Borderlands 4

Scheda Gioco

Borderlands 4

Piattaforma

PC
Genere
FPS, Gioco di ruolo
Sviluppatore
Gearbox Software
Publisher
2k
Uscita

12 Settembre 2025
PEGI
PEGI 18

Il Nostro Voto

85/100
BUONO


Borderlands 4 non arriva in punta di piedi: è il tentativo, se vogliamo definirlo “disperato” di Gearbox di riportare la serie sotto i riflettori, dopo anni in cui il franchise ha oscillato tra alti e bassi. Questo nuovo capitolo non cerca semplicemente di replicare la formula collaudata, vuole rinfrescarla: spari che sanno di soddisfazione, loot che riesce ancora a far battere il cuore — e una voglia evidente di raccontare qualcosa di più delle solite battute. Non tutto funziona alla perfezione, ma fin dalle prime ore si percepisce uno sforzo evidente per riconnettere il gioco con ciò che lo rese speciale: caos, personalità e quella scintilla di scoperta che ti spinge a esplorare ogni angolo della mappa. In questa recensione vi racconteremo dove, secondo noi, Borderlands 4 ha centrato il bersaglio e dove invece ha inciampato, con un occhio al divertimento puro e uno alle scelte tecniche che pesano sull’esperienza.

Benvenuti su Kairos

I Cacciatori della Cripta di questo capitolo sono un gruppo ben concepito. Ognuno ha uno stile di gioco riconoscibile e più definito rispetto agli ultimi anni, e si percepisce lo sforzo di rendere la scelta di ogni personaggio significativa sul campo. Seppur la nostra preferenza di optarte per personaggi “tank”, il nostro primo playthrough è stato fatto con Amon che, a dirla tutta, funziona benissimo sia in solitaria che in co-op: si presta a run in singolo grazie a una miscela di danno, rigenerazione di scudo e mobilità che trasforma gli scontri in un continuo avanzare offensivo. In cooperativa, la build orientata sulla difesa lo rende un punto di riferimento per il team, capace di assorbire colpi e tenere la posizione.

La sorpresa più gradita è la scrittura: Borderlands 4 non scivola più nel vezzo delle battute forzate fine a se stesse, ma prova a costruire una narrazione con qualche “strato” in più. Il fulcro narrativo, stavolta, ci porta lontano da Pandora: il gioco apre su un pianeta finora nascosto ai radar dell’universo, un corpo celeste che ha mantenuto il suo segreto per secoli grazie a un antico velo di protezione. Quel velo viene rotto da un evento spettacolare, non semplicemente per caso ma a causa di un gesto dirompente — una Sirena fuori dagli schemi compie un sacrificio che trascina un satellite nella bassa orbita del pianeta, svelandolo al resto della galassia. L’effetto è cinematografico e dà subito l’idea che qui non si parla solo di bottino e spari, ma anche di legami, scelte e conseguenze.

borderlands 4 screen 1 min

E c’è un buon motivo per cui Kairos — così viene chiamato il pianeta — era rimasto nascosto: lo domina il Cronocustode, un’entità che sfida la morte e ha messo in piedi un ordine dedito a custodire l’accesso a una serie di Cripte. Non esiste una sola “Grande Cripta”: nella mappa sono disseminate tre Cripte minori, ognuna con i propri segreti e i propri ricchi tesori. Il Cronocustode e il suo ordine non sono semplici boss da sparare; la loro ossessione per la segregazione delle Cripte influenza tutto il mondo di gioco, dalla fauna agli accampamenti controllati.

La storia d’apertura ti butta subito nello sporco: i quattro nuovi Cacciatori vengono catturati e rinchiusi in una prigione dove tutto sembra perduto. Ma, come da migliore tradizione, non si resta fermi a piangere. La loro fuga — rocambolesca e ben coreografata — diventa l’innesco per allearsi con la Resistenza Crimson, un movimento ribelle guidato da una figura che, per quanto ridicola e malamente programmata, si rivela decisiva: Claptrap. Sì, il robot è ancora fastidioso quanto prima, ma qui funziona anche da collante narrativo: è irritante, eroico e straziante nelle sue improvvise sincerità, e la sua presenza permette di mescolare commedia e sentimento in modo piuttosto efficace.

borderlands 4 screen 2 min

Il Cronocustode manderà contro di noi tre luogotenenti che incarnano le nuove fazioni di Kairos — dall’adorazione fanatica al sadismo politico. Idolatra Sol è un predicatore megalomane che trasforma i suoi seguaci in martiri; Lictor l’Abietto è tattico e brutale, un manipolatore che ama trasformare il campo di battaglia in trappole viventi; Callis, la Regina degli Espiantati, governa una fazione di mutanti e ribelli che sfrutta il dolore come arma. Il gioco ci lascia la libertà di affrontarli nell’ordine che preferiamo, e questo elemento di scelta influisce molto sulla sensazione di controllo e sulla rigiocabilità: alcune scelte aprono aree secondarie, altre richiedono di avanzare nella trama principale, ma per la maggior parte la mappa è aperta e invita l’esplorazione. Le fortezze dei luogotenenti e le stesse Cripte rimangono comunque istanze caricate a parte — un compromesso tecnico che non rovina l’immersione, ma accentua la sensazione che Kairos sia sia vasto che curato.

