È indubbio che nell’immaginario collettivo, Jurassic Park, una delle opere cinematografiche più celebri di Spielberg, abbia segnato un’epoca, conferendo al mondo dei dinosauri un fascino indiscutibile. Insomma, quanti di noi, nel nostro piccolo, non hanno mai sognato di veder realizzato un parco popolato davvero dai colossi del Giurassico (che ahinoi sembra tardare ad arrivare)?. Per colmare questa mancanza (ma in futuro chissà), la scorsa estate ha fatto la sua comparsa, su PC e console, un certo Jurassic Park Evolution, un gestionale che attinge a piene mani dal recente “reboot” cinematografico e che consente di dar vita ad un parco a tema dinosauri.

E a proposito di titoli incentrati sui giganti del passato, oggi vogliamo parlarvi di Parkasaurus, sviluppato e pubblicato da WashBear. Disponibile su Steam, al momento sotto forma di early access, Parkasaurus si presenta a noi giocatori come un gestionale puro, dalle tinte però più “cartoonesche” rispetto al su citato Jurassic Park Evolution. Non per questo, tuttavia, Parkasaurus si può definire un titolo semplice o poco profondo, anzi. Attirati quindi dal suo stile e dalla possibilità di creare da zero un parco a tema dinosauri, abbiamo deciso che valeva la pena provarlo. Di seguito le nostre prime impressioni.

Qui non badiamo a spese

Una volta avviato il gioco, veniamo accolti da un menu semplice e colorato: iniziata una nuova partita, ci viene chiesto di attribuire un nome al nostro parco. Fatto ciò, saremo catapultati nella mappa, inizialmente “vuota”, e supportati da un tutorial che ci terrà compagnia per i primi minuti di gioco. Tutorial che, soprattutto per i neofiti, diventa prezioso per capire appieno le meccaniche.

Un cliché

Ci verrà quindi spiegato come costruire i recinti, all’interno dei quali inserire l’ecosistema più adatto (vegetazione, acqua, accessori ecc.) a seconda dei dinosauri che sceglieremo di inserirvi. Naturalmente, in Parkasaurus potremo “creare” sia erbivori che carnivori, di conseguenza alcune scelte saranno obbligate: pretendere che un erbivoro mangi carne si scontra inevitabilmente con le necessità e i gusti dello Stegosauro o del Triceratopo di turno.

In ogni gestionale che si rispetti, un ruolo cruciale viene ricoperto dall’interfaccia di gioco; interfaccia che, nel titolo firmato WashBear, risulta essenziale e di facile comprensione. Come lo stesso tutorial ci mostra nel corso dei primi minuti, Parkasaurus mette a disposizione diverse sezioni, che costituiscono di fatto i suoi ingranaggi: ogni pezzo è fondamentale per gli equilibri di gioco.

Equilibrium

Dal momento che il primo dinosauro ci viene gentilmente “offerto” (potremo scegliere tra un Triceratopo o uno Stegosauro), i primi istanti di gioco si concentrano molto sulla costruzione degli ecosistemi e sull’importanza del personale assunto. Per quanto riguarda gli ecosistemi, ad esempio, è opportuno scegliere il giusto ambiente per il proprio dinosauro: se questi predilige particolarmente la privacy, sarà bene garantire che i visitatori non risultino invadenti, senza comunque isolare troppo il dinosauro (mettendo magari più alberi del dovuto) né compromettere la visibilità stessa dei visitatori.

Triceratopo o Stegosauro?

Dicevamo poi del personale: l’interfaccia di gioco è costituita da diverse sezioni, tra cui la sezione Office, all’interno della quale è possibile non solo visionare ed analizzare l’andamento “socio-economico” del parco, ma anche reclutare, all’occorrenza, del personale. Per farlo, ci vengono messi a disposizione i curriculum di vari candidati, suddivisi per categoria (scienziati, veterinari, guardie e custodi): la scelta per l’uno piuttosto che per l’altro viene influenzata, tendenzialmente, dal “livello” del candidato e dai valori di alcune caratteristiche, quali velocità e personalità.

