Chef: A Restaurant Tycoon Game: In cucina!

Chef: A Restaurant Tycoon Game è il nuovo titolo di Inner Void, software house italiana evidentemente orientata verso l’ambito indie e già conosciuta per il gioco di ruolo post-apocalittico “ICY”. Il team di sviluppo questa volta ha puntato su tutt’altra tipologia di gioco che, come facilmente intuibile dal titolo, è un gestionale/simulativo incentrato sulla gestione di un ristorante.

Rilasciato il 6 dicembre su Steam con la modalita dell’accesso anticipato, Chef: A Restaurant Tycoon Game è pensato i giocatori desiderosi di cimentarsi nella conduzione “in prima persona” di un locale. Indubbiamente, il titolo non può che avere a che fare con un’elevata competizione, sia con i videogiochi inerenti l’abilità culinaria, sia con quelli incentrati su questioni di natura prettamente gestionale.

Ristorante pieno visto dall’alto

Crea il tuo locale!

In quest’avventura, il protagonista (nonché avatar del giocatore) è ovviamente lo chef e proprietario del ristorante. Chef: A Restaurant Tycoon Game ci offre la possibilità di personalizzare accuratamente il nostro alter ego digitale, spaziando dalle caratteristiche fisiche all’outfit. Una volta fatto, sarà il momento di scegliere la nostra struttura, che differisce per: grandezza, location, clientela e costo dell’affitto. Presa quest’ultima decisione, sarà il momento di tuffarsi nel vivo del gioco.

Chef: A Restaurant Tycoon Game offre davvero ampia libertà di scelta al giocatore: dall’arredamento al menù, dalla pubblicità alla scelta dello staff. Il tutto, mediante apposite interfacce. In questo senso, la prima per importanza è sicuramente quella dell’arredamento, che ci permette di decidere e definire ogni minimo particolare dell’aspetto estetico e funzionale del nostro locale. Pavimentazione e texture dei muri non richiedono denaro e possono essere cambiati in ogni momento a seconda dei gusti. I mobili e gli elettrodomestici della cucina (ognuno con una funzione differente), invece, necessitano di denaro. Si suddividono in: banconi da lavoro, forni, fornelli, friggitrici, griglie, frigoriferi, frullatori e forni microonde.

I tavoli, come facilmente immaginabile, servono invece per accogliere i clienti, incrementando la capienza massima del locale. C’è poi un ulteriore spazio dedicato all’oggettistica: questa influisce sul gradimento dell’ambiente da parte dei clienti.

Una seconda interfaccia riguarda poi lo staff: il locale, per funzionare, necessita ovviamente di chef e camerieri. I primi si occupano della preparazione delle pietanze, i secondi di servire e far accomodare i clienti. Importanti per la selezione del personale sono le peculiarità individuali di ogni dipendente, nonché i salari. Ogni eventuale assunto ha inoltre un livello che indica le sue abilità, oltreché dei particolari tratti distintivi (malus o bonus in determinati ambiti).

Ristorante semivuoto visto dall’alto

Ai fornelli

Essendo Chef: A Restaurant Tycoon Game un titolo riguardante il mondo culinario, non può certamente mancare la personalizzazione della componente gastronomica del nostro ristorante. Questa avviene in differenti modalità ed approcci. La scelta del menù è sicuramente il punto di inizio. Ogni pietanza è distinta a seconda delle caratteristiche, e classificata in: aperitivi, piatti principali, insalate, zuppe, contorni, dessert e bevande. Generalmente, un menù vario è composto da tutte le tipologie di portate, ma il giocatore può comunque scegliere in base alla sua volontà. Una volta selezionate le portate, sarà possibile definire un listino prezzi.

Ma se si volesse personalizzare ulteriormente il menù?  Sarà possibile grazie all’editor di ricette. Inizialmente si selezionerà una texture grafica, che rappresenterà visivamente la nostra creazione, poi sarà la volta di un ingrediente base. Quindi, rimarrà il compito di scegliere gli ingredienti aggiuntivi. Combinando tutti questi elementi otterremo un piatto unico caratterizzato da un dato parametro, compreso tra 0 e 100, che indica quanto sia gustosa la ricetta. Dovremo però fare attenzione: il piatto potrebbe risultare troppo salato, dolce, aspro, amaro o grasso.

