Dungeons & Dragons rappresenta, senza timore di offendere qualcuno, la quint’essenza del gioco di ruolo, quello duro e puro dove anche una semplice scazzottata in una taverna può dar luogo a sessioni di gioco eccezionali ed indimenticabili (e chi l’ha giocato sa di cosa sto parlando, ndr). Daniel è un classico giocatore di D&D vecchio stampo -tutto patatine, birra e dardo incantato – il quale, durante una tranquilla sessione con il suo abituale gruppo di giocatori incalliti, vive quello che può essere definito sia il sogno sia l’incubo di qualsiasi giocatore di ruolo che si rispetti: vivere le avventure, sin lì cartacee, dal vivo, esponendosi in prima persona ai tesori e ai mostri tipici di un mondo fantasy. Le cose si mettono subito male per Daniel, teletrasportato in questo anonimo e tetro castello senza il minimo preavviso: una delle anime guardiane tenta, invano, di possederlo, rimanendo però intrappolato nello stretto e scomodo corpo di Daniel che, dopo aver realizzato di non essere stato drogato dai suoi fedeli compagni, darà il via alla sua personalissima campagna tutt’altro che epica.

Metroidvania in salsa D&D

Negli ultimi tempi sembrerebbe proprio che il genere dei Metroidvania stia tornando in auge; infatti, dopo nemmeno due settimane dalla recensione di Teslagrad, mi trovo di nuovo per le mani un altro esponente di un genere nato tre e più generazioni fa, dal connubio di due massimi esponenti del mondo dei videogiochi quali sono Metroid e Castlevania.

Si tratta di un genere molto particolare, con una struttura collaudata e abbastanza rigida, che necessita di un equilibrio estremo per non diventare tedioso dopo solo pochi minuti: il backtracking massivo, tipico del genere, è solo uno dei tanti aspetti che potrebbe far desistere le generazioni più giovani. UnEpic è, fortunatamente, un Metroidvania dove il fattore noia, probabilmente, non subentrerà mai, grazie a tutta una serie di accorgimenti presi dallo sviluppatore, capaci di rendere il gioco sempre piacevole e mai frustrante; il backtracking è sì presente, ma mai invasivo o esagerato, arginato da alcuni hot spot posti in luoghi strategici con i quali raggiungere posti già visitati e distanti dall’hub centrale.

Per essere un Metroidvania, UnEpic è, però, eccessivamente generoso, permissivo e semplice con i giocatori, palesando sia un mancato bilanciamento della difficoltà, sia una sensazione di immortalità che prenderà piede col passare delle ore e con l’aumentare dei livelli. Si potrebbe dire, in effetti, che la curva di apprendimento tracciata da Francisco Téllez de Meneses sia fin troppo permissiva con il giocatore: ci vorrà infatti molto tempo prima che incontriate dei nemici che costituiscano una seria minaccia per la vostra incolumità.

Discorso a parte, invece, va fatto per i boss, molto semplici da prevedere ma altrettanto difficili da battere senza i giusti strumenti, che andranno opportunamente raccolti completando diverse sidequest sparse per il castello. Il risultato è quindi un confuso alternarsi di momenti eccessivamente facili e diluiti a combattimenti ostici e imprevisti, che nel complesso appare non proprio ben equilibrato.

A ciascuno il suo… famiglio

Il gameplay di UnEpic è davvero basilare, ma gestito in maniera intelligente, grazie anche ad un mini-sistema RPG che permetterà al giocatore di acquisire esperienza e crescere in determinate categorie, che spaziano dalle classiche competenze nelle varie tipologie di armi, sino alla maestria con gli incantesimi. Il sistema di combattimento è, però, davvero troppo elementare: una volta equipaggiata una delle armi – divise per rarità secondo una scala cromatica (come in Diablo III o Torchlight, ndr) – basterà premere un semplice bottone per attaccare a ripetizione; potremo inoltre scorrere rapidamente tra le armi tramite un comodissimo sistema di scorciatoie e tasti rapidi, che ci permetterà di avere accesso sino a 12 pezzi dell’equipaggiamento in maniera veloce ed intuitiva. Tutto ciò, ovviamente, condito da un’IA avversaria che oltre il “camminare in linea retta e suicidarsi addosso all’intruso” non sa andare. Questa eccessiva semplicità, l’intelligenza artificiale dei mostri non eccelsa e la difficoltà mal bilanciata, rendono gli scontri abbastanza monotoni e prevedibili, dove solo l’inferiorità numerica, o una posizione irraggiungibile di un qualche nemico, potrà crearvi dei grattacapi.

Simpatica, però, è la possibilità di farsi scortare da una sorta di famiglio, una volta risolta la relativa quest: ce ne sono di vari tipi ed ognuno con un diverso potere speciale, sia di attacco sia di difesa. Dove UnEpic strappa applausi a scena aperta è nella comicità becera e spicciola che mette in mostra, con gag da nerd incalliti, situazioni imbarazzanti, richiami folli al mondo del cinema (ed in particolare a Star Wars, ndr) e dei videogames, il tutto farcito da un linguaggio scurrile e poco attento alla censura: tutto è dannatamente divertente. Daniel, e lo spirito in lui intrappolato ribattezzato Zera dal nostro eroe, daranno vita ad una comicità assolutamente non intellettuale ma che vi strapperà più di una risata, dimostrando come, talvolta, si possano colmare i limiti di una produzione a budget limitato con la semplice inventiva e un po’ di sana vena artistica.

Commento

Tirando le somme (o i d20 in questo caso) possiamo tranquillamente affermare che UnEpic è un prodotto ben riuscito, divertente, longevo, che soffre di alcuni problemi di bilanciamento, non gravi, ma comunque tali da causare ingiustificati cali o aumenti di difficoltà. Spendendo qualche parola sulla pixel art sfoggiata da UnEpic, ci troviamo dinanzi un lavoro senza dubbio accettabile, ma senza particolari picchi artistici che facciano urlare al meraviglioso: una produzione senza infamia che meriterebbe tutta la vostra attenzione, così da poter trascorrere, in maniera lieta e spensierata, alcune preziose ore della vostra vita da gamers. Le risate garantite, di certo, ripagheranno appieno la fiducia in questo titolo.

Nota: questa recensione fa solo riferimento alla componente single player del titolo, ad oggi l’unica completa al 100%. Né il voto qui sotto né la valutazione generale di questo titolo comprendono quindi la modalità moltigiocatore, tutt’ora in fase di sviluppo.

CI PIACE

+ Esilarante in numerose circostanze\n+ "Buon esempio" di Metroidvania dei giorni nostri\n+ Immediato

NON CI PIACE

– Difficoltà mal calibrata\n- Combattimenti monotoni e IA insufficiente\n- Pixel Art piuttosto grezza

Conclusioni

Beh che dire, mi son divertito parecchio nei panni di Daniel e grazie al suo carisma, o per meglio dire la sua spontaneità, non sono riuscito ad annoiarmi nemmeno per un istante. UnEpic è un titolo che non osa ma che riesce egregiamente negli obiettivi prefissati, ossia divertire e impegnare il giocatore abbastanza a lungo da regalargli belle soddisfazioni ai titoli di coda. Di problemi ce ne sono e sono tutti elencati nella recensione, ma il mio consiglio spassionato è di prendere questo gioco e goderne ogni singolo minuto: fidatevi, ne varrà la pena.

7.3Cyberludus.com
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