Druidstone: The Secret Of The Menhir Forest è un titolo strategico ad ambientazione fantasy, sviluppato da un piccolo team capeggiato da Petri Häkkinen. Forse il suo nome non vi dirà molto, ma si tratta di un veterano dello sviluppo di videogames che fondò la Almost Human ltd e nel 2012 diede vita alla serie di grande successo Legend Of Grimrock.
Dopo il secondo capitolo – e mesi di silenzio assoluto – per molti era lecito aspettarsi un seguito ma, qualche tempo dopo, dai vari forum si è compresa la volontà di Petri di abbandonare il mondo dei dungeon di Grimrock per sviluppare un nuovo progetto, in onore del gioco di ruolo cartaceo Dungeons & Dragons. Ecco quindi, dopo qualche anno, arrivare in sordina DruidStone, pronto per essere recensito da noi…

La Pietra Del Mondo

Il gioco in esame narra le gesta di alcuni improbabili eroi facenti parte di un mondo chiamato Elo Sphaera: tutto si svolge presso la foresta dei druidi. Si tratta di un luogo sacro, per anni governato con saggezza dai druidi del luogo, dove però (ovviamente) incombe una terribile piaga: si tratta di un male chiamato “Cancro”, che sta corrompendo le verdeggianti pianure in favore di bacelli violacei dai quali escono terribili creature.
I protagonisti sono poco convenzionali: inizia tutto con l’arrivo di un piccolo maghetto dalla tunica rossa – che per certi versi ricordo molto i Java di Star Wars. Questi, mentre è alla ricerca di prelibati funghi, si inoltra in una zona pericolosa della foresta; al suo seguito troviamo un ranger dalla mantella verde ed una leggiadra fanciulla vestita di bianco.
L’uomo altri non è se non il “Guardiano”, una figura leggendaria che viene riportata in vita direttamente dalla foresta ogni qual volta questa si trova in pericolo; è stato incontrato per caso dalla ragazza, figlia del capo dei druidi, ma qualcosa non va: il Guardiano soffre di una totale amnesia.
Dopo un breve scontro con alcuni bruchi giganti, i tre tornano al villaggio per parlare con i saggi e comprendere il motivo della perdita di memoria del protagonista.
Purtroppo il grande Arcidruido, padre della ragazza, nel frattempo è stato rapito da una potentissima maga che ha attaccato il Circolo Dei Druidi! Nel corso della campagna si verrà a conoscenza che questa disdicevole strega intende infettare con il Cancro la DruidStone stessa, pilastro ancestrale di tutti gli universi. Possono i nostri eroi stare a guardare? Certo che no …

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Ecco la terrificante nemesi del gioco … notate la somiglianza con Evil-Lyn di He-Man?

Gameplay

Druidstone è uno strategico a turni con grafica 3D isometrica, sorretto da una consistente campagna lineare che rappresenta anche l’unica modalità di gioco. L’ambientazione fantasy potrebbe fare pensare che ci si trovi dinnanzi ad un gioco di ruolo open-world con vaste zone da esplorare a piacimento, come Pathfinder: Kingmaker, ma non è così. Il 99% del tempo di gioco è incentrato sugli scontri tra il nostro drappello di eroi e squadre di antagonisti che includono guerrieri, troll, scolopendre giganti, non-morti e giganteschi demoni del ghiaccio – la varietà non manca.
Tra uno scontro e l’altro la storia viene portata avanti da piccoli intermezzi dove i personaggi interagiscono fra loro e scambiano battute, senza la minima interazione del giocatore.
La libertà di azione da parte di quest’ultimo a conti fatti è davvero minima e si limita a poter scegliere dalla mappa la prossima missione.
Iniziamo col dire che i combattimenti sono, per fortuna, sempre entusiasmanti: la vasta pletora di unità ed abilità unita alle regole semplici ma solide consentono una varietà di situazioni notevole, che difficilmente stancano.
Ad ogni turno (alternato tra giocatore e nemici) ogni pedina in campo dispone di un certo numero di passi ed un singolo punto azione; quest’ultimo può tradursi in un attacco, una magia o l’esecuzione di una delle abilità peculiari di ogni personaggio.

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Per uccidere questo gigantesco demone di ghiaccio prima bisogna distruggere alcuni cristalli sparsi per il livello.

L’Arte della Guerra

La IA che muove i nemici è adeguatamente astuta e sarà bene ponderare ogni mossa minuziosamente, perché in DruidStone c’è poco spazio per gli errori. Gli scontri che dividono i nostri eroi dalla fine del gioco sono meno di trenta: in circa 15 ore totali è possibile arrivare ai titoli di coda. Arrivati a circa metà della storia il gruppetto si arrichisce di un quarto personaggio fisso, più alcuni opzionali che possono essere richiamati tramite magie/oggetti.
La componente crescita è semplice, ma curata: guadagnare esperienza consente di salire di livello ed acquisire una nuova abilità ad ogni avanzamento. Queste si dividono in passive (modificano un parametro del personaggio) ed attive (da utilizzare durante gli scontri, come le magie o gli attacchi). Alcune abilità possiedono potenziamenti che vanno attivati applicandovi delle gemme verdi, che vengono recuperate in numero esiguo durante gli scontri (ad ogni livello completato, a seconda dei risultati, se ne ricevono alcune).
Oltre alle abilità i personaggi dispongono di due slot armi, uno slot armatura ed uno slot accessori. Tutto l’equipaggiamento viene venduto da un enigmatico negoziante che viene sbloccato dopo alcune missioni ed è sempre accessibile dalla mappa.
Esiste anche una categoria di oggetti usa-e-getta come dinamite, pietre magiche, pozioni, che sono esclusivamente temporanei: vanno trovati durante i livelli in alcune ceste che andranno raggiunte ed aperte, ma a fine livello vengono comunque rimossi.

