L’ondata nostalgica che ha pervaso il mondo videoludico (e non solo) negli ultimi anni ha portato di fatto l’attuale generazione di console, ormai vicina all’epilogo, ad improvvisarsi palcoscenico di tutta una serie di remake di vecchie glorie del passato. Da tempo i videogiocatori richiedevano a gran voce il ritorno di alcune delle mascotte più amate della gloriosa epoca della prima PlayStation, abbiamo così potuto mettere le mani sugli ottimi remake delle trilogie originali di due grandi classici come Crash e Spyro ma mancava ancora qualcuno all’appello: MediEvil.

Imponendosi come uno dei titoli più iconici e rappresentativi di quel periodo d’oro, Medievil, gioco sviluppato dall’ormai defunto Studio Cambridge, ci metteva nei panni dell’ossuto cavaliere Sir Daniel Fortesque. Sony non poteva certamente lasciar marcire nella tomba il buffo eroe scheletrico e decise così di iniziare i lavori sul remake. A ben ventuno anni di distanza dalla sua uscita giunge dunque il remake di Medievil. E’ il momento di rivivere le avventure del bizzarro Sir Dan (o, per meglio dire, ciò che rimane di lui!), chiamato a riscattarsi per le sue vergognose mancanze come condottiero. Conosciuto da tutti come un autentico eroe, in realtà non è niente più che un fallito a cui viene data una seconda possibilità di diventare un eroe, questa volta per davvero.

Ma partiamo dal principio…

MediEvil screenshot

“E’ resuscitato, Sir Daniel Fortesque”

Tanto tempo fa viveva nel Regno di Gallowmere lo stregone malvagio Zarok orchestrò un diabolico piano radunando un esercito di demoni con lo scopo di conquistare il regno. Il campione del re, Sir Daniel Fortesque, capeggiò le milizie durante la battaglia contro Zarok. Si narra che l’eroe di Gallowmere fece una vera e propria mattanza ed alla fine, benché ferito a morte da una freccia che lo colpi nell’occhio, Sir Dan annientò lo stregone, poco prima di trarre il suo ultimo respiro entrando nella leggenda. Dopo questo eroico sacrificio, il regno visse un periodo di pace lungo cento anni…cioè, fino a quando un giorno lo stregone tornò…

Il passare del tempo, la nostalgia nei confronti di un’epoca ormai passata, tendono spesso ad alterare la realtà. Così facendo, l’imbarazzante vicenda di un soldato imbranato può diventare l’audace impresa di un eroe improvvisato. Alcune storie resistono con forza all’inevitabile decadimento della vecchiaia, mantenendosi offuscate nei ricordi di chi le ha vissute. Sono passati circa 20 anni da quando impersonai per la prima volta il buon Sir Daniel sulla Playstation. Ai tempi, essendo un bambino, ogni gioco risultava difficilissimo ma ricordo con estrema nitidezza il fascino irresistibile di Medievil, un’avventura divertente ma spaventosamente macabra, ricca di azione e mistero. Adesso è però giunto il momento di mettere da parte la nostalgia e di non ripetere l’errore della gente di Gallowmere, colpevole di aver glorificato esageratamente le gesta di Sir Daniel, e scoprire se Medievil merita realmente il posto che i nostri ricordi d’infanzia gli hanno riservato per tutti questi anni.

Questo remake si limita a riproporre pedissequamente l’opera originale, svecchiandone il comparto tecnico. Stiamo dunque parlando di un’operazione di restauro più simile a quella vista in Shadow of the Colossus piuttosto che in Resident Evil 2.

