Astro Bot

Scheda Gioco

Astro Bot

Piattaforma

PS5
Genere
Platform
Sviluppatore
Team Asobi
Publisher
Sony
Uscita

06 Settembre 2024
PEGI
PEGI 7

Il Nostro Voto

90/100
OTTIMO

☰ Sommario

Non lo neghiamo, nelle ultime settimane non ci siamo risparmiati con Sony. Prima il disastroso lancio di Concord, un progetto live service che sembra lontano anni luce dall’idea di ciò che ha reso PlayStation uno tra i marchi più apprezzati della passata generazione di console; poi l’arrivo di PS5 Pro, presentato in un video di appena nove minuti, accompagnato da un prezzo di vendita quasi surreale. Ma lasciamo per un attimo da parte questa visione della Sony attuale, fatta di decisioni discutibili e scelte comunicative completamente sbagliate, e concentriamoci su qualcosa che richiama il passato glorioso del marchio: Astro Bot. Team Asobi torna con un titolo che, a differenza delle recenti scelte strategiche del colosso giapponese, ci riporta all’epoca in cui erano le esclusive a fare da traino per le console. Seguendo le orme di Astro’s Playroom, il gioco preinstallato su PS5, Astro Bot si erge come un vero e proprio monumento all’era d’oro di PlayStation, quando la creatività e l’innovazione erano al centro di tutto.

Dopo aver esplorato ogni angolo del gioco con il nostro DualSense alla mano, siamo pronti a darvi il nostro verdetto.

La ricostruzione di PS5

Non a caso abbiamo citato il DualSense come “mezzo” per immergersi nell’esperienza di gioco. Sì, perché Team Asobi, proprio come con Astro’s Playroom, ha deciso di sfruttare pienamente le potenzialità del controller di PlayStation 5, regalando ai videogiocatori un’esperienza sensoriale capace di farci sentire parte integrante dell’avventura. Ogni vibrazione, ogni resistenza dei grilletti adattivi ci trasporta fisicamente nel mondo di Astro, rendendo ogni salto, ogni tocco e ogni movimento un’estensione tangibile del gioco. È proprio in questo che Astro Bot si distingue: non si limita a essere una semplice esperienza di piattaforme, ma si trasforma in un viaggio sensoriale che sfrutta a pieno l’innovazione hardware di DualSense.

astro bot screen 1

Il plot alla base dell’ultimo gioiello di Team Asobi è tanto semplice quanto funzionale all’esplorazione dei vari mondi di gioco. Un’astronave madre, che richiama chiaramente le forme della PlayStation 5, solca i cieli della galassia quando un gigantesco alieno verde ruba uno dei suoi componenti principali: la CPU. Quello che segue è uno schianto catastrofico su un pianeta desolato, che segna l’inizio dell’avventura del nostro eroe robotico, Astro. Il suo compito sarà quello di ritrovare le componenti dell’astronave e salvare i bot, i membri dell’equipaggio sparsi nei diversi mondi dopo il disastro.

La struttura di Astro Bot si sviluppa attraverso 80 livelli, suddivisi in sei galassie e ben 50 pianeti. Ogni galassia è caratterizzata da un tema unico e affascinante, che si riflette non solo nell’estetica dei mondi, ma anche nelle meccaniche di gioco che incontriamo lungo il nostro percorso. Una volta selezionata una galassia, ci sposteremo su uno dei pianeti, dove verremo letteralmente lanciati sulla superficie tramite un’esperienza coinvolgente che sfrutta appieno il DualSense.

