World of Warcraft: Warlords of Draenor – Recensione

Numeri da capogiro

Dieci anni. Dieci dannatissimi anni. Lo si può amare o lo si può odiare ma l’MMORPG targato Blizzard ha senza ombra di dubbio cambiato volto al gaming su PC. World of Warcraft si ritrova ancora sul trono, dopo dieci anni di espansioni, cambiamenti e milioni di player che ogni giorno calcano le terre di Azeroth. In questi dieci anni World of Warcraft ha registrato veri e propri numeri da capogiro: circa mezzo miliardo di personaggi gestiti da circa 100 milioni di utenti?cifre assurde! Blizzard è riuscita nell’intento di gestire in maniera intelligente questo titolo, con un costante supporto garantito da patch ed espansioni (ad ora cinque); eccoci quindi a parlare di Warlords of Draenor, quinta (e ad ora ultima) espansione di World of Warcraft, ambiziosa e capace di portare una ventata di aria fresca ad una formula di gioco che pareva oramai stantia.

Dopo una intensa chiacchierata con Tom Chilton (game director di World of Warcraft) presso la Gamescom di Colonia dello scorso anno (in fondo all’articolo troverete la nostra intervista), ci siamo presi tutto il tempo necessario per assaporare Draenor e la marea di novità portate dall’espansione. Sarà riuscita Blizzard nell’intento di riportare al top il suo gioiellino? Scopriamolo insieme!

Bevi Malogrido, reclama il tuo destino?

Warlords of Draenor continua gli eventi narrati in Mists of Pandaria, arricchendo ancora una volta l’immenso lore di World of Warcraft. Una nuova minaccia è pronta a sconvolgere gli “equilibri” di Azeroth: l’antica Orda di Ferro è tornata, più minacciosa e potente che mai; sotto la guida di Garrosh Malogrido (Hellscream nella lingua originale) gli orchi dell’Orda di Ferro iniziano a scuotere le fondamenta di Draenor tramite potenti armi da guerra ed un esercito selvaggio e motivato, Azeroth è il prossimo obiettivo. Ovviamente a noi impedirlo? Ma come? Come eroe di Azeroth guideremo un disperato assalto a Draenor cercando aiuto dagli ultimi Draenei rimasti sull’isola, nell’intento di fermare una volta per tutte l’avanzata distruttiva dell’Orda di Ferro.

Narrativamente parlando, possiamo affermare che mai prima d’ora un’espansione di World of Warcraft aveva puntato così fortemente sulla narrativa. Cut scene, dialoghi ed interessanti sotto trame ci terranno compagnia per tutta le centinaia di quest presenti in questa espansione. Sicuramente è un punto a favore di Blizzard, che con abilità è riuscita più che mai a farci interessare alla trama di gioco.

Draenor è enorme, impressionante sia a livello contenutistico che prettamente estetico: la cura degli sviluppatori rivolta all’ambientazione è sopraffina. Esplorare la mappa di gioco nella sua interezza porterà via un quantitativo spropositato di ore di gioco al giocatore, che tra dungeon, quest e sub quest troverà sicuramente pane per i suoi denti. A Draenor non esiste né OrdaAlleanza (o almeno fino ad ora), la cooperazione tra i player di fazioni opposte sarà quindi possibile e a volte essenziale per portare a termine boss fight estremamente complesse. Anche la rimozione delle mount volanti all’interno dell’isola è stata sicuramente una mossa intelligente da parte degli sviluppatori, costringendo (in un certo senso) i giocatori ad esplorare Draenor nella sua interezza. Draenor è una ambientazione variegata e capace di stupire in molte occasioni: a cominciare dalla “onirica” Valle di Torvaluna (ultimo avamposto Draenei presente su Draenor) per poi approdare alle aride e affascinanti lande di Gorgrond, Blizzard si riconferma abile nel creare e definire ambientazioni di stampo prettamente fantasy.

