Con l’evolversi sempre più costante di generi competitivi come i battle royale – che vedono sfidarsi, a colpi di “kill” i due colossi PUBG e Fortnite – le classiche sfide “da divano” sono un po’ andate a perdersi negli ultimi tempi – salvo qualche rara eccezione, specialmente nei titoli sportivi. A Way Out, il nuovo titolo EA Originals (la divisione Electronic Arts dedicata alle produzioni del panorama videoludico indipendente) presentato in pompa magna all’ultima E3, ha suscitato non poco interesse tra i videogiocatori, grazie soprattutto alla forte vena cooperativa su cui il titolo basava interamente le sue meccaniche di gameplay. interessati al nuovo titolo degli Hazelight Studios – che circa cinque anni fa ci deliziarono con l’ottimo Brothers: A Tale of Two Sons – abbiamo contato i giorni che ci separavano dalla data di uscita del gioco e, grazie una review key fornitaci dal publisher, siamo riusciti a mettere le mani sulla versione PC del titolo, sfruttando l’interessante possibilità di mandare un invito anche ai non possessori (questa funzionalità non è solo limitata alla versione PC ma anche a quelle console, Playstation 4 e Xbox One). Dopo aver giocato tutto d’un fiato ad A Way Out, siamo pronti ad offrirvi – come sempre – il nostro responso finale.

Buona lettura!

Prison Break

Inizializzato una nuova partita – ed invitato un amico, che ricordiamo potrà collegarsi con un secondo controller oppure online attraverso il client scaricabile su invito – avremo modo di scegliere uno dei due protagonisti, Leo e Vincent. La scelta che ci viene offerta dal titolo non è affatto banale, dato che situazioni e meccaniche di gioco cambieranno a seconda del personaggio scelto in fase d’avvio. Vincent e Leo, i protagonisti di A Way Out, sono due personaggi diametralmente opposti dal punto di vista caratteriale i cui destini si intrecceranno fin dalle prime battute di gioco, e si ritroveranno a collaborare all’interno di una storia costituita da tradimenti, amicizia e vendetta. Il libanese Josef Fares, regista cinematografico dalle ottime capacità, ha saputo dimostrare – ancora una volta – la sua innata capacità di costruire storie capaci di tenere incollato il videogiocatore allo schermo, grazie sequenze video dall’alto impatto emotivo e a colpi di scena in grado di spiazzare chiunque. Gli eventi del titolo si suddividono, sostanzialmente, in tre grossi filoni narrativi.

Il primo, senza dubbio il più affascinante, vedrà i due protagonisti costretti a collaborare Per portare a termine una rocambolesca evasione. Le altre due parti, tendenzialmente più action rispetto alla prima, culmineranno con una sequenza finale tutta da vivere col fiato in sospeso. A Way Out si presenta con dialoghi ben scritti, così come le varie inquadrature, degne di un film hollywoodiano. Considerando che il titolo offre un’esperienza quasi esclusivamente narrativa, ci sentiamo in dovere di promuovere a pieni voti la trama del gioco anche se, giustamente, non ci troviamo davanti ad un capolavoro assoluto del genere di riferimento (la scelta di offrire solo due finali, ad esempio, è un limite non trascurabile – così come la durata che si attesta intorno alle 6 ore).

Sul fronte gameplay, come già più volte anticipato, A Way Out basa quasi esclusivamente le sue meccaniche sulla cooperazione tra i due protagonisti. Sia che si tratti di fasi stealth – in particolar modo nella prima fase di gioco che vedrà Leo e Vincent impegnati ad organizzare un’evasione dal carcere di massima sicurezza – o sezioni puramente action, la schermata video ci farà visualizzare, in qualsiasi momento, il campo visivo di entrambi i personaggi, separando il tutto con la consueta barra trasversale. I comandi di gioco sono piuttosto intuitivi, così come i vari puzzle ambientali che ci verranno posti davanti durante la durata dell’avventura: sebbene essa risulti piuttosto lineare, A Way Out in alcuni punti ci propone diversi bivi narrativi che, sebbene non cambino “la sostanza”, sono degli ottimi espedienti per diversificare le meccaniche di gioco. In alcune aree, più “esplorative, il gioco ci darà modo di dialogare con personaggi secondari o, in alternativa, partecipare a simpatici minigiochi (come baseball, Forza 4 o freccette) con cui potremo sfidare il nostro “compagno di merende”.

A stupire, tuttavia, è la capacità dei ragazzi di Hazelight Studios di saper diversificare l’avventura: A Way Out non annoia mai per tutta la durata della campagna e, sebbene vi siano alcuni cali di ritmo nelle fasi più esplorative, non ci nascondiamo dal confessarvi che l’esperienza cooperativa proposta è stata una tra le più divertenti degli ultimi anni. Tuttavia, non è oro tutto ciò che luccica, visto che al fattore divertimento i developer non sono riusciti ad affiancare un livello di sfida degno – il titolo si completa con molta semplicità.

Nota dolente di quest’ultimo arrivato tra gli EA Originals è – ahinoi – il comparto tecnico, non proprio all’ultimo grido considerando gli standard attuali. I dettagli di Leo e Vincent sono tuttavia soddisfacenti anche se, più volte, ci ritroveremo a dover storcere il naso nel constatare le varie carenze sul fronte animazioni. A compensare, tuttavia, ci pensa l’ottima regia di Fares, capace di regalare sequenze dal forte impatto.

Molto buono anche il comparto sonoro: il doppiaggio, in sola lingua inglese, di Leo e Vincent ci ha convinti, così come gli ottimi effetti e la soundtrack.

Concludendo…

A Way Out è un titolo divertente, ben diretto e assolutamente unico nel suo genere. L’ultima fatica di Josef Fares e degli Hazelight Studios saprà tenervi incollati allo schermo dall’inizio alla fine, grazie ad un’avventura varia che punta tutte le sue carte sulla forte componentistica cooperativa. Purtroppo, un comparto tecnico non particolarmente all’avanguardia ed una forte semplicità – e linearità – dell’avventura, non consentono ad A Way Out di brillare come avremmo voluto. Grazie al suo prezzo competitivo (30 euro il prezzo totale, ma che potreste tranquillamente smezzare con un amico) e alla disponibilità su tutte le piattaforme, ci sentiamo di consigliarvi caldamente questa piccola perla targata EA Originals che, sicuramente, non vi deluderà.

CI PIACE
  • Riuscirà a tenervi incollati allo schermo fino alla fine
  • La caratterizzazione dei due protagonisti
  • Ottima narrativa ricca di colpi di scena
  • Cooperazione ai massimi livelli
NON CI PIACE
  • Semplice e lineare
  • L’avventura si completa in 6 ore scarse
  • Comparto grafico altalenante
Conclusioni

A Way Out è un’esperienza da vivere tutta d’un fiato. Il titolo di Josef Fares riesce a portare il concetto di cooperazione ai massimi livelli, proponendo un’avventura dall’impatto narrativo molto forte e caratterizzata da ottimi ritmi. Purtroppo, a causa di una forte semplicità dell’intera esperienza unita ad una linearità a volte troppo marcata, A Way Out non riesce ad elevarsi verso standard qualitativi ancora più elevati.

8Cyberludus.com
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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