Hitman Episodio 2: Sapienza – Recensione

Non è mai una vacanza

Il primo episodio di Hitman non ha lasciato un’impronta indimenticabile nel cuore dei videogiocatori. Col suo 76/40 Metascore (rispettivamente critica e pubblico) e la nuova formula ad episodi, incapace di garantire contenuti freschi e longevi nel breve periodo, l’Agente 47 ha dovuto destreggiarsi tra lo scetticismo generale e l’imbarazzante facilità di un gameplay che di certo non rende onore a un assassino con alle spalle decine di contratti soddisfatti a discapito di altrettanti pericolosissimi VIP. Bisogna anche considerare che per le serie episodiche si tratta di un periodo di flessione, influenzato soprattutto dalla scarsa vena creativa di Telltale e da un sistema di gioco rimasto fin troppo immutato nel corso del tempo.
IO Interactive ha scelto l’Italia come luogo in cui ambientare il secondo episodio del reboot: basteranno i suggestivi scorci del Belpaese a risollevare le sorti della serie? Per me è un ‘nì’.

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Sapienza: Il mondo di domani

La seconda missione a contratto dell’Agente 47 si svolge a Sapienza, una cittadina di fantasia bagnata dal mare che ricorda molto la costa toscana. Qui, tra auto d’epoca e vespette parcheggiate a lato di vicoli antichi, si erge l’imponente villa di Silvio Caruso, bioingegnere della Ether Bio Corporation. L’assassinio, commissionato da un cliente segreto, ci vedrà incaricati dell’eliminazione di Caruso e del suo braccio destro, Francesca De Santis, oltre che della distruzione del prototipo di virus attualmente in sviluppo presso il laboratorio segreto della villa.
“Il mondo di domani” – questo il nome ufficiale della missione – è un incarico molto classico per i seguaci della saga Hitman, che non si discosta molto da quello affrontato a Parigi un mese fa. Anche l’ambientazione presenta una struttura simile, con i due obiettivi segregati nella villa e numerosi punti deboli in cui far breccia nell’area circostante. Avremo facoltà di scegliere con estrema calma uno tra i numerosi approcci proposti, sfruttando alcuni tra i costumi più classici – corriere, giardiniere, membro della sicurezza – ma anche personaggi coinvolti negli eventi del giorno. Nello specifico, “Il mondo di domani” propone addirittura 3 strade particolarmente interessanti, che riguardano un prete, un detective e uno psicologo, a cui corrispondono altrettante strategie d’avvicinamento agli obiettivi.

Ammazzare, ma a che pro?

Sebbene la saga dell’assassino silenzioso non abbia quasi mai messo in pista una sceneggiatura all’altezza del gameplay – salvo qualche capitolo storico, come il secondo – la natura episodica del reboot non aiuta certo a dare un impulso dal punto di vista della trama, anzi. Hitman pare presentare missioni apparentemente scollegate tra di loro, con episodi privi di quegli anelli di congiunzione che potrebbero donare all’opera il fascino e l’atmosfera necessari per essere ricordati anche a dopo il season finale. Questa indipendenza tra gli episodi, legati solo da scene di intermezzo per niente indimenticabili, rende il gioco un semplice “vai e uccidi”,ben lontano dai capitoli della serie più amati dai fan dell’agente pelato. Ovviamente, mi siamo solo al secondo episodio e qualcosa potrebbe cambiare…ma fatico a crederci.

