Lucky Tower Ultimate

Scheda Gioco

Lucky Tower Ultimate

Piattaforma

PC
Genere
Roguelite
Sviluppatore
Studio Seufz
Publisher
AMC Games
Uscita

16 Aprile 2026
PEGI
PEGI 12

Il Nostro Voto

89/100
BUONO


C’è una scena che probabilmente ricorderò ancora tra qualche anno. Stavo esplorando i corridoi di una torre medievale, in mano una spada dorata strappata a un goblin con la fortuna di chi non sa quello che sta facendo, nell’altra una rapa. Indossavo un elmo di ferro arrugginito e degli stivali trovati in un barile, e con tutta la baldanza del caso stavo per aprire una porta che, ritenevo con una certa logica ottimistica, avrebbe condotto alla libertà. Invece è uscito fuori un pazzo urlante armato di martello delle dimensioni di un carretto. Fine della corsa. Resurrezione. Nudo. Si ricomincia.

Ecco, in questo preciso momento ho capito di essere di fronte a qualcosa di unico nel panorama dei roguelike contemporanei. Lucky Tower Ultimate, sviluppato da Studio Seufz e pubblicato da AMC Games, è l’evoluzione definitiva di una serie nata come concept Flashr e trasformatasi nel corso degli anni in un roguelike a tutti gli effetti, arrivato alla sua versione 1.0 dopo un periodo di accesso anticipato che ne ha plasmato e affinato ogni singola meccanica.

Quello che Studio Seufz ha costruito è un titolo che si prende gioco del giocatore con una coerenza quasi filosofica, eppure lo fa con una tale dose di personalità e umorismo che la frustrazione si dissolve quasi sempre in risate. Il genere dei roguelite è da anni inflazionato: quante torri oscure, quanti pixel-art dungeon, quante atmosfere cupe e autoreferenziali abbiamo attraversato? Lucky Tower Ultimate dà un taglio a tutto questo con la schiettezza di chi non ha mai voluto essere un titolo “serio”, e proprio in questo risiede la sua forza più genuina. Sin dalle prime schermate di gioco, è chiaro che ci si trova davanti a qualcosa che non ha paura di ridere di sé stesso, dei propri personaggi e soprattutto di te, giocatore, che stai per incassare l’ennesima morte assurda. La torre non vuole che tu la scali. La torre ti odia con una certa affettuosa cattiveria.

E in qualche modo, nonostante tutto, vuoi tornarci.

La Torre che Non Vuole che tu Sopravviva

Von Wanst, il protagonista, è un cavaliere dalla reputazione gonfiata quanto il suo ego, con una pancia che suggerisce un amore smodato per gli arrosti e una faccia da ebete che tradisce la sua effettiva intelligenza. Lui è lo strumento perfetto per esplorare un sistema di gioco che si regge su una semplicità di superficie e una profondità sistemica inaspettata. Il loop di base è disarmante nella sua linearità: ti muovi da stanza a stanza, raccogli quello che trovi, sopravvivi agli incontri, cerchi l’uscita. Nessun tasto per la schivata, nessuna combo elaborata, nessun tutorial che ti prenda per mano e ti spieghi il mondo. Il gioco ti lancia dentro e ti lascia scoprire tutto da solo, il che nelle prime sessioni può sembrare crudele, ma nel lungo periodo diventa uno dei suoi punti di forza più profondi.

Il sistema di combattimento è volutamente sgangherato: hai due mani, ognuna può tenere un oggetto, e praticamente qualunque cosa nell’ambiente può diventare un’arma o un utensile. Verdure, pezzi di mobilia, nemici morti stecchiti, utensili da cucina trovati in qualche angolo buio della torre, tutto entra nel tuo arsenale improvvisato. Questa flessibilità non è solo estetica: genera situazioni tattiche imprevedibili che nessun sistema di crafting tradizionale potrebbe eguagliare. Scagliare una cipolla contro un goblin che sta per colpirti non è un’azione pianificata, è l’improvvisazione pura che premia l’osservazione e la creatività. Ho trovato particolarmente geniale la possibilità di lanciare oggetti per attivare trappole a distanza o di usare uno specchio per riflettere lo sguardo pietrificante di una gorgone.

Lucky Tower Ultimate

Sono soluzioni che emergono dal gioco stesso, non da un manuale di istruzioni, e ogni run può riservare una combinazione inedita.