È poi possibile accrescere le proprie abilità gastronomiche. A fine giornata si otterranno infatti dei punti, suddivisi in punti esperienza e punti ingredienti. I primi riguardano il nostro chef, e sono necessari per la sua crescita. Ad ogni chiusura del locale ne otterremo cinque, spendibili in altrettante “categorie”: carboidrati, carne, pesce, vegetali e frutta, dolci. Attraverso l’esperienza guadagnata si otterranno nuove ricette o miglioramenti nella preparazione di determinati piatti.

I punti ingredienti, come intuibile, servono invece per ottenere ingredienti nuovi o migliori. Se ne otterranno dieci ad ogni chiusura. Le possibilità di distribuzione in questo sono ancora di più: vegetali, carboidrati, carne, pesce, prodotti caseari, spezie, frutta, noci, legumi, alcolici e altro ancora. Aggiungiamo ancora che ogni ingrediente ha tre livelli, ciascuno dei quali ne indica la qualità.

Pannello del personaggio dove assegnare i punti esperienza

Cucina social

Gestire un ristorante però non è solo cucinare e arredare. Il menù “politiche e decisioni” mette in luce un aspetto spesso sottovalutato: quello aziendale. Nello specifico, le “politiche” riguardano criteri come il marketing mirato, la pubblicità e la cura dell’ambiente. Le “decisioni” sono invece inerenti all’assunzione di nuovo personale o alla possibilità di sfruttare la propria popolarità. E proprio sulla scia della fama e del gradimento social troviamo “Chef Advisor”. L’ironica pseudo-citazione nasconde una grandissima funzionalità: la capacità di rivelare fattori di gradimento (o meno) del locale. Talvolta infatti, i clienti decideranno di recensire il ristorante. La valutazione sarà compresa tra uno e cinque, e impostata su quattro fattori: servizio, cibo, prezzi e ambiente. Ognuno di questi avrà un “peso” differente a seconda della categoria di clienti, ciascuna con differenti esigenze e richieste.

Menù dove visionare lo staff ed assumere nuovi membri della cucina

Concludendo…

Chef: A Restaurant Tycoon Game si rivela un gestionale fedele e ottimamente organizzato, in grado di replicare alla perfezione ogni aspetto della conduzione di un ristorante. Le grandi possibilità di personalizzazione del gameplay, inoltre, offrono al giocatore una libertà notevole.

Il titolo, nonostante si trovi ancora in fase di Early access, è abbastanza completo: l’esperienza videoludica non è minata da particolari limitazioni e risulta, anzi, tranquillamente godibile. Indubbiamente i neofiti del genere potrebbero incontrare qualche difficoltà, necessitando di una buona quantità di ore per imparare realmente come “interpretare” un prodotto complesso e talvolta anche un po’ macchinoso. Discorso diverso per gli habitué dei gestionali, che potranno cimentarsi con una sfida impegnativa e mai noiosa.

CI PIACE
  • Simulazione estremamente fedele
  • Altissima personalizzazione e diversificazione dell’esperienza
  • Implementazioni considerevoli ed innovative
NON CI PIACE
  • Inizio macchinoso e complicato
  • Presenza di lassi temporali superflui
Conclusioni

Chef: A Restaurant Tycoon Game si rivela un gestionale fedele e ottimamente organizzato, in grado di replicare alla perfezione ogni aspetto della conduzione di un ristorante. Le grandi possibilità di personalizzazione del gameplay, inoltre, offrono al giocatore una libertà notevole.

Il titolo, nonostante si trovi ancora in fase di Early access, è abbastanza completo: l’esperienza videoludica non è minata da particolari limitazioni e risulta, anzi, tranquillamente godibile. Indubbiamente i neofiti del genere potrebbero incontrare qualche difficoltà, necessitando di una buona quantità di ore per imparare realmente come “interpretare” un prodotto complesso e talvolta anche un po’ macchinoso. Discorso diverso per gli habitué dei gestionali, che potranno cimentarsi con una sfida impegnativa e mai noiosa.

VOTO
PROVVISORIO
8Cyberludus.com
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Azelio Magotti
Nato a Reggio Calabria nel 1997, si appassiona fin dall’età di sei anni ai videogiochi. Nonostante le sue prime esperienze videoludiche fossero principalmente al computer, dopo qualche anno riesce nell’impresa di farsi regalare una Xbox: Halo e Fable saranno i due titoli preferiti, come del resto le loro rispettive serie. A dodici anni scoprirà la sua passione per la Nintendo e da questa nascerà un grandissimo amore per i suoi titoli più famosi e gli immancabili JRPG. Al momento studia Giornalismo, con la speranza di poter scrivere dei suoi amati videogame anche in futuro.

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