INDICE

Il gioco del calcio è azione, fantasia, divertimento, sudore e passione. Tanto in campo quanto in panchina. Il successo, infatti, oltre che dalle abilità fisiche e tecniche degli atleti deriva anche da un meticoloso lavoro di preparazione tattica. E qui entrano in gioco gli schemi, la capacità di preparare la partita dal punto di vista strategico, l’abilità di correggere in corsa eventuali errori e di sapersi adattare agli avversari. Si dice che almeno il 20-30 per cento dei risultati di una squadra derivi dall’abilità del proprio allenatore. Di sicuro, il tecnico è il primo a pagare le conseguenze se le cose vanno male. In questa quarta puntata del nostro speciale tratteremo alcuni giochi manageriali che hanno fatto la storia di questo settore, che si è evoluto nel tempo con titoli sempre più completi ed esigenti. Spesso e volentieri, infatti, dalla panchina si passa dietro la scrivania da manager con tutti i problemi che ne derivano. Il nostro breve cammino non può cominciare senza “Football Manager”. Il primo, l’originale, è datato 1982 ed uscì per lo Spectrum Zx della Sinclair . Il titolo in questione è costituito da una serie di schermate testuali da dove è possibile impostare la formazione, la compravendita dei giocatori, chiedere prestiti, vedere i calendari e le classifiche. Vengono, inoltre, mostrati i momenti salienti degli incontri. Tutto molto semplice anche se si cominciava a barcamenare tra gli schermi.

“FOOTBALL MANAGER” FINO AI NOSTRI TEMPI

Il successo fu quasi immediato: molti si riscoprirono allenatori e scoprirono quanto fosse duro il lavoro oscuro e da quel 1982 ne è passata tanta di acqua sotto i ponti. Nel 1988 uscì il seguito, che implementò nuove opzioni ampliando di molto quelle già esistenti, mentre nel 1990 uscì “Football Manager World Cup Edition” , chiaramente ispirato ai mondiali di Italia ’90. Tre anni dopo toccò al terzo capitolo della serie che però, colpa anche della concorrenza, fu quasi impalpabile. Tuttavia, nel 2005, Sports Interactive acquistò il marchio per continuare la serie Championship Manager dato il divorzio con la Eidos, che deteneva i diritti di questa affermata saga. L’esordio del nuovo “Football Manager” arrivò proprio in quell’anno . Una veste grafica decisamente accattivante, una moltitudine di menù incredibilmente dettagliati, ma figli di un’esperienza ultra decennale, un database eccezionale e la possibilità di plasmare a propria immagine e somiglianza la squadra. Si arriverà senza tergiversare fino ai giorni nostri, con “Football Manager 2009” che rappresenta il punto di riferimento attuale per questo genere di videogiochi.

1990, NASCE “PLAYER MANAGER”

Il 1990 è un anno importante. Nascono “Kick off 2” e una innumerevole serie di giochi incentrati sui mondiali di quell’anno, ma nel frattempo l a Anco e Dino Dino sfornarono “Player Manager” , ossia un “Kick off 1” giocato in salsa manageriale. Il player ha il compito di portare al successo la propria squadra nel corso degli anni senza limite di tempo. “Player Manager” ebbe così tanti apprezzamenti che ancora oggi c’è gente che gioca la sua centesima stagione con giocatori che arrivano alla veneranda età di 120 anni . Beati loro… Il titolo della Anco, oltre ad essere un ibrido perché si poteva anche giocare in campo come fosse un normale gioco d’azione, fu innovativo perché permetteva non solo di scegliere le tattiche tradizionali ma anche di modificarle a proprio piacimento e “creare” nuovi schemi dando libero sfogo alle fantasie di tutti. Schemi che era possibile anche esportare in “Kick off 2”. Semplicità e complessità decretarono il successo di questo gioco. Era semplice infatti destreggiarsi tra i menù del titolo Anco , riuscire a modificare tutto quello che si voleva, preparare la partita nel modo migliore e giocare. Era complesso, invece, riuscire a trovare le alchimie giuste.

