Prendete un manipolo di sviluppatori capaci, tanta nostalgia per i JRPG tattici che hanno tanto impazzato tra gli anni ’90 e i primi anni del 2000 e appena 45.000 dollari raccolti grazie al crowfunding. Mescolate fino a ottenere un impasto omogeneo, alla fine aggiungere complessità quanto basta: è questa la ricetta per confezionare Fell Seal: Arbiter’s Mark, un gioco che con uno sguardo fisso al passato riesce a restituire un’esperienza di gioco fresca e a tratti entusiasmante – benché non esente da difetti.

Andiamo a vedere il titolo di 6 Eyes Studio come si è comportato, mouse alla mano, nella nostra recensione.

Raccontami una storia, ma fallo male

La terra di Teora, luogo in cui si svolge la vicenda del gioco, è stata minacciata da un mostro all’apparenza invincibile, dispensatore di morte e distruzione. Solo un manipolo di coraggiosi riuscì a fronteggiarne la minaccia, sconfiggendo la Bestia (il nome proprio del mostro) in una battaglia lunga e sanguinosa, affrontata nonostante i momenti sfavorevoli che si trovarono a vivere. Al momento del colpo di grazia inferto al mostro, gli eroi si resero conto che l’energia rilasciata dal quel corpo morente li aveva resi ancor più potenti e immortali: fondarono così il Consiglio, un’istituzione finalizzata al mantenimento della pace e dell’ordine nel mondo di Teora. Il Consiglio operava grazie al proprio “braccio armato”, gli Arbitri… ed è proprio attraverso uno di essi che inizierete a seguire le vicende del racconto.

Il combattimento di Fell Seal è a turni e si svolge su una mappa a caselle quadrate con proprietà dovute alle caratteristiche morfologiche

La partita inizia con Kyrie, un arbitro, e la sua amica Anadine che cercano di risolvere un caso di omicidio che li introdurrà in un groviglio narrativo fatto di tradimenti e corruzione, che porterà la loro attenzione fino ai piani alti del regno, scoprendo la minaccia di un male molto più grande di quanto si riesca a percepire durante le prime battute. Nonostante i toni volutamente altisonanti che utilizzati fino ad ora, la storia riesce a svolgere il “compitino” senza mai risultare sufficientemente accattivante da invogliare il giocatore a volerne di più, rivelandosi solo un legante funzionale al susseguirsi dei livelli. L’atmosfera è fiabesca (stilisticamente al limite tra lo steampunk e il fantasy tradizionale) e lo è fin troppo visto che anche durante i momenti drammatici causati dal già citato male incombente non c’è traccia di alcuna “cupezza”, cosa che smorza decisamente la pateticità della narrazione. Anche i dialoghi, volutamente leggeri – richiamano alla mente Disgaea e Final Fantasy Tactics per le modalità con cui vengono affrontate le varie tematiche – e mai prolissi, risultano discretamente piacevoli pur non riuscendo a raggiungere quel livello di qualità che avrebbe reso l’opera memorabile. Stesso discorso per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, ai limiti dell’anonimo dall’inizio alla fine del gioco.
Insomma, approcciarsi correttamente a Fell Seal: Arbiter’s Mask significa non pretendere dal comparto narrativo più della risicata sufficienza.
Da notare che tra le lingue in cui è disponibile il gioco non è presente l’italiano.

I JRPG tattici non erano mai stati così divertenti…

Ma è con le meccaniche di gioco che Fell Seal: Arbiter’s Mask riscatta totalmente il suo racconto poco ispirato.
Come abbiamo già accennato il gioco è un JRPG tattico – sulla falsa riga di Disgaea, Final Fantasy Tactics e Ogre Battle – nel quale il combattimento è a turni e si svolge su una mappa a caselle quadrate con proprietà dovute alle caratteristiche morfologiche. All’inizio di ogni partita, dovremo decidere la disposizione dei nostri personaggi, ognuno dei quali avrà caratteristiche da potenziare e abilità da acquisire, proprio come nei più classici giochi di ruolo.
Ma anche se a un primo sguardo il gioco di 6 Eyes Studios potrebbe sembrare un classico esponente di un genere del passato, alcuni interventi intelligenti sulle meccaniche hanno reso l’esperienza più fresca e fluida del previsto, guadagnando in immediatezza senza però intaccare la profondità di gioco.