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Il difficile è non uccidere

Come già accaduto col primo episodio, anche in Sapienza la parte più divertente della missione consiste nell’esplorazione della mappa alla ricerca delle possibili opportunità da sfruttare per arrivare agli obiettivi. Questi sono ben 10, a fronte di due soli bersagli, ancora una volta per enfatizzare l’ottima rigiocabilità delle missioni, specialmente per tutti quegli utenti “malati” di completismo, che di certo avranno di che divertirsi con le 31 sfide legate all’esplorazione. Nonostante la ricchezza di elementi – per certi versi anche eccessiva – la seconda missione di Hitman manca completamente di mordente, fallendo dove già l’incarico parigino aveva alzato bandiera bianca. Al di là dell’enorme mole di eventi scriptati che rendono il gioco molto prevedibile, caratteristica tipica degli stealth vecchio stampo, buona parte della banalità di fondo è legata, ancora una volta, alla semplicità con cui è possibile portare a termine le esecuzioni. Le opportunità consentono, di fatto, di ritrovarsi faccia a faccia con i bersagli senza doversi preoccupare di alcuna guardia del corpo nei paraggi, e lasciano quindi al videogiocatore tutto il tempo per inventarsi una morte creativa e che non desti sospetti. Questo modo di approcciarsi alla vittima è sì molto in linea con lo “stile Hitman” – tutte le opportunità richiedono uno scambio di identità tramite travestimento – ma rende il gioco così prevedibile e banale che personalmente mi sono divertito a incrociare più opportunità prima di sceglierne una per completare il contratto.
Il pacchetto del secondo episodio propone anche l’escalation “L’illusione di Sigma”, da affrontare magari dopo aver completato e rigiocato allo sfinimento il contratto principale. L’escalation è composta da 5 missioni a difficoltà crescente e senza possibilità di salvare la partita, in cui man mano vengono aggiunti nuovi obiettivi, tra cui personaggi da eliminare e oggetti da recuperare. Gli spunti proposti con l’escalation danno il via ai numerosi contratti creati dalla comunità, il vero motore del gioco, dato che senza di essi gli appassionati della saga si troverebbero ad abbandonare l’agente 47 dopo 3-4 ore, per poi richiamarlo in azione dopo 30 giorni.

In villeggiatura con 47

Tra le note positive del secondo episodio di Hitman, ci metto senza dubbio l’ambientazione. La Sapienza disegnata da IO Interactive è un vortice di citazioni ed easter egg in salsa italiana, per certi versi anche un po’ esagerato. La mappa, relativamente piccola, ha una densità pazzesca, con ambientazioni diversissime che spaziano dalla costa – con tanto di porto e spiaggia – a splendide rovine che si affacciano sul mare. L’area su cui si affaccia la villa Caruso è dominata da silenziosi vialotti antichi che ricordano quelli di Broken Sword, con negozietti, appartamenti e strutture turistiche. Così Sapienza si mostra come la classica meta turistica da consigliare alle coppiette, in cui è possibile farsi 5 minuti in spiaggia e poi un giro per le rovine – a patto di procurarsi un travestimento ad hoc. A voler essere pignoli, un villone come quello di Caruso a pochi metri dal gelataio in cui vanno a rifocillarsi i turisti stona un po’, ma l’effetto scenico è garantito…e tanto ci basta per goderci un po’ di fredda pianificazione prima di equipaggiare la nostra corda di violino preferita.

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CI PIACE

Location suggestiva e ben curata

Tanti contenuti della comunità…

NON CI PIACE

Ancora troppo semplice da completare

E’ una corsa priva di mordente verso il completamento delle sfide

Pochi contenuti premium…

Conclusioni

“Il mondo di domani” si presenta come un episodio che non porta alcuna novità alla serie in termini di gameplay, storia e approccio alle missioni. Cambiano gli obiettivi, non cambiano le responsabilità, né dell’assassino né tantomeno degli sviluppatori. A questi ultimi il compito di risollevare l’opera con un colpo di coda inaspettato, magari un cambiamento radicale nella formula di gioco – ne dubito fortemente – o nella trama, al momento ancora anonima. Nonostante ciò, in appena 3 mappe Hitman strabocca di contenuti per la gioia di chi ama mettersi alla prova con sfide e assassinii perfetti: una luce nel buio.

7Cyberludus.com
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Studente di Informatica Magistrale (Università di Bari "A.Moro").\r\nMi divido tra studio, Juventus e tecnologia tra mille passioni.\r\nL'obiettivo più vicino è la laurea, poi si vedrà.

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