In principio c’era “Worldshift”, ambizioso strategico in tempo reale (rts per gli intenditori) distribuito da Fx Interactive. In questo titolo due comandanti sviluppavano complesse tattiche per avere la meglio su un nemico comune: la cooperazione tra giocatori era il

nucleo di tutta la faccenda. Poi arrivò “Demigod”, di Gas Powered Games e Stardock, che ha fatto dell’immediatezza e delle arene online il suo punto di forza. Infine arriva “Battleforge”, di Electronic Arts, con qualche giorno di ritardo rispetto a “Demigod” ma destinato a far parlare di sé a lungo. Il titolo targato Ea, infatti, promette di essere tutti i predecessori e qualcosa in più. Qualcosa di pericolosamente assuefante, appassionante e dispendioso.

 

TERRA, GELO, FUOCO, OMBRA E SKYLORDS: LA BATTAGLIA PUO’ INIZIARE

La storia di Battleforge è tanto semplice quanto pretestuosa, perché in realtà in questo gioco non esiste una fazione completamente malvagia o un comandante particolarmente votato alla crociata contro le forze del Male. Vi sono tanti Skylords, che possiamo tradurre senza indugi con Signori del cielo: saremo noi ad impersonarli, insieme ad altri giocatori in carne ed ossa o all’intelligenza artificiale gestita dal motore di gioco. I Signori del cielo sono delle semi-divinità, incaricate dagli Dei di forgiare nuove armate e nuovi eroi per contrastare i piani di conquista dei Giganti, intenzionati a sovvertire l’ordine costituito delle cose. Ogni Skylord ha a disposizione un certo numero di carte, che può raccogliere in un “grimorio” di modeste dimensioni. Le carte del grimorio non sono altro che le unità, gli incantesimi e le strutture che potremo, letteralmente, evocare durante le battaglie. Potremo scegliere di raccogliere, nella nostra lista di carte, un colore tra quattro a nostra disposizione o combinarne più d’uno. Ogni colore indica un elemento primordiale del creato: il verde sarà il colore dell’elemento Terra , il bianco il colore del Gel o e il rosso sarà il colore del Fuoco. Il quarto elemento a nostra disposizione sarà l’ Ombra, indicata dal colore viola. Oltre al consueto limite di milizie da schierare, seguendo i canonici rts degli ultimi anni, saranno due le risorse che dovremo tener d’occhio, accumulare e, soprattutto, difendere strenuamente. La prima è l’energia, senza la quale potremo fare ben poco per rinforzare il nostro esercito; la seconda risorsa da custodire gelosamente sarà quella offerta dai pochi “obelischi” presenti nei campi di battaglia, che funziona da particolare “mana” a disposizione degli Skylords . Soltanto gli obelischi saranno in grado di portare la preziosa energia “degli elementi” sotto il nostro controllo: una volta preso possesso di uno, dovremo scegliere quale elemento tra i cinque, portare sotto la nostra influenza. Questa scelta è tradotta, in gioco, da una sfera del colore che abbiamo selezionato: più obelischi controlleremo, quindi, più sfere elementali avremo a nostra disposizione.

Queste saranno fondamentali per soddisfare le richieste d’evocazione delle carte più potenti (e quindi dalle richieste energetiche/di mana più esigenti).

Quattro elementi a nostra disposizione, un grimorio in cui contenere un certo numero di carte, mana da accumulare durante la battaglia: chi non è nuovo al mondo dei giochi di carte avrà già capito che se c’è una fonte d’ispirazione per il titolo di Electronic Arts, questa è sicuramente l’immenso calderone del più famoso gioco di carte da collezione al mondo: “Magic the Gathering”.

“Battleforge”, oltre a simulare a suo modo le meccaniche di gioco di Magic, cerca di dire la sua anche sul genere di videogiochi di cui si fa esponente: la strategia in tempo reale.

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MONDO DI GIOCO O ARENA DI SKYLORDS? BASTA PASSARE DALLA FORGIA

Dopo la necessaria registrazione ai server di Ea , l’acquisizione del client (tramite classico acquisto o digital delivery) e i primi settaggi, saremo catapultati nella cosiddetta “Forgia”.

