Intervista a Fabio Lo Zito di Innogames [Gamescom 2015]

La nostra avventura nelle lande teutoniche comincia con una marea di appuntamenti, tra questi abbiamo avuto l’occasione e il piacere di fare una veloce ma piacevole intervista con Fabio Lo Zito, uno dei protagonisti del successo di Innogames, azienda leader nell’ambito del browser gaming.

Ciao Fabio, innanzitutto siamo lieti di essere qui e grazie per il tuo tempo. Fino ad ora avete avuto oltre 150 milioni di sottoscrizioni, vi aspettavate un tale successo?

No, assolutamente, il primo gioco che abbiamo creato, Tribal Wars, fu realizzato come un progetto modesto, poi improvvisamente esplose e realizzammo che avevamo fra le mani un prodotto con enormi potenzialità. Poi continuammo a supportarlo e creammo inoltre nuovi giochi, permettendo la crescita della compagnia.

Qual è la filosofia che rappresenta Innogames, perché avete preferito seguire la strada dei browser games?

Abbiamo semplicemente perseguito la strada del nostro primo progetto di successo, mantenendo anche la strada dei giochi di strategia, una tipologia che crea una comunità di videogiocatori assai forte. Gli strategici sono legati a comunità piuttosto di nicchia davvero forti, esattamente come succede con i MOBA ad esempio, che giocano ai loro titoli preferiti mediamente per più tempo.

**I vostri titoli oltre al consenso da parte del pubblico hanno ottenuto anche numerosi riconoscimenti dalla critica. Come riuscite a mantenere un livello qualitativo così alto?

La nostra compagnia è formata da persone davvero appassionate che oltre a sviluppare giochi sono, loro stessi, dei videogiocatori. Fattore non di certo secondario è che ci concentriamo su un parco limitato numero di titoli, questo ci permette di dare il massimo su ogni gioco della nostra offerta.

I giochi free to play spesso sono sinonimo di microtransazioni, cosa pensate a riguardo?

È un modo come un altro che dà la possibilità ad un gioco di sopravvivere nel tempo. Inoltre permettere un pagamento legato all’acquisto in-app ci dà la possibilità di avere a disposizione risorse che ci permettono di prenderci cura della comunità in modo continuativo nel tempo. Un singolo pagamento iniziale potrebbe portare un sacco di fondi nelle nostre casse all’inizio del ciclo vitale del software, facendo crollare però la possibilità di seguirlo continuativamente nel tempo quando quegli stessi fondi iniziano ad esaurirsi, compromettendo la qualità della nostra offerta. I nostri giochi necessitano proprio della prima formula, poiché perdurano per un ciclo lunghissimo, anche per cinque, dieci, quindici anni.

Ci sono progetti ancora non annunciati sui quali state lavorando ora?

Abbiamo tre titoli in sviluppo su piattaforma mobile, verranno sviluppati con Unity e Unreal Engine e verranno rilasciati all’inizio dell’anno prossimo. Per ora ci stiamo concentrando sui titoli della nostra line-up, in particolare su Elvenar, per il quale verranno rilasciati presto nuovi contenuti.

Ringraziamo Fabio Lo Zito per la sua gentilezza e ritorniamo a riflettere sulla possibilità di cambiamento che potrebbe regalarci questa tipologia di giochi, sempre bistrattata dai gamers più intransigenti, ma abbastanza forte da ritagliarsi una più che consistente fetta di mercato. A parere di chi scrive, nonostante la mia mai occultata avversità verso questa formula, il free-to-play ha le potenzialità per offrire molto a noi videogiocatori, sperando solo che aziende come Innogames riescano a proporre sempre prodotti dalla solidità innegabile.

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Redazione
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