Fell Seal è un gioco abbastanza semplice da padroneggiare ma piuttosto arduo da portare a termine

Cominciamo dalle modalità di utilizzo degli oggetti consumabili i quali, invece delle classiche pozioni da “farmare” o acquistare a caro prezzo, saranno rigenerati alla fine di ogni combattimento; non c’è traccia di incontri casuali poiché sarà il giocatore a decidere quando e come acquisire punti esperienza, superando agevolmente la necessità di “grinding” sfrenato che è tipica dei JRPG; sono disponibili circa trenta classi di personaggi, ognuna caratterizzata in modo peculiare, e sarà necessario diversificare attentamente il proprio party per proseguire nell’avventura; l’attacco non consuma i “punti azione” a nostra disposizione permettendoci anche di far allontanare un membro del nostro party dal nemico dopo un attacco, cosa rende l’approccio al gioco assai più immediato e fluido; sarà necessario tener conto anche della posizione e dell’orientamento del proprio party visto che un attacco ai fianchi o alle spalle aumenta notevolmente la quantità di danni inflitta\subita.
Il gioco è abbastanza semplice da padroneggiare ma piuttosto arduo da portare a termine, ma è necessario sottolineare che abbiamo particolarmente gradito l’assoluta libertà messa a disposizione del giocatore nel configurare il livello di sfida in ogni suo piccolo particolare: sarà possibile attivare il permadeath, intervenire sulle modalità di utilizzo dei consumabili, sui modificatori dei nemici e sul loro numero durante gli scontri. Degna di nota l’ottima intelligenza artificiale, sempre in grado di creare grattacapi in modo coerente al contesto e commisurato al livello di difficoltà stabilito.
Per quanto concerne l’aspetto legato alle meccaniche di gioco siamo di fronte a un prodotto in grado di rasentare la perfezione, in grado di fare la gioia degli appassionati e contemporaneamente capace di far di apprezzare le proprie qualità ludiche anche ai neofiti, superando di fatto alcuni limiti strutturali che il genere portava con sé.

Due paroline sull’estetica

L’aspetto tecnico e artistico merita un discorso a sé poiché nella valutazione vanno tenute presente non solo le limitate ricadute che esso ha sul genere di gioco con cui stiamo avendo a che fare, ma anche con le risicatissime risorse economiche con le quali i ragazzi di 6 Eyes Studios hanno dovuto confezionare un gioco del genere.

Il character design risulta decisamente anonimo…

L’aspetto generale è poco accattivante: personaggi bidimensionali animati poco e male, dal character design decisamente anonimo, si stagliano su fondali statici e poveri di dettagli. Ma è pur vero che questo non inficia minimamente la qualità ludica del prodotto, legata fortemente alla profondità delle meccaniche e non a un aspetto visivo godereccio.

Concludendo…

Davvero una bella sorpresa questo Fell Seal: Arbiter’s Mask.
Un prodotto dalle evidenti carenze estetiche e narrative, che, al contempo, riesce a riscattare questi limiti grazie a un’offerta ludica incredibile. L’esperienza scorre via fluida nonostante la profondità e la complessità delle meccaniche, il livello di sfida è sempre stimolante e la libertà nella sua calibrazione è praticamente infinita, abbandona la dipendenza da meccaniche troppo rigide come il grinding pur senza intaccare la necessità di potenziamento del proprio party, ma soprattutto è un gioco divertente come pochi, capace di divertire sia l’esperto, sia il neofita.
Per concludere non c’è una sola buona ragione per sconsigliare il notevole contenuto di un gioco del genere nonostante un contenitore spartano e poco appetibile. Il requisito dell’esperienza sta tutto nella vostra capacità (e volontà) di scavare in profondità un prodotto che merita il vostro tempo e i vostri soldi: se ci riuscite aggiungete pure una decina di punti al voto finale.

CI PIACE
  • Divertente e profondissimo
  • Una serie di novità ben implementate “svecchiano” il genere
  • Difficile al punto giusto
NON CI PIACE
  • Grafica spartana e character design anonimo
  • La storia è un cliché continuo
  • Mancanza della lingua italiana
Conclusioni

Fell Seal è un prodotto dalle evidenti carenze estetiche e narrative, in grado però di riscattare questi limiti grazie a un’offerta ludica incredibilmente profonda e divertente.

7.9Cyberludus.com

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Studente di "Archeologia e Culture Antiche" all'università di Salerno, passa il suo tempo interessandosi di tante, troppe cose. Nulla però è in confronto della sua passione per i videogiochi, quasi insana. Predilige il gioco su PC, il retrogaming, gli RPG e gli strategici, ma non disdegna tutto il resto, ad esclusione dei simulatori di guida che evita neanche fossero debiti.

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