un livello di dettagli piuttosto approssimativo che, purtroppo, non riesce a regalare quell’effetto “realismo” che ogni anno si spera possa raggiungere.

Anche l’introduzione delle licenze UEFAChampions League ed Europa League – e della Serie A TIM è indubbiamente un’aggiunta interessante anche se, per quest’ultima, ci si sarebbe aspettato uno sforzo maggiore rispetto al classico “logo” sulle magliette (l’introduzione di più stadi rispetto ai soli tre presenti, potrebbe essere una buona pensata per le future edizioni).

Buona, come sempre, la scelta musicale, mentre solo discreta la telecronaca italiana – firmata dal duo Pierluigi Pardo e Stefano Nava – che meriterebbe una ventata di aria fresca in termini di frasi.

Concludendo…

FIFA 19 è un titolo difficile da valutare. Da un lato troviamo un gioco caratterizzato da un ottimo comparto di modalità – dove Ultimate Team e il capitolo conclusivo de Il Viaggio ruberanno la scena – mentre dall’altra, ci sentiamo in dovere di segnalare una certa pigrezza nella gestione della Modalità Carriera che, a nostro parere, meriterebbe di essere rivista in toto, considerato che l’aspetto manageriale inizia a fare acqua da tutte le parti. Apprezzabili, infine, le novità in termini di gameplay – tra cui spicca l’ottimo Active Touch – anche se, sicuramente, intelligenza artificiale e fase difensiva avrebbero meritato una maggior cura. FIFA 19, a conti fatti, resta il simulatore calcistico di riferimento, sia in termini di modalità che di licenze, che entrerà prepotentemente nelle nostre vite per tutta la durata dell’anno.

CI PIACE
  • Il capitolo conclusivo de Il Viaggio è vario e divertente
  • Le novità in termini di gameplay rendono migliorano sensibilmente l’esperienza di gioco
  • Finalmente le licenze UEFA!
NON CI PIACE
  • IA non sempre al top
  • La fase difensiva andrebbe ricontrollata
  • Mancano parecchi volti famosi
  • La modalità carriera allenatore andrebbe rivista del tutto
Conclusioni

FIFA 19 non ridefinirá di certo gli standard del genere, ma si presenta come un prodotto valido e ben confezionato che, nonostante alcune imperfezioni lato gameplay, sa sempre divertire grazie alle numerose modalità online e a giocatore singolo.

8.6Cyberludus.com
Articolo precedenteLEGO DC SUPER-VILLAINS trailer di lancio
Prossimo articoloSeiya E Shiryu di Saint Seiya si uniscono al roster di JUMP FORCE
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.