Daemon X Machina

Scheda Gioco

Daemon X Machina

Piattaforma

PC
Genere
Sparatutto in terza persona
Sviluppatore
Marvelous First Studio
Publisher
Nintendo
Uscita

13 Settembre 2019
PEGI
PEGI 12

Il Nostro Voto

79/100
DISCRETO


Il gioco nasce dall’esperienza di Marvelous: Titanic Scion è un progetto curato da Marvelous First Studio e pubblicato sotto l’egida di Marvelous (con la distribuzione occidentale seguita da XSEED/Marvelous USA/Europe), e si presenta come un passo decisamente importante per il brand Daemon X Machina. Dietro il progetto ci sono nomi altisonanti che hanno collaborato a vario titolo per la produzione: figure come Kenichiro Tsukuda è stata una delle menti creative dietro al concept, mentre il design meccanico ha goduto del contributo di Shoji Kawamori, il cui tocco si percepisce nello stile degli Arsenal. L’intento degli sviluppatori è chiaro: non limitarsi a un semplice “port” o a una rifinitura del titolo originale del 2019, ma aprire la formula a uno scopo più ambizioso — aree più vaste, sistemi di loot e mutazioni, meccaniche di progressione e un approccio più vicino a un action-looter moderno. Questa ambizione si riverbera anche nelle scelte commerciali e di marketing: demo, trailer mirati, edizioni da collezione con artbook e colonna sonora, tutto a indicare che Titanic Scion è stato trattato come una release di rilievo nel piano produttivo 2025. Naturalmente, qualunque progetto che allarga la scala del gioco si porta dietro rischi: alcuni li vedremo più avanti nella discussione su tecnica e ritmo narrativo. Per adesso allacciamo le cinture dell’esoscheletro e vediamo come si comporta su strada il neonato di casa Marvelous

Potenzialmente un colossal, in realtà una fiction RAI.

Titanic Scion prende posto in un universo che riparte (e amplifica) alcune premesse del primo gioco: l’umanità si è frammentata su più pianeti — nella ricostruzione del mondo si citano Earth Prime e l’area nota come “blue planet” — e una lunga guerra che ha segnato i rapporti tra queste comunità ha lasciato cicatrici indelebili. Nel setting viene tracciata una linea di continuità storica fatta di rivolte, isolamento (trattati di non intervento) e sviluppo divergente di tecnologie e biotecnologie; queste divisioni sono il terreno sul quale si innestano le tensioni attuali tra fazioni e il modo in cui la mutazione (o il “Femto” / elementi genetici del gioco) ha ridefinito certe popolazioni. La narrazione ruota soprattutto attorno a due poli contrapposti: i Reclaimers — una sorta di gruppo di ribelli/mercenari che operano ai margini e incarnano la resistenza contro l’oppressione — e gli Outers, individui nati o trasformati su quel “blue planet” che possiedono abilità particolari. Dall’altra parte c’è il potere organizzato, il Sovereign Axiom, un regime militare che esercita controllo e che contiene al suo interno una divisione d’élite chiamata Neun. A complicare ulteriormente il quadro arrivano le creature note come Immortals (o entità aliene/mostruose) che non solo rappresentano una minaccia bellica, ma contribuiscono a porre interrogativi morali sul ruolo della tecnologia e della mutazione nella definizione dell’umano.

daemon titanic screen 1

Queste forze politiche e biologiche sono il motore delle missioni principali e degli scontri “titanici” che danno il nome al gioco. Insomma, sulla carta non ci sarebbe nulla da ridire, ma purtroppo sotto il profilo dello storytelling siamo di fronte a un potenziale non pienamente in grado di esprimersi a causa di qualche disattenzione produttiva. A livello narrativo la scrittura non sempre mantiene le promesse: il protagonista rimane volutamente (forse?) poco definito, molte missioni appaiono come appendici funzionali al gameplay più che come tasselli di una storia avvincente, e il ritmo viene spesso spezzato da fetch quest o da passaggi di dialogo che rallentano l’azione. Un peccato, soprattutto visto che sul piano dell’ambientazione ci sono stati evidenti sforzi di worldbuilding: mappe più ampie, ambienti verticali e sezioni che tentano egregi9amente di raccontare un mondo plasmato da tecnologia e conflitto. Insomma, il risultato è un mondo che sulla carta è più ricco ma che, in alcuni punti, non riesce a trasformare questa ricchezza in coinvolgimento emotivo; cioè si percepisce lo sforzo di ampliare l’universo narrativo, ma la costruzione di personaggi e archi drammatici memorabili appare frammentata e discontinua.

