Starlink: Battle For Atlas è un titolo che ha fatto e farà parlare di sè a lungo. L’elemento distintivo del nuovo titolo Ubisoft è senza dubbio la componente fisica ad esso associato, quelli che ormai all’unanimità vengono definiti, senza troppa fantasia, “toys to life”, e cioè i “giocattoli che prendono vita”. Per il colosso francese è il primo approccio verso questo mondo, che da anni ha visto parteciparvi nomi illustri come Activision (con la serie Skylanders), Warner Bros (con Lego Dimensions), Disney (attraverso i vari Disney Infinity) e Nintendo (introducendo gli Amiibo).
Questa volta, invece di limitarsi a piccole statuine ed accessori, Ubisoft ha ideato un complesso sistema modulare che permette al giocatore di assemblare il suo mezzo di trasporto avveniristico, componendolo pezzo per pezzo nel mondo reale, ottenendo il corrispettivo virtuale nel gioco.

La domanda a questo punto è: questa innovazione sarà in grado di rivitalizzare un mercato che – ad oggi – risulta piuttosto stantio e dove gli altri giganti del settore hanno smesso di investire? La risposta nella nostra recensione …

La Storia

Il gioco è ambientato nel sistema stellare Atlas. I nostri eroi, comandati dal capitano Victor St.Grand, sono in cerca di indizi sulle origini di un curioso alieno precipitato sulla Terra, che hanno chiamato Judge. Alla squadra iniziale si unisce quasi subito la squadra di Fox McCloud (esclusiva Switch), che grazie alla loro abilità nel combattimento costituirà un prezioso alleato.

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Peppy non sembra proprio entusiasta di entrare in missione …

Senza svelare nulla di eclatante basti sapere che, durante la prima missione, la nave madre del giocatore, la Equinox, viene attaccata dalla Legione Dimenticata e fatta precipitare su un pianeta limitrofo. St.Grand viene fatto prigioniero da Grax, il malvagio comandante della Legione, che vuole carpire da lui le conoscenze sul Nova, una fonte di energia incredibilmente efficiente e di cui solo il capitano conosce gli arcani segreti.

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Ecco Grax, la nemesi della squadra Starlink, mentre si accinge a portare avanti il suo piano di distruzione.

Lasciate che i giocattoli vengano a me…

Come anticipato Starlink arriva in un momento criptico per questa tecnologia, dato che tutti i suoi concorrenti sono dormienti già da un po’. Letta in altri termini questa forse è anche una circostanza propizia, dato che non ci saranno veri avversari da sfidare nel mercato – Starlink sarà l’unico a riempire gli scaffali dei negozi con i suoi gadget ed astronavi.
Inoltre possiede un altro elemento molto differente rispetto ai già citati antagonisti: il target di utenze a cui mira è rappresentato da un pubblico più maturo, che magari nell’infanzia è cresciuto a colpi di Skylanders, ma che comunque è in grado di apprezzare maggiormente il tema fantascientifico e la profondità della storia offerti.
Come è facilmente intuibile dalle immagini, tutto il gioco è ambientato in terza persona, con la telecamera alle spalle della nave del (o dei) giocatore/i. Questa è letteralmente scomponibile in alcune parti, che rappresentano anche le controparti fisiche intercambiabili: un pilota, un corpo centrale, due ali, due armi.

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Il pannello dove è possibile sostituire e potenziare le varie parti della nave