Il DualSense, infatti, non è solo uno strumento per il controllo, ma diventa parte integrante dell’esperienza. Al momento dello sbarco su un nuovo pianeta, l’immagine del DualSense appare proiettata sullo schermo, e il motion controller ci permette di guidare la navetta prima di atterrare. Questa fase non è solo visivamente appagante, ma rappresenta una delle tante dimostrazioni di come Astro Bot riesca a integrare perfettamente le caratteristiche del controller di Sony all’interno del gameplay. L’atterraggio controllato con il movimento del DualSense è solo il primo di una lunga serie di interazioni che rendono il gioco straordinariamente immersivo.

astro bot screen 2

Dal punto di vista visivo, Astro Bot incanta con un comparto grafico pulito e colorato, sfruttando al massimo la potenza della PlayStation 5 per dar vita a mondi vibranti e pieni di dettagli. I pianeti sono un tripudio di colori e animazioni fluide, e i movimenti di Astro, accompagnati dalle reazioni del DualSense, creano una connessione unica tra giocatore e avatar. Uno dei punti di forza indiscussi di Astro Bot risiede nel suo level design straordinariamente unico, che ci sentiamo di collocare accanto ad alcune delle più recenti iterazioni di Super Mario su console Nintendo. Ogni livello non è solo un’esperienza visivamente accattivante, ma introduce anche meccaniche di gameplay fresche e coinvolgenti, che tengono il giocatore costantemente stimolato e sorpreso.

Questa varietà è amplificata dai power-up che Astro può utilizzare lungo il suo viaggio. Ad esempio, può trasformarsi in una sfera rotolante d’acciaio, permettendogli di superare tratti altrimenti inaccessibili con movimenti precisi e controllati. Oppure, Astro può dotarsi di braccia di scimmia, utilizzabili per scalare cime scoscese sfruttando appigli sparsi strategicamente nel livello. Ogni power-up non è solo un’aggiunta estetica, ma introduce una nuova dinamica di gioco che rende ogni livello un’esperienza unica.

astro bot screen 4

Come dicevamo, Astro Bot è un titolo altamente autocelebrativo. La volontà di Team Asobi di rendere omaggio alla gloriosa storia di PlayStation è palese fin dal primissimo minuto di gioco. Questo tributo non si limita solo agli aspetti “estetici”, come la ricostruzione della nave madre che richiama fedelmente la forma e la struttura della PS5, o i bot “unici” da salvare, che rievocano con affetto le icone di vecchie e recenti esclusive di saghe PlayStation ormai dimenticate. Questi dettagli non sono solo un omaggio visivo, ma rappresentano un vero e proprio viaggio nella memoria collettiva dei fan del marchio.

Le citazioni, però, vanno ben oltre l’aspetto estetico. Il gioco si spinge infatti a omaggiare la tradizione PlayStation anche attraverso alcune scelte di gameplay che abbiamo trovato particolarmente divertenti e ben realizzate. Senza voler spoilerare troppo, ci troveremo infatti in situazioni dove il nostro Astro assumerà le sembianze di un personaggio PlayStation iconico, dando vita a sequenze di gameplay medio-lunghe basate sulle meccaniche di gioco tipiche di quelle esclusive a cui fa riferimento.

Questi momenti non solo rendono omaggio ai classici del passato, ma introducono variazioni nel gameplay che spezzano la monotonia e aggiungono una nuova dimensione al gioco. È in queste sequenze che Astro Bot dimostra la sua natura di monumento interattivo, un tributo giocabile che celebra le pietre miliari della storia di PlayStation con intelligenza e un tocco di nostalgia, pur mantenendo sempre un occhio di riguardo per l’innovazione.

Troppa autocelebrazione?

C’è però l’altra faccia della medaglia, una sfumatura che spesso non vediamo segnalata dal pubblico online. Non fraintendeteci, Astro Bot è un titolo solido. Le sue meccaniche, incredibilmente variegate, e il level design eccellente lo elevano nel suo genere di riferimento. I collezionabili, spesso ben occultati alla vista del giocatore, incentivano la rigiocabilità, costringendoci a ritornare su porzioni di livello per scoprire ogni segreto. Tuttavia, è proprio in questa sua volontà di essere così fortemente autocelebrativo che emerge un potenziale punto debole.

