Franz Dandruff, un professore cattivo, ha rapito la nostra bella fidanzata e l’ha portata in una torre abbandonata per fare un terribile esperimento: togliere via tutto il sangue della giovane ragazza per terminare la sua formula sulla pozione della immortalità. Abbiamo poco tempo per impedire tutto ciò e saremo costretti, nostro malgrado, a risolvere questa delicatissima situazione saltellando per otto livelli pieni di mostriciattoli ed insidie ed a rimandare la nostra pennichella pomeridiana, dopo la solita abbuffata di impepate di cozze condite con foglie di eucalipto. Guideremo così Flimbo, un ragazzotto piuttosto rotondo, alla ricerca di lettere che formeranno una parola in grado di sbloccare il livello successivo e continuare la sua missione di salvataggio di Pearly, il nome della sua dolce metà. “Flimbo’s Quest”, titolo della System 3, software house famosa soprattutto per la serie “Last Ninja”, nel 1990 si cimentò con un platform game abbastanza curato, bello da vedere, da ascoltare ed abbastanza calibrato nella sua difficoltà.

Salta, spara, uccidi, cerca: la nostra partita a Flimbo’s

Trattandosi di un gioco di piattaforme vecchio stampo, “Flimbo’s Quest” non offre grandi novità dal punto di vista concettuale. Vagheremo per i livelli alla ricerca delle lettere per comporre il codice segreto ed avanzare, e nel farlo incontreremo svariati ostacoli, anche architettonici. I mostri mutanti, se così si possono chiamare, sguinzagliati del malefico professor Dandruff, sono sparsi in tutto il gioco, e sono proprio loro a frenarci, nascondendo le lettere necessarie. Data un’occhiata al tipo di bestia che porterà con se quello che ci interessa, dovremo andare alla sua caccia, eliminarla e prenderci quanto serve. Per spuntarla, dovremo sparare, saltare, uccidere, vagare alla ricerca di queste famose lettere e prendere quanti più soldi possibili. Naturalmente esistono i potenziamenti: per acquistarli basterà andare nel negozio presente in ogni livello e scegliere quello che fa più al caso nostro. Diventeremo così più veloci e più potenti per combattere meglio i nostri nemici che diventeranno col passare dei quadri successivi molto più coriacei.

Parallax effect, questo sconosciuto

La prima cosa che salta all’attenzione del videogiocatore è senza dubbio l’aspetto grafico. Sia per Commodore 64 che per Amiga, infatti, la forza di questo gioco sta, senza dubbio, nel suo aspetto. D’altronde, anche le recensioni dell’epoca e la sua pubblicità nelle riviste specializzate parlavano apertamente di una grafica in stile cartone animato. Noteremo quindi una grafica curata, soprattutto nella versione a 16 bit, con fogge di colori sgargianti in stile cartoon. Un’altra cosa, però, catturerà la nostra attenzione: il parallax effect, ossia quell’effetto visivo che avremo quando ci muoveremo. In “Flimbo’s Quest” esiste uno sfondo a più livelli e, quando ci sposteremo, i fondali in primo piano si sposteranno ad una velocità diversa dei due strati di sfondo amplificando, così, la sensazione di movimento. Un effetto ottico quasi impensabile per l’epoca e che pochi videogiochi avevano (uno di questi è “Hawkeye” della Thalamus). Detto questo possiamo descrivere le animazioni, molto dettagliate sia per Amiga che per C64, nonostante i suoi limiti hardware: si tratta di animazioni abbastanza efficaci e convincenti nonché rapidi in quasi tutte le loro espressioni, se si eccettuano alcuni rallentamenti, soprattutto nella versione ad 8 bit.

Canzoni, effetti sonori, il computer si fa ascoltare

Se il volto è bello, anche quello che si sente non è da meno. Le musiche di Reyn Ouwehand (che ha firmato la colonna sonora di “The Last Ninja 3”) e Johannes Bjerregaard (autore delle musiche di “Stormlord”, della Hewson) sono decisamente orecchiabili e si intonano con l’atmosfera “rotonda” di questo gioco. Già dalla prima traccia avremo le idee chiare sul tipo di avventura che andremo ad affrontare. A testimoniare la qualità di quello che ascolteremo sono anche i vari remix sparsi in giro per la rete. Gli effetti sonori, invece, si limitano ad identificare le esplosioni ed la raccolta dei vari oggetti. Nulla di trascendentale, quindi, ma fanno il loro dovere.

Concludendo…

Gli appassionati del genere platform game saranno sicuramente accontentati. “Flimbo’s Quest” li conquisterà senza dubbio grazie ad una bella grafica e ad un sonoro di ottimo livello. Nulla da segnalare dal punto di vista della giocabilità che, sebbene poco innovativa, risulterà niente male. Il gioco presenta anche un buon livello di difficoltà: non ci saranno livelli impossibili da superare e non si incontreranno nemici invincibili. Il tutto risulterà funzionare fluidamente anche se alla lunga potrebbe diventare un po’ ripetitivo. Manca, infine, quel quid in più in grado di fare entrare “Flimbo’s Quest” nel gotha dei videogiochi, soprattutto se si considera la versione per Commodore 64, sicuramente superiore alla media di molti platform di quegli anni. Per Amiga, benché grafica e sonoro fossero di livello medio, il gioco si attesta sulla sufficienza. La System 3 era più ferrata per il C64.

CI PIACE
  • Buon comparto grafico
  • Ottima Colonna Sonora
  • Giocabilità ben calibrata
NON CI PIACE
  • Poco innovativo
  • Alcuni rallentamenti nello scrolling
  • A volte ripetitivo
Conclusioni

Gli appassionati del genere platform game saranno sicuramente accontentati. “Flimbo’s Quest” li conquisterà senza dubbio grazie ad una bella grafica e ad un sonoro di ottimo livello. Nulla da segnalare dal punto di vista della giocabilità che, sebbene poco innovativa, risulterà niente male. Il gioco presenta anche un buon livello di difficoltà: non ci saranno livelli impossibili da superare e non si incontreranno nemici invincibili. Il tutto risulterà funzionare fluidamente anche se alla lunga potrebbe diventare un po’ ripetitivo. Manca, infine, quel quid in più in grado di fare entrare “Flimbo’s Quest” nel gotha dei videogiochi, soprattutto se si considera la versione per Commodore 64, sicuramente superiore alla media di molti platform di quegli anni. Per Amiga, benché grafica e sonoro fossero di livello medio, il gioco si attesta sulla sufficienza. La System 3 era più ferrata per il C64.

7.5Cyberludus.com
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Redazione
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