Il nome del gioco, Starlink, è anche il nome della tecnologia che permette alle navi del gioco di scambiare le parti di cui sono composte per potersi adattare alle differenti situazioni. In pratica, durante una battaglia, un pilota sarebbe in grado di sostituire le sue armi in favore di altre più adatte al nemico di turno (seguendo la regola degli elementi inversi: ghiaccio contro fuoco, fuoco contro ghiaccio, etc.), e questa azione può essere compiuta in carne ed ossa, fisicamente alterando l’astronave che compone il joypad.
Lo starter kit include un adattatore per il joypad – nel caso della Switch, si montano i due Joycon su un connettore centrale; questi possiede nella parte superiore l’aggancio per il pilota ed il corpo centrale dell’astronave. L’astronave a sua volta possiede 2 connettori per le ali, che a loro volta possono montare un’arma ciascuna. Nella versione Switch sono disponibili in tutto 8 astronavi con 16 ali, 16 armi, 10 piloti (per le altre versioni è sufficiente sottrarre una nave ed 1 pilota a questo conteggio, dato che Starfox è una esclusiva Nintendo).
In definitiva abbiamo trovato i toys-to-life in Starlink un complemento gradevole, ma niente di più. L’idea sostanziale è decisamente interessante, ma dover interrompere il gioco per cambiare fisicamente un’arma sul piccolo modellino è un’esperienza deludente: non appena viene altarata la composizione del modellino il gioco va in pausa per concedere il tempo di effettuare la modifica. Purtroppo in questo modo viene totalmente rovinata l’immersione nell’azione, senza contare che il montaggio è piuttosto delicato e servono sempre due mani per completarlo.

Gameplay

Starlink è, fondamentalmente, un action-adventure, anche se possiede molti componenti di un open-world. E’ stato spesso accomunato a No Man’s Sky ed avendoli provati entrambi possiamo senza dubbio confermare che effettivamente ci sono affinità evidenti.
Tra i due però ci sono alcune differenze sostanziali: la prima è che in Starlink si resta sempre a bordo della navicella, non si scende mai a piedi. La seconda è che mentre NMS offre uno sconfinato, ma sterile, universo, Starlink permette di esplorare “solo” sette pianeti pre-disegnati con tantissime cose da fare ed una storia ben riuscita.
Inoltre in Starlink non è necessario raccogliere risorse per ottenere il carburante – il focus è interamente dedicato alle navi, ai piloti ed alla narrazione (fatto lodevole, in questo caso).
Dopo un lunghissimo tutorial viene svelato che uno dei compiti primari è quella di mantenere l’ordine dei sette pianeti di Atlas, distruggendo le installazioni della Legione e liberando gli stessi dal loro plagio.

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Durante le esplorazioni sulla superficie dei corpi celesti si guida in una specie di modalità “hovercraft”, con la navicella che rimane a pochi metri dal suolo, potendo combattere ed effettuare piccoli balzi. In qualsiasi momento però è possibile attivare i motori e decollare, e puntando verso l’alto è possibile uscire dall’atmosfera. La navigazione tra la superficie, lo spazio e gli astri avviene proprio come in No Man’s Sky, senza soluzione di continuità: tramite l’iper-spazio si accelera fino a raggiungere la prossima destinazione, il tutto senza caricamenti o pause!

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Ecco uno dei menu di potenziamento, in questo caso della nave madre Equinox.

Durante le perlustrazioni terrene è possibile incontrare fauna locale (da scansionare per ottenere punti, proprio come nel titolo di Hello Games), installazioni da liberare, oggetti da raccogliere, ed ovviamente svariati nemici.
I combattimenti possono avvenire in due distinte situazioni: al suolo, ed in volo. In generale combattere è un’esperienza divertente, ma a tratti forse un po’ ripetitiva (La carenza di varietà alla lunga forse è uno degli aspetti più problematici del gioco).

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Un combattimento dal vivo con gli schifosi Imp

In ogni pianeta in definitiva occorre svolgere le stesse mansioni: si cercano le installazioni nemiche e si distruggono, fino a quando non compare il boss, qui denominato “Prime”.
Ogni mondo racchiude innumerevoli side-quest che permetteranno di ottenere ricompense quali oro, esperienza oppure Mod da installare nelle componenti della nave. Queste Mod arricchiscono la componente di crescita dei personaggi introducendo modifiche più o meno potenti applicabili ad ogni parte della nave.
Una volta effettuate abbastanza missioni sarà possibile attaccare il boss, un gigantesco essere bio-meccanico che è a capo del pianeta. Tutto questo va quindi ripetuto per ogni corpo celeste, mentre la storia prosegue.

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Ecco un terribile Prime, gigantesco e temibilissimo. Mirate ai suoi punti deboli!

