Nonostante ci abbiano provato in tanti, sono ben pochi gli sviluppatori riusciti a creare un gioco horror che sappia farci respirare delle “Resident Evil vibes”, proponendo un degno clone dello storico brand targato Capcom. Hanno però centrato il segno i ragazzi di Pulsatrix Studios, software house brasiliana che ha recentemente debuttato sul mercato con l’apprezzabile Fobia – St. Dinfna Hotel.

Sia chiaro, non vogliamo sminuire l’appassionato lavoro svolto da questo giovane team di sviluppo etichettando il loro prodotto come un mero clone di Resident Evil. E’ però innegabile che la serie Capcom sia stata presa come punto di riferimento per la realizzazione di questo progetto ma ciò non deve necessariamente esser visto come un difetto o una mancanza di personalità. D’altronde, quando si cerca di “copiare” dai migliori della classe i rischi sono tanti. Fortunatamente per noi, però, Pulsatrix Studios ha copiato bene…

Un hotel non particolarmente accogliente

“Hotel in totale stato di abbandono, con intere sezioni allagate e mostri in giro per i corridoi.. cercherò altro per le mie prossime vacanze a Treze Trilhas!” (recensione di un utente poco soddisfatto del St. Dinfna Hotel)

Il novello giornalista investigativo Roberto Leite Lopes avrebbe forse dovuto dare un’occhiata su Booking o TripAdvisor prima di prenotare il suo soggiorno al St. Dinfna Hotel. Giunto sul posto sotto consiglio della misteriosa Stephanie, con lo scopo di far luce su scomparse misteriose ed attività paranormali che infestano la zona. Dopo aver pernottato per una settimana nella struttura, succede qualcosa di strano. Il protagonista si risveglia scombussolato, è successo qualcosa nell’hotel. L’ambientazione è a pezzi, soffocata dalle fiamme. Il posto è abbandonato ma ovunque permangono tracce di vita. Audiocassette contenenti raccapriccianti testimonianze, barricate e rifugi di fortuna.. Tutto sembra dimostrare che ci sia stata una lotta per la sopravvivenza nel misterioso hotel. Presto, tutto si fa ancora più strano. I corridoi cominciano ad essere abitati da mostri raccapriccianti. Strani messaggi criptici sono scarabocchiati sui muri.

Fobia - St. Dinfna Hotel

Fortunatamente, noi di CyberLudus.com non recensiamo alberghi bensì videogiochi. Ecco perché abbiamo amato alla follia il St. Dinfna Hotel, un ambientazione lugubre e suggestiva che fa da teatro ad un survival horror old style ma al contempo moderno ed avvincente. Fobia – St. Dinfna Hotel è infatti chiaramente ispirato alle ultime iterazioni di Resident Evil e propone dunque un’avventura in prima persona basata però più sull’esplorazione e la risoluzione di puzzle piuttosto che sulla componente di shooting.

E’ proprio l’esplorazione una delle componenti più gratificanti del gioco. Per avanzare nella storia sarà inevitabile una preponderante dose di backtracking: preparatevi dunque a girovagare per gli stessi corridoi più e più volte, magari dopo aver trovato chiavi utili ad aprire nuove porte o strumenti necessari alla risoluzione di determinati enigmi. Sotto questo punto di vista il level design di Fobia è brillante, seppur eccessivamente tortuoso in alcune sezioni. Tra l’altro, nelle 10-12 ore di gioco necessarie al completamento dell’avventura, la mappa di gioco cambia diverse volte, un po’ a causa di eventi scriptati che fanno crollare muri o causare guasti all’ascensore, ma anche grazie alla scoperta di varie scorciatoie che collegano egregiamente varie sezioni dell’hotel.

A conferire ulteriore profondità al comparto esplorativo ci pensa la misteriosa fotocamera che il nostro protagonista trova nelle prime sezioni di gioco. Guardando attraverso l’obbiettivo, infatti, avremo modo di vedere il passato, in una sorta di istantaneo viaggio tra linee temporali differenti. Inutile dire che questa meccanica sarà essenziale per risolvere determinati puzzle.

Proprio per quanto riguarda gli enigmi, Pulastrix Studios si è superata proponendo dei rompicapo raramente banali e generalmente intelligenti e ben poco guidati. Sotto questo punto di vista, quantomeno, è probabilmente Resident Evil che dovrebbe imparare dal suo giovane allievo.

