Call of Duty: Black Ops III – Multiplayer Hands-on [Gamescom 2015]

La componente multiplayer di Call of Duty Black Ops III gira attorno ad un concetto tanto semplice quanto adrenalinicamente appagante, qualcosa che Treyarch definisce “guns up philosophy”. Un’espressione figacciona che potremmo tradurre con “abbassa la guardia e sei morto”. In effetti la nostra prova su strada in quel di Colonia ha confermato in pieno quanto già visto – a un oceano di distanza – nel corso dell’E3. Il comparto multigiocatore di Call of Duty Black Ops III non concede un attimo di riposo, non un momento di distrazione e, diamine, ci piace da matti.

C’è Exo e Exo

Pad alla mano, il sistema di movimento di Black Ops III risulta tanto familiare quanto radicalmente rinnovato. Il Boost Jump, cardine dell’approccio “verticalista” di Sledgehammer Games, è stato rimpiazzato dal Thrust Jump, una meccanica che ne rappresenta l’evoluzione in chiave tech-parkour. Un’evoluzione che ridimensiona almeno in parte, la componente “aerea” del movimento, riportando a terra i combattenti in un susseguirsi di momenti ad alto tasso di spettacolarità. La pressione costante del tasto di salto permette di muoversi fluidamente lungo ogni superficie, saltando ostacoli, camminando sui muri e portando all’estremo le sensazioni di dinamicità che da sempre caratterizzano la serie targata Activision. Il sistema di spostamento risulta peraltro molto più intuitivo rispetto al passato, anche quando ci si trova ad affrontare traiettorie e movimenti particolarmente articolati, tra rimbalzi, scivolate e derapate “di potenza”. A tanta tamarraggine deambulatoria non poteva non corrispondere una forte attenzione per il design strutturale delle mappe, più ampie e decisamente più complesse rispetto a quelle viste nella precedente iterazione della serie. Le nuove arene offrono una tela perfetta sulla quale esercitare l’arte del movimento ideata da Treyarch e, in linea con la filosofia “guns up”, scoraggiano approcci troppo statici (leggasi “maledetti camperoni”).

Varietà per tutti i gusti

Oltre a selezionare i diversi elementi del loadout (armi, scorestreak e perk) in accordo alle vostre personali inclinazioni, Black Ops III vi permetterà di scegliere un avatar tra un discreto numero di specialisti (sei quelli finora rivelati), ognuno dotato di abilità particolari in grado di aumentare lo spessore tattico dell’azione a schermo. Una volta selezionato il personaggio, potremo scegliere se equipaggiarlo con un’abilità speciale o un’arma unica, un ulteriore nodo di personalizzazione che aumenta considerevolmente lo spessore tattico del gameplay multigiocatore. La possibilità di vestire i panni di archetipi a volte radicalmente diversi è un invito al gioco di squadra, a collaborare con i compagni in maniera più ponderata e sincronica. Le caratteristiche, estetiche e funzionali, dei diversi specialisti ricordano alla lontana quelle delle classi di un MMO, con ruoli ben definiti la cui corretta interpretazione influenzerà non poco il risultato finale delle partite. Ad aumentare questo feel ruolistico c’è anche un sistema di cooldown che ci impedirà – giustamente – di spammare le nostre abilità peculiari che, per essere attivate, dovranno essere “caricate” frag dopo frag. Anche il sistema di respawn, tra l’altro, ci è sembrato più efficiente rispetto al passato, visto che, nel corso della nostra prova, non ci siamo mai trovati tagliati fuori dall’azione o resuscitati “in braccio” al nemico, come spesso succedeva in Advanced Warfare.

Concludendo?

Call of Duty: Black Ops III ci ha lasciati tanto soddisfatti che il personale Activision ha dovuto strapparci di mano il pad ed ammonirci per eccesso di entusiasmo. Il nuovo sistema di movimento ci è sembrato grandioso e promette di condurre la serie – se possibile – a nuove vette di frenesia. Anche lo Specialist System ci ha lasciati pienamente soddisfatti e non vediamo l’ora di poter testare sul campo ognuna delle classi disponibili. La sensazione generale è che questo capitolo, ancor più dei precedenti, sia stato confezionato con in mente la competizione eSportiva, con meccaniche facili da apprendere e difficili da padroneggiare. Se Treyarch riuscirà, con un sistema di matchmaking adeguato, a contenere il divario tra professionisti e amatori, siamo fiduciosi che Black Ops III si confermerà uno dei migliori Call of Duty di sempre.

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Redazione
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