Ogni pilota possiede un ramo di abilità dedicato, principalmente basato sul potere speciale ad esso associato. Le navi, invece, posseggono caratteristiche quali velocità, manovrabilità, energia, etc. che le rendono particolari. Invero però la scelta del mezzo e del pilota non cambia in maniera radicale lo stile di gioco, ma forse si tratta di una cosa voluta anche per non obbligare i poveri acquirenti a dover spendere una fortuna per l’acquisto di tutta la collezione di miniature.
Più importante invece la scelta delle armi che, per fortuna, costano meno e sono più appetibili – meglio averne almeno una per tipologia.
L’acquisto di un giocattolo attiva automaticamente anche la sua controparte digitale – in pratica successivamente è possibile giocare in “digitale” senza i modellini, e se avete un Pro Controller a disposizione l’esperienza è decisamente più godibile.
Tutta la storia infine può essere giocata in coop locale da due giocatori con un generosissimo split-screen (davvero incredibile vederlo girare così bene su una piccola Switch).

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Un particolare della fauna che può essere incontrata sui pianeti, in local coop.

Comparto tecnico

Starlink sulla Switch è tecnicamente un gioiellino. Ovviamente comparato con le sorellone di Microsoft e Sony la grafica risulta decisamente più semplice e meno dettagliata, ma raggiunge comunque vette degne di nota.
Non abbiamo notato cali di frame neanche in momenti molto frenetici e ricchi di oggetti in movimento, e questo è un altro segno che dimostra l’ottimo lavoro di ottimizzazione svolto da Ubisoft.

L’audio si compone di un’ottima colonna sonora davvero ispirata, che tra le altre cose include anche il famoso tema di Corneria preso direttamente da Starfox. Gli effetti sonori, allo stesso modo, si dimostrano all’altezza della produzione: sono variegati e scelti con cura – degni di un film di fantascienza.
Tutti i filmati infine sono stati doppiati anche in italiano sfoggiando una buona qualità complessiva, anche se qualche doppiatore in più avrebbe giovato: talvolta è possibile cogliere il riciclo degli attori su più ruoli.

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Un esempio della scansione della fauna – occorre girare intorno agli animali per attivare tutti quei piccoli smeraldi.

Concludendo…

Starlink ci è piaciuto, possiamo affermare che oggi è senza dubbio il migliore articolo di questo genere disponibile su Switch.
Purtroppo la componente più particolare di tutta la produzione – ovvero i giocattoli modulari – li riteniamo un mezzo fallimento.
Non solo sono costosi e scomodi, ma il loro utilizzo spezza l’azione perchè costringe il giocatore a concentrarsi sul modellino per sostituirne delicatamente I pezzi, perdendo il pathos del momento.
Se non siete avidi collezionisti il nostro consiglio è di prendere la versione digitale e lasciare perdere gli upgrade “fisici”. Se, al contrario, ritenete importante anche la componente fisica, possiamo confermare che si tratta senza dubbio di realizzazioni di qualità, dotati di ottime plastiche e dipinti con cura.

CI PIACE
  • Giocabile e ben bilanciato
  • Grafica eccellente (per una Switch!)
  • Coop locale ben implementato
NON CI PIACE
  • L’interazione con I Toys-to-Life è inefficace
  • Missioni un po’ ripetitive
  • Design dei nemici poco ispirato
Conclusioni

Starlink è un ottimo gioco che ha acquistato fama grazie ai modellini modulari di astronavi, ma che invece meriterebbe di essere considerato per quello che è: un ottimo action-adventure spaziale con una forte componente open-world. Lo consigliamo caldamente a tutti i fan del genere, e se non siete interessati alla modellistica compratelo in digitale – non ve ne pentirete!

8.2Cyberludus.com
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Gabriele o “Gabe” per gli amici, è un informatico di professione ed inguaribile videogiocatore. Cresciuto a colpi di Commodore 64 ed Amiga è papà di due bellissimi bimbi che ormai gli rubano quasi tutto il tempo. La sua passione sono l’informatica, il cinema, la musica ed un giorno spera di finire e vedere pubblicato il suo primo videogame … quando trova il tempo!

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