Fobia - St. Dinfna Hotel hand
Quando troverete questi simboli sul muro sarà il momento di utilizzare la fotocamera.

In Fobia – St. Dinfna Hotel l’esplorazione è una componente preponderante alla quale vi consigliamo di dedicare tutto il vostro impegno. Sono infatti molteplici le aree di gioco totalmente opzionali che potreste perdervi, rischiando così di non scovare preziose risorse, interessanti documenti o utilissime armi.

Il gioco dà il meglio di sé quando si vaga per i corridoi della vecchia struttura, sperando che non ci sia qualcosa di sinistro in agguato dietro l’angolo. La tensione è palpabile, soprattutto nelle prime ore di gioco, quando ancora non si ha ben chiara la deriva ludica del gioco e qualche jump-scare ben costruito irrompe terrorizzandoci. Durante tutta l’avventura, inoltre, avremo a che fare con un nemico stalker, di quelli che ci seguono senza sosta e sono impossibili da abbattere. Purtroppo la sua presenza è riservata ad alcune sezioni narrative ben precise e ci ha ricordato più lo scriptato Nemesis di Resident Evil 3 piuttosto che l’imprevedibile Mister X di Resident Evil 2.

Fobia - St. Dinfna Hotel

Oltre ad esplorazione e risoluzione di enigmi, Fobia – St. Dinfna Hotel propone anche una velata componente action. Non parliamo soltanto delle sparute sezioni di fuga dal nostro temibile inseguitore ma proprio di momenti in cui saremo chiamati ad affrontare delle orride creature presenti in giro per l’albergo. Dobbiamo purtroppo ammettere che la componente shooting non ci ha convinti particolarmente. Usare le varie armi non è gratificante, il feedback dei colpi non è granché ed il tutto si riassume comunque nella banale soluzione ludica di sparare nella zona evidenziata. In questo caso specifico parliamo del cuore dei mostri che pare come illuminato da una misteriosa luce. Non mancano persino delle boss fight che però risultano la componente peggiore dell’intera avventura. Gli scontri con i boss non convincono sotto praticamente nessun punto di vista, risultando banali, macchinosi ed involontariamente comici.

Fobia - St. Dinfna Hotel 7th floor
Esplorazione, enigmi e backtracking la fanno da padrone in Fobia – St. Dinfna Hotel.

Fortunatamente in Fobia i momenti in cui si combatte sono pochi, ecco perché la componente action non diventa mai realmente frustrante, nonostante una decisa macchinosità nel sistema di mira ed un bizzarro comparto animazioni dei nemici. Volendo essere inguaribilmente romantici, potremmo persino asserire che delle sezioni di shooting così poco al passo coi tempi ci hanno fatto fare un tuffo nel passato, ai tempi in cui la macchinosità di giochi come Resident Evil o Silent Hill conferiva un ulteriore grado di tensione agli scontri con i mostri.

Fobia - St. Dinfna Hotel
Indovinate qual è la parte da colpire.

Concludendo…

Fobia – St. Dinfna Hotel riesce nell’impresa di rievocare lo stile di Resident Evil mantenendo comunque una propria personalità. Di sicuro non si tratta di un titolo esente da difetti ed anzi la componente shooting lascia parecchio a desiderare. La suggestiva ambientazione e la struttura di gioco basata su esplorazione ed enigmi, però, ci hanno tenuto incollati al pad per tutta la (perfetta) durata dell’avventura. La trama, inoltre, è tutto sommato coinvolgente ed affascinante e riesce a proporre un adeguato mix tra fantascienza e paranormale.

Complimenti dunque ai ragazzi di Pulsatrix Studios per aver confezionato un survival horror imperfetto ma terribilmente assuefacente.

CI PIACE
  • Ambientazione horror di qualità
  • Atmosfera riuscita
  • Longevità perfetta
  • Enigmi stimolanti
NON CI PIACE
  • Shooting migliorabile
  • Boss fight pessime
Conclusioni

Grazie ad un’atmosfera riuscita ed enigmi stimolanti, Fobia – St. Dinfna Hotel renderà felici gli affamati di horror in stile Resident Evil.

7.2Cyberludus.com

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Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

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