Bravely Second: End Layer – Recensione

Final Fantasy VI-2?

Bravely Second: End Layer è l’atteso sequel dell’apprezzatissimo Bravely Default, JRPG uscito in esclusiva su Nintendo 3DS ben tre anni fa. Ambientato due anni dopo i “catastrofici” eventi del primo primo episodio, Bravely Second: End Layer propone una degna continuazione alle epiche avventure ambientate nelle terre di Luxendarc, offrendo nuovi ed interessanti spunti ludico-narrativi all’ottima formula del primo capitolo. Sviluppato dal talentuoso team dei Silicon Studios e pubblicato da Square Enix, End Layer è sostanzialmente l’esperienza videoludica che tutti i fan del “periodo d’oro” dei Final Fantasy stavano aspettando da anni. Considerata la qualità altalenante dei titoli appartenenti all’universo della Fabula nova crystallis, Bravely Second: End Layer può essere definito il gioco che più si avvicina a quei titoli classici che, verso la fine degli anni ‘90, abbiamo imparato ad amare follemente, partendo dall’inarrivabile Final Fantasy VI per poi approdare al X episodio su Playstation 2. Giunti ai titoli di coda (con qualche lacrimuccia a rigarci il viso), possiamo affermare che Bravely Second: End Layer ha tutte le carte in regola per essere uno tra i più interessanti titoli di questo 2016 videoludico.

Perchè?
Scopriamolo insieme nella nostra recensione!

 

Un piacevole ritorno nelle terre di Luxendarc

Come prima accennato, Bravely Second: End Layer è ambientato circa due anni dopo la conclusione di Bravely Default. Dopo il filmato d’apertura, che ci offrirà un sunto degli eventi del primo capitolo, verremo nuovamente catapultati nelle terre di Luxendarc che, dopo gli i tumultuosi avvenimenti del precedente episodio, sarà segnata da numerosi sconvolgimenti interni. La papessa Agnès Oblige – una tra le protagoniste di Default – ha lavorato instancabilmente per convincere il rivale Ducato di Eternia a mettere da parte ogni tipo di divergenza e negoziare così un trattato di pace tra le fazioni opposte, mentre il nostro amato Tiz ha deciso spendere questi due anni per prendersi una lunga – e meritata – vacanza fuori dai campi di battaglia.
Con l’avvicinarsi della cerimonia durante la quale verrà firmato tale trattato, la pace nelle terre di Luxendarc viene scossa dall’arrivo di un misterioso individuo, noto come Kaiser Oblivion . Sopraffatti dall’inaspettato attacco delle truppe del Kaiser, le guardie a difesa della papessa – capeggiate dal fedele cavaliere Yew Geneolgia – vengono gravemente ferite con conseguente rapimento della papessa da parte dell’enigmatico Kaiser Oblivion.
Il mondo di Luxendarc è così nuovamente nel caos più totale e verremo catapultati in una serie di eventi a base di tradimenti e colpi di scena.

Bravely Second

La narrativa di Bravely Second: End Layer, nonostante ci sia sembrata leggermente inferiore rispetto a quella proposta dal suo predecessore, non manca comunque di spunti interessanti. Le ottime abilità di storyteller dei Silicon Studios si dimostrano ancora una volta capaci di regalare ore ed ore di puro intrattenimento videoludico, ad una sola condizione: aver giocato a Bravely Default.  Difatti, per comprendere appieno ogni sfaccettatura dell’universo di gioco e della trama, nonostante la presenza di una breve introduzione video agli eventi del precedente capitolo, è consigliabile (secondo il nostro modesto parere) aver completato Bravely Default. Consiglio non necessariamente da prendere alla lettera, sia chiaro, visto che comunque il titolo rimane godibile anche per i neofiti della saga.

 

Bravely Second: un ritorno al classico…

Sul fronte gameplay, Bravely Second rappresenta – a tutti gli effetti – un ritorno alle meccaniche JRPG classiche che avevano contraddistinto i Final Fantasy degli anni ‘90, in particolare il VI – meraviglioso – capitolo.

