Il genere dei gestionali, nel bene e nel male, ha sempre rivestito una grossa fetta dell’interesse videoludico complessivo, proponendo nel corso degli anni interpretazioni via via più “chirurgiche” e specializzate di concetti che, in linea di massima, permanevano coerentemente intatti: gestire al meglio un contesto con profitto e perdite potenziali. Ed ecco che, dal canonico Age of Empires, per citare uno degli esempi più classici del settore, si è passato verso la fine degli anni ’90 a tutta una serie di simulazioni di diverso tipo. L’indimenticabile Theme Hospital, i leggendari capitoli della saga Tycoon, sono tutti più o meno impressi nella memoria dei videogiocatori un po’ più attempati: in quest’ottica, Planet Zoo entra in gioco (è il caso di dirlo), proponendo la sua personalissima visione del mondo dei gestionali: ecco a voi la sua analisi!

Un po’ di storia

Il titolo è stato sviluppato e prodotto da Frontier Development, studio di sviluppo britannico attivo già dalla metà degli anni ’90 e che può contare fra gli altri, alcuni titoli di sicuro impatto come Elite Dangerous. Planet Zoo è imbastito come un vero e proprio erede spirituale di Zoo Tycoon, altro gioco della stessa software house rilasciato nel 2013 in esclusiva su Xbox One e Xbox 360. Ma c’è un “twist”: Frontier è anche un’azienda attiva nei parchi reali, coinvolta a livello di costruzione e progettazione delle attrazioni.

Il regno animale

Planet Zoo è un gestionale simulativo in cui, com’è lecito intuire, saremo chiamato a costruire e gestire integralmente uno zoo ricolmo di animali di tutti i tipi. In linea di massima, il nostro compito sarà quello di creare ed espandere uno spazio “espositivo” piuttosto vasto e organico, tenendo a mente diversi fattori chiave per il successo del nostro spazio, fra cui la vivibilità complessiva degli animali (ce ne saranno tanti fra cui scegliere), la varietà delle esposizioni ecc. Il tutto, naturalmente, orientato alla produzione di un profitto utile non solo al mantenimento in vita del parco, ma anche e soprattutto al guadagno atto ad espandere ancora di più il nostro zoo, tagliando eventualmente angoli e prendendo decisioni atte a rendere la nostra attività proficua. In linea di massima, Planet Zoo sarà un’ottima simulazione, sia per quanto concerne i contenuti che la libertà di utilizzo d’essi: all’inizio, saremo accolti da un tutorial piuttosto lungo ed esplicativo, il quale costituirà un’ottima introduzione passo dopo passo del notevole ammontare di dati e menù che il gioco ci offrirà, assieme naturalmente a tutte le sue complessive meccaniche. Il tutorial sarà ovviamente l’incipit della campagna, la quale sarà suddivisa in tanti episodi singoli con degli obiettivi specifici da raggiungere: finire i 12 capitoli della campagna ci consentirà di sbloccare scenari differenti da poter utilizzare nella modalità libera e sfida, con quest’ultima che ci renderà davvero la vita difficile.

Il gioco, sostanzialmente, ci vedrà armeggiare con due differenti “monete sonanti”: la prima, il vil (e classicissimo) denaro, sarà ricavato in vari modi (donazioni, biglietti d’ingresso, negozi di souvenir ecc) e servirà sostanzialmente per la gestione “grezza” del nostro zoo, dalla costruzione di edifici e nuovi habitat per gli animali, al pagamento dei sudati salari dei nostri operai. Animali più “esotici” e di qualità superiore, ci consentiranno di guadagnare soldi più velocemente ma, per poterli acquistare, dovremo utilizzare dei punti speciali che guadagneremo rilasciato in natura alcune delle nostre star. Ma, al di là di ciò che ci si attende da un gestionale, ovvero il duro mondo dei ricavi e delle perdite, Planet Zoo mette il giocatore dinanzi alla valutazione e gestione complessiva di fattori “speciali”: ad esempio, ogni animale avrà tutta una serie di caratteristiche da tener d’occhio, fra cui fame, sete ma anche l’habitat in cui la piazzeremo, la “noia” ecc. Una delicata gestione di tutti gli aspetti di cui tener conto, renderà gli animali più vivaci e felici: al contrario, se abbandoneremo i nostri simpatici protagonisti, essi diverranno più statici e meno “attrattivi” per i visitatori, i quali a loro volta saranno meno inclini a spender soldi nel nostro parco.