Il rischio, infatti, è che questa abbondanza di citazioni e riferimenti, pur piacevole per i fan di lunga data, possa portare a una perdita di identità per Astro Bot. A forza di celebrare il passato di PlayStation, il gioco rischia di essere percepito più come un “museo interattivo” della storia del marchio che come una nuova icona, una mascotte in grado di rappresentare il futuro di Sony. Questo senso di déjà vu, per quanto ben eseguito, può far sorgere il dubbio: cosa rimarrebbe di Astro Bot se togliessimo l’enorme quantitativo di citazioni?

astro bot screen 3

Ad un certo punto dell’avventura, ci siamo chiesti più volte come sarebbe il titolo senza il continuo richiamo al passato. E la risposta non è così rassicurante come vorremmo. La possibilità che il gioco, spogliato delle sue celebrazioni, risulti privo di una propria identità è un rischio concreto. Astro Bot potrebbe quindi trovarsi in una posizione scomoda, quella di essere apprezzato più per ciò che ricorda piuttosto che per ciò che realmente è. Questo è forse il limite più grande del titolo: la sua capacità di emergere come una nuova icona è, paradossalmente, soffocata dalla sua stessa ambizione di omaggiare il passato.

Dal punto di vista tecnico, Astro Bot si presenta come un prodotto di altissima qualità, sfruttando ottimamente le potenzialità di PlayStation 5. Graficamente, il gioco è un vero spettacolo per gli occhi: i dettagli dei mondi, la fluidità delle animazioni e l’uso sapiente delle luci e delle ombre contribuiscono a creare un’esperienza visiva immersiva e accattivante.

Ogni livello è caratterizzato da una palette cromatica vivace e da un’attenzione maniacale ai particolari. Gli ambienti, pur essendo diversi tra loro, mantengono una coerenza stilistica che rafforza l’identità del gioco. Il gioco mantiene costantemente una risoluzione elevata, e non si notano cali di prestazioni nemmeno durante le fasi più impegnative. Questo livello di ottimizzazione è un ulteriore segno della maturità raggiunta dagli sviluppatori di Team Asobi, che sono riusciti a spremere il massimo dall’hardware di PS5, senza sacrificare la qualità visiva.

Concludendo…

In conclusione, il titolo di Team Asobi è assolutamente promosso. Astro Bot rappresenta la naturale evoluzione di Astro’s Playroom, affermandosi come una delle esclusive PlayStation 5 più solide attualmente sul mercato. Il level design, il gameplay e la varietà delle meccaniche creano un’esperienza stratificata e coinvolgente, capace di tenere il giocatore incollato allo schermo. Tuttavia, l’aspetto autocelebrativo del gioco, se da un lato è uno dei suoi punti di forza, dall’altro rappresenta una potenziale debolezza. Questo rischio potrebbe intaccare l’identità di un titolo che meriterebbe di essere ricordato principalmente per le sue grandi potenzialità in termini di level design e gameplay.

Il Nostro Verdetto

Astro Bot

OTTIMO
Voto: 90 su 100 — OTTIMO
+
Pro
  • Ottimo utilizzo del DualSense e delle sue funzionalità.
  • Level design eccellente e variegato.
  • Esperienza stratificata con una buona rigiocabilità grazie ai collezionabili nascosti.
  • Grafica pulita ed estremamente fluida, senza cali di frame.
−
Contro
  • Natura autocelebrativa che rischia di offuscare l’identità del titolo.
  • L’eccessivo ricorso alle citazioni potrebbe non essere apprezzato da tutti.
✎
Conclusioni

Astro Bot si conferma un’esclusiva di grande valore per PlayStation 5, capace di unire nostalgia e innovazione in un’esperienza di gioco unica. Nonostante qualche riserva sulla sua natura autocelebrativa, il titolo brilla per il suo gameplay e level design, rendendolo una tappa obbligata per tutti i possessori della console.

Piattaforma
PS5
Data Recensione
28 settembre 2024
Articolo precedenteWarcana – Un ibrido sperimentale che può segnare il futuro
Prossimo articoloEmio – L’uomo che sorride: Famicom Detective Club – Recensione
Mattia Giangrandi
Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre. Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.

E tu che ne pensi? Facci conoscere la tua opinione!