Il Tennis secondo SEGA

Il primo gioco di SEGA dedicato al mondo del tennis ad approdare su console è stato Virtua Tennis. Il titolo è il risultato dell’ennesima conversione da coin-op operata dalla casa giapponese. Virtua Tennis, infatti, ha seguito la strada battuta da Virtua Striker e Crazy Taxi, quella cioè dei titoli più in voga nelle sale giochi che possedevano il potenziale per ottenere lo stesso successo su console. Virtua Tennis è apparso per la prima volta nel 2000 sulla console casalinga Dreamcast, riscuotendo immediatamente un enorme successo. Il titolo tennistico di SEGA deve il suo successo ad un sistema di gioco arcade dimostratosi immediato, intuitivo e divertente. Nei due successivi titoli lo sviluppatore SEGA-AM3 si è adoperato, con discreto successo, per migliorare diversi aspetti del gioco come la fluidità delle animazioni, il ritmo di gioco e lo sviluppo di una nuova fisica della palla. Grazie all’introduzione dell’innovativa modalità Tour Mondiale e a tutti i miglioramenti subiti nel corso delle uscite, la serie ha conquistato un numero sempre crescente di appassionati su tutte le piattaforme più importanti, dal Dreamcast (VT1 e 2) alla PS2 (VT2), passando per le console di nuova generazione Xbox 360 e PS3 (VT3) e perfino su PC (VT3), sino al porting per PSP denominato Virtua Tennis: World Tour. Tra le novità più importanti, introdotte nella conversione di VT3 per la console Microsoft da Sumo Digital (la casa di sviluppo che ha preso il posto di SEGA-AM3), dobbiamo citare l’aggiunta di una modalità multigiocatore online (assente nella versione PS3) e un ampliamento della modalità Tour Mondiale. L’atteso ritorno di SEGA sui campi da tennis era nell’aria e non si è fatto attendere molto. Virtua Tennis torna così a calcare nuovamente i campi da gioco, modificando il look del suo logo che passa da una numerazione progressiva in favore dell’anno di uscita, un po’ come accaduto a PES qualche anno fa. Andiamo a scoprire cosa ci ha riservato SEGA in questa nuova uscita, muniti di racchetta prepariamoci a scendere in campo…

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La scalata verso il successo

A differenza di un titolo come Top Spin, che nonostante le sue limitazioni pone l’accento su un approccio più simulativo, Virtua Tennis 2009 continua a proporre il suo tradizionale stile arcade che gli ha permesso di catturare una larga fetta di appassionati. Il roster dei giocatori a disposizione si mantiene costante a quota venti atleti licenziati e vede tra le sue fila, oltre a campionissimi come Federer, Andy Roddick, Maria Sharapova e Rafael Nadal, anche volti meno conosciuti come la bellissima russa Nicole Vaidisova, l’americano Taylor Dent e il francese Gael Monfils. Per immergerci subito nel clima sportivo e saggiare le potenzialità del gioco, abbiamo la possibilità di giocare un match veloce o un torneo stile “coin-op” scegliendo le modalità Esibizione e Torneo. A fare la parte del leone è, però, la modalità Tour Mondiale, vero punto di forza del gioco, così come è accaduto per Top Spin e Virtua Tennis 3. Questa modalità rappresenta la carriera del nostro tennista e, come possiamo facilmente intuire, ci dà la possibilità di creare un atleta partendo da zero definendone le caratteristiche fisiche e atletiche attraverso un editor intuitivo e semplice da utilizzare. L’obiettivo principale del tour è rappresentato dalla scalata verso i vertici del ranking mondiale, partendo dal gradino più basso e migliorando di volta in volta le abilità del nostro alter-ego attraverso i minigiochi e l’allenamento in accademia. Quest’ultima ci offre gli insegnamenti di base per imparare ad eseguire i colpi fondamentali come il servizio, il dritto, il rovescio da fondo e il gioco a rete, premiandoci con delle medaglie a secondo dei risultati ottenuti durante ogni prova. A rappresentare, tuttavia, il vero punto forte e divertente delle sessioni di allenamento è la presenza dei minigiochi. Gli sviluppatori hanno cercato di inserire qualcosa di nuovo rispetto al passato e bisogna ammettere che ci sono riusciti alla perfezione. Birilli da abbattere, palloncini da fare scoppiare con il servizio, palle da tennis giganti da evitare e curling sono alcuni dei minigame presenti per migliorare la velocità, potenza dei colpi e rapidità del tennista. Per quanto riguarda le new entry inserite in questo quarto capitolo, troviamo Pot Shot, un minigioco in cui dovremo imbucare le palle da biliardo usando il servizio, Pirate Wars, che ci mette di fronte a navi pirata bidimensionali che bisogna affondare con colpi da fondo campo, prestando attenzione a non essere colpiti dalle palle di cannone, e Zoo Feeder, un minigame in cui bisogna lanciare verso gli animali il loro cibo preferito. La scalata della classifica mondiale è molto semplice. Basterà, infatti, partecipare per vincere i tornei presenti nel tour e scalare facilmente la classifica. L’accesso libero agli stili di gioco avanzati sin dall’inizio della carriera rende gran parte dei match facili da vincere senza troppe difficoltà, un fattore che rende le sessioni di gioco fin troppo semplici ed a tratti noiose, incapaci di garantire grandi stimoli. Tra una partita e l’altra, però, possiamo fare affidamento alle gare multiplayer di cui parleremo più avanti.

