Age of Mythology: Tales of the Dragon – Recensione

Leggende cinesi

A quasi quindici anni dall’esordio sul mercato di Age of Mythology, una serie allora giovane e promettente, Microsoft ha pubblicato Tales of the dragon, una nuova espansione uscita per la versione extendend di questo popolare RTS. Nel corso degli ultimi anni sono cambiate molte cose e così, nel giro di poco tempo, Ensemble Studios ha definitivamente chiuso i battenti, mentre i suoi giochi più popolari sono ritornati in auge in versioni rimasterizzate in alta definizione. In seguito alla chiusura del capace sviluppatore, alcuni ragazzi si sono dati da fare per ampliare l’ottimo Age of Empires II HD grazie al supporto per lo Steam Workshop. Lo sforzo per la mod Forgotten Empire è stato così energico e importante che la stessa Microsoft ha ufficialmente affidato a questo gruppo lo sviluppo delle versioni rimasterizzate dei suoi due classici Age of Empires II e Age of Mythology. Tales of Dragon è la prima espansione ufficiale per la versione rimasterizzata di quest’ultimo titolo ed è disponibile su Steam al prezzo di 9,99€. Il contenuto approda sullo store di Valve in seguito all’uscita di altre due espansioni per Age of Empire II HD. Tra le varie novità introduce una nuova campagna che ha per protagonista l’affascinante cultura orientale dei cinesi, un popolo ricco di tradizione e mistero.Age of Mythology: Tales of the Dragon

 

Yin & Yang di Tales of the Dragon

Il concetto dello yin (nero) e dello yang (bianco) trova la sua origine nella profonda cultura filosofica cinese, e deriva probabilmente dall’osservazione della transizione tra giorno e notte (e viceversa) o dalle riflessioni del filosofo Laozi sul fuoco e le sue trasformazioni. Il concetto di contrapposizione tra luce e oscurità si è poi adattato a ogni elemento naturale ed è presente nelle due principali dottrine filosofico-religiose cinesi, ovvero Taoismo e Confucianesimo, in tutti gli stili del Kung-fu e nella divinazione I Ching.
Luci e ombre sono concetti che possono essere utilizzati anche per descrivere l’espansione Tales of Dragon di Age of Mythology. In primo luogo ci sono gli aspetti positivi che coincidono con l’introduzione di una nuova civiltà in un gioco così complesso, cosa non semplice visto che trovare un elemento che renda unici i cinesi in termini di giocabilità e caratterizzazione – in un gioco come AoM – è un’impresa piuttosto ardua. La civiltà cinese, comunque, trova il suo equilibro nella versatilità con la quale vengono raccolte le risorse e, soprattutto, nel modo con il quale si ottengono i favori divini. A differenza delle altre quattro civiltà presenti in Age of Mythology, infatti, i cinesi ottengono i propri favori divini attraverso l’edificazione di giardini, piuttosto che costruendo monumenti, chiese o centri di detenzione. Queste strutture, limitate in numero a 10 costruzioni per fazione, possono raccogliere automaticamente ogni risorsa del gioco come cibo, legname, oro e favore. L’accumulo del favore però, a differenza delle altre risorse ottenibili, può avvenire esclusivamente attraverso i giardini. L’utilizzo di questa specifica risorsa è multiplo e non esclusivamente legato all’ambito battagliero. I favori servono sia per il miglioramento di alcune truppe speciali che per l’avanzamento di alcune strutture o per l’upgrade dell’esercito e dei cittadini. Da questa panoramica si può notare come, eccezion fatta per alcune classi di soldati come il monaco, il drago e altre unità mitiche, questa civiltà sembra più simile ad una compagine per Age of Empires 2 che ad una per Age of Mythology.
Le ombre di Tales of Dragon sopraggiungono proprio dopo aver giocato le prime partite (sia online che offline contro la CPU). I cinesi sembrano infatti essere più potenti e versatili delle altre civiltà e, anche se questa differenza potrà essere corretta nel corso del tempo con qualche patch, allo stato attuale le loro unità mitiche, le divinità e l’efficienza dei giardini sono a un livello che gli altri schieramenti non possono sperare di raggiungere. I monaci cinesi, ad esempio, possiedono delle capacità di cura e conversione che risultano più veloci di quelle in dotazione ai colleghi delle altre compagini, e le altre unità mitiche, sviluppabili dal tempio, possiedono poteri distruttivi e curativi paragonabili a quelli di un Dio, che le altre civiltà semplicemente non possiedono e che, in alcuni casi, si possono sviluppare soltanto tramite l’adorazione di una divinità specifica. Lo sviluppo e l’evoluzione del popolo orientale, sebbene risultino inizialmente più complessi e difficili, permettono di raggiungere picchi di potenza tali da rendere la civiltà cinese assolutamente inarrestabile. Un po’ come nella vita reale.
Purtroppo la nuova campagna risulta deludente e, sebbene sia stata sviluppata in linea con altre presenti nel gioco, appare vuota, ripetitiva e incredibilmente corta. Le dodici missioni di cui è composta, di cui solo 10 realmente giocabili, si possono terminare in meno di 12 ore, e la sensazione di inutilità delle azioni che si compiono e dei fatti che vengono raccontati pervade il giocatore sin dalle prime battute.

