Per IO Interactive il 2017 è stato un anno di grandi cambiamenti. Dopo la cessazione di finanziamenti da parte di Square Enix (proprietaria dello studio da diversi anni), il team di Copenhagen è riuscito nell’intento di ottenere la completa indipendenza, riappropriandosi dei propri marchi storici Hitman e Freedom Fighters. Dopo la “dichiarazione d’indipendenza”, i ragazzi di IO Interactive annunciarono lo sviluppo di Hitman 2, sequel diretto della prima stagione – prodotta sotto l’egida di Square – che ora avrebbe ritrovato in Warner Bros il nuovo publisher, pronto a rilanciarli sul mercato. Due anni dopo la piacevole avventura dell’assassino 47, siamo finalmente pronti a mettere le mani su Hitman 2, titolo che, seppur abbandonando la sua natura intrinseca ad episodi, ha vantato un rilascio completo di tutti e sei gli episodi.

Annodate le cravatte e preparatevi a viaggiare: ecco la nostra recensione…

Codename 47

In seguito agli eventi della prima stagione di Hitman, l’agente 47 intraprende una missione alla ricerca del famigerato “shadow client”, intenzionato più che mai a smantellare il suo esercito privato. La prima pista lo conduce sulle tracce di Alma Reynard, in Nuova Zelanda, un’assassina che potrebbe fornire a 47 alcune importanti informazioni sulle attività dello shadow client. Ha in questo modo inizio la storia di Hitman 2, che ci permetterà di viaggiare in sei diverse location del pacifico, tra la Colombia e Miami, passando per Mumbai.

Proprio come il suo predecessore, il comparto narrativo di Hitman 2 rimane uno tra i punti deboli di questa produzione targata IO Interactive. Tra ogni missione, gli eventi della trama vengono raccontati attraverso cut scene piuttosto scarne, caratterizzate da uno stile grafico statico e poco incalzante. Solo il doppiaggio riesce a salvare la qualità della narrazione, che risulta – per tutta la durata dell’avventura – povera e poco interessante. Un vero peccato considerato che le potenzialità nell’approfondire il passato di un personaggio come 47 c’erano tutte.

Passeranno anche gli anni ma 47 rimane un maestro nei travestimenti.

La struttura narrativa, all’interno dei singoli episodi, è rappresentata da quelle che vengono definite “storie della missione”, vere e proprie sottotrame che, se seguite, oltre a darci un’opportunitá di assassinio (di uno dei vari bersagli disponibili), ci consentiranno di svelare anche parte della trama orizzontale di Hitman 2. Le storie della missioni potranno essere scoperte semplicemente esplorando l’ambientazione di ogni episodio oppure, per i più pigri, potranno già essere seguite dal menu di pianificazione della missione stessa. Come suggerito, tramite consigli in-game dagli stessi sviluppatori, è consigliabile completare le storie missione di ogni episodio, prima di procedere la successivo.

Se sul fronte trama non siamo rimasti colpiti per niente – confermando i dubbi posti due anni fa, analizzando il season finale della precedente iterazione – a raggiungere picchi qualitativi decisamente elevati sono le varie ambientazioni proposte. Nel primo capitolo eravamo rimasti affascinati dalla struttura – oltre che grandezza – di mappe come Sapienza o Hokkaido, evidenziando comunque la qualità altalenante di altre mappe, decisamente non all’altezza delle due sopracitate. In Hitman 2 la situazione cambia drasticamente, visto che quasi tutti gli episodi (ad eccezione del primo che funge da tutorial) vantano un level design semplicemente impeccabile: le mappe sono vaste, ricche di elementi interagibili, oltre che ricche di sfide e di opportunità di assassinio. Va inoltre evidenziata la notevole cura grafica delle stesse: la differenza tra la mappa di Mumbai e quella di Miami, ad esempio, è percepibile fin da subito, in termini puramente estetici.

Bigger and better

Sul fronte gameplay, Hitman 2 non si discosta particolarmente dal suo predecessore. La visuale in terza persona ci darà una visione piuttosto ampia del mondo che circonda 47, dandoci modo di esplorare – nella più completa libertà – le mappe che il titolo mette a disposizione. La struttura free roaming delle mappe, come già precedentemente annunciato, è il vero e proprio piatto forte della nuova fatica degli IO Interactive, dando modo al giocatore di “studiare” ogni singolo anfratto del mondo di gioco, prima di procedere all’esecuzione dei vari omicidi. Le storie della missione sono le vie preferibili per portare a compimento la missione (visto che ci daranno una visione più precisa sulla trama orizzontale di Hitman 2), ma il gioco non pone vincolo di alcun tipo, dandoci modo di portare a termine i diversi omicidi in totale libertà. A questo pro, il gioco mette a disposizione diverse sfide – consultabili dall’hub della missione (su Playstation 4 basterà premere il touch pad per accedervi) – che potranno mettere a dura prova le nostre “skills” di assassini provetti. Far sembrare la morte degli obiettivi un incidente, utilizzare il solo fucile di precisione e non cambiare mai l’abito per tutta la durata dell’episodio possono essere alcuni esempi di queste sfide, ma in realtà ve ne sono decine e decine, pronte ad essere

In Hitman 2 l’interazione con gli elementi dello scenario è ai massimi livelli!

