Song of the Deep – Recensione

Song of the Deep

Una fiaba ambientata nelle profondità marine

Il mare cela tanti tesori, diversi ecosistemi ancora da esplorare, e la sua vastità intriga e terrorizza allo stesso tempo. I ragazzi di Insomniac Games hanno trovato in questi elementi le basi per creare il loro ultimo lavoro: Song of the Deep.

Insomniac ha reinventato continuamente sé stessa, dapprima con la mascotte Spyro, il draghetto che è stato un’icona del periodo PSX, poi con Rachet & Clank, una serie di successo su tutte le piattaforme di Sony, e Resistance che è stato uno dei cavalli di battaglia della PlayStation 3. Lo scorso anno lo studio di sviluppo si è concentrato sullo sviluppo di Sunset Overdrive per poi dedicarsi a Song of the Deep, un titolo particolare dallo stile metroidvania (free roaming con elementi gdr).

 

SOTD_Sea_Garden

 

Profondo Blu

Song of the Deep chiarisce sin dalle prime schermate i suoi intenti fiabeschi e viene presentato come se fosse un racconto popolare irlandese, dai toni e dalle atmosfere analoghe a quelle del film d’animazione Song of the Sea (2015).
Una giovane ragazza di nome Merryn e suo padre vivono in condizioni di povertà e sopravvivono galleggiando nell’oceano della vita, sempre in balia delle onde. Suo padre, un pescatore dalla smisurata esperienza, una sera non fa ritorno dalla sua abituale battuta di pesca. La ragazza non si dà per vinta e lo attende sulla scogliera per diversi giorni ma, non scorgendo alcuna imbarcazione all’orizzonte, si rimbocca le maniche e si lancia in un progetto ambizioso: ritrovare il padre nella vastità dell’oceano, ad ogni costo.
Ed è a questo punto che, come in ogni favola che si rispetti, la ragazza costruisce un sottomarino traballante, realizzandolo con pezzi di recupero che trova nei dintorni della sua abitazione e si tuffa nelle profondità marine. La vita della giovane Merryn, da questo momento, non sarà più la stessa. Le bellezze nascoste in fondo all’oceano e le pericolose creature marine, descritte dal padre nei racconti della buonanotte, prenderanno forma.

 

SOTD_Boneyard

 

Dopo questa breve introduzione, Song of the Deep, ci immerge immediatamente nell’oceano, alla guida del sottomarino guidato da Merryn.
Seguendo il classico schema dei giochi metroidvania, Song of the Deep snoda la sua storia attraverso una mappa tentacolare che si articola, tra grotte e caverne, sino alle profondità del mare. Alcune zone speciali, conosciute come “sorgenti di Tyne”, permettono di salvare la partita in qualunque momento e di ripristinare salute ed energia. I comandi appaiono semplici e intuitivi, mentre i vari miglioramenti del sottomarino ci vengono rivelati con il progredire della storia. Le aree ricche di tesori e segreti non sono infatti raggiungibili senza l’ausilio degli strumenti adatti, i quali, inoltre, migliorano notevolmente le probabilità di sopravvivenza nell’angusto mondo sottomarino di Song of the Deep.
Il primo strumento a disposizione del giocatore è l’artiglio magnetico, che può essere utilizzato sia come arma per eliminare i nemici, sia come strumento per interagire con alcuni oggetti di gioco come leve, scrigni del tesoro e conchiglie. Trovare e potenziare questi strumenti permette sia di progredire nella storia che di esplorare aree precedentemente inaccessibili. La turbina a elica, ad esempio, è utile per superare le forti correnti; il lanciamissili, fornito di tre tipologie di munizioni (magma, esplosivo e congelante) permette di eliminare i nemici con più facilità e, al contempo, di abbattere gli ostacoli sul nostro percorso. I fari, montati nella parte anteriore dello scafo, consentono di spostarsi nelle zone buie, e di farsi strada laddove sostano alcune particolari meduse sensibili alla luce che ostacolano il percorso. L’ultimo oggetto che troveremo è un sonar speciale che ci permetterà di scoprire le aree nascoste.
Il ritrovamento di questi potenziamenti scandisce il ritmo della storia costringendoci, al tempo stesso, a prendere nota delle zone inaccessibili incontrate nel corso dell’esplorazione. Questi strumenti, assieme a salute ed energia, possono essere potenziati grazie all’ausilio di un simpatico paguro, che solitamente si aggirerà nei dintorni dei pozzi di Tyne. La presenza di questo “mercante” spinge il giocatore in una sfrenata corsa al tesoro, poiché sarà l’unico modo per progredire nella storia.