“THE MANAGER”, L’ALLENATORE FA LA SUA EVOLUZIONE

Passò un anno ed il mondo dei manageriali ebbe un altro sussulto. Dalla Germania, infatti, arrivò “The Manager” titolo indicativo ma tra i più piacevoli in assoluto pubblicato dalla Software 2000 . Come al solito, il nostro obiettivo è quello di prendere una squadretta di periferia e farla diventare una grande in ambito nazionale ed internazionale attraverso tre serie, una coppa nazionale e tre coppe europee. Ma per far ciò non bisognava soltanto saperci fare con tattiche ma si doveva essere maestri nella gestione del profilo economico. Era basilare l’abilità nella compravendita dei giocatori sul mercato, diversificare gli allenamenti, scegliere con cura luoghi di ritiro, saper investire sui giovani, ampliare lo stadio ed avere fortuna nelle trattative con gli sponsor. Diventava esaltante vedere i miglioramenti del proprio undici , vedere le statistiche storiche (erano conservate in grafico il rendimento delle ultime 50 stagioni) che comprendevano tra l’altro tutti i trofei vinti, i punti realizzati durante il susseguirsi delle stagioni, i punteggi record, le serie positive e negative, il periodo di imbattibilità del portiere e quant’altro. Il game over non esisteva: si poteva anche retrocedere senza conseguenze sul posto di lavoro. Per vincere era importante scegliere i giocatori migliori e questi avevano tre caratteristiche: condizione, tecnica e fisico. Nel gioco si poteva anche portare la squadre in ritiro, per migliorare le caratteristiche, trattare le condizioni contrattuali col giocatore, prendere atleti nel calcio mercato durante tutto l’arco della stagione. Al contrario di “Player Manager”, i giocatori si ritiravano, tra i più longevi i portieri che potevano arrivare anche a 44 anni.

ARRIVA “CHAMPIONSHIP MANAGER”… I DETTAGLI AUMENTANO

Tattica, tattica ed ancora tattica. “Championship Manager” è sinonimo di meticolosità strategica sia in campo, con un’accurata sessione dedicata agli schemi, che nel mercato dove le trattative erano spesso lunghe ed estenuanti. Di sicuro questo prodotto della Domark , originario del 1992, aggiunse molto a questo settore. Non era solo importante avere i giocatori migliori, ma era vitale saperli unire, guardare oltre le statistiche delle schede personali. Ogni atleta aveva le sue doti in ventesimi (1 molto scarso; 20 abilissimo), tecnica, fisico, finalizzazione ecc. ecc., ma non sempre queste statistiche erano vincenti. Se poi mancavano le motivazioni, allora apriti cielo! Il momento clou, comunque, era la partita, anche una singola poteva durare mezz’ora… se non è cura per i dettagli questa!

UN NOME, UN PROGRAMMA: “SCUDETTO”

“Championship Manager” ossia “Scudetto”. Si chiama così la versione italiana che nella stagione 2001/02 offre un database di oltre 100 mila giocatori, allenatori e tecnici di 26 campionati. Numeri impressionanti. Così come il realismo. I giocatori sono descritti in modo molto dettagliato, le opzioni per allestire la squadra innumerevoli, così come i trasferimenti. I giocatori rifiuteranno di scendere di categoria se non ricompensati adeguatamente, così come calciatori stranieri giovani difficilmente accetteranno di giocare nelle categorie minori di campionati diversi dal loro Paese d’origine. C’è, inoltre, una cospicua serie di giovani giocatori stranieri sconosciuti in grado di fare la differenza nelle due maggiori categorie italiane.

