Minecraft: Story Mode Episode 1: The Order of Stone – Genitori belli fanno figli mostruosi? – Recensione

Hype Bastardo

Nonostante l’inobiettività dei fanboy da una parte, e la chiusura dei detrattori “tout court” dall’altra, è innegabile che il fenomeno Minecraft ha ben pochi eguali nella storia del nostro passatempo preferito. Ed è per questo che quando è uscita la notizia dell’interesse di Telltale al mondo creato da quel pacioccosone di Notch, bé, ho davvero gioito. Ho subito immaginato le potenzialità di un gioco dalle meccaniche ibride, un mix tra la struttura aperta di un sandbox e la profondità di un’avventura. Scendendo ancor più nel dettaglio, tale commistione di generi – per lo più immaginaria – avrebbe dato ai programmatori la possibilità di utilizzare il crafting di oggetti per la risoluzione degli enigmi, potenzialmente una rivoluzione nel genere adventure.

Purtroppo però, come spesso accade, più in alto si vola con le aspettative, più dolorosa è la caduta. Per farvi capire la dimensione del mio discorso prima di procedere con la recensione, mi limiterò a dirvi che le potenzialità dell’accoppiata Minecraft e Telltales, alla luce di quanto si è visto nel primo episodio, sono state decisamente sfruttate poco e male.

Vediamo perché

Filosofia dei massimi sistemi – SpongeBob Edition

Avete presente quella sensazione di disagio che si prova quando una certezza crolla rovinosamente? Ecco, quella è la sensazione che ho vissuto sulla mia candida(?) pelle giocando al primo episodio di Minecraft Story Mode. Poco dopo l’avvio del gioco, appare infatti evidente come i ragazzi di Telltale Games, dopo averci regalato perle di rara bellezza, abbiano deciso di svolgere “il compitino” Minecraft offrendo un racconto palesemente rivolto ad un pubblico di giovanissimi, inserito in un contesto voxel preconfezionato.

Certo, stiamo pur sempre parlando di un’avventura con formula episodica, dunque il mio giudizio sulla storia è relativo ad una piccola porzione di un’opera più ampia, ma già ora la pochezza dell’impianto narrativo appare lampante. Nel gioco vestiremo i panni di Jesse, un simpatico ma sfigatissimo ragazzo ( ma il gioco ci offre la possibilità di scegliere anche il suo corrispettivo e omonimo femminile ), impegnato nella preparazione di un progetto relativamente ambizioso da realizzare durante un concorso, l’Endercon, una sorta di convention per appassionati di “edilizia cubettosa”.

Sul nostro cammino incontreremo cari amici, detestabili bulli, misteriosi evocatori ed un simpatico maialino, forse l’unica presenza che non sa di scontato e contribuisce al tutto con un briciolo di humor. In men che non si dica verremo catapultati in un vortice di situazioni che ci porterà a conoscere meglio la “lore” di casa Mojang, i cui cattivoni andranno rigorosamente sconfitti con il potere dell’amicizia. Insomma, niente di più stratificato e profondo di una puntata di un qualsiasi cartone trasmesso alle quattro pomeriggio su Nickelodeon, da guardare facendo merenda con le manine unte.

Crafting, questo sconosciuto

Ma in Minecraft Story Mode, il bambino di undici anni in grado di apprezzarne il guizzo narrativo, si troverà comunque in difficoltà alle prese con sostanziale la mancanza di stimoli del comparto ludico. Come abbiamo già accennato, aver la facoltà di utilizzare l’universo Minecraft doveva spingere gli sviluppatori a sfruttarne la caratteristica più interessante: il crafting.

Qualcosa deve essere andato storto, però, visto che la possibilità di creare strumenti e materiali è letteralmente appena abbozzata e, in quei rarissimi momenti in cui è presente, risulta troppo guidata per essere apprezzata da una qualunque entità senziente con un minimo di materia grigia. Per il resto delle azioni, invece, si ci dovrà accontentare della classica formula del button-mashing che, mai come in questo caso, lascia delusi e amareggiati.

Voxel non basta

L’ambientazione è totalmente fedele al gioco originale, e questo può essere un bene o un male a seconda dei gusti del giocatore. Personalmente, avendo apprezzato il comparto artistico della versione sandbox, ho trovata l’estetica del titolo piuttosto piacevole, ma è senz’altro palese che alcune ambientazioni tradiscono una certa “stanchezza” compositiva.

Il punto più alto della produzione rimane, senza timore di smentita, il comparto sonoro. Il doppiaggio, come da tradizione Telltale, si assesta su livelli altissimi e un meraviglioso commento musicale, mai scontato e sempre calzante con l’azione, chiude un quadro di tutto rispetto.

Concludendo…

Se solo avessero avuto, per tutti gli aspetti del gioco, la stessa attenzione profusa nel comparto audio, di certo ora ci ritroveremmo di fronte ad un must-have per gli amanti del genere, ma, viste le gravi pecche di trama e gameplay, non me la sento di consigliare a nessuno l’acquisto del titolo. La speranza di una risalita di china è però forte. Stiamo comunque parlando del primo episodio della serie, un assaggio di due ore scarse che probabilmente, da solo, non è riuscito ad esprimere degnamente ciò che gli sviluppatori di casa Telltale hanno in serbo per gli episodi a venire.

E proprio come il bambino pacioccoso con le manine unte di cui sopra, che ha perso troppo tempo a guardare i cartoni invece di studiare, Minecraft Story Mode prende momentaneamente un brutto voto con tanto di nota sul registro, ma gli concediamo la possibilità di sorprenderci nei prossimi mesi.

Rimandato.

CI PIACE

Perché siete undicenni super-fan di Minecraft, appassionati del comparto audio dei videogiochi

NON CI PIACE

Perché siete adulti e cercate qualcosa di più strutturato e stimolante

Conclusioni

Poco mordente nella storia, poco strutturati i personaggi, poco stimolante il gameplay. Un comparto audio eccellente, da solo, non può riuscire a risollevare un prodotto evidentemente sviluppato senza quello slancio che ha caratterizzato la produzione Telltale fino ad ora. Se solo fossimo stati undicenni davanti al palinsesto pomeridiano della TV per ragazzi?

6Cyberludus.com
Articolo precedenteEcco i primi 27 minuti di Rise of the Tomb Raider
Prossimo articoloSaver & Spender: l’app che insegna ai bambini il valore del denaro!
Redazione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.