Submerged

Submerged è uno di quei titoli difficili da recensire in quanto facente parte di quella categoria – così chiamata ma non confermata – di “giochi ma non giochi”, che tra un’avventura grafica senza gameplay e un horror imbottito di jumpscares hanno fatto breccia nel mercato videoludico degli ultimi anni. Quindi che cosa deve pensare il recensore o meglio ancora il videogiocatore quando si trova tra le mani un gioco come Submerged, perennemente in conflitto tra una cura artistica che ambisce alla pretenziosità e a un gameplay che invece sfiora l’inesistenza?

I wanna be Wind Waker

La trama di Submerged è semplice: il mondo civilizzato ha perso la sfida contro la natura e ora ciò che non ha inghiottito l’acqua, è stato preso dalla vegetazione, creando lo scenario in cui si muoverà la giovane protagonista che cercherà gli approvvigionamenti sparsi per la mappa al fine di aiutare il fratello. Questo è quanto, perché Submerged sarà avaro di video; figuriamoci dei dialoghi che sono completamente assenti, rendendo quindi esplicita la natura del gioco, ovvero un’opera audiovisiva che parlerà attraverso le immagini e, forse, le emozioni che farà provare al giocatore. Ma di questo parleremo più tardi. Riassumere il gameplay di Submerged risulta ancora più facile in quanto le opzioni che ci verranno date si riveleranno piuttosto scarse ed esigue; il nostro obiettivo sarà infatti muoverci dentro la discreta mappa cittadina a bordo della nostra barchetta.

Con il binocolo in vostro possesso potrete osservare l’area circostante e individuare elementi come collezionabili, upgrade per la barca e soprattutto le dieci casse di approvviggionamento che saranno essenziali per la salvaguardia del fratellino: esse, una volta individuate, dovranno essere raggiunte poiché situate nella parte alta degli edifici, e qui entrerà in gioco la pallida sezione platform del gioco, che consisterà nell’arrampicarsi semplicemente usando il movimento del personaggio. Così per dieci volte. Sicuramente indubbia l’idea degli sviluppatori di voler fare di Submerged un gioco slegato dai semplici concetti di farm e grind, escludendo del tutto una parte battagliera al titolo affinché l’atmosfera sia la padrona assoluta. Il problema è che Submerged si rivela fin da subito monotono e ripetitivo: l’idea di non mettere nemici di sorta va benissimo, ma quella di rendere la parte platform un semplice stick control è un altro paio di maniche, che oltretutto non aiuta un gioco che, non esageriamo, può essere completato in 1 ora. E se anche i potenziamenti della barca sono una ventina e i collezionabili circa 60, la durata di Submerged non riuscirebbe comunque a ergersi a un livello accettabile per un gioco che costa la bellezza di 20 euro.

Forget it: i wanna be ICO

L’aspetto tecnico dicevamo è proprio il top notch di Submerged, dando più spesso l’impressione che il gameplay sia stato costruito quasi solo unicamente attorno alla parte visiva e sonora del titolo. E si, nonostante le botte in testa che si meritano gli sviluppatori, il comparto tecnico è meraviglioso grazie al suo motore grafico stabile e ricco di texture e poligoni sapientemente usati. Ciò che colpisce di più sono probabilmente gli effetti di illuminazione, che oltre a essere semplicemente eccellenti, permettono anche di creare un gioco di luci e colori che rendono Submerged una vera gioia per gli occhi, ed è proprio grazie a questa ciliegina che perdoniamo al gioco un level design un po’ troppo ripetitivo e delle animazioni abbastanza grossolane. Il lavoro nella direzione sonora riesce a impressionare ancora di più grazie a una profusione di sentimenti ed emozioni meravigliosamente orchestrati, specialmente tramite pianoforte, rendendo chiaro il motivo per cui il gioco abbia vinto il “Best Audio” Freeplay 2015. Una piccola parentesi anche per la sezione puramente artistica in cui Submerged regala uno stile molto bello e personale attraverso delle tavole da disegno: esse racconteranno gli avvenimenti che hanno portato il mondo alla rovina, oltre a chicchè riguardanti le creature che incontrerete navigando per le acque di Submerged.

What remains

Arrivare alle considerazioni finali di Submerged è arduo, perché è il momento di confrontarsi con la realtà. Si tratta di un titolo molto decoroso, per certi versi emozionante e capace di colpire le persone più sensibili, ma allo stesso tempo vuoto di contenuti e ripetitivo allo stremo all’interno della sua misera durata. Il punto è questo: Submerged è assolutamente insufficiente riguardo al rapporto qualita/prezzo, non si scappa da qui, ma se si mettono da parte la longevità e il gameplay, allora si vivrà un’esperienza. Non qualcosa di memorabile o unico, ma sicuramente particolare.

CI PIACE

Longevità inesistente\nGameplay ridotto al minimo\nPrezzo troppo alto

NON CI PIACE

Meraviglioso comparto audiovisivo\nCapace di suscitare particolari emozioni

Conclusioni

Per chi si fa conquistare da avventure belle e malinconiche si rivelerà una bella esperienza. Per chi pretende più contenuti, da ignorare assolutamente

6Cyberludus.com
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Redazione
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