Avowed

Scheda Gioco

Avowed

Genere
Action/RPG
Sviluppatore
Obsidian Entertainment
Publisher
Xbox Game Studios
Uscita

18 Febbraio 2025
PEGI
PEGI 16

Requisiti di sistema (PC)

Minimi

Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
Sistema operativo: Windows 10/11 with updates
Processore: AMD Ryzen 5 2600 / Intel i5-8400
Memoria: 16 GB di RAM
Scheda video: AMD RX 5700 / Nvidia GTX 1070 / Intel Arc A580
DirectX: Versione 12
Archiviazione: 75 GB di spazio disponibile

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Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
Sistema operativo: Windows 10/11 with updates
Processore: AMD Ryzen 5 5600X / Intel i7-10700K
Memoria: 16 GB di RAM
Scheda video: Graphics: AMD RX 6800 XT / Nvidia RTX 3080
DirectX: Versione 12
Archiviazione: 75 GB di spazio disponibile

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Brandon Adler, game director di Obsidian Entertainment e direttore di Avowed, ha risposto alle critiche sullo stato attuale dello studio, intervenendo pubblicamente contro quelle che considera letture superficiali e poco informate.

Secondo quanto riportato da PC Gamer, lo sfogo è arrivato attraverso un post pubblicato su LinkedIn, nel quale Adler ha contestato l’idea secondo cui Obsidian non sarebbe più lo studio di una volta.

Un’accusa che, ciclicamente, torna a colpire molte software house storiche: basta un cambio di percezione, qualche uscita divisiva o l’addio di alcuni sviluppatori per trasformare anni di lavoro in una frase secca, comoda e spesso ingenerosa. “Non sono più quelli di una volta”.

Brandon Adler difende la continuità di Obsidian

Adler ha criticato duramente chi commenta lo stato dello studio senza conoscere realmente le persone coinvolte nei progetti passati e presenti.

«Il numero di persone che, senza sapere chi ha lavorato ai nostri giochi precedenti o cosa vi abbia contribuito, parlano di come Obsidian non sia più quella di una volta è sconcertante», ha scritto Adler.

Il director ha definito queste ricostruzioni non solo sbagliate, ma anche capaci di alimentare «un’enorme quantità di disinformazione» attorno allo studio.

Il punto centrale del suo intervento è chiaro: secondo Adler, molte delle figure chiave di Obsidian sono ancora le stesse persone che hanno contribuito a costruire la reputazione dello studio negli anni.

Da KotOR2 ad Avowed, una linea creativa ancora presente

Nel suo messaggio, Adler ha ricordato che la continuità tra la vecchia Obsidian e quella attuale non sarebbe affatto difficile da individuare.

«La linea che collega KotOR2 ai nostri giochi attuali è piuttosto chiara», ha dichiarato il director.

Il riferimento a Knights of the Old Republic 2 non è casuale. Parliamo di uno dei titoli che hanno contribuito a definire l’identità dello studio, costruendo attorno a Obsidian quella reputazione legata alla scrittura, alla complessità narrativa e alla capacità di lavorare su universi già esistenti lasciando comunque una traccia personale.

Secondo Adler, quella linea non si sarebbe spezzata. Al contrario, continuerebbe a vivere nei progetti più recenti dello studio, incluso Avowed.

Le difficoltà non vengono negate

Adler non ha però cercato di dipingere una situazione perfetta.

Il game director ha riconosciuto che per Obsidian si è trattato di un periodo complicato, segnato anche dall’addio di alcuni sviluppatori di talento, persone che non erano soltanto colleghi, ma anche amici.

La sua replica, quindi, non cancella le difficoltà e non prova a trasformare ogni critica in malafede. Cerca piuttosto di correggere un racconto che, a suo avviso, semplifica troppo la realtà dello studio e ignora il contributo di chi continua a lavorare sui suoi giochi.

Le stesse persone, dai classici a oggi

Il messaggio di Adler punta soprattutto a rivendicare la continuità umana e creativa di Obsidian Entertainment.

Non ci sono anticipazioni su nuovi progetti, finestre di lancio o aggiornamenti specifici. Il post non vuole essere un annuncio, ma una presa di posizione.

Adler sembra voler ricordare una cosa semplice, ma spesso dimenticata quando si parla di studi storici: le software house cambiano, attraversano momenti difficili, perdono persone importanti e ne accolgono di nuove. Questo, però, non significa automaticamente che abbiano smarrito la propria identità.

Nel caso di Obsidian, almeno secondo il director di Avowed, quella identità sarebbe ancora ben riconoscibile. E liquidarla con un generico “non è più quella di una volta” rischia di raccontare più la nostalgia di chi osserva che la realtà di chi lavora ogni giorno dentro lo studio.

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