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Ad ogni aumento di livello è possibile scegliere una nuova abilità da assegnare al personaggio.

Bello e difficile

Le missioni sono invero molto variegate: non tutte si completano semplicemente sconfiggendo gli avversari ed inoltre possiedono quasi sempre degli incarichi secondari che consentono di ottenere più esperienza, soldi, gemme verdi, oppure delle casse di oggetti nuovi per il negozio.
Sovente è presente un limite di tempo dopo il quale o si perde, oppure viene attivata una qualche forma di difficoltà aggiuntiva, come ad esempio il respawn massivo di forze nemiche.
Anche nella modalità base la difficoltà delle varie missioni è medio-alta e capiterà regolarmente di doverne ripetere alcune magari cambiando strategia od equipaggiamento. In questo senso avremmo apprezzato forse una difficoltà minore a livello “normal”, perché alcune risultano davvero ardue da superare.
Al completamento di ogni livello viene fornito un punteggio da una a tre stelle a seconda delle quest secondarie completate: si tratta di un piccolo incentivo a rigiocare le missioni non perfettamente riuscite che aumenta la longevità del titolo.
Non tutte le missioni prevedono scontri: una manciata di livelli contempla l’esclusiva risoluzione di enigmi, in puro stile Legend Of Grimrock; nonostante in questi il sistema di comando risulti piuttosto scomodo li abbiamo comunque apprezzati perchè spezzano l’azione e costituiscono un divertente svago.

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Uno dei livelli puzzle … molto divertenti, peccato solo che non ce ne siano di più!

Comparto tecnico

Ctrl Alt Ninja è uno dei pochi gruppi indie che continua a sviluppare il suo engine di gioco proprietario, lo Shinobi Engine. Dobbiamo dire che l’impressione generale è ottima: la grafica è pulita, fluida e mai deludente. La qualità dei modelli e delle texture si attesta decisamente sopra la media e, benchè non possa raggiungere il dettaglio dei titoli AAA più evoluti, si percepisce un’attenzione per il dettaglio molto distinta.
Il comparto audio è ottimo ed include una colonna sonora di pregio in puro stile fantasy che accompagna ogni momento di gioco anche se, forse, un po’ più di varietà non avrebbe guastato. Gli effetti sonori sono meno rilevanti in un titolo di questo genere, ma sono stati selezionati con cura. Unica nota negativa è il testo, che è presente esclusivamente in inglese; trattandosi di un indie una traduzione potrebbe arrivare in seguito come anche non arrivare mai. Druidstone infine è poco esoso di risorse e richiede appena 1.5 Gbyte sul vostro hard drive ed è stato molto ben rifinito: non abbiamo mai assistito a bug o crash durante le nostre sessioni di gioco.

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La mappa dove è possibile equipaggiare i personaggi, accedere al negozio e scegliere le missioni.

Concludendo…

Druidstone: The Secret of the Menhir Forest è un videogioco di qualità che ci sentiamo di consigliare. Riesce a fondere abilmente il genere strategico puro con elementi RPG ed un pizzico di table-top. I suoi principali difetti riguardano la longevità e il bilanciamento: non essendoci praticamente libertà d’azione una volta terminato non molti saranno disposti a ricominciarlo, perché l’esperienza di gioco sarebbe molto simile. Il bilanciamento riguarda numerose missioni che ci sono sembrate troppo ardue anche a livello normale: non impossibili, beninteso, ma lasciano davvero poco spazio agli errori. Il rovescio della medaglia è che le vittorie sono molto appaganti ed incentivano adeguatamente il rigiocare un eventuale scontro andato male, cambiando strategia.

CI PIACE
  • Gameplay eccellente e molto vario.
  • Comparto audio-visivo di ottima qualità.
NON CI PIACE
  • Poco longevo.
  • Difficoltà da bilanciare.
Conclusioni

Druidstone: The Secret Of The Menhir Forest è una piacevole avventura da giocare tutta d’un fiato. La storia all’inizio può apparire scialba, ma dopo le prime ore progredisce in un susseguirsi di colpi di scena molto attraenti che alla fine la rendono stimolante. La longevità non è elevatissima e si attesta sulle 15 ore di gioco circa, ma, considerando la qualità generale della produzione ed il prezzo, è un titolo che gli aficionados degli strategici a turni non dovrebbero farsi scappare!

7.9Cyberludus.com

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Gabriele o “Gabe” per gli amici, è un informatico di professione ed inguaribile videogiocatore. Cresciuto a colpi di Commodore 64 ed Amiga è papà di due bellissimi bimbi che ormai gli rubano quasi tutto il tempo. La sua passione sono l’informatica, il cinema, la musica ed un giorno spera di finire e vedere pubblicato il suo primo videogame … quando trova il tempo!

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