Effettivamente il genere FPS aveva bisogno di una scossa, di quella scintilla che potesse in qualche modo rinvigorire un genere “spiritualmente morto”. Una fiamma che davvero pochi, pochissimi esponenti sono riusciti, in questa fantomatica “next-gen”, a mantenere alta e vigorosa. Inutile menzionare quali titoli in particolare sono stati fin qui in grado di farlo, anche perché ognuno, tendente di suo al fattore “de gustibus”, ha ritrovato in una precisa “opera” la propria ancora di salvezza. Certo è che, oggettivamente, di queste “opere” se ne contano comunque poche. . .

Ci voleva. . . ci voleva proprio. E tralasciamo le corbellerie introduttive. Ragazzi, Crysis 2 è un documentario apocalittico. Un po’ asettico nello stile narrativo, si potrebbe dire, ma tutto passa in secondo piano quando è il gameplay a risultare dominante e dannatamente scorrevole. Allora vediamo se questa fiamma ha fatto alzare di qualche tacca il nostro termometro di gradimento. . .

Da New York con amore. . .

Non c’è mai fine al peggio, almeno per una città come New York. Lo scenario è semplicemente azzeccato, da sempre sfondo “naturale” delle più incredibili avventure/disavventure cinematografiche, e non solo (purtroppo). Qui, stavolta, si parla nientemeno che di una misteriosa quanto repentina invasione aliena che è riuscita a decimare, nel giro di poche ore, l’intera popolazione newyorkese. Un’invasione a distanza, non a colpi di fucili laser come si potrebbe immaginare, ma a “suon di virus”. Un virus potentissimo che provoca il rapido decesso dell'”essere umano”, in una sorta di decadimento escrescente. Ebbene, nei panni di Alcatraz, saremo condotti assieme alla nostra squadra nel bel mezzo della “Zona contaminata”, a bordo di un sottomarino che emerge in modo un po’ disastroso. Dunque, diciamolo subito, il plot narrativo di questo secondo lavoro firmato Crytek non spicca per doti particolari, ma si lascia seguire di pari passo all’azione. Di cut-scene “passive” neanche l’ombra, o quasi, ma tutto si muove in funzione di Alcatraz, con eventi scriptati che esaltano la bontà del motore fisico. A destare curiosità e stupore, se non altro, ci pensa la sola New York: una città in procinto di collassare, abbandonata a se stessa, deserta. . . con macchine arroccate ovunque, grattacieli penzoloni, macerie dappertutto. Insomma, stavolta hanno deciso di concentrarsi un po’ di più sull’atmosfera, confezionando un titolo massiccio, “disturbato” al punto giusto e dai tratti realistici (nonostante veniamo catapultati nell’immediato futuro).

Ad alternare fasi di “quieto realismo” ad altre di pura fantascienza, ci pensa appunto la sofisticata e quasi premurosa presenza aliena. Il concetto è che la sensazione primaria che si percepisce è che sia unicamente Alcatraz il vero artefice dell’azione. . . da potenziale preda insomma, braccata dagli stessi umani (la cui IA risulta a volte irrisoria), si trasforma in feroce e micidiale predatore. Non una corsa verso il nulla, ma un costante avvicinamento alla verità, alla meta. . . qui rappresentata da uno scienziato pazzo rintanato nei meandri della stessa New York, in grado di “mandare in congedo” il virus alieno; e, per tale motivo, una figura da raggiungere ad ogni costo e “proteggere”.

Nanosuit 2.0

A far da padrone, abbiamo detto, è però il gameplay che potremmo riassumere con un semplice attributo: “Solido”. A differenza del primo Crysis , qui ritroviamo un elemento comune agli sparatutto standard, ossia la linearità. In certi casi quest’ultima, se ben dosata, rappresenta la diretta responsabile della buona riuscita o meno degli stessi ritmi di gioco. E dal punto di vista del ritmo, Crysis 2 si è rivelato una spanna sopra il suo predecessore, soprattutto grazie ad un’ambientazione ridimensionata al punto giusto, che non risulta affatto dispersiva ma che, anzi, regala momenti di piacevole “esplorazione”. Da ciò consegue inevitabilmente un approccio totalmente diverso: il gameplay resta in parte articolato, nel senso che vi sarà possibile adottare le strategie che meglio preferite (attacchi dalla distanza, stealth o pura azione), ma la “nuova struttura” di gioco si sviluppa, ora, più in altezza che in larghezza. D’altronde ci troviamo a New York, patria dei grattacieli e delle metro sotterranee (in mezzo, per le strade, sta l’azione).