Andando a trattare il gameplay nudo e crudo, inziamo con il dire che Warlords of Draenor alzerà nuovamente il level cap dei nostri eroi da 90 a 100. Abbiamo apprezzato l’iniziativa di Blizzard di consentire ai nuovi player un “pass” per il livello 90 in modo da gettare il nostro eroe immediatamente nella mischia, sicuramente un buon modo per accaparrare sia nuovi player che giocatori con qualche anno “di vuoto” sul groppone. Oltre all’aumento del level cap, sono stati introdotti nuovi talenti ed abilità di classe capaci di rimpinguare a dovere l’immenso database di World of Warcraft. Il PvE di Warlords of Draenor, come precedentemente accennato, è la dimostrazione pratica di tutti gli anni di rifinitura di Blizzard per la formula di gioco. Diciamocelo, World of Warcraft non è più il titolo di dieci anni fa: il gioco si è evoluto, così come si sono evoluti i player. Le quest sono state rese maggiormente dinamiche e divertenti, consentendo ai player di livellare con maggior “voglia” ed interesse, grazie anche ad un insieme di trame e sotto trame davvero ben studiate. In aggiunta al glorioso PvE di questa espansione, sono state introdotte due nuove incursioni e ben sette spedizioni, capaci di regalare ore di divertimento ai player e alle loro gilde (anche i lupi solitari troveranno in ogni caso pane per i loro denti).

Durante lo svolgimento delle prime missioni principali in Warlords of Draenor, al giocatore sarà richiesto di costruire la propria guarnigione, una sorta di campo base persistente e istanziato, indissolubilmente legato al mondo di gioco. La guarnigione potrà essere personalizzata con l’aggiunta di strutture come stalle, armerie, municipi e fattorie con la possibilità di settare varie rotte commerciali all’interno dell’isola e/o all’esterno di Draenor. Sarà infine possibile reclutare eroi, da “spedire” in quest uniche, con la possibilità di recuperare oggetti rari. La guarnigione, anche se tutto sommato fine a se stessa, è stata un aggiunta interessante, capace di donare ulteriore varietà alla formula di gioco.

Get the Draenor look!

Riuscire a rendere appetibile (graficamente) un titolo “vecchio” di dieci anni non è per niente un’impresa da poco. Eppure Blizzard, con Warlords of Draenor, è riuscita nell’intento di portare a termine l’impressionante upgrade grafico al titolo. I modelli tridimensionali dei personaggi sono stati rivisitati completamente: il design “caricaturiale” tipico della serie è sempre presente ma abbiamo apprezzato la maggior cura riposta nei dettagli dei corpi e dei volti (soprattutto nelle espressioni facciali che ora paiono incredibilmente più veritiere). Le ambientazioni risultano belle da vedere e da esplorare. Tralasciando per un attimo il restilyng di Azeroth (che ora pare maggiormente curata e “viva) abbiamo apprezzato la cura rivolta nella creazione di Draenor, che tra le sue variegate regioni è capace di donare scorci davvero indimenticabili. Certo, l’engine è sempre lo stesso e sicuramente il peso degli anni comincia a farsi sentire, ma il lavoro di Blizzard va in ogni caso premiato vista l’estrema difficoltà nel rendere un engine vecchio di dieci anni ancora appetibile, senza perdere la sua grande scalabilità di fondo che gli permette di girare su macchine non più performanti come un tempo.

A livello sonoro, il titolo si riconferma eccellente sia nel doppiaggio che nella soundtrack. Le musiche che ci accompagneranno per tutta la durata delle nostre avventure sono assolutamente meravigliose, così come le voci (in lingua italiana) dei vari personaggi (principali e secondari) che incontreremo durante le questline di Draenor.

Concludendo?

Warlords of Draenor è una grandissima ed eccellente espansione, forse la migliore mai uscita in questi dieci anni di storia del titolo. Draenor porta con sè una ventata di aria fresca in termini di trama, contenuti e gameplay, capaci di attirare sia nuovi player che giocatori di vecchia data. Il costante supporto degli sviluppatori ed una estrema abilità nel rendere il titolo ancora appetibile giustificano appieno la spesa dell’abbonamento mensile, che per noi player è in realtà un biglietto aereo di sola andata per le magiche terre di Azeroth.

CI PIACE

– Elevato numero di contenuti e novitàn- Upgrade grafico notevolen- PvE incredibilmente curato

NON CI PIACE

– Metterà in serio repentaglio la vostra vita socialen- La guarnigione non ha l’impatto che ci saremmo aspettatin- Nonostante l’update grafico, il peso degli anni inizia a farsi sentire

Conclusioni

Una tra le migliori espansioni di World of Warcraft, in dieci anni di storia del titolo.

9Cyberludus.com
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.