I controlli, va detto con onestà, nelle prime ore risultano scomodi al limite del fastidioso. La gestione dell’inventario ha una certa goffaggine che può portare a errori imbarazzanti come gettare l’arma migliore accidentalmente in un pozzo, equipaggiarsi con un elemento sbagliato nel mezzo di uno scontro, perdere un oggetto prezioso per un click fuori posto. Studio Seufz ha incluso un “Peasant Mode” che ammorbidisce leggermente l’ingresso per i neofiti del genere, ma il nucleo del gioco rimane ostinatamente impietoso. Con il tempo, quella goffaggine di controllo smette di sembrare un difetto e acquisisce quasi il sapore di una scelta stilistica coerente: sei un cavaliere mediocre in una torre che ti vuole morto, e il fatto che tu sembri non sapere esattamente cosa stai facendo è parte integrante dell’esperienza.

lucky tower ultimate screen 2

Ogni stanza genera situazioni nuove, ogni porta nasconde qualcosa di diverso (un tesoro, una trappola, un personaggio assurdo con una richiesta ancora più assurda) e il sistema procedurale non si affida solo alla generazione casuale degli ambienti, ma soprattutto all’enorme varietà di contenuti che il gioco nasconde al suo interno, da scoprire run dopo run. Un aspetto che merita di essere sottolineato è la cura con cui sono state implementate le interazioni tra oggetti. Mettere un pesce avariato in una cassaforte non serve a nulla, a meno che non ci sia un guardiano particolarmente sensibile agli odori nelle vicinanze. Indossare un costume da pollo potrebbe far sì che certi nemici erbivori vi ignorino, ma attirerà l’attenzione dei carnivori. Questa logica interna, per quanto stravagante, è sorprendentemente coerente.

Il roguelite dell’assurdo

Dove Lucky Tower Ultimate compie un salto qualitativo rispetto alle proprie origini è nell’introduzione del villaggio come hub di meta-progressione. Sfuggire alla torre non è l’obiettivo finale: è il punto di partenza. Riuscire nell’impresa sblocca un insediamento esterno alla torre stessa, popolato da personaggi con i propri archi narrativi, personalità distinte e reazioni dinamiche al comportamento del giocatore. Trattali bene, e potrebbero offrirti aiuto o risorse. Trattali male, e te lo ricorderanno. Questo sistema di memoria degli NPC aggiunge uno strato di imprevedibilità che travalica le mura della torre, trasformando ogni interazione in qualcosa di potenzialmente consequenziale. Nel villaggio si possono acquistare potenziamenti permanenti, personalizzare la propria abitazione, e soprattutto costruire relazioni con i compagni d’avventura, figure che accompagnano Von Wanst nella sua discesa e che contribuiscono in maniera significativa al tono narrativo del gioco.

Lucky Tower Ultimate

Personalmente, ho trovato questa dimensione una delle più sorprendenti del titolo. Non mi aspettavo di trovarmi a curare i rapporti con un cast di personaggi secondari in un roguelike che in superficie sembrava volersi presentare come un esercizio nel caos fine a sé stesso. Eppure, il villaggio funziona. La bottega del fabbro che vi osserva con sospetto perché l’ultima volta gli avete dato fuoco accidentalmente, la guaritrice che si rifiuta di curarvi dopo che avete flirtato maldestramente con sua sorella, il mercante che vi applica un sovrapprezzo perché avete la reputazione di essere un cliente maleducato — sono tutte conseguenze che danno peso alle vostre azioni al di là della singola run.

La versione 1.0 introduce anche un obiettivo narrativo complessivo: il successo di Von Wanst passa per la preparazione di una pozione leggendaria e per uno scontro finale con Evelius, antagonista che dà struttura e direzione a un’esperienza che nelle versioni precedenti poteva sembrare priva di un vero orizzonte. Non che Lucky Tower Ultimate diventi improvvisamente un gioco ricco di lore e worldbuilding denso — rimane fondamentalmente una commedia dell’assurdo con meccaniche roguelite — ma questo ancoraggio narrativo conferisce all’esperienza una sensazione di completezza che le versioni precedenti non avevano. Oltre seicento nuove linee di dialogo aggiunte nella versione finale contribuiscono enormemente alla personalità del titolo: i personaggi commentano le tue azioni, reagiscono alle situazioni con un tempismo comico preciso, e l’umorismo, uno “slapstick” mescolato a una comicità verbale autoironica, mantiene un ritmo costante senza mai degenerare in forzatura.

Becero e spassoso come non mai

Dal punto di vista visivo, Lucky Tower Ultimate è un’esplosione di carattere. Lo stile disegnato a mano, che ricorda i cartoni animati degli anni ’90 mescolati con l’estetica grottesca di autori come René Laloux, è una boccata d’aria fresca. I personaggi sono deformi, espressivi, animati con uno stile volutamente scattoso che ne esalta la comicità. Vedere Von Wanst inciampare nei propri stivali, o un goblin storcersi il collo in una maniera anatomicamente improbabile dopo essere stato colpito da una rapa, non stanca mai. Anche gli ambienti, pur nella loro ripetizione di corridoi e stanze, sono pieni di piccoli dettagli come graffiti sui muri, mobili malandati, carcasse di precedenti avventurieri, capaci di raccontare storie silenziose nella testa del giocatore più attento.