MediEvil Sir Daniel
Sir Daniel, stremato dopo una difficile boss fight

Dead Man Dan

Il gameplay è sostanzialmente quello di un gioco vecchio di vent’anni, basato su un sistema di comandi alquanto elementare, da buon hack e slash dell’era PS1. Di conseguenza, il combat system risulta estremamente semplicistico e basilare, basato due tasti dedicati agli attacchi, uno alla parata e totalmente privo di schivate, contrattacchi o combo di vario genere. Sono presenti due schemi di comandi, uno classico ed uno moderno, che invertono sostanzialmente i tasti di attacco e salto. Inoltre, è stato introdotto un tasto per poter switchare automaticamente tra due armi, evitando così di dover continuamente aprire l’inventario. Questa è aggiunta gradevole che però può generare un po’ di confusione in quanto il tasto in questione è lo stesso adibito alle azioni contestuali come aprire bauli o leggere libri. E’ evidente, comunque, come il combat system sia estremamente povero. Ciò porta a combattimenti grezzi e per nulla tecnici ma fortunatamente MediEvil non è soltanto azione: i livelli, nonostante la loro linearità, offrono una buona dose di esplorazione ed enigmi che spezzano l’altrimenti inevitabile monotonia di fondo ed il tutto è galvanizzato dall’assenza di una minimappa o di indicazioni a schermo.

La storica telecamera aerea può adesso essere liberamente alternata con la nuova “Dan Cam”, una vera e propria visuale da sopra la spalla che a dire il vero non utilizzerete più di tanto, pur risultando utile per esaminare più nel dettaglio l’ambiente circostante. Questa seconda prospettiva può essere usata quando si cercano indizi o aree nascoste, oltre che nell’utilizzo delle armi a distanza. La telecamere, generalmente, è gestibile in maniera semi-libera con la levetta destra; tuttavia, ci sono determinate aree in ogni livello in cui l’angolazione diventa fissa e non può essere controllata. In ogni caso, abbiamo riscontrato nella gestione della visuale una rigidità ormai non più consona, presentando una frequente e fastidiosa tendenza ad incastrarsi. Anche i movimenti di Sir Dan non sono molto precisi, risultando eccessivamente legnosi ed, a tratti, imprevedibili.

MediEvil screenshot

MediEvil è suddiviso a livelli, riproducibili attraverso una mappa del mondo che permette di ripeterli liberamente, una volta completati. Ogni quadro ha qualche segreto nascosto e necessita una determinata tecnica da padroneggiare per superarlo. Non esiste sistema di checkpoint, quindi morendo si ricomincia dal principio. All’inizio questa caratteristica può spiazzare ma una volta entrati nel mood old-school dell’avventura capirete come gestire al meglio l’incedere in ogni nuovo livello, anche al costo di ricominciarlo una o due volte.

Sir Dan, dunque, si fa strada attraverso le varie aree uccidendo nemici che a loro volta rilasceranno le loro anime che confluiranno nel riempimento del calice spettrale. Una volta mandati nell’oltretomba un determinato numero di avversari, il calice sarà pieno e l’eroe di Gallowmere potrà raccoglierlo, a patto che riesca a trovarlo! Il ritrovamento del calice non è indispensabile al fine del conseguimento del livello, ma risulta essenziale per poter accedere al Salone degli Eroi, in modo da poter comunicare con gli spiriti degli eroi caduti del regno. Queste interazioni sono di primaria importanza, poiché i suddetti spiriti doneranno a Sir Dan oro e, soprattutto, nuove armi che renderanno meno ostica la progressione, aiutandovi non poco nelle numerose battaglie con i vari boss presenti, come l’indimenticabile Demone di vetro od il marcio Re zucca. In ogni livello sono presenti anche degli NPC come streghe, folletti ed altri tipi di amichevoli personaggi con i quali è possibile interagire in modo da ricevere denaro, pozioni di salute e armi. Ovviamente tornano anche le garguglie, sagge figure montate sulle pareti che sapranno fornirci consigli, narrarci aneddoti di trama ed anche improvvisarsi mercanti.

MediEvil Salone degli Eroi
Sir Dan nel Salone degli Eroi

Commedia Horror

Il comparto grafico/estetico ha subito un trattamento di tutto rispetto, risultando molto evocativo grazie ad una straordinaria quantità di dettagli che esplodono nella suggestiva ambientazione che fa da sfondo all’avventura, probabilmente ancora leggermente inquietante per i più piccoli. Le limitazioni hardware della Playstation originale sono ormai un lontano ricordo e la produzione artistica mostrata in questa versione PS4, ricca e vibrante, riesce nell’intento di dar vita ad un’atmosfera spettrale ed estremamente caratteristica, seppur apparentemente meno cupa rispetto all’originale. MediEvil è una delle opere più burtoniane presenti nel mercato ed oggi, grazie al maggior dettaglio grafico, questa caratteristica salta ancora di più all’occhio: tra scheletri, zombi, streghe, zucche e cimiteri, i richiami ad alcune delle opere più caratteristiche dell’autore americano sono evidenti. Il comparto artistico del gioco è probabilmente l’aspetto meglio riuscito, grazie ad un’estrema varietà di personaggi, nemici ed ambientazioni… il tutto riproposto fedelmente ma svecchiato egregiamente.