Proprio come il precedente episodio, gli sviluppatori hanno reintrodotto l’istinto del killer, una vero e proprio “sesto senso” atto ad evidenziare i punti di interesse, e il sistema dei sospetti: assumendo i panni di un cameriere, ad esempio, i suoi “colleghi” potranno notare il volto poco familiare, allertando i presenti e rischiando di far saltare la copertura. Per tenersi al sicuro, è possibile girare al largo dalla gente sospettosa, abbatterla o perfino mimetizzarsi sfruttando le peculiarità del travestimento.

Anche per questo sequel tantissime saranno le possibilità dettate dall’interazione con lo scenario: dall’avvelenare tazze di tè al rovesciare taniche di benzina, siamo sempre più convinti che in Hitman 2 esistano possibilità infinite nel portare a compimento il nostro assassino.

Accantonando per un attimo il piatto forte del titolo, rappresentato dai sei contratti sparsi per il mondo, i ragazzi di IO Interactive hanno ben pensato di rimpolpare il già ricco comparto contenutistico con modalità extra. Torneranno quindi gli apprezzati bersagli elusivi – obiettivi vip che popoleranno una mappa di gioco – che vedranno, come prima guest star, il “sempre morente” Sean Bean, famoso per aver portato su schermo i personaggi di Boromir – ne Il Signore degli Anelli – ed Eddard Stark – in Game of Thrones.
Ottima – anche se decisamente arcade – la modalità Sniper Assassin, che prendendo pari pari il gameplay dell’iterazione già apparsa su dispositivi mobile, porta una nuova mappa (che è anche l’ultima della campagna principale, all’interno della modalità “cecchino” di Hitman 2: tre bersagli e tante sfide che richiederanno una notevole maestria nell’uso del fucile da cecchino.

La modalità Sniper Assassin potrà essere giocata anche in cooperativa.

Ultima, ma non per importanza, la modalità di creazione di contratti che, a conti fatti, aggiunge poco o nulla a quella già vista nel precedente capitolo. Ri-giocando uno dei sei episodi disponibili, avremo modo di impostare uno o più bersagli, semplicemente selezionandoli dalla folla. I contratti potranno poi essere condivisi con la community, votati e – ovviamente – scaricati. La volontà del team di inserire una modalità del genere è apprezzabile, anche se – di fatto – l’editor è piuttosto scarno in termini di creazione; peccato.

La Ghost Mode è il primo esperimento di modalità competitiva 1vs1 per la serie.

La grande novità sul fronte multiplayer è rappresentata dalla Ghost Mode, una modalità competitiva – uno contro uno – che ci permetterà di confrontare le nostre skill di assassino provetto contro altri giocatori da ogni parte del mondo. Pur essendo in beta l’idea è apprezzabile: molto semplicemente, il gioco ci notificherà dei bersagli da uccidere, che dovranno essere abbattuti prima del nostro avversario – se ciò non dovesse accadere, abbiamo un minutaggio limitato per abbattere il primo bersaglio, per cercare di non terminare anzitempo la nostra sfida.

Gioie di Glacier

Abbiamo giocato a Hitman 2 su Playstation 4 Pro, grazie ad un codice review gentilmente offerto da Warner Bros.

Sul fronte puramente grafico, i passi rispetto al capitolo precedente sono piuttosto evidenti. Il Glacier Engine, che muoveva già il predecessore, riesce a gestire senza fatica ambienti vasti e popolati da folle numerose di personaggi non giocanti, fornendo una resa grafica di indubbia qualità – grazie ad effetti di luce e modelli architetturali di ottimo livello. Non particolarmente ispirati i modelli dei personaggi che, a parte il modello 3D del giovane 47, galleggiano nella mediocrità, soprattutto sul fronte animazioni.

Buono il sonoro, caratterizzato da un doppiaggio – in lingua inglese – più che discreto e da una buona soundtrack.

Concludendo…

Hitman 2 è l’esempio lampante di sequel ben riuscito. Il titolo, seppur non discostandosi particolarmente dalla precedente iterazione, propone un quantitativo di episodi soddisfacenti, rigiocabili e decisamente estesi sul fronte esplorativo. Ancora una volta il livello di difficoltà rimane uno tra i punti deboli della produzione che, soprattutto allo step intermedio, seguendo le varie storie della missione disponibili fin dall’inizio, difficilmente sarà in grado di metterci i bastoni tra le ruote in maniera pressante.
Detto questo, i ragazzi di IO Interactive, nonostante l’annata tormentata in termini di cambiamenti, sono riusciti nel portare a compimento la missione.

Hitman 2 è più bello, grande e senza dubbio divertente del suo predecessore: provare per credere!

CI PIACE
  • Contenutisticamente più che valido
  • Più divertente e più grande
  • Rigiocabilità ai massimi livelli
  • Ghost Mode e Sniper Assassin divertenti
NON CI PIACE
  • Livello di difficolà tarato verso il basso
  • Narrativamente parlando deludente
  • L’editor dei contratti è troppo limitato
Conclusioni

Hitman 2 è il perfetto esempio di sequel ideale: più grande, vario, divertente e rigiocabile del suo predecessore. L’avventura confenzionata dagli IO Interactive non brillerà di certo per difficoltà e narrativa, ma risulta uno tra i capitoli più riusciti della serie in quanto a libertà d’azione possibilità. Annodate le vostre cravatte e preparatevi ad uccidere!

8.2Cyberludus.com
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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