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Game, set and match to…

Una volta presa in mano la racchetta, la giocabilità “old school” di Virtua Tennis è palpabile sin dal primo istante: le meccaniche di gioco sembrano essersi mantenute tali e quali. Colpi corti, liftati, lob e volée, nonostante siano semplici da eseguire, hanno comunque bisogno di una certa dose di pratica per essere utilizzati come si deve. Un colpo corto realizzato con tempismo, facendo cioè coordinare correttamente il giocatore, può convertirsi in un sinistro imprendibile e, allo stesso modo, in un lob che manda fuori tempo un avversario che gioca prevalentemente a rete. Arrivando in ritardo su un colpo avversario finiremo per rispondere con poca forza e, nel peggiore dei casi, saremo costretti ad un allungo che ci metterà in seria difficoltà. Fin qui nulla di nuovo rispetto al passato, le uniche differenze che influiscono sulla giocabilità risiedono nell’animazione del corpo dei tennisti, reso adesso molto più fluido e realistico. I tennisti, infatti, non eseguiranno più tuffi irreali per raggiungere la palla (come nei precedenti VT) ma si muoveranno con molto più realismo. Un altro fattore che influisce durante ogni partita è, come nella realtà, la superficie di gioco sulla quale disputeremo le partite. Ogni campo, infatti, risponde in maniera diversa a seconda della tipologia di terreno presente. Ad esempio, il gioco sull’asfalto è composto prevalentemente da giocate veloci al contrario di quanto può accadere sull’erba. Il fattore campo è una variabile che bisogna tenere in considerazione ed è allo stesso tempo una mossa che impone al giocatore di modificare lo stile di gioco ad ogni partita.

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SEGA Professional Tennis

Per quanto riguarda il multiplayer, vero fattore trainante della terza generazione di console, è stato completamente integrato nella mappa del Tour Mondiale. SPT Online Tour permette di intraprendere competizioni che si svolgono nell’arco di una settimana reale. Il torneo è suddiviso in tre categorie: Principianti, Pro e Campioni. Per accedere a questi tornei, o per fare una partita classificata, basta accedere all’Online HQ, presente nel mappamondo del Tour Mondiale. Una volta entrati, possiamo scegliere se partecipare ad uno dei tornei disponibili settimanalmente, oppure scegliere di disputare un match contro un altro giocatore in una partita classificata. Le partite online compensano il divario iniziale presente nelle partite contro la CPU e rendono il gioco praticamente infinito. I match disputati online sembrano non soffrire di alcun tipo di problema, se non qualche saltuario lag che non ne compromette comunque lo svolgimento.

 

Dal campo alle voci dagli spalti

Virtua Tennis si è sempre contraddistinta come una serie dal grande impatto grafico, ma in questa nuova uscita mostra qualche tentennamento. Il motore grafico del gioco si regge principalmente su una modellazione dei giocatori abbastanza completa e realistica laddove sono presenti giocatori reali mentre, nel caso in cui ci troviamo di fronte a giocatori di fantasia o creati dagli utenti, non è presente lo stesso livello di dettaglio dei particolari facciali. Come già detto i tennisti in VT-2009 possiedono animazioni del corpo fluide e ben riuscite, a differenza di quanto visto in passato con tuffi e recuperi al limite delle leggi fisiche. Gli spalti e gli elementi a bordo campo possiedono una grande varietà di particolari che donano alla partita un’aria molto realistica. La scelta della visuale di gioco, posta alla stessa altezza del tennista, contribuisce ad immergerci nel clima della partita nel modo migliore.     L’attenzione verso le musiche e gli effetti sonori sono alla base di ogni gioco arcade che si rispetti. I brani musicali sono presenti sia durante i menù di gioco che negli attimi che precedono e seguono ogni match, e presto sentiremo la necessità di farne a meno vista la loro fastidiosità e ripetitività. La partecipazione del pubblico durante i momenti inattivi del gioco (guai a proferire parola durante gli scambi) è caratterizzata da esultanze ed effetti sonori anonimi e ripetitivi; la sensazione è che gli sviluppatori non si siano sforzati a fondo per garantire un’atmosfera più coinvolgente durante i match.

 

Conclusioni

Virtua Tennis 2009 è un buon gioco arcade di tennis. I controlli di gioco sono facili da imparare e da gestire in campo. Il taglio della visuale e la complessiva resa grafica del campo di gioco e dei giocatori sono soddisfacenti. Tuttavia, nonostante i diversi miglioramenti sul piano della giocabilità, ci si sarebbe aspettato di vedere un sistema di controllo leggermente più complesso e soprattutto un’evoluzione rispetto ai precedenti titoli della serie. L’ampliamento della modalità World Tour, che integra al meglio la gestione delle partite on-line, e la licenza ufficiale del torneo tennistico più prestigioso, la Coppa Davis, non riescono tuttavia a giustificarne appieno l’acquisto per chi possiede Virtua Tennis 3. Nonostante ciò, ci troviamo di fronte ad un ottimo gioco di tennis che consigliamo agli appassionati e a chi non conosce ancora la saga sportiva targata SEGA.

CI PIACE
  • Lo stesso sapore arcade di sempre
  • Animazioni più fluide
  • Tanti tornei online
  • e tanti nuovi minigiochi
  • Ampliamento del World Tour
  • Multiplayer ben realizzato ed integrato nella carriera
NON CI PIACE
  • L’Intelligenza Artificiale non è migliorata
  • Poche novità rispetto a VT3
  • Effetti sonori anonimi
7.5Cyberludus.com
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