Non è altro che una lobby, una sala d’attesa in cui prendere confidenza con i comandi, con le carte di gioco, con il mana. Con un colpo d’occhio, oltre a tutto ciò, avremo sotto controllo gli utenti che sono connessi, come noi, alla Forgia; sarà presente anche una corposa “barra di strumenti” da dove, con semplici click del mouse, potremo accedere alle varie modalità di gioco, ai negozi virtuali, alle zone di scambio, alle opzioni generali e tutto quello di cui avremo bisogno. Al primo log-in, in ogni caso, verrà subito in aiuto un apprezzabile tutorial, una piccola guida caratterizzata da “pop-up”, cioè finestrelle di dialogo che appaiono ad ogni nostro click. Queste potranno arrecare nervosismo ai veterani e ai più impazienti, ma sono necessarie ed esaustive, e ci guideranno all’apprendimento dei rudimenti di gioco. Del tutorial fa parte anche una missione di addestramento, in cui potremo godere di tutte le potenzialità di “Battleforge”. L’aspetto visivo del titolo targato Ea, è estremamente curato e colorato. Le unità sono letteralmente decine, tutte diverse tra loro e davvero ben animate. Il bilanciamento tra queste e tra i vari colori sembra davvero azzeccato, anche se non ci è sembrato che il classico schema “morra cinese” sia stato rispettato. Questa piccola mancanza va a premiare i comandanti che, semplicemente, schierano più unità in campo, non i più abili tatticamente. Ma la differenza, appare chiaro, la farà l’abilità nel costruire un mazzo di carte equilibrato, dai requisiti di energia e mana non troppo elevati e, soprattutto, sinergico. Più che comandanti, in “Battleforge” si sfidano degli stregoni, degli evocatori, non è un dettaglio da trascurare, perché i puristi farebbero bene a guardare altrove. Le modalità di gioco possono essere riassunte in due tipologie. E’ presente la modalità PvE, abbreviazione di “Player versus Environment”: è la classica partita che oppone la nostra intelligenza contro quella del computer. In questa modalità è possibile entrare in cooperazione con un altro utente, per unire le proprie forze, per avere la meglio sull’intelligenza artificiale e per conseguire gli obbiettivi. Proprio così: non ci saranno semplici schermaglie in cui vince chi cancella l’avversario dalla mappa, ma autentiche missioni in cui ci sarà un obiettivo di squadra (cioè lo scopo condiviso con l’alleato) e l’obiettivo personale. In ogni caso, il completamento di uno o tutti gli obiettivi porterà, come ricompensa, alcune nuove carte. Queste possono essere inserite nel grimorio di partenza in luogo di altre meno efficaci – o meno usate – , scambiate oppure svendute in cambio di moneta virtuale, utile per l’acquisto di “bustine” piene di carte da scoprire, collezionare, scambiare e svendere.

Non mancherà la modalità PvP, ovvero “Player versus Player” che opporrà due o più giocatori umani gli uni contro gli altri per decretare chi sia il migliore in campo. Questa modalità sarebbe fin troppo simile alle schermaglie offerte dalla concorrenza, se non fosse per la presenza delle carte, dei mazzi di carte personalizzati e per il valore strategico delle fonti di energia e di mana. Tutto questo rende le battaglie ancora più profonde e avvincenti di qualsiasi altro gioco in circolazione.

Concludendo…

Battleforge” è rilasciato gratuitamente dai server di Ea, ma può essere acquistato anche “in scatola” per la gioia dei collezionisti. Le carte a nostra disposizione, in partenza, saranno cento e tutte le altre andranno conquistate previo pagamento con carta di credito. Questa premessa è necessaria, nei titoli di coda, per segnalare a tutti i giocatori interessati all’acquisto che “Battleforge” è un autentico gioco di carte collezionabili trasposto su computer, e per questa sua particolare natura, i collezionisti devono necessariamente mettere mano al portafoglio. Consolidato questo concetto, resta da dire che il rapporto qualità prezzo è assolutamente indiscutibile, e il divertimento è direttamente proporzionale a quanto saremo disposti a spendere per l’acquisto di carte più rare, potenti e appaganti. Tecnicamente parlando ci si attesta su livelli discreti, niente miracoli grafici o colonne sonore evocative, ma tanto colore, unità per definite e piene di poteri particolari. I controlli sono facili da padroneggiare, come tutto il resto, e le richieste hardware non particolarmente onerose aiutano l’utenza a scegliere quale sarà lo strategico che impegnerà la maggior parte del tempo questa estate.

Antonio “Aurenar” Patti

CI PIACE
  • Completamente gratuito
  • Richieste hardware generose
  • Collezionare carte è appassionante
NON CI PIACE
  • Necessita di una connessione internet
  • Unico nel suo genere…
  • …ma escludendo le carte è un comune rts
Conclusioni

Battleforge” è rilasciato gratuitamente dai server di Ea, ma può essere acquistato anche “in scatola” per la gioia dei collezionisti. Le carte a nostra disposizione, in partenza, saranno cento e tutte le altre andranno conquistate previo pagamento con carta di credito.

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