Il combat system, completamente a turni, si basa sul già collaudato sistema del “Brave e Default”. La meccanica in questione, permette di far “collezionare” turni al proprio eroe – attraverso il comando Default – mettendolo in posizione difensiva per tutta la durata del turno (dimezzando così i danni subiti dagli attacchi nemici). Il turno collezionato, che quindi non viene perduto per sempre ma conservato, può essere consumato attraverso l’azione Brave, che ci consentirà di attaccare tante volte quanti sono i Default immagazzinati e che abbiamo intenzione di utilizzare. Il concetto è simile a quello di un gettone: arrivi a collezionarne quanti ne desideri per poi buttarli in rapida successione – o a gruppi – per concatenare attacchi letali contro boss o nemici. Al giocatore sarà inoltre concesso di utilizzare la funzione Brave senza nessun “gettone” Default anche se, in quel caso, i nostri eroi non potranno eseguire alcuna azione per un numero di turni equivalente ai Default anticipati.

Bravely Second

Sul fronte relativo alla gestione del personaggio, è opportuno segnalare il ritorno in pompa magna del job system introdotto con Bravely Default. In questo nuovo capitolo torneranno tutte e 24 le classi presenti nel precedente episodio, con l’aggiunta di dodici ulteriori “job” da poter scegliere. Il livello di ogni classe è tuttavia slegato da quello del nostro eroe e sblocca di volta in volta nuove abilità, di tipo attivo o passivo.
Un profondo sistema di combattimento a turni caratterizzato dall’ottimo sistema di Brave e Default, capace di rendere ogni scontro unico e tatticamente profondo, e un sistema di classi generoso di possibilità rendono il gameplay di Bravely Second: End Layer una vera e propria manna dal cielo per ogni amante dei JRPG classici, desiderosi di un ritorno alle origini per questo genere un tempo glorioso. A livello di sfida, il titolo Silicon Studios permette, all’inizio dell’avventura, di selezionare uno tra i tre livelli di difficoltà proposti (facile,normale e difficile) in modo che il giocatore abbia la possibilità di scegliere precisamente il tipo di esperienza che vuole affrontare, se più rivolta alla narrativa o caratterizzata da un maggiore livello di sfida.

La longevità di Bravely Second si attesta su ottimi livelli. Saranno necessarie circa quaranta ore per portare a termine l’avventura, parecchie considerato il tipo di mercato a cui questo titolo si rivolge.

Beccatevi questo, smartphone!

 

Arte targata Yoshida

Parlando del comparto grafico, come non elogiare l’ottimo lavoro svolto dal direttore artistico Akihiko Yoshida, che già con estrema maestria ci aveva deliziati con Bravely Default e con titoli come Final Fantasy XII o The 4 Heroes Of Light (da molti considerato il vero capostipite della saga Bravely), che ancora una volta si dimostra essere uno tra i migliori nomi in circolazione quando si tratta di giochi di ruolo giapponesi. Bravely Second sembra un piccolo dipinto ad acquerello in movimento. Nonostante l’hardware limitato della portatile di casa Nintendo, il gioco propone un cast di personaggi, sia principali che secondari, ottimamente caratterizzati dal punto di vista grafico, assieme ad ambientazioni mozzafiato, ulteriormente enfatizzate dalle diverse inquadrature proposte.

Bravely Second

Anche sul fronte sonoro il lavoro svolto è senza alcun dubbio ottimo e privo di sbavature. Ogni brano sembra risulta perfettamente coerente con le varie situazioni proposte dal gioco, dalle lunghe e intense battaglie fino alle rilassanti fasi esplorative.

 

Concludendo…

Bravely Second: End Layer è il seguito che tutti gli appassionati di Bravely Default stavano aspettando. Se da un lato la formula di gioco non è stata stravolta, dall’altro le piccole aggiunte e modifiche ci hanno permesso di godere di ogni singolo minuto passato nelle meravigliose terre di Luxendarc. Per chi desiderava da anni un ritorno al classico del genere JRPG, Bravely Second è in assoluto uno tra i migliori esponenti di questa categoria che nessuno – e sottolineo NESSUNO – dovrebbe assolutamente lasciarsi sfuggire.

CI PIACE

– Combat system profondo e avvincente
– Longevo e appagante
– Ottimo comparto audiovisivo

NON CI PIACE

– Non propone innovazioni degne di nota
– Narrativa leggermente inferiore a quella del primo capitolo

Conclusioni

Il seguito che tutti gli appassionati del precedente capitolo stavano aspettando. Da comprare senza remore.

9Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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