Un custode veloce nel raccogliere i rifiuti, che nel corso della giornata si accumulano all’interno del parco, eviterà le lamentele dei visitatori, con conseguenti recensioni negative ed appeal del parco diminuito.

Le faremo sapere

Questi piccoli esempi diventano utili per capire la natura di Parkasaurus, in cui tutto ruota attorno al benessere dei dinosauri e, al contempo, alla soddisfazione dei visitatori. Diventa quindi importante trovare il giusto equilibrio.

È nato prima l’uovo o la gallina?

In Parkasaurus, gli scienziati rivestono un ruolo fondamentale: le loro ricerche consentono di migliorare la qualità della vita dei dinosauri, degli ecosistemi all’interno del parco e, per specchio riflesso, l’esperienza dei visitatori. Grazie al loro lavoro, infatti, guadagniamo giornalmente dei punti esperienza, spendibili in miglioramenti relativi al parco o in oggetti utili a sbloccare particolari tipi di dinosauro (come ad esempio le gemme).

A fine giornata ci viene mostrato un dettagliato riepilogo

Ma non solo: per poter creare dei nuovi dinosauri diventa necessario utilizzare le abilità stesse degli scienziati nello scovare i fossili. Per far ciò, possiamo servirci di un portale, che consente di spostarci in diverse aree sparse per il globo; aree che vengono scelte a seconda del tipo di dinosauro che desideriamo ricreare. Una volta recuperati i fossili richiesti, attraverso un piccolo mini-gioco, potremo utilizzarli per ricostruire il DNA del dinosauro prescelto e creare, quindi, le uova.

Verso il Giurassico e oltre!

Più un dinosauro è “raro” più diventa difficile reperirne i fossili: non aspettatevi la stessa difficoltà nel reperire i fossili di un T-Rex piuttosto che quelli di uno Stegosauro, non ce ne voglia lo Stegosauro. Ma questo, d’altronde, fa parte del livello di esperienza che man mano acquisiamo col trascorrere delle singole “giornate”, al termine delle quali ci viene proposto un resoconto contenente il bilancio complessivo della giornata, sia in termini economici che, appunto, in termini di punti esperienza (suddivisi in punti “Science” e punti “Hearts”).

Viva Parkasaurus

Il riferimento al coloratissimo Viva Pinata (chi lo ricorda?) è voluto, probabilmente perché ciò che traspare da Parkasaurus, fin dalle prime battute, sono vivacità e spensieratezza, le stesse virtù che avevano caratterizzato il buon vecchio titolo Rare. I ragazzi di WashBear hanno sfornato un titolo certamente gradevole dal punto vista grafico, con colori accesi e modelli poligonali semplici ma efficaci.

Work in progress…

Concludendo…

Dal punto di vista della pura esperienza di gioco, Parkasaurus, nonostante l’estetica cartoonesca possa ingannare, risulta fortemente strutturato e invoglia a migliorarsi costantemente. Forse la sezione di raccolta dei fossili risulta in parte limitata e ripetitiva, ma viene sicuramente bilanciata dalle possibilità di sperimentare che il gioco offre. Ricordiamo, tra l’altro, che il gioco è ancora in early access; le nostre prime impressioni/sensazioni, dunque, sono senz’altro positive. Una nota negativa: manca la traduzione in italiano.

CI PIACE
  • Gameplay solido
  • Tecnicamente valido
NON CI PIACE
  • Sezione “Portal” in parte ripetitiva
  • Manca la traduzione in italiano
Conclusioni

Per concludere, Parkasaurus è un gestionale dal gameplay solido e discretamente strutturato. A parte qualche piccola lacuna, perdonabile essendo ancora in early access, il titolo WashBear risulta piacevole da giocare e gradevole da vedere.

SENTENZA

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Ho iniziato con una Amiga 500. Da allora non ho più smesso.

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