La bellezza di madre natura

Naturalmente, ci sarà anche una notevole gestione tecnica da tener presente: da boss dello zoo, saremo chiamati a regolare determinate “manopole” del complessivo managing del parco, dalla scelta del prezzo d’ingresso, alla preparazione dello staff alla spesa in termini di marketing e pubblicità. Scelte che influiranno sulla stessa esistenza del parco: meglio una reclame in pompa magna oppure investire più risorse nel parco in sé per sè? In linea di massima, è apprezzabile la scelta di Frontier di creare un gameplay realistico anche a livello concettuale, in un settore, quello degli zoo, che nella realtà crea più di un grattacapo etico e morale. Gli animali sono un bussiness in uno zoo, ma lo zoo stesso è anche la loro casa e noi, per certi versi, saremo dei “genitori” chiamati ad essere, dalle intelligenti e rispettose meccaniche di gioco, amorevoli e comprensivi. A livello contenutistico, il titolo sarà sostanzialmente infinito, consentendoci, grazie ad una mole notevolissima di opzioni di personalizzazione del nostro zoo, di poter applicare nello stesso scenario tantissime scelte differenti. Unica pecca di un gameplay complessivamente solido, la mancanza di una campagna un po’ più articolata (chiedere una linea narrativa era un po’ troppo?).

Planet Zoo è naturalmente una gioia complessiva per gli occhi: tralasciando la scelta di estetizzare i visitatori del parco in modo cartoonesco, fatta per non sottrare “energie” ai veri protagonisti del gioco, gli animali, il titolo sarà pregevole esteticamente. Ognuno di questi sarà finemente rappresentato non solo nella sua parvenza oggettiva estetica, ma anche nelle movenze e “attitudini” tipiche. Una concretezza estetica che ci vedrà, se la situazione ce lo permette, spesso assumere più i panni del visitatore che del “padrone di casa”, fermandoci ad osservare la routine verosimilmente riprodotta di ognuna delle nostre star. Il tutto, grazie ad una complessiva ottimizzazione pregevole del titolo, che girerà fluidamente e senza intoppi anche su sistemi un po’ più lenti, a patto ovviamente di sacrificare qualcosa in termini di pura resa estetica. Naturalmente, il titolo non è esente da difetti: in generale, Planet Zoo sarà cosparso di differenti bug, da compenetrazioni poligonali piuttosto frequenti (non è raro vedere animali incastrati in sezioni dello scenario), a qualche lieve ritardo nel “load” di alcune texture. Un’altra questione da affrontare, sarà relativa all’interfaccia utente, a tratti disorientante a causa delle tantissime opzioni che il gioco ci consente di accedere: nulla di impossibile e il tutto ci sarà chiaro dopo qualche ora di gameplay intensivo.

Concludendo…

Planet Zoo è validissimo gestionale che ci consentirà di esplorare un parco per animali non solo negli aspetti economici, ma anche e soprattutto in quelli relativi alla cura degli animali: una valida alternativa per coloro che apprezzano i manageriali, a maggior ragione se amanti degli animali.

CI PIACE
  • Una simulazione etica
  • Tanti contenuti
  • Graficamente pregevole
NON CI PIACE
  • Campagna poco articolata
  • Interfaccia un po’ disorientante
  • Alcuni problemi tecnici
Conclusioni

Planet Zoo è una simulazione etica in cui gestiremo uno zoo: a tanti contenuti diversi ed una longevità vasta e dettagliata da tante possibilitià, si aggiungeranno alcuni piccoli difetti che ne mineranno il voto complessivo. Un’ottima alternativa per chi ama i gestionali.

8.3Cyberludus.com

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