Un gioco tutta azione ed equipaggiamento

A livello ludico Titanic Scion cambia pelle rispetto all’originale e lo fa in modo abbastanza netto: la sensazione di controllo, il ritmo dei combattimenti e il focus sul movimento verticale riflettono una scelta di design che favorisce agilità e scatto piuttosto che la mera impressione di “colossi metallici”, tanto potenti quanto pachidermici dal punto di vista dinamico. Questo influisce su tutto — dal feeling delle armi alla gestione dell’equipaggiamento — e rende il gioco, nei momenti migliori, una gioia per gli appassionati di tuning e sperimentazione con i loadout. Il sistema di armi ed equipaggiamento è ricco e permette combinazioni varie; il meccanismo di progressione con mutazioni o elementi genetici (genomi) aggiunge uno strato di personalizzazione che incentiva il farming senza degenerare in una sovrabbondanza di drop inutili. Le boss fight emergono prepotentemente come i momenti più riusciti dell’intera esperienza: eccellente design, fasi d’attacco riconoscibili ma mai banali, punti deboli da studiare, approcci diversi a seconda dell’equipaggiamento scelto.

daemon titanic screen 2

Insomma anche qui si sentono reminescenze del mondo souls pur senza rinnegare la natura puramente action del titolo che non vuole in alcun modo proporre l’esperienza dei giochi From Software, ma che anzi punta orgogliosamente sulla sua riconoscibilissima identità. Sul fronte multiplayer, il supporto al co-op online e il crossplay sono un’aggiunta gradita che dà valore alla componente sociale e alla longevità. Un limite pratico da segnalare è che dove il level design ricade in spazi angusti o in missioni di tipo “corridoio” il sistema di movimento, progettato per apertura e verticalità, può risultare assai meno efficace, toccando talvolta punte di ingiocabilità davvero inspiegabili.

Come si indossa questo maledetto (e bellissimo) esoscheletro?

Come già ampiamente ribadito, sotto il profilo estetico il gioco si presenta molto convincente, particolarmente apprezzato l’art-design dei mezzi e del mondo di gioco. Per quanto riguarda la parte tecnica, con Daemon X Machina: Titanic Scion ritorniamo a parlare di “croce e delizia”. Com’era lecito aspettarsi, la versione PC è quella che offre più libertà di configurazione e, dunque, quella che permette una resa visiva potenzialmente più convincente: il gioco mette a disposizione una lunga serie di opzioni grafiche e può salire fino a risoluzioni 4K e frame-rate molto elevati, il che la rende la scelta migliore per chi non vuol scendere a compromessi con la fluidità, adattissima a valorizzare questo genere di giochi. Ovviamente a patto di possedere un hardware discreto: l’abbiamo provato su un Ryzen 5, 32 GB di Ram e Radeon RX6800 e siamo riusciti a manterci stabilmente al di sopra della soglia dei 60 fps a dettagli molto alti.

daemon titanic screen 3

Detto ciò, anche su PC non tutto è perfetto: segnaliamo innanzitutto tempi di caricamento sorprendentemente lunghi e una gestione degli stream delle texture che occasionalmente si nota durante i caricamenti di aree o rapidi spostamenti —da considerare soprattutto se si passa spesso da zone molto diverse o si gioca senza SSD (la cui presenza nel vostro PC mitiga ma non annulla del tutto il problema).

Concludendo…

In conclusione Titanic Scion è un gioco coraggioso che prova a rinnovare la propria formula: offre un action mecha che premia la personalizzazione, il farming mirato e le boss fight imponenti, ma paga dazio su due fronti importanti: la capacità narrativa e la resa tecnica sulle piattaforme meno potenti. Se amate smanettare con loadout, sperimentare build diverse e affrontare boss con approcci tattici, troverete qui molto materiale soddisfacente; se invece cercate una storia che vi resti impressa, forse le vostre aspettative andranno ridimensionate prima di prendere il pad tra le vostre mani. Ma il giudizio è mai come questa volta dipendente da ciò che il giocatore cerca in giochi come questo: se desiderate un’esperienza action-centrica e costruita attorno al loot e al tuning, sappiate che vi trovate di fronte a uno dei titoli più divertenti sui quali potete mettere le vostre avide manine; se invece, ammaliati dallo stile anime – tra l’aaltro realizzato in modo egregio – e dal mondo sci-fi in cui è ambientata la storia, cercate una narrazione memorabile e dei personaggi finemente tratteggiati e di spessore, allora è meglio che restiate alla larga da questo titolo.

Il Nostro Verdetto

Daemon X Machina: Titanic Scion

DISCRETO
Voto: 79 su 100 — DISCRETO
Pro
  • Combat system appagante
  • Ricchezza di contenuti, personalizzazione, dettagli
  • Art direction a livelli altissimi
Contro
  • Ritmo della storia interrotto spesso da fetch quest
  • Scrittura poco incisiva e personaggi poco memorabili
  • Caricamenti piuttosto lunghi
Conclusioni

Daemon X Machina: Titanic Scion è il ritorno ambizioso della serie di Marvelous, che abbandona i mecha imponenti in favore di Arsenal più agili e un gameplay veloce e verticale. La trama allarga il worldbuilding, ma fatica a catturare davvero con personaggi e archi narrativi memorabili. Il combat system brilla nelle boss fight e nella ricca personalizzazione, sostenuto da un sistema di loot ben calibrato. Un titolo consigliato agli amanti dell’action mecha e del tuning, meno a chi cerca soprattutto una storia forte.

Piattaforma
PC
Data Recensione
19 settembre 2025
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Paolo Lo Cascio
Studente di "Archeologia e Culture Antiche" all'università di Salerno, passa il suo tempo interessandosi di tante, troppe cose. Nulla però è in confronto della sua passione per i videogiochi, quasi insana. Predilige il gioco su PC, il retrogaming, gli RPG e gli strategici, ma non disdegna tutto il resto, ad esclusione dei simulatori di guida che evita neanche fossero debiti.

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