L’eccellente design artistico del gioco si abbina meravigliosamente alla superba colonna sonora. Composta dal duo Paul Arnold e Andrew Barnabus, alias “Bob & Barn”, in collaborazione con la Prague Studio Orchestra, la soundtrack ricalca lo stile del noto compositore cinematografico Danny Elfman, autore feticcio proprio di Tim Burton. I cori e gli strumenti utilizzati vanno a comporre una musica di sottofondo che si amalgama a meraviglia col grottesco mondo di gioco. Il comparto audio, inoltre, è stato totalmente restaurato anche per quanto riguarda il doppiaggio in italiano che presenta le voci originali, eccezion fatta per Dan e per la voce narrante. L’adattamento di un tempo può certamente stonare con il livello qualitativo a cui siamo abituati al giorno d’oggi ma rievoca un fascino anni ’90 irresistibile.

Inoltre, segnaliamo una deliziosa chicca per gli appassionati: la possibilità di sbloccare la versione originale di MediEvil del 1998. Non è semplice, per farcela dovrete completare il gioco praticamente al 100% ma ne vale la pena, anche solo per ammirare il netto divario grafico che intercorre tra le due versioni. Nel complesso, graficamente possiamo promuovere il lavoro di restauro svolto dai ragazzi di Other Ocean. Il gioco, pur non presentando un livello di dettaglio e pulizia grafica impeccabile, rende giustizia al predecessore e non stona con buona parte delle produzioni PS4 di medio budget.

MediEvil screenshot

Concludendo…

MediEvil è un remake estremamente fedele all’originale, probabilmente anche troppo per molti giocatori Diverse meccaniche di gioco appaiono ormai arcaiche per gli standard di oggi. Tuttavia ci troviamo di fronte ad un prodotto da provare, un titolo che rappresenta un ritorno al passato ma anche una nuova scoperta: i fan dell’originale gioiranno nel fare un viaggio di ritorno a Gallowmere, se non altro per poter apprezzare la bontà del comparto tecnico; per tutti gli altri, invece, si tratta di un’ottima occasione per mettere le mani su un grande classico del passato.

Non conosciamo i piani di Sony per il futuro del brand, un remake del secondo capitolo sarebbe a questo punto auspicabile. La nostra speranza è però quella di vedere un inedito MediEvil 3, totalmente rinnovato nella struttura, capace di prendere spunto magari dai souls, titoli con i quali l’avventura di Sir Dan ha diversi punti in comune. Se esiste anche solo una possibilità di vedere proseguire questa serie, vale la pena sperarci… Non capita tutti i giorni di impersonare un cavaliere scheletrico un po’ tonto con un solo occhio e senza mandibola, che si stacca il braccio per lanciarlo come un boomerang.

CI PIACE
  • Sir Daniel è un personaggio adorabile
  • Il ritorno di un grande classico
  • Superba colonna sonora
  • Storia gradevole
NON CI PIACE
  • Gameplay che sente il peso degli anni
  • Telecamera rigida
Conclusioni

Il remake di Medievil si limita a restaurare, sotto il profilo tecnico, un grande classico del passato lasciando pressoché intatto il comparto ludico. Il gioco non sarà invecchiato benissimo ma riesce ancora ad intrattenere con piacere il giocatore.

7.1Cyberludus.com

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Alla costante ricerca di se stesso e del suo ruolo nel mondo, perde la sua verginità videoludica con la gloriosa PS1 e da allora è un amore in costante crescita. In quanto appassionato di cinema apprezza particolarmente i videogames in grado di raccontare storie interessanti e coinvolgenti. Attende con impazienza una cruenta apocalisse zombi per mettere in atto tutto ciò che ha imparato grazie a Resident Evil e The Last of Us.

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