Il protagonista della review odierna è Sheltered, divertente indie game rilasciato nel 2016 da Unicube e Team 17 Digital ed approdato su Nintendo Switch da qualche giorno. Il gioco pone al giocatore un quesito piuttosto arduo: “riuscirai a sopravvivere all’apocalisse?”. Infatti, Sheltered metterà a dura prova le nostre capacità gestionali e di pianificazione mettendoci a capo di una tradizionale famiglia occidentale alle prese con un’apocalisse che ha quasi del tutto estinto la razza umana. Il nostro compito? Fare tutto ciò che è in nostro potere per sopravvivere, ogni maledetto giorno.

World is Dead

Sheltered è un gestionale con setting post-apocalittico che ci vedrà alle prese con il management di un piccolo gruppo di sopravvissuti. Nel titolo, oltre all’ovvia gestione “brutale” della sopravvivenza dei singoli, saremo anche chiamati a gestire le risorse trovate e ad affrontare combattimenti a turni dal sapore un po’ retrò. Nelle battute iniziali, avremo inizialmente facoltà di customizzare l’ensemble a disposizione attraverso un editor davvero estensivo e profondo, in cui potremo stabilire il numero, il sesso ed alcune caratteristiche del nucleo familiare. Man mano, vedremo il nostro piccolo gruppo di survivor adattare una sorta di bunker per ribattezzarlo casa.

Il compito del giocatore, com’è logico attendersi, sarà quello di gestire a 360° un gruppo piuttosto variegato a livello di abilità e di caratteristiche psico-fisiche. Concretamente, dovremo badare ad ogni piccola minuzia, dall’igiene personale di ogni singolo membro all’alimentazione o allo stress. Ma, com’è facile intuire, i pericoli che dovremo affrontare non saranno solo di quelli “comuni”: a darci filo da torcere ci penseranno altri “simpatici” protagonisti diretti o indiretti del gioco, come altri sopravvissuti o eventi di varia specie, i quali si frapporranno fra noi e la sopravvivenza.

Una semplice questione di organizzazione

Nel corso del gioco saremo costantemente messi alla prova da un punto di vista organizzativo. Infatti, Sheltered potrebbe essere riassunto come una sorta di “decision making simulator”, in cui dovremo scegliere oculatamente chi mandare, ad esempio, al di fuori del rifugio alla ricerca di cibo ed altri oggetti utili e chi, al contrario, far restare all’interno del fortino per proteggerlo e rimaneggiarlo. Il primo sopracciglio inarcato proviene proprio dal sistema di controllo prescelto dagli sviluppatori: il giocatore, infatti, avrà totale facoltà di dirigere ogni azione dei propri eroi, dal cibo al tempo da destinare al riposo. Sebbene sulla carta il sistema sia sostanzialmente funzionante ed oliato (seppur poteva esser compiuto un miglior lavoro a livello di interfaccia, alle volte un po’ confusionaria), il dover personalmente “avviare” ogni singola azione di ogni singolo membro risulterà piuttosto pesante, a tratti.

Ricordate i nostri alter-ego in The Sims “svenire” automaticamente per la carenza di sonno? Ebbene, in Sheltered tutto questo non avverrà poiché qualsiasi problematica, dalle questioni “intestinali” al meritato riposo, dovrà essere direttamente impartito, pena l’accumularsi di stress/danni psico-fisici ai nostri survivor. Il gioco, comunque sia, ci offre una modalità di controllo “automatico”, in cui i nostri protagonisti sazieranno i propri bisogni senza un nostro controllo diretto. Problem solved? Non è propriamente vero, visto che l’automazione si tradurrà molto velocemente in un scorretto utilizzo delle (poche) risorse a disposizione.

Non è un mondo per…famiglie

Com’è logico intuire, tutte le azioni che caratterizzano l’intero gameplay del gioco saranno diretta o indiretta conseguenza dello “scavenging”, ovvero alla ricerca di risorse varie che torneranno utili in tanti frangenti, dalla sopravvivenza base alla riparazione di tubature ecc. Da questo punto di vista, il drop degli oggetti sarà piuttosto casuale e, per certi versi, non propriamente “equilibrato”: capiteranno, ad esempio, run dove sarà molto semplice ottenere cibo o altre in cui, purtroppo, vedremo fallire miseramente i nostri piani di sopravvivenza a causa di una estrema scarsità dello stesso. Nonostante il “caso” sia a tutti gli effetti una costante “non a caso” in questi giochi, vedere una campagna fallire per la mancanza reiterata di un elemento base è per certi versi frustrante.

Come altresì anticipato nei precedenti paragrafi, i nostri survivor saranno alle volte chiamati ad usare mezzi poco ortodossi per risolvere determinate faccende, facendo suonare “le nocche” piuttosto che le parole. Il fighting system del gioco sarà basata su di un sistema a turni, in verità piuttosto rudimentale e non particolarmente ispirato o dettagliato, che ci vedrà fronteggiare diverse tipologie di minacce, da animali selvaggi a banditi.

Tecnicando

Nonostante sia indubbiamente un gioco da mouse e tastiera, la traslazione su Nintendo Switch è avvenuta in modo egregio e, tralasciando qualche piccola incertezza a livello di interfaccia, il titolo sarà sufficientemente “comodo” da giocare sull’ibrida Nintendo. Graficamente parlando, Sheltered offre una pregevole grafica 2D pixelosa, senza infamia ne’ particolare lode che offrirà al giocatore un quadro apocalittico piuttosto gradevole anche se vagamente anonimo (far sopravvivere umani senza faccia e’ un po’…disumano). Sicuramente, il titolo è ben ottimizzato e non ha mostrato nessun tipo di rallentamento o “indecisione”, scorrendo senza intoppi e piuttosto fluidamente.

Concludendo…

Sheltered è un gioco con un’idea di base piuttosto valida e originale: far sopravvivere un gruppo capitato “per sbaglio” all’inferno. Le possibilità di gestione sono tante e profonde così come la discreta longevità del titolo, grazie ad un sistema basato sulla casualità che renderà le run sempre diverse, doneranno al titolo un aspetto sicuramente valido e godibile. Ovviamente, il gioco non è esente da decisioni strutturali che potranno frustrare taluni, come ad esempio il dover dirigere direttamente ogni azione di ogni singolo componente unitamente ad un drop degli oggetti non particolarmente equilibrato.

CI PIACE
  • Personalizzazione vasta e profonda
  • Possibilità di gestione dettagliata
  • Ogni partita è diversa
NON CI PIACE
  • A tratti frustrante
  • Gameplay “casuale” non equilibrato
  • Interfaccia migliorabile
Conclusioni

Sheltered, pur non essendo esente da alcuni difetti strutturali di un certo rilievo, resta un titolo piuttosto divertente ed una sfida ostica per tutti gli appassionati del settore. I neofiti, al contrario, potrebbero velocemente stancarsi data la mole di dettagli a cui bisogna dar conto e ad una difficoltà sbilanciata.

7Cyberludus.com
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Donato Marchisiello
Amante dei videogiochi, degli animali e del buon cibo, non rinuncio ai piccoli piaceri ludici e ad una buona compagnia! Anche Online!

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