The Beast Inside – Anteprima

The beast inside

Negli ultimi anni, la Polonia è divenuta una sorta di “centro culturale dell’horror videoludico”. A partire dal visionario Remigiusz Michalski (la mente dietro The Cat Lady) e passando per i Bloober Team (vera rivelazione dell’horror psicologico post-Amnesia con Layers of Fear e Observer) oltre allo studio IMGN.PRO (Kholat) e i Telepaths Tree (con gli alti e bassi di un Inner Chains che rimane, nonostante tutto, un titolo originalissimo) fino ai Madmind Studios (con il loro imminente Agony), parliamo di un appassionato mondo underground che sta dimostrando di valere, spesso, ben più dei soliti titoli mainstream.
Tale premessa è motivata dalla provenienza, sempre polacca appunto, del team di sviluppatori Illusion Ray, al lavoro su un nuovo horror intitolato The Beast Inside.

Per ora siamo riusciti a mettere le mani sulla demo e le nostre prime impressioni sono più che promettenti.

The beast inside

Quella casa nel bosco

Come diversi horror classici, The Beast Inside parte con il solito clichè narrativo della “villetta sperduta”. Nello specifico, il protagonista Adam trasloca con sua moglie nella casa lasciatagli dalla madre, vecchia proprietà di famiglia da tantissimi anni. L’anno è il 1962, in piena Guerra Fredda e Adam lavora come crittografo e analista, professione inserita non a caso visto che l’enigma presente nella demo consiste proprio nel decifrare una password tramite indizi e un cifrario.
Proprio riguardo questo, infatti, il team ha palesato chiaramente l’intenzione di non inserire i soliti enigmi del tipo “trova il codice su qualche foglio lasciato in giro”, ma dei veri e propri rompicapo su cui scervellarsi.

Oltre a ciò, anche l’intreccio narrativo non è costante, visto che la trama segue le vicende di due personaggi in contesti temporali differenti. Assieme ad Adam, infatti, c’è un altro protagonista – molto probabilmente un suo antenato – che abitava nella casa un secolo prima. Veniamo quindi catapultati, tramite il ritrovamento di un diario, nel 1864 e accompagniamo questo secondo personaggio chiave alla ricerca della causa degli strani fenomeni che accadono nella villa.

The Beast Inside fa subito un’ottima impressione a livello grafico. Gli Illusion Ray, infatti, si sono serviti della tecnica della fotogrammetria (già utilizzata in The Vanishing of Ethan Carter e nel nostrano The Land of Pain) e gli ambienti boschivi che circondano la villa maledetta si presentano veramente realistici e d’effetto.

The beast inside

Buon sangue…

Siamo arrivati al fattore cruciale in un horror che si rispetti, ovvero l’atmosfera. In questo, The Beast Inside ha imparato le lezione dei due ottimi Amnesia: The Dark Descent e P.T. (la demo giocabile del Silent Hills di Kojima, titolo che non vedrà mai la luce). Oltre a proporre dinamiche ambientali basate sulla fisica degli oggetti (che con i Frictional Games hanno raggiunto il loro apice), l’opera degli Illusion Ray possiede un sonoro ambientale letteralmente “da paura” riuscendo a tenere in tensione la mente del giocatore a ogni passo.
I pochi jump scare presenti, quindi, non ci faranno solamente sobbalzare dalla sedia per un’evento improvviso, rappresentano il culmine di un processo cerebrale che tiene in bilico la mente del giocatore tra l’ansia e la consapevolezza di una “presenza incombente” che lo circonda, esplodendo poi nello spavento vero e proprio (basti pensare all’apparizione di Lisa in P.T).

The beast inside

Concludendo…

The Beast Inside è sicuramente uno dei titoli horror in sviluppo da seguire con più attenzione. L’ondata horror polacca degli ultimi anni ci sta regalando opere memorabili e di tutto rispetto e la nostra speranza, ovviamente, è quella che il titolo degli Illusion Ray riesca a dimostrarsi all’altezza delle aspettative.