“ULTIMATE SOCCER MANAGER”, IL CALCIO A TAVOLINO

Vale la pena ricordare “Ultimate Soccer Manager” della Sierra. Gli aspetti tecnici e quelli manageriali portati in luce da “The Manager” sono amplificati. Il giocatore è il factotum della società. Può scegliere di fare e disfare tutto cominciando dal suo staff di lavoro. Dovrà essere bravo a sapersi scegliere i collaboratori, i talent scout ed i vari preparatori fisici, atletici, ma altrettanto abile a sapersi accattivare le simpatie dei giocatori, del pubblico, degli sponsor e della stampa. Senza dimenticare di essere un tecnico e di studiare di partita in partita la tattica migliore. “Ultimate Soccer Manager” aveva una grafica molto bella ed una profondità tale da renderlo imperdibile per un amante di questo genere. Avere la sensazione di veder crescere non solo la squadra, ma la società e tutto l’ambiente (si potevano anche edificare i negozi per il merchandising oltre a migliorare singolarmente tutti i settori dello stadio e costruirli addirittura ex-novo) era davvero adrenalinico ed agli inizi, arrivare anche a superare due o tre turni di Coppa e fare bella figura nel proprio campionato riuscendo a rispettare gli obiettivi stagionali era appagante. La magia di “Ultimate Soccer Manager” continuò fino al 1998 con il terzo episodio. Curiosità: nel primo capitolo era anche possibile, per aumentare le entrate, poter scommettere sull’andamento della propria partita. Tuttavia un comportamento tale non era ben accetto e se scoperto portava al licenziamento immediato… il crimine non paga.

“PC CALCIO”, L’EDICOLA FA GOAL

La Dinamic Multimedia, a partire dal 1992, pubblicò dei giochi manageriali con cadenza annuale. In Italia questa serie è conosciuta coma “Pc Calcio”, un titolo dove l’utente è il presidente di un club e ne cura tutti gli aspetti. Da “Pc Calcio 7″, uscito nel 1998, questo game è distribuito nelle edicole. Immediato, intuitivo e semplice da gestire, grazie anche suo costo non elevato, seppe fare breccia tra i videogiocatori. Non esente da difetti, soprattutto nella partita giocata, ” Pc Calcio” è comunque ricordato per il divertimento che ha saputo infondere.

MA C’E’ ANCHE FIFA…

Anche Fifa ed Electronic Arts hanno un ruolo di rilievo nel mondo dei manageriali. La serie “Fifa manager” da qualche anno affianca la versione “action” dei vari Fifa . Un database enorme, dove è possibile anche giocare nei campionati più sconosciuti come quello, ad esempio, lussemburghese o maltese, ed una buona varietà di tattiche ed azioni da fare caratterizzano da sempre questa serie.

Conclusioni

Le serie “Football Manager” , così come “Championship Manager” (in Italia “Scudetto”) sono senza dubbio le più rinomate del settore. Nel corso degli anni questi giochi si sono saputi evolvere ampliando di continuo i contenuti, le sfumature, la game play, il realismo ed il modo di gestire tutto quello che gira nell’orbita di un club. Non bisogna dimenticare però “Player Manager” che ancora oggi è considerato uno dei padri di questo settore ed un vero e proprio monumento. Note di merito anche per “The Manager” che con i suoi spunti soprattutto statistici e la sua bella grafica seppe incollare moltissimi giocatori in debito di sonno, e naturalmente per “Ultimate Soccer manager” che portò, per certi versi, avanti lo stile di “The Manager” e lo riempì di piccoli dettagli e colpi di classe.

Edoardo Ullo

Articolo precedenteWolfenstein: rilasciato un nuovo filmato
Prossimo articoloSony: “Alcune scene di God of War 3 sono così violente che non si vedranno su Internet”
Redazione
CyberLudus è un'Associazione Culturale che opera nel settore videoludico dal lontano 2007, a stretto contatto con produttori e distributori di tutto il panorama internazionale. La nostra redazione segue con passione ed entusiasmo l'evolversi di questo mondo, organizzando tornei e contest, partecipando a manifestazioni ed eventi e, attraverso il nostro portale, fornendo all'utenza un piano editoriale che prevede recensioni, anteprime, guide strategiche, soluzioni, rubriche ed approfondimenti.