Ci sono videogiochi che hanno lasciato il segno negli anni a venire e Super Metroid è sicuramente annoverato tra le loro fila. Oltre ad essere riconosciuto all’unanimità come il miglior capitolo del franchise di Nintendo, è probabilmente stato anche il migliore gioco in assoluto su SNES.
Questo piccolo preambolo è legittimo perché il titolo che andiamo a recensire oggi, A Robot Named Fight, è un poderoso omaggio a questo grande classico – continuate a leggere se volete scoprire di più…

Everything is going dark…

Siamo in un imprecisato periodo su un imprecisato pianeta da millenni dominato interamente da una popolazione di robot. Improvvisamente il cielo viene oscurato da un ciclopico mostro di carne, occhi, bocche ed organi riproduttivi denominato “Megabestia”, che inizia ad invadere il pacifico mondo con la sua progenie. L’ultima speranza di salvezza siete voi, un unico robot combattente, ma prima di poter affrontare il colossale nemico dovrete scendere nel sottosuolo alla ricerca delle antiche reliquie di guerra degli dei che vi permetteranno di diventare abbastanza potente per affrontare e sottomettere il colosso.
Questa in sintesi è la storia di A Robot Named Fight, che come avrete capito dall’introduzione è decisamente simile al classico Nintendo del 1994, anzi si potrebbe quasi osare dire che a livello di gameplay ne è un vero e proprio clone.
Siamo di fronte ad un platform 2D rogue-like incentrato sull’esplorazione e la raccolta di oggetti – il vostro scopo è in sintesi riuscire a raggiungere il famigerato boss finale, ma per farlo dovrete prima sbloccare tutta una serie di abilità e poteri. Questi ultimi, così come i livelli, sono completamente casuali, e a detta dello sviluppatore del gioco ci possono essere fino a 4 miliardi di combinazioni differenti – ogni partita in pratica offrirà un’esperienza diversa dalla precedente.

Tutti i livelli generati sono divisi in molteplici stanze di grandezza e forma diverse tra loro. La progressione del gioco vi permetterà di raggiungere la fine solo quando avrete esplorato gran parte del mondo a vostra disposizione, dato che le varie zone disponibili saranno bloccate da ostacoli che potranno essere superati solo collezionando i poteri che troverete in seguito. Alcune porte richiedono dei poteri particolari per essere aperte (fuoco, elettricità, etc.), mentre altre piattaforme sono accessibili solo potendo saltare più in alto, etc. in pratica solo al termine troverete il potere che vi serve per raggiungere la megabestia, ed a quel punto si presume siate abbastanza forti da poterla sconfiggere e completare il gioco.
Uno dei vanti di questo titolo è che sia tutto casuale ed è in parte vero: i livelli sono casuali, ma le stanze sono state tutte pre-disegnate a mano; quello che cambia è il modo in cui sono collegate tra loro, il posizionamento di bonus (nascosti e non) e la presenza dei nemici dentro di esse.

Il modo in cui è stato concepito il meccanismo di generazione è davvero molto ingegnoso e vi capiterà spesso di finire il gioco in maniera molto differente con armamenti e poteri diversi, e questo gioca a favore della longevità.
Per completare un mondo ci vogliono circa 90 minuti – può non sembrare granchè ma tutto sommato è un tempo legittimo dato che qualora la nostra energia verrà esaurita si deve ricominciare tutto da zero. Sulla falsariga degli achievement di Steam in base ad alcune soglie prestabilite (numero di nemici uccisi, tipologia, oggetti raccolti, etc.) durante la nostra avventura un messaggio ci informerà che nuovi armamenti o poteri saranno sbloccati nelle partite successive – un espediente per renderci più propensi a ricominciare.
I nemici che si frapporranno tra noi e la megabestia consistono in abominevoli esseri mostruosi, quasi tutti disegnati con un marcato carattere “carnoso” dato che il tema alla base è fondamentalmente “robot VS esseri viventi”, e il loro comportamento rispetta le regole dei platform vecchio stile avendo ognuno un proprio pattern di movimenti ed attacchi ben delineato e mai troppo articolato.

Ovviamente a parte quello finale non mancano altri scontri con i boss di turno – in tutto sono circa una quindicina e, dato che durante una singola partita ne incontrerete circa cinque, per incontrarli tutti dovrete sicuramente affrontare il gioco più volte.
Come bonus aggiuntivo l’intera avventura può essere giocata in cooperativa locale con un secondo giocatore, che impersonerà un piccolo robot svolazzante condividendo con noi alcuni power-up ed i punti vita.

Are you fight enough?

A Robot Named Fight è stato sviluppato interamente con il sempre più stimato Unity. La grafica, l’audio, i menu, tutto è stato disegnato per ricalcare fedelmente un gioco anni ‘90, e dobbiamo dire che l’intento è davvero riuscito – a parte gli effetti grafici di sangue e membra che volteggiano per lo schermo ed imbrattano i muri sembra davvero di giocare ad un emulatore del Super Nintendo – l’unico appunto che possiamo fare è che in certi biomi si fatica a distinguere le superfici calpestabili dal resto.
Le performance tutto sommato ci hanno convinto, anche se abbiamo notato dei lievi cali di fps in qualche sporadica stanza ricca di nemici ed oggetti, dove la povera Switch faticava a renderizzare tutto, mentre nel comparto audio troviamo una colonna sonora adeguata, con chip-music che vanno dal decente all’orecchiabile e fanno decisamente il loro dovere (anche se un po’ più di varietà avrebbe giovato). Gli effetti sonori sono altresì senza infamia e senza lode – sufficientemente variegati per non annoiare.

Concludendo…

Nonostante il titolo provato sia una palese rivisitazione di un grande classico, lo abbiamo apprezzato perché riesce in qualche modo ad ottenere una sua personale dignità introducendo elementi di casualità e offrendo molta più varietà di armamenti e power-up rispetto all’originale. Ci viene proposta inoltre una insolita modalità cooperativa che si è dimostrata molto azzeccata, e la difficoltà in generale è stata davvero bilanciata con maestria.
In definitiva sulla Switch risulta un gioco decisamente appetibile, dato che mamma Nintendo non sembra essere ancora intenzionata a rilasciare Super Metroid su questa piattaforma.

CI PIACE
  • Ottima giocabilità
  • Tantissimi armamenti e power-up da scoprire
  • Coop locale divertente
NON CI PIACE
  • Alla lunga ripetitivo
  • Grafica a volte confusionaria
  • Solo in inglese
Conclusioni

A Robot Named Fight è un gioco divertente, piacevole e molto vario, specialmente se siete nostalgici degli anni novanta. Viene offerto al momento all’ottimo prezzo di 12,99 € ed è un buon acquisto che vi può concedere qualche ora di svago, senza troppo impegno.

7.5Cyberludus.com
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Gabriele o “Gabe” per gli amici, è un informatico di professione ed inguaribile videogiocatore. Cresciuto a colpi di Commodore 64 ed Amiga è papà di due bellissimi bimbi che ormai gli rubano quasi tutto il tempo. La sua passione sono l’informatica, il cinema, la musica ed un giorno spera di finire e vedere pubblicato il suo primo videogame … quando trova il tempo!

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