 

Song of the Deep

 

Fish & Ships

L’esplorazione gioca un ruolo importante in Song of the Deep, tanto nella storia quanto nel gameplay, rendendo imperativo l’uscire dai sentieri battuti per andare a caccia di nuovi tesori. Nella maggior parte dei casi i rompicapo sono piuttosto semplici da decodificare e risolvere, sebbene alcuni possano risultare inutilmente macchinosi, con meccaniche di risoluzione facili da intuire ma frustranti da mettere in pratica.
Ed è a questo punto entrano in gioco i comandi. Nel complesso i controlli di Song of the Deep non presentano particolari problemi, ma nelle sezioni di gioco che richiedono una certa precisione nel condurre il sottomarino non potrete fare a meno di notare la scarsa accuratezza delle levette analogiche deputate al controllo del mezzo. Sfuggire nel buio delle profondità ad una specie di calamaro ostile, ad esempio, può diventare un’impresa piuttosto ardua a causa dell’imprecisione dei comandi del gioco, che vi costringeranno a ripetere la sezione più e più volte. La maggior parte dei nemici possono essere eliminati con l’ausilio del gancio magnetico o dei missili, ma alcuni richiedono l’utilizzo di particolari strategie. I granchi giganti o gli imponenti molluschi, ad esempio, sono impenetrabili alle armi del sottomarino, ma rendono vulnerabili i propri punti deboli non appena si lanciano all’attacco.
Nonostante questi scontri possano risultare impegnativi, i mostri non rappresentano mai una vera minaccia e possono essere sconfitti con un po’ di abilità e d’astuzia. I boss di un’area richiedono invece strategie decisamente più elaborate per essere sconfitti. Nel corso dei vostri viaggi, vi capiterà ad esempio di imbattervi in un grosso ragno sottomarino, che potrete sconfiggere soltanto evitando o rispedendo al mittente, con l’ausilio dell’arpione magnetico, gli oggetti lanciati dall’aracnide marino. Ogni colpo andato a segno stordirà il mostro, permettendo sfruttare il breve tempo a disposizione per strappare via le ragnatele che gli permettono di muoversi.
Ad offrire una gradita variante ad un gameplay altrimenti ripetitivo ci pensa la tuta da sub. Dopo qualche ora di gioco, infatti, Merryn troverà una tuta da sub con la quale sarà in grado di uscire dal sottomarino ed esplorare alcune aree troppo piccole per consentire il passaggio del mezzo. I rompicapi, da questo momento sino alla fine del gioco, si fanno più complicati e combinano l’utilizzo del sottomarino con gli spostamenti “a nuoto”.

 

SpiderLairChase

 

Visioni dal profondo

Visivamente Song of the Deep colpisce per una grafica incredibilmente colorata alla quale vengono alternate sequenze animate disegnate a mano. Lo stile scelto per mostrare le vicende della giovane Merryn è caratterizzato da un tratto grafico che sembra ispirarsi agli ultimi episodi della serie Rayman – Origins e Legend. Il buon lavoro svolto da Insomniac si può ammirare nei lussureggianti giardini sommersi, nell’oscurità minacciosa dell’abisso e persino nei resti fatiscenti di una civiltà morente, tutti paesaggi che donano vigore alla narrazione.
L’oceano di Song of the Deep è rappresentato come un mondo vivo, ricco e in continuo mutamento, abimato da creature di ogni forma e dimensione: dai pesci che danzano attorno al sottomarino, alle grosse balene che nuotano sullo sfondo, passando per le mostruose creature in attesa nelle profondità. Purtroppo il gioco è afflitto da qualche rallentamento del frame rate, particolarmente visibile nelle zone più ricche di dettagli, ma fortunatamente si tratta di un problema che non affligge il gameplay in maniera rilevante. La voce narrante di questa “fiaba” è in lingua inglese, sottotitolata in italiano, e affiancata da una colonna sonora strumentale che scandisce perfettamente i ritmi del gioco.

 

Song of the Deep

 

Concludendo…

Song of the Deep appare come un’esperienza nettamente diversa da ciò a cui gli sviluppatori di Insomniac ci hanno abituato. La realizzazione artistica si fregia di ottime texture che ravvivano le zone da esplorare, i tesori da scoprire e gli antichi misteri da svelare. Alcuni problemi nei controlli e un’altalenante esperienza di gioco, però, non fanno apprezzare appieno il titolo. Song of the Deep è un’avventura tranquilla e turbolenta allo stesso tempo che può regalare diverse ore di divertimento a chi ama particolarmente i giochi in cui bisogna esplorare, scoprire tesori e svelare antichi misteri.

CI PIACE

– Splendida realizzazione grafica.
– Il sistema di upgrade è ben bilanciato.
– Le battaglie contro i boss forniscono una piacevole variazione al gameplay…

NON CI PIACE

–  …ma purtroppo sono eventi rari e isolati.
– Difficoltà a tratti frustrante che può portare ad una battuta d’arresto.
– I controlli poco precisi possono rappresentare un problema durante le sezioni più frenetiche.

Conclusioni

Song of the Deep è un’avventura tranquilla e turbolenta allo stesso tempo che può regalare diverse ore di divertimento a chi ama particolarmente i giochi in cui bisogna esplorare, scoprire tesori e svelare antichi misteri. Qualche problema nei controlli e un backtracking davvero impegnativo fanno sfumare la qualità complessiva del titolo.

7Cyberludus.com
Articolo precedenteRebel Galaxy e Yakuza 5 tra i titoli gratuiti del PlayStation Plus di Agosto
Prossimo articoloTutto ha importanza in Albion Online!

E tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione!