Polaris Sector – Recensione

Domina il Settore, per conquistare l’Universo!

Esiste un luogo ove la sconfinata fantasia della mente umana conosce dei limiti: l’Universo. La mente vacilla quando si passa dal ragionare da anni a secoli, a millenni, a eoni. Chiudendo gli occhi, proviamo ad immaginare quale razza aliena possa mai nascondersi tra i bagliori di quei piccoli punti luminosi che noi chiamiamo stelle, pianeti, galassie. Quale media migliore, se non il videogioco, può simulare una sensazione così forte di smarrimento, quasi di terrore. Arthur Charles Clarke, parlando dello spazio profondo, ha affermato: “Esistono due possibilità: o siamo soli nell’universo o non lo siamo. Entrambe sono ugualmente terrificanti”.

Questo è Polaris Sector, siete i benvenuti.

Non fraintendeteci però, Polaris Sector non è un gioco che può essere incasellato nella categoria horror, nient’affatto. Il titolo realizzato da SoftWarWare prende invece per mano il giocatore e lo invita a salire a bordo: “questo è l’Universo, esplorarlo tocca a te”. Da qualche tempo il genere “4x” (explore, expand, exploit ed exterminate) ha ricevuto nuova linfa vitale, causa anche della quasi snervante attesa (ed al contempo dell’hype generatosi) attorno a No Man’s Sky, in uscita il 21 giugno. Laddove, però, il titolo di Hello Games promette universi e pianeti colorati, esplorazioni in prima persona e atmosfere in generale più distensive ed accoglienti, Polaris Sector è più… “cattivo”.

Polaris Sector 1

 

Ciò che si nasconde alla vista…

L’ultima fatica di SoftWarWare è un RTS (Real-Time Strategy) con visuale dall’alto, ove lo scopo principale è nientedimeno quello di conquistare l’universo… ok, rallentiamo, procediamo con calma. Per conquistare quantomeno il pianeta accanto, bisognerà pure iniziare da qualche parte. Polaris Sector accoglie il giocatore con un impatto grafico non esattamente eccezionale (ricordiamo che questo titolo non può vantare il supporto classico delle produzioni “Tripla A”): schermate fisse, icone animate, pulsanti ed informazioni a schermo sono rese in maniera poco accattivante, cosa alla quale dovrete fare l’abitudine. Schermata dopo schermata, però, quasi senza accorgervene, prenderete dimestichezza con la montagna di informazioni (per lo più testuali) e la smorfia sul vostro viso, per una grafica poco gradevole, si trasformerà poco a poco in un sorriso. Perché se è vero che Polaris Sector si presenta male alla vista, è altrettanto vero che “sotto” nasconde un gameplay assolutamente soddisfacente.

Il tutorial fa subito capire che sul lato giocabilità Polaris Sector non scherza affatto, facendo immediatamente immergere il giocatore nelle meccaniche che regolano la partita. Come in ogni RTS che si rispetti, anche qui la vostra priorità sarà quella di raccogliere materiali, minerali e cibo. L’aspetto grafico sicuramente meglio riuscito è quello della mappa stellare, e attraverso di essa avrà vita la vostra esplorazione spaziale. Ogni pianeta che incontrerete sul vostro cammino avrà delle particolari caratteristiche: uno simile alla Terra, ad esempio, vi permetterà di ottenere una maggiore varietà di risorse rispetto ad uno che, come Marte, presenta soltanto una montagna di sabbia (utile per recuperare minerali, ma nient’altro). Sebbene la nostra razza, ancora oggi, sia qui a chiedersi “c’è vita nell’universo?”, Polaris Sector non ha alcun dubbio in merito: “Sì, esiste”. Non tutti i pianeti, al contrario di quello che accade all’interno del nostro Sistema Solare, sono punti di luce disabitati che vagano nel cosmo (il termine “pianeta” significa letteralmente “errante”, dal greco “planetes”). Il bello di Polaris Sector inizia quando farete la conoscenza con le razze aliene disseminate (casualmente) nelle varie costellazioni. Per i suddetti problemi di budget non troppo elevati da destinare alla produzione, sappiate che non esistono veri e propri modelli poligonali di razze aliene a cui poter far visita. Il tutto si ridurrà, infatti, ad una semplice rappresentazione grafica animata all’interno di un menù di gioco. Le razze sono zoomorfe, ovvero avrete a che fare con essere simili a lupi, gatti e simili. L’importanza della rappresentazione delle razze è comunque aspetto molto secondario, a patto che amiate il genere al quale Polaris Sector appartiene. Per intenderci, è come se giocaste a Football Manager e vi lamentaste della mancanza di un buon modello poligonale per Ibrahimovic, quando invece dovrete passare ore ed ore tra un pannello e l’altro ricco di informazioni testuali, atte a gestire un mondo di gioco simulato. Ed a proposito di gestione, a seconda di come andranno a finire le trattative con questa o quell’altra razza, il vostro viaggio nell’universo potrebbe trasformarsi da una crociera di piacere ad una lotta per la sopravvivenza. Pur avendo trovato davvero eccellente il livello dell’I.A. creata, alcune razze, a prescindere dal vostro atteggiamento, vi attaccheranno senza soluzione di continuità, perché nello Spazio, nonostante non si stia esattamente stretti, per qualcuno non c’è comunque posto per entrambi. Quando il gioco vi metterà spalle al muro, e sarete costretti a dover scegliere chi dovrà sopravvivere, sarà bene che non vi facciate trovare impreparati.

Uno degli aspetti più interessanti del gioco è dato dalla possibilità di creare astronavi a nostro piacimento, tramite apposito editor. Starà a voi scegliere quante quali armi montare, quanti generatori, quanti motori e così via, e l’unica limitazione, come ovvio, è rappresentata dalla quantità di denaro raccolto fino a quel momento.

Polaris Sector 5

 

Polaris Sector, molto più che una crociera nello spazio

Polaris Sector, però, non è soltanto esplorazione, accumulo di materiali e interazione con altre razze. Ci sono altri due elementi ben distinti ed ugualmente importanti: la forza militare e la qualità della ricerca. Avere tra i propri pianeti uno particolarmente specializzato in produzione industriale vi aiuterà a costruire, nel minor tempo possibile, una stazione orbitante. Tale stazione non deve essere vista come un punto d’arrivo, ma come un punto dal quale partire per avviare la conquistare dell’Universo. Ottenuta la stazione, potrete avviare la costruzione di navi spaziali, da trasporto, da colonizzazione e, tra le tante altre, da spionaggio: sarà infatti possibile mandare verso pianeti nemici (o presunti tali) delle spie che raccoglieranno la maggior quantità possibile di dati su quel determinato pianeta, in modo da permettervi di valutare se conviene attaccare subito o se, invece, è meglio temporeggiare. Un aspetto molto interessante è quello della creazione di falsi dati relativi al proprio pianeta: quando saranno le spie delle altre razze a controllare voi, raccoglieranno dati non del tutto corretti, e l’I.A potrebbe sbagliare strategia (proprio come farebbe un giocatore umano).

Anche la ricerca gioca un ruolo fondamentale in Polaris Sector, permettendovi di migliorare costantemente armi, accessori per le navi spaziali, e quant’altro. Con l’aumentare della conoscenza della vostra razza, aumenteranno anche le possibilità che i rapporti esterni con le razze aliene possano migliorare. In un certo senso, è come se l’I.A. iniziasse a nutrire verso il giocatore un certo “rispetto”, e la cosa ci è piaciuta molto. A prescindere dal genere videoludico al quale un titolo appartiene, in questi anni siamo stati abituati a vedere crescere il nostro personaggio (o la nostra razza, a seconda del gioco) in una struttura ben determinata, detta “ad albero”, dove non è possibile sbloccare una determinata

abilità fino a quando quella precedente non è stata fatta propria. Queste restrizioni non fanno parte del processo di crescita di Polaris Sector, che offre invece al giocatore la possibilità di scegliere qualsiasi disciplina base (tra biologia, chimica, matematica e fisica), qualsiasi scienza applicata e qualsiasi ricerca specifica. Riuscire a trovare il giusto equilibrio è un compito esclusivamente vostro, affinché la vostra razza possa riuscire non solo a sopravvivere, ma a risultare dominante.

Polaris Sector 6

 

Scatenate l’inferno!

Non solo menù e tempi di attesa, però. Polaris Sector offre al giocatore anche della sana azione, ovviamente a modo suo. Spostandosi su un piano bidimensionale, con visuale dall’alto, sarà possibile controllare le proprie unità da guerra (anche singolarmente, se lo riterrete opportuno) per lanciarle contro il nemico. Sebbene anche in questo caso la rappresentazione grafica di quel che accade sullo schermo non riesca a far brillare gli occhi, è impossibile non apprezzare il livello di profondità offerto da questi scontri: che sfruttiate la nebbia per rendervi invisibili ai vostri nemici o che decidiate di attaccare in massa al grido di “morteeee!”, in perfetto stile da battaglia epica tratta da “Il Signore degli Anelli”, troverete tutte le opzioni e l’intelligenza artificiale di cui avete bisogno affinché lo scontro si svolga come lo avete immaginato.

Polaris Sector 3

 

Concludendo…

Polaris Sector, escludendo un comparto grafico decisamente non all’altezza con gli standard attuali, ci ha fatto una grande impressione. Il cuore di un gioco di strategia in tempo reale sta tutto nella capacità di gestire con cura maniacale i diversi elementi del gameplay, complementari al fine di avere un’esperienza ludica soddisfacente, quali la raccolta dei minerali, l’esplorazione e la gestione tattica delle battaglie. Persi nei freddi meandri dello spazio, in attesa di scoprire se il prossimo punto di luce all’orizzonte sia pronto ad ospitarvi o a distruggervi, starà soltanto a voi scegliere di chiudere un occhio sulla grafica, per vivere un’esperienza che non stravolge, ma arricchisce un genere che sta vivendo una seconda giovinezza.

 

CI PIACE

– Meccaniche innovative riguardanti la crescita della propria razza.

– Gameplay profondo ed allo stesso tempo semplice da apprendere.

– Vi terrà impegnati a lungo.

NON CI PIACE

– La trama è praticamente inesistente.

– Il gioco non è tradotto in italiano (inglese, russo e spagnolo le uniche lingue presenti).

– L’impatto grafico non è per nulla soddisfacente.

Conclusioni

Polaris Sector è uno strategico in tempo reale diverso dal solito: non soddisfa il senso della vista, causa un comparto grafico non eccezionale, ma sarà capace di tenervi incollati allo schermo grazie alla profondità del suo gameplay.

7.5Cyberludus.com
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