Un gunplay ancora più rifinito

Se avete già “masticato” un capitolo Borderlands, sapete già cosa aspettarvi, mouse e tastiera alla mano: sparatorie esplosive, armi strambe e un ritmo che passa dal vagabondare curioso al caos totale in mezzo a un campo di battaglia. Borderlands 4 non tradisce quella promessa, ma la lucidatura fatta sul motore di gioco rende l’esperienza complessiva più fluida e meno sbilanciata. Le mappe rimangono vaste e piene di cose da fare, ma il level design dirige meglio il tutto: seguendo la trama principale l’azione resta tesa e concentrata, mentre esplorare rimane una ricompensa — non una punizione fatta di deviazioni noiose.

Il vero cuore è il gunplay, e qui Gearbox ha svolto bene il suo compito. Le armi hanno peso, rinculo e una risposta sonora che gratifica: sparare non è solo premere il grilletto, è sentire ogni colpo. La varietà è pazzesca — trovi tutto, dalle pistole che si trasformano in ordigni ai fucili che rilasciano scariche elementali, passando per mitragliatori che impazziscono in modalità “pioggia di razzi” e lanciafiamme che rendono lo schermo un inferno di particelle — e le differenze tra i modelli non sono mai superficiali. Le modalità di fuoco alternative trasformano ogni singolo pezzo d’arsenale: non è raro cambiare arma per sfruttare un effetto o creare sinergie con le abilità del compagno di squadra.

borderlands 4 screen 3 min

Le classi e le skill tree sono state ripensate per spingere al gioco di ruolo senza appesantire. Ogni Cacciatore offre tre rami distinti e le scelte che faremo su una singola abilità possono ribaltare il comportamento di un’intera build: passare da un ruolo da assaltatore a uno di supporto è più naturale e meno punitivo rispetto al passato, anche perché il sistema di respec è economico e invita a sperimentare senza troppi rimorsi. Questo rende le partite in solitaria diverse dalle run in co-op: alcune build brillano da sole, altre si esprimono solo in squadra.

Dopo una cinquantina d’ore tra storia e secondarie, Borderlands 4 riesce a tenere alta l’attenzione grazie a questo mix di struttura e caos ordinato. È sempre esagerato, ma l’esagerazione è ora gestita con criterio: il risultato è un gioco che incentiva la curiosità, premia la sperimentazione e — soprattutto — mette al centro il divertimento immediato delle sparatorie.

Il lato “looter” resta il cuore del gioco, ma in alcuni momenti l’equilibrio si perde. Il fatto che quasi ogni nemico lasci cadere qualcosa può sembrare una buona cosa a prima vista, ma si traduce spesso in un’ingombrante quantità di oggetti da setacciare. A fine Atto 1 ci siamo ritrovato a passare più tempo a confrontare armi e filtrarne la spazzatura che a gioire di una scoperta importante. La scelta del bottino deve essere una ricompensa, non un secondo lavoro: una migliore distinzione nella qualità degli drop o una selezione più attenta (più loot dai nemici più duri e dai boss, meno da scarti) renderebbe la progressione molto più appagante.

Prestazioni: un terreno spinoso su PC

Sull’aspetto tecnico bisogna fare un distinguo netto. Mentre su console Borderlands 4 gira stabile e senza patemi, su PC, invece, la strada è stata più accidentata: nonostante una macchina di tutto rispetto abbiamo incontrato diversi problemi di stabilità che ci hanno costretto a smanettare con impostazioni, driver e a attendere patch correttive prima di poter giocare senza intoppi. Una volta risolti i problemi, il gioco gira egregiamente, ma è difficile non rammaricarsi del tempo sprecato per arrivarci — l’utente medio non dovrebbe dover fare questi passaggi per godersi il prodotto.

borderlands 4 screen 4 min

Per quanto riguarda il gaming sulle portatili, scordatevi la Steam Deck: le prestazioni sono deludenti e l’esperienza lontana dall’accettabile. Visivamente Borderlands 4 sfrutta bene il cel-shading e mantiene lo stile del terzo capitolo: è gradevole e caratteristico, ma non cerca di stupire con effetti grafici rivoluzionari.

Concludendo…

Borderlands 4 non è un titolo perfetto, ma è il passo più vicino a ciò che la serie era e potrebbe essere. Con un gunplay solido, build variegate e divertenti da usare e una storia che finalmente abbiamo voglia di seguire — arricchita da un mondo nuovo, una minaccia che gioca col tempo e una struttura che premia la scelta — Gearbox ha fatto un lavoro coraggioso. I problemi su PC e il sistema di loot forse poco “filtrato” impediscono al titolo di diventare un capolavoro, ma è chiaro che, con qualche ritocco, la strada è giusta. Se Gearbox continuerà su questa strada, il prossimo capitolo potrebbe essere esattamente il gioco che i fan aspettano da anni.

Il Nostro Verdetto

Borderlands 4

BUONO
Voto: 85 su 100 — BUONO
Pro
  • Gunplay e arsenale profondo che rende ogni sparatoria gratificante
  • Sistema di build e skill tree ripensato che premia la sperimentazione
  • Mondo ampio che incentiva l’esplorazione senza diventare punitivo
  • Storia e personaggi con più cuore rispetto al capitolo precedente
Contro
  • Problemi di performance e stabilità su PC e pessimo supporto per Steam Deck
  • Sistema di loot spesso dispendioso da gestire
  • Qualche boss e sotto-ramo delle abilità risultano sbilanciati o meno ispirati
Conclusioni

Borderlands 4 è un ritorno convincente che riporta la serie dove merita di stare: divertente, ricco di scelte e con un gunplay che funziona. Per arrivare al pieno potenziale ci vuole ancora qualche ritocco tecnico e di bilanciamento, ma il nuovo titolo Gearbox è assolutamente consigliato a chi ama i looter-shooter e il co-op caotico.

Piattaforma
PC
Data Recensione
8 ottobre 2025
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Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

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