Dying Light: The Following – Anteprima [Gamescom 2015]

Voglio andare a vivere in campagnaaaa

Se ogni mattina vi svegliate sapendo che dovrete correre più forte di un’orda di zombie affamati per riuscire a non morire di? cose dolorose, allora sicuramente non vedete l’ora che esca The Following, la prima grande espansione del parkour survival di casa Techland, Dying Light. A Colonia abbiamo avuto la possibilità di mettere le mani su Dying Light The Following e lasciare i confini di Harran per immergerci nel verde di una zona incontaminata. Zombie a parte.

Pimp my Buggy

Dying Light The Following sarà un’espansione di proporzioni, topograficamente parlando, estremamente generose. Parliamo di una mappa grande quanto le due macroaree di Harran messe insieme e che, a differenza della cittadina turca, sarà per lo più composto di distese verdeggianti. Accantonata – parzialmente – l’abitudine di saltare di tetto in tetto, il nostro esperto della piroetta Kyle Crane potrà avvalersi di un nuovo, ed efficiente, mezzo di locomozione. A differenza del gioco principale, in Dying Light The Following sarà possibile sfrecciare tra le stradine polverose “della provincia di Harran” a bordo di un buggy rombante, un veicolo potente e versatile, adattissimo a maciullare zombie a colpi di paraurti. Il buggy si guida piuttosto bene – per gli standard di genere – e permette di viaggiare in relativa tranquillità tra le (o sulle) file dei non morti in compagnia di un amico, comodamente seduto, armi in pugno, sul sedile del passeggero. Gli sviluppatori ci hanno spiegato che nel corso del gioco sarà possibile potenziare il buggy con tutta una serie di migliorie, e ovviamente personalizzarlo con verniciature tamarre e accessori di dubbia utilità. Esplorazioni bucoliche a parte, Crane sarà coinvolto in un nuovo filone narrativo, legato a doppio filo ad una misteriosa setta in possesso, si dice, di una cura per la pandemia che ha devastato Harran. La nuova avventura necessiterà di una decina d’ore circa per essere portata a termine, una stima che immaginiamo non tenga conto delle numerose attività “varie ed eventuali” già presenti nel gioco base. Lungo la strada per la verità, faremo la conoscenza di una meccanica che gli sviluppatori hanno battezzato Trust System. Il sistema, come intuibile, farà sì che le nostre azioni in The Following abbiano un peso sulla fiducia riposta in noi dalle fazioni locali, con le conseguenze che possiamo facilmente immaginare. Ad esempio, se i cultisti di The Following ci troveranno sufficientemente “affidabili” è probabile che condividano con noi alcuni dei segreti e delle conoscenze legate al loro credo. Non mancheranno ovviamente fazioni ostili – di nuovo, zombie a parte – che cercheranno di metterci i bastoni tra le ruote. Durante la prova, abbiamo dovuto “occuparci” di un insediamento di nemici che aveva occupato un piccolo complesso dov’era parcheggiato il nostro amato buggy. In pieno stile “Silent Rambo”, abbiamo testato sul campo la nuova arma introdotta in The Following, ovvero una balestra di una certa, indiscutibile figaggine. La nuova arma è perfetta tiri silenziosi e letali, e ci ha permesso di metterci al volante della nostra quattroruote senza far scattare nessun allarme. Qualche sgommata dopo ci siamo trovati a saltare precipitosamente giù da un dirupo e una dissolvenza portatrice di oscuri presagi ci ha avvertito che la demo era, ahimè, giunta al termine.

Concludendo?

Senza girarci troppo intorno? questoThe Following ci attizza non poco. La nuova ambientazione extraurbana, le meccaniche veicolari e il Trust System promettono variazioni sul tema consistenti allo stile di gameplay solido e piacevole di Dying Light. Se Techland riuscirà a bilanciare correttamente tutti i nuovi ingredienti (specialmente quella falciatrice gommata chiamata buggy) e a condirli con una trama saporita, è probabile che chiederemo a gran voce il bis. Vi ricordiamo che, al momento, The Following non ha ancora una data d’uscita, ma ne sapremo sicuramente di più nel giro di qualche settimana.

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Redazione
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