Con più di cinquanta riconoscimenti di settore, oltre tre milioni di copie vendute ed almeno altrettanti appassionati di videogames affascinati, The Last of Us può essere tranquillamente definito come una delle pietre miliari della passata generazione. Esclusivamente disponibile per PlayStation 3, l’ultima fatica di Naughty Dog è riuscita ad avvicinare parecchio due arti – Cinema e Videogioco – che fino all’anno scorso si sono spesso incrociate, sfiorate ma non hanno mai trovato un vero e proprio punto d’unione. Tanti titoli ci sono andati vicino, ma quello che hanno ottenuto gli sviluppatori di Santa Monica ha del prodigioso e non sono l’unico a dirlo. Left Behind è il terzo DLC pubblicato ad integrazione del gioco originale (i primi due sono pacchetti mappe per la modalità multigiocatore) ma è la prima espansione dedicata al giocatore solitario.

Non arrenderti

Odio fare spoiler e rivelare anche il più piccolo dettaglio di trama che valga la pena di essere scoperto e vissuto in prima persona. Non spiegherò nulla della fantastica storia che The Last of Us offre al giocatore/spettatore ma vi invito solo a giocarlo e a godervelo tutto d’un fiato. In questa sede posso dire che Left Behind narra di un episodio che si innesta tra i capitoli “Autunno” e “Inverno” del gioco base e vede Ellie come indiscussa protagonista della vicenda. La lotta per la sopravvivenza non è mai stata così seria come in questo frangente, e la tosta teen-ager che viaggia con il burbero Joel deve dar fondo a tutto il suo coraggio per uscire indenne da questa avventura.

Non andare

Left Behind, narrativamente parlando, gioca molto con la tecnica del flashback: un espediente che permette, allo spettatore, di rivivere eventi del passato. Così, ci ritroviamo a giocare nei panni di Ellie al tempo in cui affianca Joel nella sua ricerca delle Luci ma giochiamo anche una Ellie del tutto inedita: quella che precede l’incontro con Joel e Tess nel gioco originale. Più insicura e più sarcastica, pur avendone viste tante non ne ha viste ancora troppe ed è molto strano vederla in vesti che non siano quelle a cui siamo abituati. Altra new entry nello scacchiere narrativo è Riley, una vecchia conoscenza della protagonista, a tutti gli effetti co-protagonista di Left Behind.

Non smettere mai di lottare

L’unico “ostacolo” all’acquisto di un contenuto aggiuntivo di rara bellezza può essere il prezzo (circa quindici euro) e la durata dell’esperienza offertaci, che qualcuno definisce breve. Riguardo a quest’ultimo aspetto, ho bisogno di aprire una parentesi: non mi ritengo un pessimo giocatore ma posso definirmi lento. Di quella lentezza che, forse, è retaggio di un età non più “giovanissima” e della voglia di “vivere il videogioco”, di comportarmi in maniera coerente quando mi calo nella parte. Questo preambolo serve a dirvi che io ho finito Left Behind nell’arco di quattro ore, quando leggo in giro di persone che arrivano ai titoli di coda in meno di tre ore (anche due!. Ho esplorato quel poco che c’è da esplorare, ho letto il poco da leggere e ascoltato i pochi nastri registrati trovati (e ben recitati). Quando è arrivato il tempo di dar fuoco alle polveri ho studiato strategie e giocato con uno stile molto “stealth”. La durata di un qualsivoglia titolo dipende molto dal modo in cui si affronta (non solo Left Behind). “Hai scoperto l’acqua calda” direte, ma evidentemente qualcuno, l’acqua calda, non la usa o non la conosce, perché invece di godersi un titolo fa una pazza corsa a completarlo quanto prima per poi informarvi (male) sulla sua effettiva durata.

Se siete tra quelli che mettono sul piatto della bilancia il prezzo di un qualsiasi videogioco/contenuto aggiuntivo e sull’altro piatto la sua durata, evitate Left Behind. Se siete tra quelli che non possono fare a meno dei DLC nella propria vita, non esitate a prenderlo ad occhi chiusi.

Nulla da dire sul fronte tecnico. Siamo sugli standard imposti dal gioco base, che sono elevatissimi per la piattaforma su cui vive, la PlayStation 3. Ancor più fuori scala sono gli standard di recitazione e di narrazione, che posso definire tranquillamente insuperabili e penso che saranno a lungo insuperati. Quel che rende Left Behind un DLC più unico che raro è la sua potenza narrativa, in linea con quella del gioco base ma che mi ha colpito ancor di più del finale di The Last of Us. La figura di Ellie è totalmente ricostruita, la guardo da una prospettiva diversa e – almeno nel mio caso personale – mi ha dato voglia di ricominciare The Last of Us per cogliere, nel personaggio della ragazzina che accompagna Joel, quei tratti che forse mi erano sfuggiti o – forse – non avrei mai potuto cogliere se non per merito di Left Behind. Consigliato.

CI PIACE

Lo spessore del personaggio di Ellie viene ulteriormente aumentato, rinvigorito, potenziato, rendendola ancora più umana.

NON CI PIACE

Perché qualcuno potrebbe arrivare alla fine del DLC in un paio d’ore: troppo poche per giustificare una spesa di più di dieci euro.

Conclusioni

Quel che rende Left Behind un DLC più unico che raro è la sua potenza narrativa, in linea con quella del gioco base ma che mi ha colpito ancor di più del finale di The Last of Us. Breve ma molto intenso

8.5Cyberludus.com
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