Greci, Normanni, Atlantidei ed Egiziani, infine, fanno la loro apparizione nella storia di Tales of the Dragon allo stesso modo dei camei di Stan Lee nei film Marvel.
In questo Tales of the Dragon, inoltre, alcuni dei nuovi personaggi mitici come i Dragoni soffrono di alcuni bug che non gli consentono di muoversi agilmente sul terreno di gioco, circostanza che li rende di fatto inutilizzabili. Bug frustanti a parte, la grafica, il sonoro e gli altri aspetti tecnici rimangono, ovviamente, gli stessi del gioco principale. Gli sviluppatori evidentemente non hanno sentito il bisogno di intervenire per migliorare ulteriormente la qualità, leggermente datata, del titolo rimasterizzato. Per fortuna è possibile intervenire scaricando oggetti, texture e altri extra dal workshop di Steam.

Age of Mythology: Tales of the Dragon

 

Concludendo…

Il vero difetto di Tales of the Dragon risiede nella scarsa quantità di contenuti aggiuntivi e nel prezzo al quale vengono offerti, decisamente alto. La civiltà inserita in questa espansione è ben realizzata e piacevole da utilizzare, ma da sola non basta a giustificare il costo del contenuto. La nuova campagna, poi, risulta tutt’altro che longeva, e la civiltà cinese appare oltremodo squilibrata rispetto alle altre compagini, tutti fattori che rendono l’acquisto dell’espansione molto più che opzionale. In ultima analisi, posso dirmi felice del fatto che vengano ancora sviluppati nuovi contenuti per questo titolo, ma spero caldamente che il futuro di Age of Mithology riservi sorprese ben più piacevoli.

CI PIACE

– La civiltà cinese è ben realizzata ma…

NON CI PIACE

– …una civiltà e una nuova campagna sono poca cosa per un’espansione venduta a 9,99 €

– Qualche difetto grafico

Conclusioni

Il vero difetto di Age of Mythology: Tales of the Dragon risiede nella scarsa quantità di contenuti aggiuntivi e al prezzo con il quale vengono proposti che mi è sembrato eccessivamente alto. La civiltà inserita in questa espansione è ben realizzata e piacevole da utilizzare ma non basta. Se aggiungiamo che la campagna non è longeva e che la civiltà cinese è oltremodo squilibrata rispetto a quelle presenti, ci ritroviamo di fronte ad un contenuto che non aggiunge molto al gioco originale.

5.5Cyberludus.com
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