Ogni situazione, o quasi, si adatta sostanzialmente ai poteri della Nanosuit, con una spiccata (col rischio di diventare eccessiva) tendenza all'”Occultamento”, ossia la mimetizzazione ambientale. Il gameplay di Crysis 2 , dunque, si traduce in una sequela di azioni spesso ragionate e centellinate, a seconda dei “gusti personali” ovviamente. Potrete al contrario ricorrere al “rafforzamento” della stessa tuta e sottoporvi agli scontri a cielo aperto, stando però attenti a quanto tempo vi esponete a seconda della difficoltà selezionata (la scelta consigliabile agli addetti ai lavori, tanto per iniziare col giusto riscaldamento, è “Veterano”, ossia la penultima). Detto questo, il risultato qual è? Ebbene, quello di un gioco che offre, di primo acchito, due “modus operandi” complementari tra loro, sta a noi decidere verso quale tendere maggiormente. Per farlo, ci viene in aiuto una delle caratteristiche intrinseche della stessa “nano – tuta”, ossia l’espandibilità. E’ possibile infatti potenziare il proprio esoscheletro raccogliendo il “codice genetico” di ogni creatura aliena uccisa. Possiamo quindi decidere se aumentare la durata dell’occultamento, incrementare la resistenza ai colpi d’arma da fuoco, e così via. Stessa sorte tocca alle armi che, tramite un’interfaccia pressoché identica a quella del primo, è ancora possibile “espandere” in tempo reale munendole di silenziatori, mirini ottici, laser e quant’altro. Da qui si evince la grande versatilità del gameplay, ridimensionato quanto bastava per garantire solidità e scorrevolezza. Per il resto, si seguono gli standard odierni, a partire dal sistema di copertura (qui dinamico ed intuitivo, tant’è che per ogni superficie sarà lo stesso Alcatraz ad adattarsi lasciando a noi l’esclusivo compito di sporgersi), e piccole fasi a bordo di veicoli. In definitiva, il single player si è rivelato convincente e divertente, e ciò non può che rappresentare un evidente punto a favore per il giudizio finale.

Nanosuit contro Nanosuit

Tuttavia c’è anche il multiplayer da considerare, e in questo Crysis 2 aveva già dato un piccolo ma esaustivo assaggio con la beta di qualche mese fa. Qui, in forma molto più evidente, Crytek si è praticamente allineata allo stile di “Call of Duty” , proponendo una struttura di gioco articolata e longeva, vista soprattutto la presenza dei “perk”, ovvero i potenziamenti derivati man mano dai punti esperienza accumulati. L’approccio risulta davvero molto simile, a metà tra il tattico e l’arcade. Anche le modalità, seppur mascherate da nomi pensati ad hoc, riprendono chiaramente quelle classiche, dagli scontri a squadre alla conquista dei territori. Le mappe risultano ben congegnate ed articolate, lasciando a noi il “piacere” di scoprire la strategia potenzialmente vincente: anche qui si rischia di fare un abuso eccessivo di “occultamento” et similia, ma la discreta varietà di situazioni e le tante possibilità di approccio rendono le partite avvincenti e tutto sommato equilibrate.

La tecnica del futuro

C’è poco da dire, davvero. Sul fronte tecnico siamo di fronte ad una vera e propria gioia per gli occhi, soprattutto se presa in considerazione la versione PC. Ma vista l’elevata qualità del motore grafico, su console il risultato è, senz’altro, altrettanto maestoso. Effetti di luce in primis, il CryEngine 3 è semplicemente un qualcosa fuori dal comune, in grado di gestire ambienti vasti ed articolati con un dettaglio, ad oggi, fuori parametro. Un consiglio spassionato: procuratevi un PC, nel caso non l’aveste (ironia inside), e fatelo girare su settaggi “Hardcore”, ma anche una copia console rappresenterebbe un buon compromesso. . . perché aggiungere altre parole risulterebbe banale e superfluo.

Tuttavia, se proprio vogliamo trovare un difetto, o meglio, una mancanza che alla lunga si fa sentire, soprattutto se siete abituati agli standard epici della serie “Halo” , quella è proprio la colonna sonora. L’atmosfera, spesso, potrebbe capitarvi di sentirla “incompleta”, vuota, proprio perché manca un supporto orchestrale di tutto rispetto, che sappia interpretare i ritmi di gioco e far immergere completamente il giocatore. Aspetto, questo, migliorabile con l’esperienza.

Non più una demo tecnica

A conti fatti, Crytek ha raggiunto finalmente una vera maturazione in ambito videoludico, non limitandosi più a proporre una mera “demo tecnica” atta a sfoderare texture da cartolina pesanti da gestire, ma riempiendo il cesto pre-pasquale con tante altre “sorprese”, a partire da un single player finalmente degno di questo nome, un’atmosfera di gioco quasi pienamente riuscita ed un gameplay assolutamente concreto. Uno sparatutto coi fiocchi, in grado di alzare almeno di una tacca, lo possiamo finalmente dire, il nostro termometro di gradimento. Un “must have”, in definitiva, per tutti gli appassionati di sparatutto in prima persona.

CI PIACE
  • Gameplay solido ed articolato
  • Buona varietà d’azione
  • Tecnicamente “spaccamascella”
  • Ottimo comparto multiplayer
NON CI PIACE
  • Trama non proprio originale
  • Colonna sonora “assente”
Conclusioni

Crytek ha raggiunto finalmente una vera maturazione in ambito videoludico, non limitandosi più a proporre una mera “demo tecnica” atta a sfoderare texture da cartolina pesanti da gestire, ma riempiendo il cesto pre-pasquale con tante altre “sorprese”, a partire da un single player finalmente degno di questo nome, un’atmosfera di gioco quasi pienamente riuscita ed un gameplay assolutamente concreto.

9Cyberludus.com

Articolo precedenteTactics Ogre: Let Us Cling Together (2)
Prossimo articoloDino Crisis 2: i dinosauri sul PSN
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.