Lucky Tower Ultimate

La direzione sonora è all’altezza della produzione. Le musiche, orchestrate con un mix di strumenti classici e suoni elettronici, passano da toni epici e solenni a momenti di puro circo, adattandosi con ironia alle situazioni. Il clangore metallico di uno scontro maldestro, il suono sordo di una trappola che si attiva, il sospiro rassegnato di Von Wanst quando muore, ogni effetto sonoro è calibrato per enfatizzare la teatralità dell’azione. E poi ci sono le voci: non dialoghi completi, ma versi, grugniti, esclamazioni che riescono a trasmettere sorprendentemente bene le emozioni dei personaggi, dalla sorpresa alla rabbia, dall’euforia alla disperazione.

Concludendo…

Alla fine di tutto, Lucky Tower Ultimate è uno di quei titoli che testano la tua disponibilità a lasciarti sorprendere. Non è un gioco che ti premia per la competenza tecnica fine a sé stessa, né uno che ti porta per mano verso il successo. È un sistema pensato per farti sbagliare, per farti morire in modi imprevisti e ridicoli, e per farti comunque voglia di ricominciare subito dopo. L’umorismo non è solo una patina decorativa applicata sopra una struttura roguelite standard: è il cemento che tiene insieme tutto e che ti dà la giusta motivazione a ricominciare dopo una morte improvvisa. Senza quella vena comica ossessivamente coerente, la difficoltà risulterebbe semplicemente punitiva. Con essa, ogni fallimento diventa un aneddoto, ogni morte diventa una storia da raccontare.

Studio Seufz ha realizzato qualcosa che non è semplice, un titolo consapevolmente assurdo che al suo interno nasconde una coerenza sistemica solida, una progressione soddisfacente e una reattività del mondo di gioco che premia l’osservazione e la pazienza. Il comparto artistico, forzatamente caricaturale ed espressivo, è esattamente quello che questo gioco merita e la direzione sonora accompagna ogni impatto, ogni trappola e ogni interazione con la teatralità che la situazione richiede. Detto questo, non è un gioco universale, sia chiaro. Chi cerca un roguelite leggibile e accessibile sin dall’inizio potrebbe scontrarsi con una curva d’apprendimento che nelle prime sessioni sa di muro. La UI, in certi momenti, risulta un po’ affollata, soprattutto quando si tenta di gestire più oggetti contemporaneamente in situazioni di pressione. E l’umorismo slapstick, per quanto funzioni benissimo nel contesto, in sessioni molto prolungate può perdere un po’ della sua freschezza.
Ma questi sono i prezzi da pagare per un’esperienza che, a conti fatti, ha una voce propria inconfondibile e che, a parere di chi scrive, rasenta l’eccellenza per un nonnulla. In un genere saturo di proposte che si somigliano, Lucky Tower Ultimate è una torre che vale la pena scalare anche sapendo che probabilmente morirete all’ultimo piano. E poi la scalerete di nuovo. E di nuovo. E la cosa bella è che riderete ogni volta. Se avete un minimo di senso dell’umorismo e non vi spaventa l’idea di fallire spettacolarmente, questo è un gioco che non dovreste lasciarvi scappare. Ma non dimenticate di portare con voi una rapa. Ne avrete bisogno.

Il Nostro Verdetto

Lucky Tower Ultimate

BUONO
Voto: 89 su 100 — BUONO
Pro
  • Umorismo coerente e di qualità
  • Profondità sistemica mascherata da semplicità
  • Meta-progressione soddisfacente
Contro
  • Curva d’apprendimento ripida nelle prime ore
  • Casualità che a volte eccede
  • Ripetitività che si sente nelle sessioni lunghe
Conclusioni

Lucky Tower Ultimate è un roguelite anomalo e irresistibile, capace di trasformare la morte ripetuta in intrattenimento autentico grazie a un umorismo slapstick finemente costruito e a una profondità sistemica che la semplicità di facciata non lascia presagire. Studio Seufz ha completato un progetto che finalmente si sente compiuto, ricco di contenuti, personaggi memorabili e una meta-progressione che bilancia la durezza del loop principale. Non è un gioco per tutti e le prime ore possono scoraggiare, ma chi entra nel suo ritmo troverà una delle esperienze più originali del genere.

Piattaforma
PC
Data Recensione
21 maggio 2026
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Paolo Lo Cascio
Studente di "Archeologia e Culture Antiche" all'università di Salerno, passa il suo tempo interessandosi di tante, troppe cose. Nulla però è in confronto della sua passione per i videogiochi, quasi insana. Predilige il gioco su PC, il retrogaming, gli RPG e gli strategici, ma non disdegna tutto il resto, ad esclusione dei simulatori di guida che evita neanche fossero debiti.

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